{"id":2113,"date":"2015-03-25T11:33:41","date_gmt":"2015-03-25T10:33:41","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2015\/03\/25\/assia-djebar-ritorno-a-cesarea\/"},"modified":"2015-03-25T11:33:41","modified_gmt":"2015-03-25T10:33:41","slug":"assia-djebar-ritorno-a-cesarea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2015\/03\/25\/assia-djebar-ritorno-a-cesarea\/","title":{"rendered":"Assia Djebar: ritorno a Cesarea"},"content":{"rendered":"<p><img src=\"\/images\/assia-djebar.jpg\" border=\"0\" title=\"Assia Djebar\" width=\"300\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/>Per &#8220;Filo di Voci&#8221;, la rubrica curata da Ada Donno pubblichiamo la traduzione del testo di Aicha Bouabaci dedicato alla scrittrice algerina Assia Djebar, membro de l\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, recentemente scomparsa.<\/p>\n<p><strong>Assia Djebar: ritorno a Cesarea<\/strong><\/p>\n<p><strong>di A\u00efcha Bouabaci<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Una grande penna si \u00e8 eclissata dal mondo della letteratura e dell&#8217;arte;\u00a0una grande figura ci ha lasciati, venerd\u00ec 6 febbraio scorso a Parigi: una algerina di nome Assia Djebar.<\/p>\n<p>Il suo vero nome Fatma-Zohra Imalay\u00e8ne, nata il 30 giugno 1936 a Cherchell &#8211; citt\u00e0 costiera a 86 km da Algeri, la grande Cesarea, di cui sono originari dei berberi famosi come il re Giuba II \u00a0e, pi\u00f9 vicino a noi, degli studiosi , teologi, medici, veterani della causa algerina.<\/p>\n<p>Era figlia di un insegnante, Tahar Imalay\u00e8ne impegnato ben presto nella lotta contro la colonizzazione francese nel partito di Ferhat Abbas, l\u2019UDMA &#8211; l&#8217;Unione democratica del Manifesto algerino &#8211; e il cui figlio Samir, che si era arruolato nelle fila dell\u2019ELN (Esercito di Liberazione Nazionale), era stato arrestato e torturato dall&#8217;esercito francese.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><img src=\"\/images\/foto2015\/assia-djebar2.jpg\" border=\"0\" title=\"Assia Djebar alll'Acad\u00e9mie fran\u00e7aise nel giugno 2006 con Alain Decaux.\" width=\"350\" style=\"margin: 21px; float: right;\" \/>Assia, pioniera perenne\u00a0&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Grazie alla lungimiranza del padre, aveva seguito un percorso scolastico esemplare sia in Algeria &#8211; nei migliori licei frequentati dai figli dei coloni &#8211;\u00a0 che in Francia: prima il liceo Fenelon e Kh\u00e2gne, nel 1954 e poi (una novit\u00e0 assoluta per un\u2019algerina) la Scuola normale superiore di S\u00e8vres\u00a0nel 1955, da cui fu espulsa per giusta causa! Aveva preferito a quegli studi d\u2019\u00e9lite la lotta al fianco degli altri studenti algerini musulmani, contro la colonizzazione del paese da parte della Francia.<\/p>\n<p>Due anni dopo, nel 1957, pubblica il suo primo romanzo\u00a0<em>La sete<\/em> \u2013 per la somiglianza delle situazioni, il suo nome \u00e8 stato associato a quello di Fran\u00e7oise Sagan &#8211; per le\u00a0 edizioni Julliard. Esso segnava la sua vera nascita, come ha sottolineato il 22 giugno 2005, al momento del suo ingresso nell&#8217;Accademia di Francia, Pierre-Jean R\u00e9my, \u00a0in risposta al suo discorso di accettazione: grazie a questo nome mutuato che non l\u2019abbandoner\u00e0 pi\u00f9, come non smetter\u00e0 pi\u00f9 di scrivere!