De Benedittis, il design va a teatro

 

La Traviata del regista italo turco ha aperto il 12 dicembre la stagione lirica del San carlo di Napoli

I gioielli di futuroRemoto per la Violetta di Ozpetek

di Antonietta Fulvio

 

 

Nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi è stata “La Traviata” ad aprire, lo scorso 12 dicembre, la stagione lirica del Teatro San Carlo di Napoli. Un teatro d’opera, il più antico del mondo, che abbaglia gli occhi e rapisce l’anima ricordando le parole dello scrittore francese Stendhal. Una definizione che continua a calzare a pennello al massimo Teatro napoletano  che continua ad ammaliare ancor oggi con la sua straordinaria bellezza.

Tempio lirico per eccellenza, il san Carlo ha resistito al passar delle mode e alle tragedie, l’incendio del 1817 e i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Teatro dall’acustica perfetta la sua storia è la storia della musica. Di tutti i tempi.

 

Costruito nel 1737 per volere di Re Carlo III Borbone su disegno dell’architetto Giovanni Antonio Medrano il Real Teatro fu inaugurato il 4 novembre in occasione dell’onomastico del re con l’opera di Pietro Metastasio “l’Achille in Sciro”.

Dagli evirati cantori come il celebre Farinelli ai maestri della scuola napoletana, Domenico Cimarosa e Giovanni Paisiello; ai grandi direttori dell’Ottocento: Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti  e ancora  Saverio Mercadante e Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Mascagni, Leocavallo, Giordano, Cilea e Alfano… Non si contano gli artisti che hanno calcato le sue scene, tra gli altri Niccolò Paganini, Vincenzo Bellini, Caruso, De Stefano, Tebaldi e Callas fino ad arrivare al trio meraviglioso – Paparotti, Domingo e Carreras – tra le stelle del firmamento della lirica che hanno reso gloriose le stagioni del Teatro.

 

 

E – si diceva – per inaugurare la stagione 2012-2013 il San Carlo non poteva dimenticare di omaggiare il grande Giuseppe Verdi, portando in scena  “La Traviata”  nell’allestimento firmato dal regista Ferzan Özpetek.

Il cineasta italo-turco ha voluto quale direttore dell’Orchestra un giovane astro nascente della lirica contemporanea, Michele Mariotti, per le scene, invece, ha scelto l’estro del premio Oscar Dante Ferretti e per i costumi Alessandro Lai. Infine, ancora una volta, si è affidato al designer salentino, Gianni De Benedittis ideatore del brand futuroRemoto,  per la creazione dei gioielli che contribuiscono a delineare la personalità dell’eroina verdiana.

Dopo aver creato i monili per i protagonisti del pluripremiato film “Mine Vaganti”, il designer salentino è stato coinvolto in un nuovo entusiasmante progetto. Dal cinema al teatro, l’estro creativo di Gianni de Benedittis ha colpito nel segno.

Creatività, eleganza e originalità, le tre parole chiave per definire i gioielli unici e raffinati ideati per sottolineare  la bellezza di Violetta, interpretata da Carmen Giannattasio, e il suo potere di seduzione.

Peridòti e tormaline sono stati inanellati per realizzare la collana a più fili completata da un centrale in argento brunito e quarzi verdi.

Non potevano mancare gli anelli oro rosé e diamanti, con radici di zaffiro e radici di smeraldo, tutto in armonia – spiega lo stesso De Benedittis – con quella vena di stile turco che pervade la regia dell’opera. E se incanta il piccolo diadema in argento realizzato per Flora, l’amica di Violetta, è un tocco di classe in più l’anello Luna e stella (Ay Yıldız), una falce di luna e una stella a cinque punte in oro rosé e bianco, con pavé di diamanti, “un omaggio al regista di origine turca, dove la stella, una volta tolto l’anello dal dito, ruota di novanta gradi per divenire ciondolo nel ricostituito simbolo della bandiera turca”.