L’antica cappella di Sant’Eligio e il Palazzo dei della Monica

Salento Segreto/ Lecce nascosta rubrica a cura di Mario Cazzato

 

ll palazzo cinquecentesco di Fulgenzio della Monica, la cappella di Sant Eligio e la funzione urbanistica della colonna angolare (in via Ludovico Maremonti)

 

Attaccato all’antica cappella di Sant Eligio verso il 1565 Fulgenzio edificò questo grande palazzo che nel portale catalano-durazzesco imita quello che aveva fatto costruire negli stessi anni nella sua grande villa fuori Lecce verso la marina di San Cataldo.

Per tutto il Seicento questo palazzo appartenne ai Paladini, quindi ai de Raho che, poco dopo il 1725, lo donarono all’infermerira del fronteggiante convento di San Antonio di Padova.

Dopo la soppressione napoleonica dei conventi il palazzo passò ai Vergori, poi alla famiglia Bari che recentemente l’ha alienato ad un’impresa di costruzioni.

L’attigua chiesetta di Sant Eligio fu demolita poco dopo il 1920 quando fu trasferita al trove l’omonima confraternita fondata nel 1546.

Nella cappella di sant’Eligio sant’Aloi in dialetto) al tempo di Maria d’Enghien furono appese le armi sottratte ai nemici da Ludovico Maremonti ma erano gia’ scomparse al tempo dell’Infantino (1634) che, tra l’altro scrive che l’omonima confraternita era tra le più grandi di Lecce e radunava maniscalchi e pizzicagnoli.

 

 

La cappella, come si ricava dalle planimetrie catastali, era abbastanza vasta e occupava l’ingrombo dell’immobile al civico 19a della via Maremonti.

 

Erra il Foscarini quando individua il nostro palazzo ai civici 17-19, un modesto complesso edilizio certamente non degno di personaggi aristocratici e ricchi come i della Monica.

 

Fulgenzio, tra l’altro, fu sindaco di Lecce nel 1567-68.

 

La colonna angolare è posizionata in modo da essere visibile da chi viene da S.Chiara ed è perfettamente in asse con la strada: questo è un aspetto del significato urbanistico di questi elementi architettonici che a torto vengono considerati soltanto elementi di arredo.

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