\u00a0<a href=\"#_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Assia Djebar non ha mai smesso, attraverso tutte le sue opere, poesie, romanzi, saggi, opere teatrali, sceneggiature per il grande o piccolo schermo, di essere la messaggera delle &#8220;voci sepolte&#8221;, quelle delle donne, violentate dal sistema coloniale e dal patriarcato;\u00a0voci silenziose, nel suo paese e altrove.\u00a0Da <em>Le Donne di Algeri nel loro appartamento<\/em> fino a <em>Donne di Medina<\/em> ,\u00a0 da Algeri a Parigi e nei paesi d\u2019Arabia &#8230;<\/p>\n<p>L\u2019ho sempre associata, nei seminari che ho tenuto in Germania, allo scrittore-regista senegalese Sembene Ousmane, autore fra l\u2019altro dell&#8217;indimenticabile\u00a0<em>&#8220;Il mandato&#8221;<\/em> che aveva portato sullo schermo.<\/p>\n<p>Anche lei sarebbe stata una grande cineasta se non fosse stato per gli ostacoli che aveva incontrato in Algeria;\u00a0si pensi, in particolare, ai suoi film preziosi: il lungometraggio \u00a0<em>La Nouba delle donne del Monte Chenoua<\/em>,\u00a0realizzato per la televisione algerina nel 1977, dopo tre mesi di inchieste \u00a0effettuate tra le donne della sua regione, che ha conseguito nel 1979 il premio della critica internazionale alla Biennale di Venezia\u00a0<a href=\"#_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a>\u00a0. Questo primo film \u00e8 stato seguito dal film documentario\u00a0<em>La Zerda o il canto dell\u2019oblio<\/em>\u00a0(1977), premiato al Festival di Berlino e studiato, oggi, nella maggior parte delle universit\u00e0 americane.\u00a0Film della memoria.\u00a0Donne di memoria, per la Memoria collettiva\u00a0<a href=\"#_ftn3\" title=\"\">[3]<\/a>\u00a0!<\/p>\n<p>Aveva anche lavorato all&#8217;adattamento cinematografico del romanzo autobiografico di Fadhma Ait Mansour Amrouche &#8211; la madre di Taos e Jean Amrouche &#8211; \u00a0<em>Storia della mia vita<\/em>, progetto collocato\u00a0nel quadro\u00a0dell&#8217;<em>Anno dell&#8217;Algeria in Francia<\/em>, ma\u00a0che si era alla fine arenato, poich\u00e9 i funzionari algerini si erano rimangiata la parola, quando il lavoro di Assia era gi\u00e0 molto avanti!<\/p>\n<p>Le competenze di Assia e la forza della sua creativit\u00e0 non si fermano qui!\u00a0Aveva creato un dramma musicale in 5 atti e 21 quadri (estate 2000), a Roma,\u00a0&#8220;<em>Figlie di Ismaele, nel vento e la tempesta<\/em>, tradotto da Maria Nadotti, ed interpretato dalla troupe di attori e attrici del Teatro di Roma.\u00a0Assia ha anche scritto un dramma musicale in 3 atti, su richiesta del Teatro di Rotterdam, nei Paesi Bassi,\u00a0&#8220;<em>Aicha e le donne di Medina<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>L&#8217;evoluzione\u00a0della sua ispirazione, della sua tematica e della sua scrittura<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un periodo di creazione\u00a0intimista,\u00a0dal suo primo romanzo\u00a0<em>La sete<\/em>,\u00a0passando per\u00a0 <em>Le impazienti<\/em>, <em>I bambini del Nuovo Mondo e le allodole ingenue<\/em>,\u00a0Assia Djebar ora iniziava un nuovo tipo di creazione in cui si combinavano \u00a0elementi autobiografici e storia collettiva.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0ci\u00f2 che troviamo in &#8220;<em>Le Donne di Algeri nel loro appartamento<\/em>&#8220;, che reca in copertina il famoso dipinto omonimo di Eug\u00e8ne Delacroix.