Erri De Luca e Daniele Durante. Dal poema alla musica

Reportage dal set. Venerdì 18 aprile 2014 a Spiaggiabella (Lecce) registrato il videoclip “Solo andata” che celebra i 40 anni di attività del Canzoniere Grecanico Salentino

Riprese in riva al mare per Gassmann regista

di Antonietta Fulvio

LECCE. “Verrà bellissimo” commenta soddisfatto Alessandro Gassmann alle prese con la regia del videoclip “Solo andata” con musiche di Daniele e Mauro Durante del Canzoniere Grecanico Salentino e testo di Erri De Luca. Nato da un’idea della giornalista Gabriella Della Monaca il filmato è un incontro tra note e versi per parlare di  immigrazione e impegno sociale.

Prodotto dalla Oh!Pen – non nuova alle sceneggiature firmate da Erri De Luca (“Il turno di notte lo fanno le stelle”, 2012 e “Alberi che Camminano”, 2013) – la troupe è approdata nel Salento, a Spiaggiabella per le riprese, lo scorso 18 aprile, sulla spiaggia del lido Kalu trasformatosi in set cinematografico per lo scrittore napoletano, l’attore pugliese Manrico Gammarota e dieci immigrati scelti con uno street casting nel cuore di Lecce.

Sì, verrà bellissimo nonostante il vento forte, il freddo pungente, il sole clandestino dietro le nuvole plumbee sul mare agitato. Una fotografia realistica quanto carica di suggestione. Chissà quante volte il vento cambia e il mare da piatto diventa trappola mortale per i tanti immigrati costretti dalla disperazione a dolorosi viaggi di speranza, vien da pensare, mentre le riprese incalzano per il ciak conclusivo.

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Sono passate le tredici e la pioggia potrebbe arrivare copiosa da un momento all’altro.

A salutare il cast arriva anche il sindaco Paolo Perrone. Il corto si avvale infatti della collaborazione di Lecce 2019 e tra i partner spiccano Amnesty International, Fondazione Erri De Luca e l’associazione Up.

É freddo e i migranti sono in acqua. Combattono tra le onde gelide di un mare generoso, dopo tutto non li ha inghiottiti, ha lasciato che approdassero sulla riva di un sogno chiamato libertà, un viaggio di solo andata verso una terra, più che promessa, cercata. Disperatamente. E il pescatore (Manrico Gammarota) che si getta tra le onde senza esitare per soccorrere i naufraghi caduti da un barcone diventa l’icona del sentimento di fraternità. “Un sentimento che dovrebbe diventare regola nel nostro paese” ha commentato lo scrittore napoletano Erri De Luca. Solo andata è infatti il titolo del poema edito da Feltrinelli nel  2005 e dedicato  al “viaggio di un gruppo di migratori verso 
i “porti del nord”. Un racconto dall’interno di una materia umana ancora muta”. Un testo struggente nato dall’ascolto dei migranti. Una sera della scorsa estate – ha raccontato De Luca ospite dell’associazione Up (nata in difesa del patrimonio paesaggistico-culturale del Salento) – ho letto l’ultima parte del poema e quando Daniele Durante mi ha detto “voglio musicarlo” gli ho risposto “auguri”. Lo storico fondatore del Canzoniere Grecanico ha ricordato quell’incontro, “l’atmosfera vissuta nel chiostro degli Agostiniani a Melpignano, il discorso sulla bellezza del paesaggio tenuto da Erri capace di restituire al luogo la sua primaria e antica funzione di preghiera”. In un rapporto di religiosità che è discorso e azione sul recupero dell’identità dei luoghi come lascito del passato da relegare alle generazioni future. E non ci può essere futuro se non ci si rammenta del proprio passato. Il passaggio dal chi siamo a cosa siamo stati anche per noi parla di storie di immigrazione su navi e valigie di cartone. Ma spesso, troppo spesso, “ce vulimme scurdà, ma non è un fatto di dimenticanza” ha rimarcato lo scrittore entusiasta nel veder musicato il suo testo: “Tutte le volte che le mie parole escono dalle pagine e vanno in giro nelle voci, nei corpi di chi le porta in piazza, in pubblico è per me un grande onore. É bello che qualcuno nel gran bazar di libri scelga i miei”. Così galeotta fu la serata a Melpignano, organizzata dalla giornalista Gabriella Della Monaca “una prua che costringe tutti gli altri a far parte del bastimento” ha continuato De Luca che ha insistito sul concetto di accoglienza e solidarietà “immagino la Puglia e la Calabria come dita di una mano e il resto della penisola  – più che stivale – è come un braccio che si stacca dalla spalla robusta delle Alpi e allungandosi nel Mediterraneo protende verso l’Africa”. Ma nel nostro Paese  purtroppo “la fraternità attende ancora di diventare comportamento diffuso”.

I continui sbarchi, le emergenze nei centri di permanenza, le immagini di cronaca di tragedie che si ripetono tra il canale d’Otranto e quello di Sicilia sotto sguardi indifferenti ne sono una triste conferma. È stato un set emozionante, con un’atmosfera da grande famiglia con ancora lui protagonista il Gassmann versione regista e attivista di Amnesty International fermamente convinto che un giorno l’immigrazione potrà essere risorsa sempre a patto che ci sia integrazione.  

Un augurio sentito più che mai in questo venerdì santo che riporta alla mente un altro ricordato dalla storia come una delle pagine più tristi e dolorose dell’immigrazione: lo speronamento della Kate I Rades. Ma la storia condensata tra i fotogrammi del videoclip di Solo andata ha un esito diverso. La scoperta nel volto della donna salvata, interpretata da Marzia Quartini, di quello della propria madre, ha spiegato Gassmann, è un rimando al nostro passato, “un paese di migranti che deve sapere accettare chi viene da noi con le stesse speranze. Purtroppo ancora oggi non siamo in grado di accettare in maniera evoluta e moderna chi fuggendo da guerra, carestia e morte viene qui a cercare una vita migliore”.

 

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