{"id":16,"date":"2006-10-07T09:30:37","date_gmt":"2006-10-07T07:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2006\/10\/07\/quando-lopera-prega\/"},"modified":"2006-10-07T09:30:37","modified_gmt":"2006-10-07T07:30:37","slug":"quando-lopera-prega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2006\/10\/07\/quando-lopera-prega\/","title":{"rendered":"Quando l&#8217;opera prega"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><strong><img src=\"\/images\/stories\/dscn2901.jpg\" border=\"0\" width=\"350\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/>Quando l&#8217;opera prega<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di Antonietta Fulvio<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Correva l\u2019anno 1671 e, forse, non tutti sanno che vescovo di Lecce era monsignor Antonio Pignatelli, passato alla storia come Papa Innocenzo XII. A lui si deve il nome della <em>Biblioteca Innocenziana<\/em>,cuore dell\u2019antico Seminario che con la Cattedrale, il Campanile e l\u2019Episcopio, caratterizza una piazza tra le pi\u00f9 belle d\u2019Italia e icona indiscutibile della citt\u00e0 del barocco.<\/p>\n<p>Sembra superfluo dirlo: lo sguardo resta incantato tra la visione del portale di bronzo della Cattedrale, a firma di Armando Marrocco, e la facciata del Seminario, cesellata dall\u2019architetto Cino: il presente e il passato che si susseguono in un <em>continuum<\/em> che \u00e8 espressione di bellezza e fede, arte e cultura.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ma quel che oggi \u00e8 il nuovo Seminario, inaugurato e benedetto da Papa Giovanni Paolo II il 18 settembre 1994, \u00e8 un vero scrigno di tesori e, paradossalmente, pare pi\u00f9 frequentato dai turisti che dai salentini molti dei quali ignorano la ricchezza di un patrimonio inestimabile.<\/p>\n<p>A cominciare dalla <em>Biblioteca Innocenziana<\/em> nata, probabilmente come ritiene il Mazzotta, intorno al 1730 dal fondo librario donato da un altro vescovo leccese Fabrizio Pignatelli. Un fondo destinato ad accrescersi con successive donazioni e, soprattutto, con l&#8217;arrivo dei volumi provenienti dagli istituti religiosi soppressi nel 1799. Ben 2500 titoli: dalle <em>Sacre Scritture<\/em>, all\u2019agiografia, teologia, filosofia, oratoria e ascetica ma anche letteratura classica e scienze. Tra i volumi figurano preziosissime cinquecentine, gli<em> Annales<\/em> <em>ecclesiastici<\/em> di Cesare Baronio e tre edizioni dell&#8217;<em>Opera omnia <\/em>di Sant\u2019Agostino. Pregevoli inoltre gli esemplari della Bibbia in latino e in greco, come quella edita a Parigi da Arnold Birkmann nel 1549 o i <em>Commentari<\/em> al Vecchio e al\u00a0 Nuovo Testamento del vescovo di Alba Alfonso Tostato, stampati a Venezia nel 1596.<\/p>\n<p>E ancora, il <em>corpus<\/em> di riviste de \u201c<em>La Civilt\u00e0 Cattolica\u201d<\/em> uscita nel 1850, e venti anni di storia raccontati dalle colonne del quotidiano \u201c<em>L&#8217;Unit\u00e0 Cattolica<\/em>\u201d (1884-1904), un\u2019eredit\u00e0 culturale a portata di mano e, presto anche di mouse. Ma la <em>Biblioteca Innocenziana<\/em> \u00e8 solo uno dei tasselli che vanno a comporre il meraviglioso Palazzo del Seminario voluto dal vescovo Michele Pignatelli. Il progetto fu affidato all\u2019architetto Giuseppe Cino il quale rifacendosi all&#8217;idea che lo Zimbalo aveva elaborato per Palazzo dei Celestini concep\u00ec una facciata imponente, composta da dieci enormi paraste bugnate che incorniciano un doppio ordine di finestre riccamente decorate in pietra leccese. Nella successione di lesene, finestre e balconi riusc\u00ec a costruire uno splendido gioco di luci e ombre che, tra rigore e armonia, seguendo i canoni del barocco leccese, trionfa nella decorazione del portale sormontato dallo stemma dei Pignatelli. Fortemente evocativo anche l\u2019ingresso delimitato dagli otto busti, in pietra leccese, dei Padri della Chiesa: i Santi Atanasio, Tommaso d\u2019Aquino, Girolamo, Ambrogio, Giovanni Crisostomo, Bonaventura, Agostino, Gregorio Magno che simbolicamente indicano la via della fede e della virt\u00f9.