\u00a0Ecco cosa ho scritto sulla rivista letteraria <em>Anamn\u00e9sis<\/em>, No. 0 (aprile-maggio-giugno 2014)\u00a0<a href=\"#_ftn4\" title=\"\">[4]<\/a>\u00a0:<\/p>\n<p>&#8220;A questa comunione dei due pittori\u00a0&#8211; Delacroix e Picasso-\u00a0 si \u00e8 aggiunto il lavoro di scrittura intrapreso dalla nostra grande scrittrice e cineasta Assia Djebar, per \u00a0avviare un incontro tra pittura e scrittura e denunciare la reclusione e il silenzio di queste donne.\u00a0Infatti, nel 1978, si era ispirata alle opere di Delacroix e di Picasso &#8211; \u00a0il quale da parte sua ha un approccio diverso: egli dipinge, esplora &#8220;la realt\u00e0 invisibile, profonda ed essenziale&#8221; &#8211; per scrivere la sua raccolta di racconti intitolata anche &#8220;<em>Le Donne di Algeri nel loro appartamento<\/em>&#8221; \u2013 titolo che lei ha dato al racconto pi\u00f9 lungo &#8211; per raccontare la storia delle donne di Algeri, prima, durante, e per tutta la durata della guerra di liberazione.\u00a0Il suo obiettivo: far uscire quelle donne dal loro isolamento e dal silenzio, il silenzio che la pittura di Delacroix non rivela.\u00a0Queste &#8220;bocche cucite&#8221; dell&#8217;Algeria e del mondo arabo hanno trovato in lei una forte sostenitrice che non ha esitato a risalire il corso della storia, rompere il confinamento e rendere la parola alle donne, e con ci\u00f2 ripristinando la verit\u00e0 &#8230;\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Donne di Algeri nel loro appartamento<\/em>&#8220;,\u00a0sar\u00e0 seguito da\u00a0&#8220;<em>L\u2019amour, la Fantasia<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Ombra Sultana<\/em>&#8221; e &#8220;<em>Lontano da Medina<\/em>&#8221;\u00a0(che fa rivivere, con l\u2019aiuto della fiction, le donne-faro all&#8217;avvento dell&#8217;Islam).<\/p>\n<p>Come si vedr\u00e0, l&#8217;Algeria e l&#8217;Islam sono la sua fonte d\u2019ispirazione e di riflessione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La scrittura di Assia di fronte al violento, inumano \u201cdecennio nero\u201d dell\u2019 Algeria<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Durante quel periodo, \u00e8 tornata \u00a0in Algeria una sola volta, alla morte del padre.<\/p>\n<p>Assia \u00e8 scossa come tutti gli algerini dall&#8217;assassinio di migliaia di algerini, tra i quali \u00a0suoi amici, parenti, donne, vittime anonime o intellettuali e studiosi di alto livello, scrittori e artisti: il drammaturgo Abdelkader Alloula, suo ex cognato, figura tra le vittime che avrebbero dovuto normalmente prefigurare il futuro illuminato dell\u2019Algeria.<\/p>\n<p>I suoi romanzi si concatenano:\u00a0&#8220;<em>Vasta \u00e8 la mia prigione<\/em>\u00a0<a href=\"#_ftn5\" title=\"\">[5]<\/a>\u00a0&#8221; , \u201c<em>Il bianco dell\u2019Algeria<\/em> &#8220;, \u00a0&#8220;<em>Oran, lingua morta<\/em>&#8220;, &#8220;<em>Le notti di Strasburgo<\/em>&#8220;. Era il momento delle azioni condotte dal\u00a0Parlamento degli Scrittori, fondato e con sede a Strasburgo, molto impegnato nella tutela e l\u2019accoglienza di scrittori minacciati, dopo la <em>fatwa<\/em> di morte contro Salman Rushdie,\u00a0insieme con l\u2019azione svolta dal CISIA (Comitato per la salvaguardia degli intellettuali algerini), istituito su iniziativa del compianto Pierre Bourdieu. \u00a0E