{"id":21,"date":"2006-10-11T22:13:58","date_gmt":"2006-10-11T20:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2006\/10\/11\/spagnolo\/"},"modified":"2018-01-04T21:32:17","modified_gmt":"2018-01-04T20:32:17","slug":"spagnolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2006\/10\/11\/spagnolo\/","title":{"rendered":"Gli inchiostri di Spagnolo"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">Una mostra, un libro. Violence &#8211; da una strage all&#8217;altra.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em><img src=\"\/images\/stories\/francescolecce-1.jpg\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"vertical-align: text-top; margin: 21px; float: left; border: 0pt none;\" \/>Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l\u2019odio. La violenza aumenta l\u2019odio e nient\u2019altro\u201d<\/em>. La citazione di Martin Luther King si presta ad inquadrare perfettamente l\u2019ultimo progetto artistico che Rosario Francesco Spagnolo ha voluto intitolare \u201c<em>Violence<\/em>\u201d. Una parola inquietante. Orrore puro che nega la vita e le lezioni della Storia.\u00a0 Un tema forte, non v\u2019\u00e8 dubbio, e\u00a0 tristemente attuale. E, ancor pi\u00f9 emblematico,\u00a0 il sottotitolo \u201c<em>da una strage all\u2019altra<\/em>\u201d che suggerisce immediatamente il soggetto dell\u2019indagine pittorica, un lungo <em>exursus <\/em>temporale che focalizza lo sguardo dell\u2019artista sulle tragedie che hanno contraddistinto l\u2019intero Novecento.<\/p>\n<p>Scandito dalle pi\u00f9 importanti rivoluzioni tecnologiche, il Novecento fu densissimo di avvenimenti destinati a segnare profondamente la geografia del mondo e il destino dell\u2019Umanit\u00e0. E pensare che, sul filo della <em>Belle \u00c8poque,<\/em> proiezione di un sogno di felicit\u00e0 e di benessere raggiungibile, il XIX secolo si apr\u00ec con la grande Esposizione di Parigi, l\u2019ultima ad essere nominata \u201cuniversale\u201d. Ed universale era l\u2019intento celebrativo, indirizzato alle conquiste dell\u2019Uomo in tutti i campi, nella Scienza, nella Cultura, nell\u2019Arte come indicava\u00a0 esplicitamente il sottotitolo <em>Le bilan d\u2019un si\u00e8cle<\/em>.<\/p>\n<p>La Tour Eiffel, costruita per l\u2019Esposizione Universale del 1889 in occasione del centenario della Rivoluzione francese divenne, per certi versi, il simbolo\u00a0 della creativit\u00e0 umana di quel suo costruire, sfidando le leggi della natura, elevandosi fin verso il cielo se pur con una complicatissima struttura in ferro, materiale pesante per antonomasia ma reso paradossalmente leggero nel suo affascinante verticalismo.<\/p>\n<p>Non a caso, tra le ultime opere di \u201cViolence\u201d ce n\u2019\u00e8 una che rappresenta l\u2019imponente icona di Parigi contestualizzandola in uno scenario ben lontano dall\u2019immagine della <em>Ville lumi\u00e8re<\/em>: in alto la luna bianca \u00e8 l\u2019unica fonte di luce in uno sfondo che si fa cupo nel forte contrasto rosso-nero. Il rosso \u00e8 simile a scie di sangue, quasi a contrapporre la duplicit\u00e0 della natura umana, la mitezza e la violenza, l\u2019agire positivo che \u00e8 a monte della costruzione e l\u2019esatto negativo che \u00e8 distruzione, annichilimento. Un aspetto gi\u00e0 indagato nella storia dell\u2019arte, esemplare \u00e8 in tal senso la pittura di Hieronymus Bosch che dipingendo i suoi demoni, met\u00e0 umani e met\u00e0 animali, aveva posto la questione della rappresentazione del lato diabolico dell\u2019uomo. E vi \u00e8 forse qualcosa di pi\u00f9 diabolico della violenza che \u00e8 sempre sopraffazione e danno irreparabile?<\/p>\n<p>Le due Guerre mondiali, entrambe con il loro carico di orrore e di morte, sconvolsero la prima met\u00e0 del Novecento spezzando vite e confini; ed \u00e8 a met\u00e0 tra i due eventi bellici, nel 1937, che si colloca uno dei massimi capolavori del secolo, la \u201c<em>Guernica<\/em>\u201d di Picasso, diventando simbolo del dolore universale di fronte alla violenza e alla morte. L\u2019arte diventa voce, testimone con la potenza delle sue immagini dei drammi del mondo. Quando di l\u00ec a poco in Germania Hitler prender\u00e0 il potere, la sua prima azione sar\u00e0 quella di distruggere le opere d\u2019arte, perseguitare gli artisti, i letterati, i giornalisti che si opponevano al regime.