La pittura di paesaggio di Luigi De Giovanni

Si chiude l’8 dicembre la personale a Palazzo Gallone di Tricase (Lecce)

Dialogo con la Natura

Si chiuderà con l’evento di presentazione, previsto per il vernissage ma rinviato a causa del maltempo, la personale di pittura di Luigi De Giovanni allestita nelle Scuderie di Palazzo Gallone. All’incontro con l’artista Luigi De Giovanni, in programma domenica 8 dicembre, alle ore 18, interverranno Antonio Giuseppe Coppola Sindaco di Tricase, Giampiero Pizza Assessore alla Cultura Comune di Specchia, Rinaldo Rizzo Presidente GAL Capo S. Maria di Leuca, Antonietta Fulvio direttore responsabile “Arte e Luoghi”, ed. Il Raggio Verde. Moderatore il giornalista Maurizio Antonazzo.

L’evento espositivo è organizzato dall’associazione e20Cult, in collaborazione con Il Raggio Verde edizioni e il comune di Tricase che patrocina l’evento unitamente alla Provincia di Lecce, al Comune di Specchia  e al GAL Capo S. Maria di Leuca.

 

 

Articolata in due sezioni, La rinascita di Flora e Dialogo con la natura. Oltre i 16:9, la mostra è incentrata sul tema del paesaggio da sempre caro all’artista che vive tra Cagliari e Specchia (Le) sua città natale.

Nella sua ricerca artistica, sin dagli esordi, Luigi De Giovanni ha sempre praticato la pittura en plein air.  Da attento osservatore della Natura con le sue tele guarda ai luoghipartendo dallo studio del colore, dalla luce naturale che dovrebbe essere la lente attraverso cui guardare le cose del mondo. “Oltre i 16:9 dei tv al plasma, dei monitor – dai pc, ai tablet ai cellulari di ultima generazione – che sembrano essere diventati lo spazio di confronto che intrappolano la natura e la natura dell’uomo.Per lui dipingere è un rito ancestrale -si legge nella presentazione di Antonietta Fulvio – e con la stessa sacralità con cui gli antichi sacerdoti si recavano al tempio ce lo immaginiamo quando all’alba imbraccia tele e pennelli per dirigersi in un luogo ben preciso, perché – come lui stesso rivela – ha scoperto degli angoli – della sua Specchia, come del Salento e della Sardegna – dove ha trovato l’inquadratura perfetta da trasferire sullo spazio pittorico. Uno spazio che può moltiplicarsi nei moduli quadrati, nelle tele rettangolari che si avvicinano alla dimensione di quel sedici noni attraverso i quali noi umanità di terzo millennio guardiamo alla realtà. Una realtà fittizia, perché elaborazione di bit, di pixel che ci rendono prigionieri”. Dalla ricerca della luce all’indagine sul paesaggio, con le sue tele di De Giovanni intesse il suo racconto per immagini cogliendo il problema dell’estetizzazione del reale per ritrovare un rapporto più autentico con la natura e con se stessi. Nella mostra, allestita dall’architetto Stefania Branca, saranno presenti anche gli ultimi lavori pittorici dedicati alle marine salentine.

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