infine il suo ultimo libro di quel periodo, il saggio\u00a0&#8220;<em>Le voci che mi assediano&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ritorni &#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Poi, quelli che sono stati percepiti come i migliori testi autobiografici di Assia: \u00a0gli ultimi \u00a0tre romanzi, &#8220;<em>La\u00a0donna senza sepoltura&#8221;<\/em>\u00a0&#8211; \u00a0che \u00a0riguarda la sua amica d&#8217;infanzia Zoulikha Ouda\u00ef, combattente del FLN, di cui non si \u00e8 pi\u00f9 trovata traccia\u00a0&#8211;\u00a0&#8220;<em>La scomparsa della\u00a0lingua francese<\/em>&#8221;\u00a0e\u00a0&#8220;<em>In nessun posto \u00a0nella \u00a0casa di mio padre<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell\u2019insieme<\/strong>,\u00a0un lavoro denso, diversificato, autentico, ben temperato, che si annoda e si snoda, dove si urla e si scrive tutto ci\u00f2 che riguarda l&#8217;animo umano, prima, durante e dopo, dove troviamo\u00a0l&#8217;omaggio alla resistenza, l\u2019emancipazione della donna, la ricerca di identit\u00e0 attraverso una costruzione di memoria lungamente ponderata, intelligente, sensibile, aiutata dalla sua formazione di storica.\u00a0Assia ha avuto l&#8217;intuizione felice, mescolando nel suo lavoro narrativa, storie vere e pezzi della sua stessa storia, in uno stile apprezzato per la finezza ed eleganza e la qualit\u00e0 della narrazione.<\/p>\n<p>Un altro elemento che rivela la sua natura peculiare, tanto \u00e8 accattivante e convincente: ella ha esplorato il suo stesso percorso di scrittura per la sua tesi di dottorato sostenuta a Montpellier nel 1999:\u00a0&#8220;<em>Il romanzo magrebino francofono, tra le lingue e le culture: 40 anni di perorso: Assia Djebar<\/em> <em>1957-1997<\/em> &#8220;!<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Passaggi\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Io l\u2019ho conosciuta nel 1990 ad Algeri, e poi dal 1994 l\u2019ho incrociata regolarmente ogni ottobre, in quella immensa citt\u00e0 che \u00e8 la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte, dove era regolarmente invitata.\u00a0Ci incrociavamo: &#8220;Sei sempre l\u00ec?\u00a0\u2013 mi domandava (sapeva della mia fragile situazione di esiliata involontaria). Ci scambiavamo \u00a0qualche parola prima che fosse chiamata ad intervenire.\u00a0In una di queste occasioni, nell&#8217;ottobre del 2000, io avevo avuto il privilegio di essere invitata alla cerimonia di premiazione dei librai;\u00a0ero l\u00ec con alcune personalit\u00e0 algerine e con la mia amica Fatima Mernissi:\u00a0ero colpita \u00a0dalla presenza della famosa sociologa marocchina, venuta a testimoniare ad Assia \u00a0la sua stima e la sua considerazione da consorella.<\/p>\n<p>Mentre lei usciva precipitosamente dalla grande sala della Paulskirche, con un importante seguito, noi dovemmo correre dietro il corteo, per abbracciarla, congratularci con lei, e nel mio caso personale, per dirle il mio orgoglio.\u00a0Il fatto \u00e8 che tutta quella gente doveva guadagnare il posto della Fiera dove doveva proseguire il grande evento.