{"id":10053,"date":"2021-06-05T00:06:05","date_gmt":"2021-06-04T22:06:05","guid":{"rendered":"https:\/\/arteeluoghi.it\/?p=10053"},"modified":"2021-06-05T12:32:09","modified_gmt":"2021-06-05T10:32:09","slug":"pochi-ma-buoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2021\/06\/05\/pochi-ma-buoni\/","title":{"rendered":"Pochi&#8230;ma buoni?"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Saremo sempre meno e pi\u00f9 anziani. Le ricadute saranno molte e talvolta imprevedibili<\/p><cite>Stefano Quarta<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Mentre in Italia si discute da anni della necessit\u00e0 di politiche che stimolino una natalit\u00e0 che oramai \u00e8 sostenuta solo dagli immigrati, la Cina ha appena concesso la \u201clibert\u00e0\u201d del terzo figlio. Come ben noto, la Cina attu\u00f2 una politica di contenimento della crescita demografica. La preoccupazione per un\u2019eccessiva diluizione delle risorse spinse il governo a imporre (dopo alcuni tentativi pi\u00f9 morbidi) la politica del figlio unico. Oggi, a distanza di molti anni, i frutti di quella politica iniziano a far presagire quei risvolti negativi che una popolazione pi\u00f9 anziana comporta.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br>L\u2019Economia ha tradizionalmente mostrato un atteggiamento utilitaristico nei confronti della demografia, trattando i figli alla stregua di un qualsiasi bene durevole. Ci\u00f2 non deve sorprendere. Occorre sempre tenere a mente che in Economia non esiste morale.<br>Il primo approccio al tema della relazione tra popolazione ed economia lo si deve a Thomas Robert Malthus, economista e pastore anglicano che, nel 1798, pubblic\u00f2 un saggio in cui affrontava il legame tra popolazione e risorse disponibili. Egli sosteneva che la prima tende a crescere secondo una progressione geometrica (quindi esplosiva, analoga all\u2019andamento dei casi in un\u2019epidemia, del tipo: 2-4-8\u2026), mentre le risorse crescono secondo una progressione aritmetica (quindi lineare, del tipo: 2-3-4\u2026). Malthus teorizzava ci\u00f2 agli albori della prima rivoluzione industriale, quando ancora non era evidente che anche le risorse possono crescere in modo esplosivo. Tuttavia, il principio di fondo rimase e rimane valido, tanto che ancora oggi i governi di tutto il mondo si confrontano sul tema della sovrappopolazione. \u00c8 evidente che la Terra (cos\u00ec come ogni singolo Stato) non ha risorse infinite e che quindi una popolazione mondiale in continua crescita raggiungerebbe, prima o poi, un livello critico oltre il quale le risorse non sarebbero sufficienti per tutti. Nel 1950 la popolazione mondiale era di circa 2,5 miliardi, oggi si attesta sui 7,8 miliardi e si stima che intorno al 2050 si raggiungeranno i 10 miliardi di individui. In pratica 7,5 miliardi in pi\u00f9 di individui in un secolo. Certamente non pochi.<br>Come sempre, per\u00f2, la media (o la somma) descrive solo una parte del problema. Se da un lato ci aspettiamo che le popolazioni di Africa e America Latina guidino questo aumento, dall\u2019altro assisteremo ad una contrazione della popolazione dei paesi sviluppati tra cui, ovviamente, l\u2019Italia.<br>Ogni paese, in genere, sperimenta 4 situazioni demografiche che seguono altrettante fasi dello sviluppo economico. All\u2019inizio vi \u00e8 un elevato tasso di mortalit\u00e0, compensato da un altrettanto elevato tasso di natalit\u00e0 e la popolazione si mantiene stabile su livelli bassi. \u00c8 questo il caso dei paesi del Terzo Mondo. Nei Paesi in via di Sviluppo, invece, la popolazione aumenta, a causa di una mortalit\u00e0 in calo (grazie ad un miglior sistema sanitario). In seguito, il maggiore benessere fa progressivamente diminuire il tasso di natalit\u00e0 fin sotto il tasso di mortalit\u00e0, e cos\u00ec, dopo aver raggiunto la popolazione massima, questa inizia a ridursi. Infine, politiche di incentivo alla natalit\u00e0 possono far si che i due tassi si allineino, implicando una sostanziale stabilit\u00e0 di lungo periodo. I paesi avanzati possono trovarsi nella terza o nella quarta fase. In Europa, la Francia rappresenta un esempio da imitare. Anche escludendo gli immigrati, infatti, mostra uno dei tassi di fecondit\u00e0 pi\u00f9 alti del continente, se non il pi\u00f9 alto. Ma allora, perch\u00e9 dovremmo imitare la Francia? Perch\u00e9 una popolazione in decrescita \u00e8 un problema quando invece, a livello globale, ci preoccupiamo del problema opposto? Perch\u00e9, come detto in apertura, la decrescita demografica porta con s\u00e9 tutta una serie di implicazioni per le quali bisogna farsi trovare pronti.