<\/p>\n<p>Inaugurato dal vescovo Fabrizio Pignatelli nel 1709, il Seminario fu successivamente ampliato con la costruzione di un nuovo piano su disegno del Manieri per meglio rispondere alle accresciute esigenze, cos\u00ec come negli ultimi decenni sono state realizzate delle variazioni formali e volumetriche per adeguare con criteri moderni la struttura oggi sede del Museo Diocesano e relativo Archivio storico, della Galleria d\u2019arte contemporanea, dell&#8217;Istituto di scienze religiose e degli uffici della Curia Vescovile.<\/p>\n<p>Lasciati alle spalle gli otto busti, lo sguardo pu\u00f2 spaziare nel quadrato magico del chiostro dominato dal pozzo centrale, detto della \u201cVera ovale\u201d, con una elaborata decorazione seicentesca firmata dallo stesso Cino che volle adornare in un tripudio di fregi, festoni e frutta le colonnine del pozzo che terminano ad arco sul quale fu collocata la statua di Sant\u2019Irene, prima protettrice della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Le sale del piano terra ospitano le opere del \u201c<em>Premio<\/em>\u201d legato alla <em>Triennale di Arte sacra contemporanea<\/em>, curata dal critico Toti Carpentieri e concepita sul filo del mecenatismo che ha intrecciato per secoli il legame arte e fede. Ogni edizione rende omaggio a grandi protagonisti dell\u2019arte e con la sezione \u201c<em>Exempla<\/em>\u201d rileva lo sviluppo dell\u2019arte sacra nel XX secolo collocandosi come punto di riferimento nel panorama dell\u2019arte sacra moderna e contemporanea. Con il <em>Premio Paolo VI<\/em>, proponendo un significativo confronto artistico sul tema, ha visto nel tempo\u00a0 accrescere le opere della <em>GASC<\/em>, la Galleria di arte sacra contemporanea che rappresenta il fiore all\u2019occhiello del patrimonio del Museo Diocesano.<\/p>\n<p>Sempre al piano terra \u00e8 d\u2019obbligo fermarsi alla cappella privata del Seminario, dedicata a San Gregorio di neocesarea ed eretta nel 1696, probabilmente anch\u2019essa su disegno di Cino. Un tripudio di decorazioni plastiche che vanno ad incorniciare sull&#8217;altare maggiore la tela di Paolo de Matteis, raffigurante San Gregorio taumaturgo patrono del seminario. Lateralmente, a destra l\u2019altare dedicato a Santa Domenica vergine e a sinistra quello dedicato a San Vincenzo diacono raffigurato nella tela opera del pittore napoletano Giovanni Battista Lama, mentre all\u2019entrata di notevole impatto sono le sei sculture \u201cnel segno del credo\u201d donate dallo scultore Marcello Gennari.<\/p>\n<p>Salendo lo scalone si accede al cuore del palazzo il <em>Museo diocesano<\/em>, ricavato dagli spazi che un tempo furono camerate e che raccoglie opere provenienti dalle chiese della citt\u00e0 e della diocesi, come la straordinaria tempera su tavola icona della <em>Vergine del Carmine<\/em>, di ambito veneziano, che apre il percorso museale. Due le sale pi\u00f9 il soppalco con gli argenti della cattedrale. La prima \u00e8 dedicata alla scuola napoletana poich\u00e9 molti vescovi, venendo dalla capitale del regno, erano committenti di autori napoletani esponenti di una scuola straordinaria che ebbe artisti di spicco tra i quali Luca Giordano, di cui si pu\u00f2 ammirare la splendida <em>Crocifissione di San Pietro<\/em>. Le opere sono capolavori dell\u2019iconografia religiosa come l&#8217;<em>Assunta<\/em> di Gian Domenico Catalano, tela che adornava la cattedrale per volere del vescovo Scipione Scipa come mostra lo stemma in basso, la <em>Vergine col bambino e angeli musicanti<\/em> di Ippolito Borghese, probabilmente tagliata come spiega la decentralizzazione del gruppo principale, e il <em>Riposo nella fuga in Egitto<\/em> di Paolo De Matteis a chiusura del primo percorso.