\u00a0Assia Djebar era conosciuta e apprezzata in Germania:\u00a0aveva gi\u00e0 ricevuto il premio &#8220;Lib\u00e9raturpreis&#8221;, assegnato ogni anno a margine delle attivit\u00e0 della Fiera del Libro, nel 1989, per il suo\u00a0libro &#8220;<em>Ombra sultana<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ricordo ancora, nel 2004, quando era stato scelto come ospite d&#8217;onore il Mondo arabo, i fremiti negli ampi corridoi dello stand internazionale in cui si tenevano i grandi incontri con ospiti di tutti i paesi: il momento cruciale dell\u2019annuncio del premio Nobel per la letteratura era imminente e si sussurrava tra la pi\u00f9 grande eccitazione: &#8220;Sar\u00e0 tra Assia Djebar ed Elfriede \u00a0Jelinek\u201d.\u00a0 Fu la romanziera austriaca, infine, ad essere selezionata, con grande delusione dei molti ammiratori della scrittrice \u00a0algerina, proposta regolarmente per quel premio prestigioso.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che palmar\u00e8s edificante, il suo!<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le consacrazionireclamano un&#8217;ammirazione senza riserve:\u00a0sottolineano la diversit\u00e0 della sua opera e la sua universalit\u00e0, il rispetto e l&#8217;ammirazione che ella ha suscitato e il riconoscimento espresso per la sua vita in tutto il mondo, in particolare in Italia, Germania, Belgio, Francia, Stati Uniti &#8230;<\/p>\n<p>Lo statuto d\u2019immortale<strong>: <\/strong>Assia Djebar era stata eletta il 16 Giugno 2005 al quinto seggio dell\u2019Accademia di Francia, che era stato di Georges Vedel <a href=\"#_ftn6\" title=\"\">[6]<\/a>. Prima donna araba, prima donna maghrebina, dopo solo tre altre donne occidentali. Per sottolineare e segnalare il suo attaccamento alla culla dei suoi antenati, aveva voluto entrare in questa istituzione eminentemente francese accompagnata da una spada algerina risalente al XIX secolo, durante la resistenza guidata da Emir Abdelkader e prodotta nella fonderia \u00a0di quest\u2019ultimo (informazione rivelata dallo scrittore Kamel Bouchama) <a href=\"#_ftn7\" title=\"\">[7]<\/a>. Simbolo chiaramente eloquente!<\/p>\n<p>Aveva conquistato il tempio dell\u2019immortalit\u00e0 con la sua &#8220;scrittura francese&#8221;, una lingua che per lei poggiava sulle sue due lingue madri, il berbero e l\u2019arabo, e che\u00a0 ha descritto con arte, con sensibilit\u00e0 e sincerit\u00e0! \u00a0\u00abCos\u00ec, direi, si ravviva il mio &#8220;desiderio ardente di lingua &#8220;, una lingua in movimento, una lingua ritmata da me per dirmi, o per dire che non sapevo dirmi, se non \u00a0nella ferita ahim\u00e8, &#8230; se non nello spiraglio fra due, no, fra tre lingue e in questo triangolo irregolare, su livelli di intensit\u00e0 o precisione differenti, trovare il mio centro di equilibrio o di campo dove poggiare la mia scrittura, stabilizzarla o rischiare al contrario il suo volo. [&#8230;] La lingua francese, divenuta la mia, almeno nella forma scritta, il francese dunque \u00e8 luogo di scavo del mio lavoro, spazio della mia meditazione o del mio sogno, approdo della mia utopia forse, io direi anche: ritmo del mio respiro, di giorno in giorno. \u00bb<\/p>\n<p>Anche nella conversazione con la compianta Josie Fanon (vedi la nota a pagina 2) si trovano chiarimenti dati da Assia Djebar sull&#8217;esistenza e il ruolo della lingua: \u00ab\u00a0[\u2026] Mi \u00e8 stato chiaro allora che c&#8217;\u00e8 una lingua per esprimere i propri pensieri e un\u2019altra per esprimere le emozioni. La lingua francese mi permette di esprimere i miei pensieri, mentre il berbero e arabo sono lo spazio delle emozioni e delle sensazioni <em>\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0evidente: Assia Djebar era una donna vera, in ascolto della sua profonda sensibilit\u00e0 verso il mondo e verso se stessa, in un mondo e un tempo divenuti stranamente tiranni. E\u2019 per questo che il suo ultimo romanzo pubblicato,\u00a0<em>&#8220;In nessun posto in casa di mio padre<\/em>&#8221;\u00a0mi ha particolarmente commossa!