L’ultimo Re di Angelo Donno

Libri/ spazio recensione

Un romanzo che fa rivivere un pezzo di Storia

di Lucia Accoto

    

Ci sono libri che puoi solo stringere al cuore perché è lì che arrivano con le loro storie. Libri che ad ogni pagina è come se si animassero di immagini, come in un film. Poi chiudi gli occhi e cerchi di ricordare tutto affinchè nulla possa perdersi, svanire. È facile così aggrapparsi alle storie per sentirle addosso, per non avere nostalgia di quei sentimenti che si appiccano alle viscere di chi pensa, addirittura, di camminare a vuoto. Ci sono anche romanzi che aggiustano l’animo pur rimando nel silenzio della carta perché portano il respiro dei lettori. E il nuovo romanzo di Angelo Donno, “L’ultimo Re, nel cuore del regno” per Lupo editore, è una calamita di emozioni. Non si riesce a staccare gli occhi dai fogli per l’intensità del racconto tanto che, a volte, si ha l’impulso di fermare la lettura per accarezzare le pagine e riprendere, subito dopo, il filo della storia. Le parole di un libro sono tutta un’altra cosa, i libri non perdono mai la memoria. E lo scrittore Angelo Donno con “L’ultimo Re” alza lo sguardo ad un periodo storico interessante, quello che porterà l’unità d’Italia, per ritrovare il vulcano di cambiamenti, di disfatte, di progressi, di idee, di progetti, di delusioni, di ambizioni.

Lo scrittore parte ancora una volta dalla sua Taviano per diluire una storia fatta di ambizioni e di ferite. Sembra quasi di ritrovarsi con le mani sporche di gesso o d’inchiostro per scavare anche quelle parole rimaste sulle labbra dei protagonisti che tremano di ardore, di coraggio, di amore, di lealtà. Di fronte al coraggio per un’idea, c’è sempre qualcosa che va in frantumi, che si perde. Ma nessuno può ingannare se stesso. Arriva sempre un momento in cui bisogna fare delle scelte e prendere delle decisioni, e se la vita deforma ed ammacca i desideri, la dignità di un uomo non sgretola la coscienza che spinge ad andare avanti anche quando si rompe qualcosa dentro di noi. Ecco allora che il romanzo è come un enorme carillon in cui la determinazione di portare avanti un’idea, finanche a rimetterci la vita, supera la paura stessa di non farcela. Angelo Donno, scrittore dallo stile raffinato, in “L’ultimo Re” delinea anche una bellissima storia d’amore ricavando attraverso la Spedizione dei Mille, delle pagine che fanno da asse portante all’intera struttura narrativa. C’è un età in cui l’orgoglio decide per noi, dettato dall’istinto, dalla sensazione di raggiungere una pienezza di sentimenti, di risposte per cercare ogni nuova alba.

     “… Uscì dalla sagrestia lentamente, sembrava intontita, frastornata, inebetita. Si avviò verso casa, percorrendo il breve tragitto senza mai alzare lo sguardo da terra. Non voleva mostrare la sua disperazione, la sua dignità glielo impediva. …”

I libri non si rivelano mai muti, aspri, senza sforzo. Con “L’ultimo Re” si ritrova il filo delle emozioni, di un pezzo di Storia, che unisce le persone e che tesse la trama delle vite.

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