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ricordando la lezione del \u201c<em>Bauhaus<\/em>\u201d secondo cui \u201c<em>l\u2019artista non doveva essere isolato e avulso dalla societ\u00e0 in cui vive, ma deve svolgere una funzione educativa e trainante<\/em>\u201d, Rosario Francesco Spagnolo affronta con il suo stile\u00a0 &#8211; e la potenza dei suoi inchiostri &#8211; il tema della violenza, ricordando la immane tragedia della Shoah e quella delle Foibe.<\/p>\n<p>Il suo sguardo critico si ferma ad analizzare anche gli eventi che hanno scritto la storia del nostro Paese\u00a0 portando su tela la violenza che la politica stragista, all\u2019indomani del \u201968, semin\u00f2 da nord a sud nei pi\u00f9 disparati angoli della penisola.<\/p>\n<p>Un tristissimo quanto assurdo denominatore comune, la violenza appunto, che riduce ai minimi termini il buonsenso, il rispetto per l\u2019altro, le leggi della convivenza pacifica e della condivisione delle idee.<\/p>\n<p>Sull\u2019onda di queste considerazioni, Rosario Francesco Spagnolo ha realizzato questa serie di tele, interrogandosi sul valore della memoria. L\u2019incontro con la letteratura, motivo ricorrente della sua pittura, lo porta ad intersecare i suoi dipinti con\u00a0 le pagine del\u00a0 romanzo \u201c<em>La bisettrice dell\u2019anima<\/em>\u201d di Loreta Failoni, docente di matematica alla sua prima prova letteraria. Un romanzo che ripercorre attraverso le vicende di Anne Durand, ebrea parigina, la Shoah, la tragedia della guerra ma anche il coraggio di continuare, nonostante tutto, a sopravvivere all\u2019indomani della liberazione quando giunge il tempo della ricostruzione.<\/p>\n<p>Ancor oggi il ricordo della Shoah rimanda il pensiero immediatamente alle cifre impresse a fuoco sulla pelle degli ebrei, deportati nei campi di concentramento, ai numeri di quelli che persero la vita nei forni crematoi e nelle camere a gas, a quello dei soldati e dei partigiani che morirono al fronte, dei civili deceduti sotto i bombardamenti\u2026<\/p>\n<p>I numeri caratterizzano l\u2019intera narrazione: dati e date, statistiche e rapporti che l\u2019autrice, sin dalla prima pagina, utilizza per raccontare la Shoah dal punto di vista di Anne, e prima ancora, nel prologo, la condizione di David Sanson, nonno di Anne, prigioniero in attesa di essere giustiziato;\u00a0 il suo numero \u00e8 \u201c167428\u201d\u00a0\u00a0 rappresenta ci\u00f2 che era divenuto il suo stato: un illustre matematico che aveva passato una vita tra i numeri \u201cridotto\u201d a un numero. Eppure lucido, fino alla fine, David trova nella forza della nobile scienza il coraggio di sopportare la lunga agonia della prigionia che termina con una doccia. E sar\u00e0 la stessa scienza a dare ad Anne non solo la forza di continuare la sua vita messa cos\u00ec a dura prova ma anche a svelarle l\u2019essenza. La scoperta della forza dell\u2019amore al di l\u00e0 di ogni logica e della razionalit\u00e0 come possibilit\u00e0 di restituire un ordine alle situazioni pi\u00f9 ingarbugliate. Di costruire sopra le macerie dell\u2019anima.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il numero \u00e8 nell\u2019arte come nella scienza. L\u2019algebra \u00e8 nell\u2019astronomia e l\u2019astronomia confina con la poesia. L\u2019anima dell\u2019uomo ha tre chiavi che aprono tutto: la cifra, la lettera, la nota. Sapere, pensare, sognare<\/em>\u201d\u00a0 questa splendida citazione di Victor Hugo, che si legge nel romanzo, attraversa anche l\u2019opera pittorica di Spagnolo che riesce a\u00a0 collocare all\u2019interno delle sue composizioni cifre, lettere e note musicali esaltandone il valore simbolico,\u00a0 rileggendo intensamente il romanzo per immagini.<\/p>\n<p>Un leit-motiv, si diceva il rapporto con la letteratura, da oltre quarant\u2019anni, egli coniuga nell\u2019alchimia dei suoi inchiostri l\u2019amore per la sua terra, per la letteratura e la storia.\u00a0 Il rimando immediato va ai lavori che hanno segnato la sua attivit\u00e0 artistica, da <em>Cosmogonia<\/em> a <em>Danteide<\/em> all\u2019<em>Uliade<\/em> dove alla rielaborazione del mito greco sono succedute quelle dedicate alla <em>Divina Commedia<\/em> e ai grandi poemi omerici, quest\u2019ultimi celebrati attraverso l\u2019antropomorfismo degli alberi d\u2019ulivo, elementi iconografici della terra di Puglia.