{"id":190,"date":"2010-12-12T23:00:00","date_gmt":"2010-12-12T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/12\/12\/nove-donne\/"},"modified":"2010-12-12T23:00:00","modified_gmt":"2010-12-12T22:00:00","slug":"nove-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/12\/12\/nove-donne\/","title":{"rendered":"Nove donne"},"content":{"rendered":"<p>Guido Corazziari<\/p>\n<p>NOVE DONNE<\/p>\n<p>Il Raggio Verde edizioni<\/p>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/copguido .jpg\" border=\"0\" width=\"400\" style=\"margin: 12px; float: left;\" \/><\/p>\n<p>Intrigante, interessante, incalzante. Tre aggettivi che ben si addicono alla materia letteraria, al ritmo e alla struttura del testo che segna l\u2019esordio letterario di Guido Corazziari, docente di Economia all\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma ma appassionato da sempre di musica e letteratura.<\/p>\n<p>\u201cIl complesso tessuto narrativo, non privo di illustri citazioni letterarie e di colpi di scena, si svolge con ritmo incalzante presentando al lettore, incastonate quasi come camei, le donne e le storie di cui sono protagoniste. Eroine, sante, vittime, carnefici, maliziose, sfortunate, romantiche, le loro vicende vengono costruite con modalit\u00e0 quasi cinematografica\u201d \u2013 si legge nella prefazione curata dalla giornalista Antonietta Fulvio, direttore editoriale de Il Raggio Verde edizioni. \u201cUna galleria di ritratti, di caratteri e personalit\u00e0 diversissime, si muovono in maniera autonoma, all&#8217;interno di una cornice narrativa e il rimando al <em>Decameron<\/em> di Giovanni Boccaccio \u00e8 quasi inevitabile. Non \u00e8 la peste per\u00f2, ma una tempesta di neve a far ritrovare, nel pi\u00f9 completo isolamento, in un rifugio tra i monti delle Alpi orientali, coloro che diverranno le voci narranti di <em>Nove donne<\/em>\u201d. Cos\u00ec il racconto diventa pre-testo di dialogo e conoscenza. Con uno stile di scrittura che appassiona e incuriosisce il lettore, le pagine di \u201cNove donne\u201d attraversano determinati spazi geografici, dall&#8217;isola di Santorini, alla Napoli di piazza dei Martiri e via Caracciolo, dalle Dolomiti, Venezia, Cortina e Dalmazia alla citt\u00e0 eterna, ma anche Milano, la Germania Superior, la Gallia, i Pirenei e la misteriosa Asia. Ogni storia, via via delineata dall\u2019autore intrecciando abilmente invenzione letteraria e psicologia dei personaggi, diventa altres\u00ec spazio di riflessione sulla complessit\u00e0 delle relazioni umane e sulla valenza della narrazione quale privilegiato strumento di indagine.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>PREFAZIONE di Antonietta Fulvio<\/p>\n<p>Nove donne.<\/p>\n<p>Prima di tutto, il numero.<\/p>\n<p>Un numero dalla valenza simbolica sia che lo si rapporti alla mitologia, nove erano le muse nate in nove notti d\u2019amore di Zeus, o al cristianesimo nove \u00e8 legato al sacrificio di Cristo, ma sono anche nove le lune del periodo di gestazione per dar vita ad un nuovo essere\u2026.<\/p>\n<p>numero ricorrente nella\u00a0 Divina Commedia, il nove \u00e8 anche la cifra che nelle scienze occulte simboleggia il demonio \u2026<\/p>\n<p>E trattandosi di nove donne \u2013 questo il titolo scelto per il suo romanzo da Guido Corazziari &#8211; \u00a0vien quasi naturale associare la duplice valenza del numero\u00a0 con il genere femminile da sempre considerato creatura angelica e demoniaca insieme\u2026<\/p>\n<p>Chi sono le donne di questo romanzo? Sono donne d\u2019altri tempi e di questo tempo.