{"id":137,"date":"2010-12-27T10:26:37","date_gmt":"2010-12-27T09:26:37","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/12\/27\/di-pietra\/"},"modified":"2010-12-27T10:26:37","modified_gmt":"2010-12-27T09:26:37","slug":"di-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/12\/27\/di-pietra\/","title":{"rendered":"Il Luogo delle parole- dialogo virtuale sulla scrittura di pietra"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Lecce 22 aprile 2009 da Il Paese nuovo &#8211; Quotidiano del Salento <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" src=\"\/images\/stories\/foderina.jpg\" border=\"0\" width=\"394\" height=\"539\" style=\"float: left;\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Nella  Singlossia i due linguaggi, visivo e verbale, si intrecciano e tessono  trame che consentono al linguaggio in s\u00e9 di esprimersi nello scorrere  del tempo.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> L&#8217;opera trova la sua esplicazione attraverso questo intreccio, nodo di  &#8220;verbimmagine&#8221; che porta il linguaggio al raggiungimento del pieno  conoscimento di s\u00e9.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Francesco Pasca, dipinge dal 1963. Negli anni &#8217;80, l&#8217;incontro con  Rossana Apicella gli apre le porte della Singlossia, catapultandolo in  un percorso di ricerca che, dagli inizi pittorici del &#8217;63 ad oggi, lo ha  visto scorrere fra la pittura e via via fondersi fra immagine e testo.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> In &#8220;Otranto. Il luogo delle parole&#8221;, Il Raggio Verde Edizioni, \u00e8 questo  che fa. Otranto. La Cattedrale ed il suo Albero della Vita, Pantaleone  ed il suo simbolismo, fungono da pretesto per accedere allo spazio  temporale creato da parole e immagini che, dal pavimento della  Cattedrale di Otranto, richiamano fortemente il presente, tessendo una  trama fra le tessere del mosaico ed il battere su di una tastiera.  Tessendo una trama che \u00e8 un filo continuo fra passato e presente, filo  continuo che genera futuro.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"> <\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Francesco Pasca affronta questa ricerca entrando in uno stato di morte  apparente, creando e ricreando se stesso sul monitor di un pc, uscendo  da s\u00e9 per osservarsi. Allo stesso modo di come anni prima il poeta di Maglie, Salvatore Toma,  tracciava la via per uscire fuori dal corpo, individuando nella morte  non la fine, ma un nuovo inizio.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Salvatore Toma tracciava questa via:<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">\u201c&#8230;Ci ho messo una croce e ci ho scritto sopra, oltre al mio nome, una  buona dose di vita vissuta. Poi sono uscito per strada a guardare la  gente con occhi diversi&#8230;\u201d<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Francesco Pasca continuava questa strada percorrendola in modo diverso,  arricchendola di particolari commistioni con le nuove tecnologie:<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> &#8220;Si esce da s\u00e9 e ci si osserva. [&#8230;] La morte, in questo momento, \u00e8  tale solo se considerata la fine assoluta di tutte le cose. Nel suo caso  diventa il simbolo dell&#8217;esistenza.&#8221;<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Percorrendo le tessere di un mosaico, Francesco Pasca scorre la sua  vita lungo i tasti di una tastiera e proietta se stesso sul monitor di  un pc, creandosi e, a sua volta, ricreandosi sotto nomi diversi e si  osserva. Ora, i suoi alter ego osservano lui, lui osserva i suoi alter  ego. Per indagare l&#8217;immaginario di un quadrato magico esce da s\u00e9  entrando nello spazio temporale racchiuso fra il passato ed il presente,  cercando di generare scenari futuri. Il testo si fa immagine, o  mosaico. Il mosaico si fa testo. Testo e immagine si fondono come lo  stesso autore si sdoppia e si triplica e si fonde in un gioco di sguardi  gettati su se stesso.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> Le tessere del mosaico sono, per Pasca, il filo conduttore con ci\u00f2 che, nel presente, ci lega alla creazione del futuro.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Le evoluzioni portate dalle nuove tecnologie:<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"> \u201c[\u2026] ki sno\u2026Giuliana il mio nme\u2026sno nata a poke centinaia di metri\u2026[\u2026]\u201d  Sono le tessere mancanti del mosaico di Pantaleone.