\u00a0 Un legame con la propria terra che \u00e8 anche spasmodica ricerca di comprensione della Storia passata e recente. In tal senso la\u00a0 sua indagine pittorica sul tema della violenza non poteva non attraversare i cosiddetti <em>anni di piombo<\/em>, le stragi di matrice politica che sconvolsero il nostro paese seminando il terrore. Piazza Fontana, Piazza della Loggia, San Benedetto Val di Sambro, Ustica, Capaci&#8230; sono luoghi tristemente noti per gli episodi gravissimi di un passato recente che \u00e8 ancora tutto da comprendere.<\/p>\n<p>La rievocazione di quei tragici avvenimenti avviene nel pur limitato spazio pittorico, nei volumi individuati dagli inchiostri che in queste opere si colorano dei toni pi\u00f9 cupi, dal rosso violento al nero, evocazione del buio che avvolge oscurando la razionalit\u00e0 e uccidendo la speranza. Corpi ammassati che ricordano l\u2019orrore dei campi di concentramento o le fila verso le camere a gas, un pensiero che fa ancora oggi rabbrividire. L\u2019autostrada squarciata dal tritolo, le ali spezzate del DC9, le rotaie divelte dell\u2019Italicus\u2026 la violenza resta tale al di l\u00e0 dei rapporti numerici\u2026 la condanna alle tragedie della Storia \u00e8 unanime, sia che si tratti dei tanti corpi gettati nelle fosse carsiche, sia dei milioni di ebrei fatti ardere nei forni crematoi\u2026 sia degli uomini che insieme al giudice Giovanni Falcone persero la vita quel maledetto 23 maggio 1992, una strage quella di Capaci che resta tra i pi\u00f9 terribili agguati di mafia che hanno insanguinato l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Non certamente paragonabili per dinamiche, cause ed effetti ma sul piano etico si tratta di rintracciare per tutti questi tragici eventi un unico seme, la potenza distruttrice della violenza. La figurazione, al di l\u00e0 dell\u2019aspetto rievocativo, vuole suscitare una reazione dura nello spettatore\u00a0 allontanando la possibilit\u00e0 di una qualunque imitazione o emulazione.<\/p>\n<p>Con le sue opere Rosario Francesco Spagnolo riesce a sintetizzare concetti e riflessioni\u00a0 riduce la Storia in fotogrammi che fanno parte della memoria collettiva.<\/p>\n<p>L\u2019arte ricostruisce l\u2019identit\u00e0 e la memoria.<\/p>\n<p>Una memoria che va alimentata per non dimenticare perch\u00e9, al di l\u00e0 delle ricorrenze, delle date commemorative, si deve ricordare l\u2019orrore per generare <em>orrore <\/em>verso l\u2019orrore. Non si tratta di uno sterile gioco di parole, piuttosto di un atteggiamento che \u00e8 alla base della riflessione su quanto accaduto, ma lo scarto \u00e8 passare dall\u2019amara constatazione del ricordo all\u2019insopprimibile\u00a0 desiderio di invertire la direzione cos\u00ec come profetizzava Martin Luther King.<\/p>\n<p>Le immagini di Spagnolo fuoriescono dallo spazio pittorico per svelare la mostruosit\u00e0 di cui sono evocazione. Per scuotere le coscienze. Ecco il senso di \u201c<em>Violence\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ricordare giova. Sempre.\u00a0 E solo ricordando la sofferenza e il dolore che \u00e8 possibile contrastare la violenza, ma senza esserne sopraffatti. Bisogna\u00a0 riconoscerla e ripudiarla ma con la forza costruttiva della parola, del segno.<\/p>\n<p>\u201cMi oppongo alla violenza perch\u00e9, quando sembra produrre il bene, \u00e8 un bene temporaneo; mentre il male che fa \u00e8 permanente\u201d.<\/p>\n<p>Nelle parole di Mahatma Gandhi la lezione pi\u00f9 autentica da trasmettere alle nuove generazioni, una lezione che si rinnova ancor oggi attraverso il meraviglioso alfabeto dell\u2019Arte.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"right\"><em> <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Antonietta Fulvio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>(da modular(t)e \/3 Progetto grafico: Antonietta Fulvio www.ilraggioverdesrl.it)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Approfondimenti<\/p>\n<p>sul sito<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/10\/approda-a-lecce-il-progetto-qviolenceq-di-rosario-francesco-spagnolo2\/\">Approda a Lecce Violence. Da una strage all&#8217;altra<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Sul sito di riferimento dell&#8217;artista<\/p>\n<p>www.rosariofrancescospagnolo.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mostra, un libro. Violence &#8211; da una strage all&#8217;altra. 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