Auschwitz. Le foto di Ines Facchin e Roberto Scialanga

_Viaggio nell’inferno. Le foto di Ines Facchin e Roberto Scialanga

Settant’anni fa, il 27 gennaio 1945,  l’esercito dell’Armata rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Varcate le porte di quel cancello sorretto dalla scritta  “Arbeit macht frei” si trovarono davanti all’orrore puro. Anche se molto era stato distrutto dai tedeschi in fuga, ancor oggi il museo di Auschwitz rappresenta  la testimonianza agghiacciante dell’Olocausto, della barbaria umana. Anzi della follia criminale che arma l’uomo contro un proprio fratello.
Ed è una visione dolorosissima. Terribile.

 

 

I sopravvissuti stanno scomparendo. E’ un dato anagrafico irrimediabile. Ma non si deve correre il rischio di dimenticare.
Non è possibile dimenticare quanto è accaduto. Non si deve.
Tutto questo orrore va ricordato anche se, purtroppo, i quotidiani episodi di violenza, le guerre in atto, il terrorismo, gli attentati continuano a seminare morte e distruzione mettendo in pericolo la libertà e la democrazia dei popoli violando ed offendendo la dignità umana. I fotograf Ines Facchin e Roberto Scialanga hanno percorso i sentieri dolorosissimi di Auschiwtz, condividendo ciò che hanno visto perché tutti possano prendere coscienza di ciò che è stato Auschwitz. Le immagini, montate da Sara Di Caprio, vogliono essere un ulteriore  – e mai superfluo –  monito ad aprire gli occhi e a vedere l’orrore di cui l’uomo si puà macchiare, quanto la folle crudeltà e l’ignoranza ma anche il silenzio complice, possano fare. Un ulteriore contributo a riflettere sul rispetto della vita, dei diritti e della libertà che appartengono a tutti gli uomini. (an.fu.)

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