<\/span><\/span><br \/><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Tutto si lega a tutto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: small;\">Francesco Aprile<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-size: x-large;\">La Singlossia<\/span><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: large;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva; color: #999999; font-size: small;\"><span style=\"color: #000000;\">Parole in libert\u00e0 e  uso creativo di parole. A quale scopo, se non per rendere immediati i  segni impressi del pensiero, i giri della mente. Un turbinio di suoni  laceranti, appuntiti, diretti e liberi da predisposti formulari di  maniera. Un&#8217;esperienza che ha impegnato in maniera evidente e scaltra  soprattutto gli intelletti nel secolo scorso. Qualcosa cambiava  all&#8217;inizio del &#8216;900: la cultura usciva dai salotti per incontrare la  dimensione umana che viveva di affrettati e frettolosi incontri. Per  allontanarsi da formule, si inventavano linguaggi nuovi. Un linguaggio  giovane, perch\u00e9 giovane \u00e8 stato ogni tempo di\/dopo ogni tempo; una sfida  ed un giro di vite attivo oltre ogni tempo.<br \/>Il secolo pi\u00f9 veloce di  tutti i secoli \u00e8 stato segnato da svolte linguistiche periodiche,  sintomatiche del senso di velocit\u00e0, di immediatezza, in una sintesi che  divenisse subito significato ed emozione. Ed Immagine di pensiero.<br \/>Un  bisogno di sintesi che Francesco Pasca, intellettuale della penna e del  pennello, sente in s\u00e9. Ed indugia sulle immagini. Le manipola come  parole. Un progetto articolato che attiva percorsi anticonvenzionali  attraverso la mediazione della capacit\u00e0-disponibilit\u00e0 di apertura ad  altri linguaggi inconsueti. Per spiegare, capire, riavvolgere i link  storici. Non un&#8217;operazione nuova. Alla programmata organizzazione e  all&#8217;ambizione di convogliare in un unico elemento rappresentativo  artistico ci avevano gi\u00e0 pensato, riuscendovi, nel lontano cinquecento.<\/p>\n<p>La  poesia metafisica di John Donne aveva realizzato l&#8217;insieme di conceits  come espressione elevata ed inequivocabile per affermare nell&#8217;unicit\u00e0  del segno la parola con i suoi termini di pensiero e riflessione,  referenzialit\u00e0, il presente ed il passato, la propria e l&#8217;altrui  configurazione prospettica. Il segno ed il simbolo. Il significante ed  il significato. Ma anche le parole ed i significanti. Un&#8217;attivit\u00e0 di  coltivazione dei giochi intelligenti (inter-lettura) della mente.  Ancora, nell&#8217;ottocento un pianista impressionista, Ernest Cabaner aveva  asserito che ad ogni nota corrispondesse un colore. Perch\u00e9 non ricercare  un suono che potesse dunque convogliare un segno distintivo e sintetico  a tutte le espressioni che rientrassero nelle abilit\u00e0 umane? Una forza,  uno sprazzo di energia. Una verit\u00e0. Silenziosa e roboante, opprimente  ed inspiegabile a parole, giacch\u00e9 seppur queste siano avvio e pretesto  di discussione su uno spazio vergine, si rappresentano come limite se  elaborate senza far ricorso agli altri segni della natura. E allora, la  rappresentazione visiva diventa gioco di colore, di organizzazione e di  finite configurazioni, limiti metaforici ed allegorici delle  potenzialit\u00e0. Limite di parola ma non alla parola, che si investe di un  ruolo significativo ma marginale se considerata nella solitudine del suo  segno; universale e possente se considerata nella sobria capacit\u00e0 di  alludere ed aprire ad altro. Rappresentazione di mente. Rappresentazioni  di menti, di elaborazioni visive. Allegoria impressa.<\/p>\n<p>Il  cantastorie agisce su due livelli: la strada e la mente, ossia la  passione e la ragione Cos\u00ec si esprime il Pasca intellettuale di penna in  questo libro, che \u00e8 testo di preparazione, in cui le espressioni  linguistiche scivolano veloci seguendo la disinvolta ritmicit\u00e0 del  pensiero e la parola \u00e8 il medium per allestire il piano di  organizzazione di nuovi linguaggi e dunque nuove esperienze, e dunque  nuove conoscenze. E il protagonista parla la sua voce e l&#8217;altrui.  Diviene altro e altri. Non gi\u00e0 elemento di una trama in sequenza, ma un  anello di una catena che volge a spirale dentro e fuori, nel tempo e  nello spazio circostante. E va oltre. Lasciando spiragli aperti. Perch\u00e9  nulla ferma i processi della mente. Il pensatore \u00e8 consapevole che ad  ogni pronunciamento di parola non corrisponda un&#8217;univocit\u00e0 di  significato (il non detto tra le righe).