<\/p>\n<p>In luoghi lontani e diversi: l\u2019isola Santorini, la Napoli di piazza dei Martiri e di via Caracciolo, le Dolomiti , Venezia, Cortina e Istria, Roma, Milano e la Germania Superior, attraversando la Selva nera, la Gallia e i Pirenei. E infine Bruxelles e i vasti e misteriosi territori dell\u2019Asia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il complesso tessuto narrativo, non privo di illustri citazioni letterarie e di colpi di scena,<\/p>\n<p>si svolge con ritmo incalzante presentando al lettore, incastonate quasi come camei, \u00a0le donne e le storie di cui sono protagoniste. Eroine, sante, vittime, carnefici, maliziose, sfortunate, romantiche, le loro vicende vengono costruite con modalit\u00e0 quasi cinematografica, con flashback e salti temporali che portano l\u2019azione bruscamente dal passato al presente con una costruzione e un utilizzo dei tempi verbali finalizzati a produrre effetti spiazzanti che per\u00f2 contribuiscono a mantenere alta l\u2019attenzione. A sollecitare considerazioni e riflessioni sulle dinamiche delle storie e dei personaggi che le animano.<\/p>\n<p>Una galleria di ritratti, di caratteri e personalit\u00e0 diversissime si muovono in maniera autonoma,<\/p>\n<p>all\u2019interno di una cornice narrativa e il rimando al Decameron di Giovanni Boccaccio \u00e8 quasi inevitabile. Non \u00e8 la peste per\u00f2, ma una tempesta di neve a far ritrovare, nel pi\u00f9 completo isolamento, in un rifugio tra \u00a0i monti delle alpi orientali coloro che diverranno le voci narranti di Nove donne.<\/p>\n<p>Non sono amici, ma come accadde per l\u2019allegra brigata del Decameron \u00e8 un evento eccezionale a farli ritrovare insieme. Mentre fuori la neve copre con una coltre il paesaggio loro dovranno condividere per una notte \u00a0l\u2019esiguo spazio della baita e rompere l\u2019imbarazzante silenzio grazie all\u2019antica arte del novellare, occasione di svago e conoscenza, un modo, il pi\u00f9 antico, per vincere il tempo, in attesa che la bufera si plachi.<\/p>\n<p>Tiziano, la guida alpina, ed Emanuele, il gigante biondo, e il giovane Norberto dall\u2019aspetto grassoccio, vedono entrare nel rifugio dapprima tre uomini tra i cinquanta e i sessant\u2019anni, Messie Jacques, Bruno e un terzo senza nome, e poi Gioacchino il prete e Laura sua sorella.<\/p>\n<p>E\u2019 Jacques a sollecitare Bruno, da tombeur de femme, lui avr\u00e0 senz\u2019altro una sua avventura avvincente da raccontare. Magari piccante, licenziosa. E il racconto ha inizio. Nonostante la presenza di Laura e del prete Gioacchino il cui sorriso vale come consenso. E\u2019 la storia di Friedrika, innamorata di Hanna, due splendide donne che Bruno aveva conosciuto nell\u2019isola Santorini. Ma il racconto va oltre il tema dell\u2019omosessualit\u00e0 e tocca quello dell\u2019incesto tra Hanna e la sua giovane sorella, fatto che spezza il cuore della sfortunata e infelice Friedrika (che per\u00f2 in Bruno trova un sincero amico per affinit\u00e0 elettive).<\/p>\n<p>Meno triste e certamente pi\u00f9 ironica la storia raccontata da Emanuele, la sua prima esperienza sessuale che ebbe il volto di zia Cleofe, una donna non pi\u00f9 giovane ma mentalmente libera e spregiudicata con il vizio del gioco. La narrazione pi\u00f9 lunga e articolata \u00e8 quella di Tiziano che scava nei suoi ricordi adolescenziali e ripercorre la storia di Benedetta, della sua famiglia che si fregiava di nobilt\u00e0 e che possedeva la fabbrica di cotone dove lui stesso era finito impiegato pur continuando a fare il maestro di sci. Benedetta fin\u00ec sposa ad un banchiere coinvolto poi in uno scandalo, all\u2019epoca di tangentopoli, colleziona storie sbagliate e subisce uno stupro: l\u2019atroce violenza istigata dal suo stesso padre opera su di lei una trasformazione radicale, la rende irriconoscibile sar\u00e0 solo un nuovo dolore e il sopraggiunto sentimento di piet\u00e0 a farle ritrovare la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>La storia di Brunilde raccontata da Norberto, il giovane e brillante astrofisico che vuole far colpo su Laura, si rivela tristemente vuota come la stessa donna incapace di provare piacere perch\u00e9 probabilmente incapace di amare veramente.