Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet

La mostra a Treviso chiuderà le celebrazioni
per il primo centenario della scomparsa.
Sarà inaugurata il 24 febbraio 2018
negli spazi restaurati della sala ipogea del Museo di Santa Caterina.
In mostra 80 opere fino al 3 giugno

di Sara Di Caprio

TREVISO: «La bocca mi baciò tutto tremante». L’amore eterno in un verso. Quello dantesco. Paolo e Francesca si baciano come se il mondo non esistesse, persi nell’amore che provano l’uno per l’altra, un bacio che dura secoli. Dal canto di Dante alla divina scultura di August Rodin (Parigi, 12 novembre 1840 – Meudon, 17 novembre 1917). Nel mese di febbraio che vede con la ricorrenza di San Valentino la celebrazione dell’amore, come non cedere alla tentazione di aprire la mostra di Rodin a Treviso proprio con la descrizione del Bacio? L’opera, scelta anche nel manifesto dedicato all’esposizione, e paradossalmente trae spunto dal famoso Canto V dell’Inferno e, originariamente, doveva essere inserita nel battente sinistro della Porta dell’Inferno, commissionata a Rodin da Edmond Turquet, per il Musée des Arts Décoratifs di Parigi.
Auguste Rodin è stato il più celebre, il più ricercato scultore a cavallo tra Ottocento e Novecento, segnando il passaggio tra questi due secoli e in vita tra i contemporanei fu anche il più celebrato. Una fama che ancora oggi segue la sua ombra e precede la visione delle sue opere. Ed è Treviso, la città dello scultore Arturo Martini, a celebrare il genio immortale dello scultore francese, con la mostra Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet a cura di Marco Goldin che sarà allestita nel Museo di Santa Caterina dove, negli spazi integralmente restaurati della sala ipogea intitolata a Giovanni Barbisan, dal 24 febbraio fino al 3 giugno si potranno ammirare ben ottanta opere di cui cinquanta sculture tra le più famose e trenta lavori su carta. Un’esposizione realizzata grazie alla fondamentale collaborazione con il Musèe di Rodin a Parigi e che permetterà al fruitore di analizzare il percorso creativo, critico e storico, dell’artista francese. «Tra l’altro, -scrive il curatore della mostra Marco Goldin – la rassegna di Treviso sancirà ufficialmente la conclusione dell’anno centenario della morte di Auguste Rodin (1917), dal momento che il museo parigino ha deciso di inserirla nel programma ufficiale che sta vedendo in tutto il mondo, ma non in Italia finora, esposizioni che appunto celebrino, o abbiano celebrato, questa importante data, dal Grand Palais di Parigi nella scorsa primavera al Metropolitan Museum di New York attualmente. Dunque, Treviso sarà la sola sede italiana che potrà essere inserita in questo calendario internazionale.».
Rodin modella nudi che prevaricano la barriera del tempo, le sue forme sono state rese immortali e in questo evento non si avrà solo l’occasione di ammirare il celebre Bacio ma, anche i Borghesi di Calais, o la scultura dedicata a Honorè Balzac aspramente criticata dai contemporanei che non ne capirono l’innovazione, addirittura additata dai critici dell’epoca a «un quarto di manzo». È assurdo pensare a quanto si sia stato ostacolato in passato il genio che invece adesso viene universalmente riconosciuto e ammirato. Rodin sul monumento di Honorè Balzac (scolpito su richiesta della Societè des Gens des Lettres ma, rifiutata dai committenti proprio a causa del suo linguaggio sintetico) spiegò che aveva tentato una scultura che doveva «tracciare una linea di demarcazione tra la scultura commerciale e l’arte della scultura nella grande tradizione occidentale» dandola in pasto a un pubblico che non era preparato. Fu una delle opere che segnò una svolta nella carriera dello scultore parigino, e la forza nella sua forma sintetica si trova nell’espressività, nella caratterizzazione psicologica, diventato il ritratto più “fedele” del romanziere. Rodin che guardava al passato, in particolare assorbì tutta la lezione Michelangiolesca (come il “non finito” che apriva le porte all’espressività e all’immaginazione), non dimenticava di vivere il presente e di osservare i contemporanei (fu molto amico dell’italiano Medardo Rosso; il Balzac dialoga proprio con il Bookmaker del 1894).
E allora ecco il Pensatore che si potrà ammirare nelle sale di Santa Caterina, dove emerge l’influenza del Buonarroti (Ritratto di Lorenzo de Medici, tomba di Lorenzo de Medici, nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze), anche quest’opera prende vita in modo autonomo staccandosi dalla Porta dell’Inferno, in cui fungeva di essere il sommo poeta Dante. Rodin nel momento in cui “la libera” dalla Porta riesce invece a trasformarla in un pensatore moderno, imprigionando in un blocco di gesso l’immagine “fisica” del pensiero. Il viaggio in Italia del 1876 in fondo aveva segnato un forte legame con la figura di Michelangelo, per sua totale ammissione: «Andando in Italia mi sono d’un tratto innamorato del grande maestro fiorentino, e le mie opere hanno certamente risentito di questa passione». Influenze e legami che si potranno scorgere nell’esposizione: «Sarà quindi ripercorsa nella mostra di Treviso, anche attraverso lettere e documenti, l’intera vicenda biografica e artistica del grande scultore […] – scrive il curatore nell’introduzione che presenta la mostra al pubblico – Attenzione particolare verrà data all’influenza che la cultura italiana − da Donatello a Michelangelo a Bernini, ma naturalmente anche il fondamentale rapporto con la Commedia dantesca – ebbe su Rodin nella creazione delle sue opere.». e un ulteriore regalo ai fruitori – come se non bastassero le sculture di Rodin – si avrà presentando il biglietto di “Rodin” alla cassa del Museo Civico “Luigi Bailo” che permetterà di visitare le mostre dedicate ad Arturo Martini e Gino Rossi. Una simbiosi perfetta dato che, ad esempio, Arturo Martini guardò a posteriori l’opera di Rodin e invece Gino Rossi non solo ne fu contemporaneo ma amico dello scultore trevigiano con il quale intraprese alcuni viaggi di studio. Il genio di Rodin come scrive il filosofo Henri Bergson, continua nei secoli a vivere «nella sua eterna forza creatrice; lui che vive nell’intenzione creatrice, vive in libertà, vive creando, vive come un vero Dio».

 

RODIN. Un grande scultore al tempo di Monet
24 Febbraio 2018 – 03 Giugno 2018
Treviso, Museo di Santa Caterina
da lunedì a giovedì: 9 – 18; da venerdì a domenica: 9 – 19 chiuso domenica e festivi.
Aperture straordinarie: 29 marzo, 2, 3, 23, 24, 25, 26 e 30; aprile: 9 – 19; 1 maggio: 9-19.
La vendita dei biglietti viene sospesa un’ora prima dell’orario di chiusura
Info e prenotazioni: tel. 0422 429999
biglietto@lineadombra.it

 

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