<br \/>Occorre superare e vincere  il tempo diacronico: pur partendo da un momento storico definito, la  curvatura dei pensieri non riesce a soddisfare la velocit\u00e0 cronologica,  che \u00e8 fine, processo entropico di conclusione. Il Pasca intellettuale  consapevole di s\u00e9 e della &#8220;strada&#8221; realizza la necessit\u00e0 del punto di  vista, giacch\u00e9 non si pu\u00f2 prescindere da nuove prospettive di lettura di  dati che appartengono alla storia, e che si investono di nuove alleanze  mentali in presunta armonia con i mutamenti socio culturali, funzionali  al momento storico medesimo.<br \/>In questo senso, il neo linguaggio del cervello elettronico (lo chiamiamo semplicemente<strong> &#8220;computer&#8221;<\/strong>)  di esperienze vitali \u00e8 il segno-strumento perch\u00e9 la mente e la voce, la  parola e il segno-pensiero possano correre alla medesima velocit\u00e0.  Perch\u00e9 la composizione risulti una contemporaneit\u00e0 di tempo, spazio,  azione <strong>(unit\u00e0 aristoteliche)<\/strong>, perch\u00e9 la scena possa offrire una immediata &#8220;facile&#8221; interpretazione. Seppur mai dimenticando <strong>(Ah, la memoria!)<\/strong> che il presente di ogni tempo derivi da lontani tempi, spazi ed azioni.  Nella vita vissuta \u00e8 progressione e analisi. Analisi in progressione.  Nel libro di Pasca \u00e8 l&#8217;avvio alla ricerca di qualcosa che egli vuole  spiegare a partire dalla visita con lo zio Guido (mezzo di guida) presso  il luogo antico della Cattedrale di Otranto con i suoi simboli. Cosa,  se non penetrare, condividerne la bellezza antica ed il significato  senza tempo?<br \/>Ci\u00f2 gli consente di aprire ad altro e ad altri, la mente  proposta come una sfera agibile al nuovo, forza strategica ambiziosa  (ma non pretenziosa!), curiosit\u00e0 che apre il varco alla conoscenza. E  poi il dubbio, il buio o il vento che trascina oltre: <strong>Sappi  vedere il tutto nell&#8217;oggetto pi\u00f9 piccolo&#8230;.Cos\u00ec il passato continua,  l&#8217;avvenire vive in anticipo: l&#8217;istante \u00e8 un&#8217;eternit\u00e0! (Goethe)<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217;  su questo piano che Pasca pittore, Pasca scultore di idee, Pasca poeta e  Pasca scrittore-pensatore si incontrano: nella rappresentazione  sensibile egli com-prende la ritmicit\u00e0 interna, corale, ma non univoca,  di elementi che, nello spazio determinano la loro finitezza. E&#8217; la  sintesi dell&#8217;intangibile, che ingloba significato e significante, suono,  parola e segno. Espressione di una visione prospettica del reale,  nell&#8217;espressione inequivocabile del tempo in progressione, variabile ed  eclettico. Le forme definite e la pastosa densit\u00e0 della cromia delle sue  opere pittoriche da un lato rappresentano il segno intelligibile della  composizione ed annunciano la sintesi dello sguardo riflessivo che  l&#8217;artista volge alla mente e all&#8217;elaborazione di quei dati esterni, in  un gesto dettato dalla precisione della pennellata che \u00e8 segno  dell&#8217;evoluzione espressiva ed artistica. Egualmente la parola scritta  risulta denso e concentrato assunto di simboli allusivi che si dipartono  da situazioni esterne elaborate nella fucina cerebrale e poi offerte in  quello che Pasca scrittore definisce come punto fermo e distintivo <strong>(Oggi E&#8217;, nuovo lo spazio, fra ieri e domani)<\/strong>.  Gli elementi riconoscibili sono un momento di condivisione inseriti per  dare vigore come simboli allusivi, collocati tra un passato ed un  futuro enigmatici. Un gioco surreale in cui l&#8217;artista ricompone le  visioni assunte ed organizzate secondo il proprio movimento prospettico  in una configurazione che trova nell&#8217;eterogeneit\u00e0 del segno, degli  strumenti congeniali, dei simboli e delle tecniche la rappresentazione  di una poesia sobria, silenziosa e imponente al contempo. Minimale pur  nella sontuosit\u00e0 dell&#8217;effetto.<br \/>Una sorta di orfismo linguistico, cui Francesco Pasca attribuisce il nome di <strong>Singlossia<\/strong>. Il tutto per il tutto, composizione sinergica di &#8220;enucleazione totale&#8221;.<\/span><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: verdana,geneva; color: #999999; font-size: small;\"><br \/> <strong><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Carmen De Stasio<\/strong><\/span><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lecce 22 aprile 2009 da Il Paese nuovo &#8211; Quotidiano del Salento Nella Singlossia i due linguaggi, visivo e verbale,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Luogo delle parole- dialogo virtuale sulla scrittura di pietra | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" 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