\u00a0 E quanti danni pu\u00f2 fare l\u2019amore. Quanti cuori fragili pu\u00f2 mandare in frantumi segnando profondamente un\u2019esistenza, talvolta relegandola al buio assoluto.<\/p>\n<p>Il narratore senza nome, amico di Bruno e Messie Jacques, apre una pagina dolorosa dei suoi ricordi, facendo affiorare l\u2019immagine di Raffaella morta suicida per amore, l\u2019amore per la figlia mai nata che un morbo avrebbe reso deforme e sterile, e l\u2019amore negato da un compagno sbagliato, un uomo egoista che l\u2019aveva solo usata come un oggetto da buttare all\u2019occorrenza perch\u00e9 senza significato. Un intreccio dai toni gialli sullo sfondo di una Milano negli anni di piombo.<\/p>\n<p>Emblematica \u00e8 invece la storia di Rosina raccontata dal prete Gioacchino, un exursus erudito nella storia ai tempi dell\u2019impero romano e degli Svevi, il sacrificio e la devozione di Rosina diventata schiava ma che seppe conquistare con la forza della sua fede e della religione\u00a0 il cuore di re e di regine. Suo figlio, Marco, diverr\u00e0 re del Portogallo mentre lei ripercorrer\u00e0 quel che oggi \u00e8 il cammino di Santiago per ritornare nella sua Wenglingen dove sorge un santuario a lei dedicato.<\/p>\n<p>Ma la devozione pu\u00f2 riguardare anche l\u2019amore terreno, come quello tra la contessa fiamminga barbara e il conte de N, clochard decaduto salvato dall\u2019amore della sua donna come racconta Messi\u00e8 Jacques.<\/p>\n<p>Stupro, violenza, devozione, omosessualit\u00e0, spirito di sacrificio, religiosit\u00e0, passione, spregiudicatezza, mistero.<\/p>\n<p>Quanti volti pu\u00f2 avere una donna? Tutti e nessuno.<\/p>\n<p>Aspettando che la neve si sciolga e la nebbia si dirada giunge il tempo del racconto di Laura, l\u2019unico ad essere una favola. E con Safira le donne sono otto.<\/p>\n<p>Ma Laura, \u00e8 forse lei la nona donna? colei che incarna bellezza e seduzione e come la principessa asiatica Safira, non sceglie la devozione, n\u00e9 il sacrificio, n\u00e9 la generosit\u00e0 ma l\u2019apparente freddo distacco di chi sa amare in silenzio?<\/p>\n<p>La finzione letteraria si confonde con la realt\u00e0?<\/p>\n<p>Laura \u00e8 la sola donna del gruppo, da affabulatrice, come Sherazade ne Le Mille e una notte, \u00e8 lei stessa protagonista di una sorta di storia nella storia, l\u2019amore notturno e segreto con la giovane guida alpina come svela l\u2019autore nel commiato finale che potrebbe essere l\u2019inizio di un\u00a0 nuovo racconto, chiss\u00e0.<\/p>\n<p>In fondo ogni donna sa inventare e inventarsi.<\/p>\n<p>E gli uomini d\u2019altro canto nel destino che li vede ora soggiogati ora soggiogare saranno e sono inevitabilmente legati alle donne con le quali si ritroveranno a condividere il proprio cammino. \u00a0Ma delineando ogni donna si delinea anche l\u2019uomo, che sia il padre, il marito, il compagno, l\u2019amante. Anche colui che commette il pi\u00f9 aberrante dei crimini, lo stupro, \u00e8 pur sempre figlio di una donna. Se solo questo pensiero lo sfiorasse le urla che ignora avrebbero il suono della voce della madre, della sorella, della sua donna, di sua figlia.<\/p>\n<p>La cornice \u00e8 completa, la comitiva si disperde e ognuno va per la sua strada.<\/p>\n<p>L\u2019ultima sequenza si chiude con il riflesso del sole sui capelli dorati di Laura che scioglie le trecce assecondando quanto urlatogli un momento prima da Tiziano. E quell\u2019 \u201caureola dorata intorno al suo capo\u201d prelude alla visione angelica della donna ancora pi\u00f9 bella quando \u00e8 lontana. Irraggiungibile.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guido Corazziari NOVE DONNE Il Raggio Verde edizioni Intrigante, interessante, incalzante. 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