<br>In Economia, il citato approccio utilitaristico considera i figli come un\u2019assicurazione per la vecchiaia. Il genitore si occupa del figlio per far si che questo, un giorno, ricambi il favore. Non bisogna, tuttavia, vedere questo patto come un accordo tra singoli individui, quanto piuttosto come un patto tra generazioni. \u00c8 ben noto che i contributi degli attuali lavoratori servano per pagare le pensioni di chi ha lavorato in passato, esattamente come un figlio riconoscente che accudisce l\u2019anziano padre. Affinch\u00e9 il sistema regga, deve per\u00f2 (evidentemente) esserci un equilibrio tra le due categorie. Ma se i giovani sono pochi, i contributi accumulati non bastano e le pensioni devono essere ridotte. Ed infatti, dalla riforma Dini del 1995 si \u00e8 iniziato un processo di contenimento della spesa pensionistica che ha evitato il fallimento dell\u2019Inps (alias dello Stato). Ed anche la tanto contestata riforma Fornero si pone come ultimo atto di questo processo. Il suo superamento potr\u00e0 essere solo momentaneo, a meno di compensare con la perdita di altri servizi. Gi\u00e0 26 anni fa, infatti, i dati indicavano che nel futuro ci sarebbe stato uno squilibrio generazionale ed oggi siamo sull\u2019orlo della recessione demografica. In Figura 1 possiamo vedere la piramide dell\u2019et\u00e0 (grafico che rappresenta la numerosit\u00e0 delle varie fasce d\u2019et\u00e0, distinte per sesso) del nostro Paese nel 2020.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"566\" height=\"589\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig1-piramide.png\" alt=\"grafici  piramide dell'et\u00e0\" class=\"wp-image-10054\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig1-piramide.png 566w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig1-piramide-288x300.png 288w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><figcaption>Figura 1: Piramide dell&#8217;et\u00e0 &#8211; Italia 2020.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Quel che balza subito agli occhi \u00e8 che, pur chiamandosi piramide dell\u2019et\u00e0, non sembra affatto una piramide. In figura 2 vediamo invece l\u2019analogo grafico del Camerun.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"577\" height=\"587\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.2-piramide-camerun.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10055\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.2-piramide-camerun.png 577w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig.2-piramide-camerun-295x300.png 295w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><figcaption>Figura 2: Piramide dell&#8217;et\u00e0 &#8211; Camerun 2020.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Questa \u00e8 una piramide! In un Paese povero, come abbiamo detto, il tasso di mortalit\u00e0 \u00e8 molto alto, perci\u00f2 raggiungere i vertici della piramide (cio\u00e8 invecchiare) \u00e8 via via pi\u00f9 difficile. Nel nostro Paese, invece, il problema non \u00e8 invecchiare, bens\u00ec nascere. In Figura 3 e 4 possiamo vedere l\u2019evoluzione del grafico dal 1950 alla stima per il 2100 (passando ovviamente per la situazione attuale in Figura 1).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"547\" height=\"562\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig-3-piramide-italia.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10056\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig-3-piramide-italia.png 547w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig-3-piramide-italia-292x300.png 292w\" sizes=\"(max-width: 547px) 100vw, 547px\" \/><figcaption>Figura 3: Piramide dell&#8217;et\u00e0 &#8211; Italia 1950.