La Mistica della Materia. Una mostra al Real Museo Mineralogico di Napoli

Sabato 7 ottobre alle ore 10:00, nel salone monumentale della prestigiosa Biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti sede del , sarà inaugurata l’esposizione di Massimo Latte Mistica della materia, realizzata con il matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee / museo MADRE di Napoli e con il patrocinio del Comune di Napoli, dell’Institut Français Naples e dell’Accademia di belle Arti di Napoli. Circa ottanta opere tra collage e pitture su carta di recente produzione, realizzate quasi esclusivamente con pigmenti di origine minerale, alcuni anche preziosi come la vivianite o la kyanite, saranno esposte in dialogo con i minerali della collezione del museo. Sul primo fronte sono presenti circa quaranta carte della serie dal titolo Passaggi minerali, stesure di colore monocromatico, pigmento puro, che lasciano vibrare l’intensità del tratto, come magma, flusso di pura energia. Sul fronte opposto, altrettanti collage della serie intitolata Paesaggi d’istanti si presentano come un insieme di carte dipinte, strappate e infine ricomposte, il cui gioco allude alle metamorfosi telluriche cui è sottoposta la materia richiamando talvolta dei paesaggi.
L’esposizione Mistica della materia vuole avvicinare il pubblico allo stupefacente mondo dei minerali ed essere al tempo stesso un omaggio ad alcuni autori che hanno fortemente segnato il percorso di formazione dell’artista, in particolare Roger Caillois, François Cheng e Bernard Noël.
Seguirà, alle 12:00, un incontro con il pubblico al quale prenderanno parte l’artista, la Direttrice del Museo, Dott.ssa Maria Rosaria Ghiara, Fabio Scotto, poeta, traduttore e docente di Letteratura Francese presso l’Università di Bergamo, e Clemens-Karl Häerle, filosofo, ricercatore di Letteratura tedesca e professore di Estetica presso l’università di Siena. Il colloquio vuol essere un momento di riflessione sulla pittura, intesa come filosofia in atto, gesto di puro piacere, che non vuole significare altro se non la propria presenza. Segno, energia pura, unità minima ed essenziale dell’arte, la pittura è vista e sentita qui al pari del silenzioso e invisibile processo di metamorfosi che dà vita ai minerali, alla Natura in generale. Una riflessione dunque sulla pittura vista con Caillois come prolungamento della Natura stessa, con Cheng, come pratica che per eccellenza rivela il mistero dell’universo e con Noël come una vera e propria fisiologia dello sguardo.
Per l’occasione sarà edito un catalogo presso le Edizioni Giannini.

Biografia

Massimo Latte è nato a Napoli nel 1963. Si diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1985. Nello stesso anno partecipa alla mostra Evacuare Napoli, curata da Achille Bonito Oliva all’Institut Français Naples. In questi primi anni di attività la sua ricerca pittorica predilige un linguaggio figurativo dai toni espressionisti e dalla linea marcata che lascia intravedere la forza del gesto. A seguito della tappa francese di Evacuare Napoli alla Galerie ESCA di Nimes, si trasferisce in Francia, dove resterà fino al 1997. Nel corso di questo decennio sperimenta soluzioni espressive diverse: dopo una parentesi dedicata alla scultura e all’installazione, con la realizzazione di macchine celibi di memoria duchampiana costruite sul dialogo e contrasto di materiali differenti (ferro, carbone, rame, piombo, cera, spugne, spazzole), con un’attenzione verso il linguaggio dell’Arte Povera, sul finire degli anni ottanta torna alla superficie bidimensionale, utilizzando il bitume per dar vita a forme apparentemente astratte, veri e propri organismi dall’aspetto arcaico, dove vuoto e pieno si osservano e si equilibrano a vicenda. Una serie di tele di grandi dimensioni e carte realizzate con questo materiale è esposta nella mostra personale Zoon alla Galerie ESCA nel 1990, cui segue, nel 1995, l’esposizione …et… alla Galerie Larock-Granoff di Parigi. Rientrato a Napoli nel 1998, abbandona il bitume per tornare al colore, al pigmento come materiale puro, alla ricerca di un procedimento pittorico come gesto minimo ed essenziale. Nel 2004 l’Institut Français Naples gli dedica un’ampia antologica, mentre nel 2006 nuove tele caratterizzate dalla dominanza del rosso sono esposte in occasione della mostra personale Rosso immanenza presso la galleria Changing Role di Napoli. Nel 2013, in occasione della mostra Inquieta beatitudine presso la masseria Mavù di Locorotondo, sperimenta gli strappi e quindi i collage di carte della serie intitolata Lilies of the valley. Negli ultimi anni, è sempre la pittura, che, come indefettibile punto su cui si fonda la sua esistenza, si dà come una vera e propria filosofia in atto, gesto di puro piacere come unità minima ed essenziale dell’arte.
Mostre principali Galerie ESCA, Nimes 1986, 1990; Galerie Jacques Losserand, Annecy 1991; Abbaye des Vaux de Cernay, Dampierre en Yvelines 1991; Musèe Archeologique, Agde 1992; Université Paul Valery, Montpellier 1992; Weir Gallery, Berkeley 1993; Galerie Larock-Granoff, Parigi 1995; Institut Français Naples, Napoli 2004; Changing Role – Move Over Gallery, Napoli 2006; Mavù, Locorotondo 2013.
Bibliografia essenziale A. Correale, Massimo Latte, Zoon, cat. della mostra, Galerie ESCA, Nimes 1990; AA. VV. Peinture et philosophie, Atti del colloquio e catalogo della mostra, Université Paul Valery, Montpellier 1992; M. Corgnati, B. Noël, Massimo Latte, Chimica delle passioni, cat. della mostra, Institut Français Naples, EffeErre, Napoli 2004; A. Correale, Supplement d’amour, La Barque, Parigi 2013.
Biografia Clemens-Carl Härle ha insegnato Letteratura tedesca ed Estetica presso l’Università di Siena. È stato Visiting professor alla Freie Universität Berlin, all’Université Paris-VIII, al Collège International de philosophie e alla Yale University. Ha pubblicato saggi di critica letteraria, semiotica e filosofia dell’arte. Con Giorgio Agamben e Barbara Chitussi ha curato la prima edizione completa dei frammenti benjaminiani su Baudelaire (Walter Benjamin. Charles Baudelaire. Un poeta lirico nell’età del capitalismo avanzato (Neri Pozza, Vicenza 2012 e La fabrique, Paris 2013).
Biografia Fabio Scotto (La Spezia, 1959) insegna Letteratura Francese all’Università degli Studi di Bergamo. Collabora a «Studi francesi» e dirige la collana “Saggi CISAM” (Cisalpino). È autore di opere saggistiche su Diderot, Bernard Noël, il frammento poetico, la traduzione della poesia e il ritmo. Ha diretto il Cahier Yves Bonnefoy della rivista «Europe» (n°890-891, 2003) e curato, tra l’altro il Meridiano L’opera poetica di Yves Bonnefoy (Mondadori, 2010) e l’antologia Nuovi poeti francesi (Einaudi, 2011). Ha inoltre curato e tradotto opere di Hugo, Vigny, Villiers de l’Isle Adam, Apollinaire, Noël, Bonnefoy ed è autore di dieci raccolte di poesia, tradotte in varie lingue.
**Biografia tratta da V. Trione (a cura di), Atlante dell’Arte Contemporanea a Napoli e in Campania 1966-2016, Electa 2017; testo di A. Troncone, p. 138.

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