<\/p>\n<p>Nel bel mezzo della sala, invece, trovano una perfetta collocazione il <em>Salvator Mundi<\/em> e i ritratti degli apostoli, i santi <em>Andrea, Giacomo maggiore, Giovanni, Giacomo minore, Bartolomeo, Matteo<\/em>; <em>Simone<\/em>, solo sette perch\u00e9 gli altri cinque furono trafugati dalla chiesa di santa Teresa. Opere di un copista del Ribera o come si \u00e8 propensi a sostenere osservando la diversa qualit\u00e0 pittorica che possano essere copie del Ribera o della sua bottega. Mentre di ambito italiano \u00e8 la tela \u201c<em>Pasces oves meas\u201d<\/em> di Nicolas Poussin che incuriosisce per i colori sgargianti e l\u2019eleganza delle figure che evocano lo stile di Raffaello da cui sembra ispirarsi il tema biblico raffigurato una versione speculare di uno dei cartoni realizzati come modello di un arazzo per la <em>Cappella Sistina<\/em>, cartone custodito nell&#8217;<em>Albert Museum <\/em>di Londra. Di Paolo Finoglio \u00e8 possibile ammirare due bellissimi dipinti la <em>Sacra Famiglia<\/em> <em>del cucito<\/em> e il <em>Martirio di Sant&#8217;Orsola<\/em> <em>e delle compagne,<\/em> posto quest\u2019ultimo per le sue notevoli dimensioni a conclusione del percorso nella seconda sala. Sala dedicata alle opere del \u2018700 leccese, in particolare una significativa collezione di Oronzo Tiso e Serafino Elmo.\u00a0 E se degni di nota sono i tondi <em>Il signore appare in sogno a Salomone in Gabaon<\/em> e <em>Agar\u00a0 e Ismaele<\/em>, gran curiosit\u00e0 suscita la tela <em>Sant&#8217;Oronzo riceve da Cristo il mandato di proteggere la citt\u00e0 di Lecce<\/em> <em>dalla peste <\/em>dove Elmo spiega l&#8217;origine del culto del patrono Oronzo che, dopo essere stato convertito da Giusto, insieme al nipote Fortunato cominci\u00f2 la sua opera di evangelizzazione nel Salento ed eletto, secondo la tradizione popolare, a protettore della citt\u00e0 quando salv\u00f2 Lecce dalla peste del 1656. Ben sette sono le tele di Oronzo Tiso, attraverso le quali \u00e8 possibile seguire l&#8217;evoluzione dell&#8217;artista. Formatosi alla bottega del napoletano Francesco Solimena come si deduce dal bozzetto <em>Il trasporto dell\u2019Arca Santa<\/em>, la cui tela finale \u00e8 all\u2019interno della Chiesa di Sant\u2019Irene. Molte sue opere finirono per adornare le chiese di Lecce e del Salento, come le storie mariane per la Chiesa dell\u2019Immacolata a Casarano, due bozzetti delle quali <em>Presentazione di Ges\u00f9 al tempio<\/em> e <em>Presentazione della Vergine al tempio<\/em> si possono ammirare nel Museo. Riccamente simbolica e dai caldi cromatismi, la pittura di Tiso illustra alcune tra le pi\u00f9 intense pagine della Bibbia, che ben conosceva data la sua formazione presso i Gesuiti. In <em>Abramo e i tre Angeli<\/em> rielabora l\u2019episodio biblico alla luce della simbologia cristiana; nella <em>Vergine Addolorata<\/em> sintetizza il dramma della passione di Cristo mentre un chiaro omaggio ai domenicani leccesi sembra essere la tela della <em>Madonna del Rosario<\/em>. La <em>Nativit\u00e0 della Vergine<\/em> \u00e8 eseguita nel pieno rispetto dei canoni del <em>Biblia pauperum,<\/em> stabiliti dal concilio di Trento, secondo cui le opere artistiche dovevano essere di facile comprensione perch\u00e9 strumento principale della catechizzazione del popolo. Sorprende non poco disteso sul pavimento il grandissimo tappeto, dono di Gioacchino Murat alla cattedrale di Lecce, esempio dell\u2019arte tessile di fattura francese, mentre chiudono il percorso museale la collezione statuaria. Espressione della pi\u00f9 genuina devozione che vanta dall\u2019eccellenza della produzione lignea con l\u2019<em>Assunta<\/em> e il <em>San Cesario<\/em> di Nicola Fumo e il busto di <em>Ecce homo,<\/em> alla cartapesta sempre di fattura napoletana con la statua della <em>Madonna Immacolata<\/em> dalle raffinate vesti decorate, alla manifattura tipica dell\u2019artigianato leccese: la cartapesta modellata e dipinta con la scultura di <em>Giuditta con la testa di Oloferne<\/em> del maestro Raffaele Caretta.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>(pubblicato su Paese Nuovo, 3 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando l&#8217;opera prega di Antonietta Fulvio \u00a0 Correva l\u2019anno 1671 e, forse, non tutti sanno che vescovo di Lecce era<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[8],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with 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