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"581\" height=\"591\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig4-piramide-italia-2100.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10057\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig4-piramide-italia-2100.png 581w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/fig4-piramide-italia-2100-295x300.png 295w\" sizes=\"(max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><figcaption>Figura 4: Piramide dell&#8217;et\u00e0 &#8211; Italia 2100.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1950 il nostro grafico sembrava ancora una piramide, sebbene molto slanciata, mentre nel 2100 sar\u00e0 pi\u00f9 simile ad una piramide capovolta. Questo perch\u00e9, senza interventi di incentivazione delle nascite, una volta che la base si assottiglia, ogni nuova generazione che arriva a procreare \u00e8 meno numerosa della precedente e, quindi, per invertire la rotta sar\u00e0 costretta a fare un numero di figli ancor pi\u00f9 alto.<br>Siamo all\u2019inizio della decrescita demografica perch\u00e9, come si pu\u00f2 notare in Figura 1, le classi di et\u00e0 pi\u00f9 numerose comprendono individui tra i 45 e i 55 anni, che da un lato \u00e8 difficile facciano figli, mentre dall\u2019altro non sono cos\u00ec lontani dalla pensione. Politiche come l\u2019assegno unico (che entrer\u00e0 parzialmente in vigore a Luglio) vanno nella direzione giusta, aiutando un po\u2019 di pi\u00f9 le famiglie con figli minorenni ma, giungendo tardivamente, possono risultare ormai poco efficaci.<br>La Cina si trova in una situazione analoga a quella dell\u2019Italia degli anni \u201990, quando capimmo di dover intervenire. Il paradosso \u00e8 che la Cina si trova in una condizione artificiale da essa stessa voluta.<br>Quindi, come sempre, la virt\u00f9 sta nel mezzo. Il modello da imitare \u00e8 probabilmente quello francese o scandinavo, dove ogni coppia mette al mondo circa 2 bambini, consentendo la sostanziale stabilit\u00e0 della popolazione. Si stima che nel 2100 la popolazione francese sar\u00e0 praticamente pari a quella di quest\u2019anno, mentre quella italiana passer\u00e0 dagli attuali 60 milioni a 40 milioni nel 2100 (altre stime ritengono si possa arrivare addirittura a 30 milioni). Le ricadute non si limiteranno al sistema pensionistico, ma anche a quello sanitario. Un numero sempre pi\u00f9 esiguo di lavoratori dovr\u00e0 sostenere, con le proprie tasse, gli acciacchi dell\u2019et\u00e0 di un numero sempre maggiore di anziani. Ma le conseguenze di un calo demografico possono colpire gli ambiti pi\u00f9 vari, come per esempio il mercato immobiliare. Se un paese si spopola, la domanda di immobili inesorabilmente cala e di conseguenza il valore del patrimonio complessivo italiano, spesso posto a garanzia di prestiti e mutui. A sua volta questo potrebbe intorpidire il mercato finanziario e successivamente quello economico. Oppure si pensi a ci\u00f2 che accade nelle scuole da diversi anni, dove una cronica mancanza di iscrizioni spinge i dirigenti scolastici a sollecitare politiche di votazione sempre pi\u00f9 generose, intimoriti dalla possibilit\u00e0 che le iscrizioni calino ulteriormente a causa di un fama di \u201cscuola tosta\u201d. Ma con meno bambini la soluzione non pi\u00f9 essere questa, quanto piuttosto la chiusura o l\u2019accorpamento di alcune scuole, ripristinando, anche qui l\u2019equilibrio. E col tempo scopriremo tutte le altre conseguenze negative che ora non riusciamo neanche ad immaginare. Servir\u00e0 trovare le soluzioni in anticipo, evitando di farsi travolgere come sempre, oppure invertire la tendenza. Vedremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saremo sempre meno e pi\u00f9 anziani. Le ricadute saranno molte e talvolta imprevedibili Stefano Quarta Mentre in Italia si discute<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10090,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[52,28],"tags":[3414,1640,3415,3416],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Pochi...ma buoni? 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