\u00a0Ho trovato in questo libro, come nelle prime righe di Assia Djebar, il padre: in primo luogo l&#8217;insegnante di arabo che accompagnava la figlia alla scuola francese, ignorando le tradizioni locali.\u00a0E poi questo padre dalla reazione tanto temuta dalla ragazza che era diventata Assia, collegiale in un grande liceo di Algeri nel 1953, dal momento che la sua collera virile era esplosa per via delle sue gambe di ragazzina denudate!\u00a0E &#8220;il fidanzato&#8221;, che veniva ogni giorno e sostava sul marciapiede di fronte alla sua casa, per tutto il tempo della sua convalescenza&#8230;<\/p>\n<p>Avevo sentito alla radio francese, all\u2019epoca, che il suicidio di una giovane americana l\u2019aveva fatta ritornare, in un momento di intensa emozione, indietro negli anni, al suo paese natale;\u00a0ed aveva scritto quel racconto intimista che raccontava il tentativo di suicidio, &#8220;questo atto gratuito&#8221;, nell\u2019ottobre 1953, quando\u00a0aveva 17 anni.\u00a0Solo un anno prima dello scoppio della Rivoluzione.\u00a0In quel libro \u00a0racconta di\u00a0&#8220;quei secondi e quei minuti di buco che s\u2019apriva&#8230; ed io oggi, di fronte a quel\u00a0 vuoto, quel\u00a0 falso dramma.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La morte, questo vuoto universale, immenso ed eterno!<\/strong><\/p>\n<p>Il suo corpo \u00e8 arrivato ad Algeri mercoled\u00ec 12 febbraio;\u00a0una cerimonia si \u00e8 svolta presso l&#8217;aeroporto, poi la sua salma \u00e8 stata esposta nel Palazzo della Cultura.\u00a0Il suo funerale si \u00e8 svolto il venerd\u00ec al cimitero di Cherchell dove aveva chiesto di riposare accanto al padre.<\/p>\n<p>Era lo stesso desiderio ultimo espresso dall&#8217;attore e regista francese Roger Hanin (il suo vero nome era Levy, mentre Hannin era il cognome della madre.<\/p>\n<p>Nel momento in cui gli spiriti s\u2019infiammavano a Parigi, in seguito all&#8217;attentato contro la rivista satirica Charlie Hebdo, dove tutti rivendicavano il nome di Charlie, dove \u00a0\u00a0l&#8217;Islam veniva stigmatizzato ancora una volta, perfino attraverso ragazzi convocati nei commissariati di polizia, in quello stesso momento Roger Hanin, figlio libero di Bab el Oued, ad Algeri, veniva sepolto accanto al padre nel cimitero ebraico di Bologhine, gi\u00e0 Sant&#8217;Eugenio.<\/p>\n<p>Quando a Parigi il primo ministro israeliano ha invitato gli ebrei di Francia a ritornare in terra d&#8217;Israele,\u00a0<a href=\"#_ftn8\" title=\"\">[8]<\/a> Roger Hanin, ebreo francese, aveva scelto silenziosamente, sovranamente di riposare nella terra dei suoi antenati, terra di musulmani, suoi fratelli, suoi amici, suoi ammiratori &#8230; Alla vigilia di un venerd\u00ec, giorno consacrato nell&#8217;Islam.\u00a0Un gesto, un evento ignorato dai media francesi, mentre in Algeria delle donne avevano lanciato il loro grido alla fine del funerale, come per Assia Djebar, perch\u00e9 in questo bel paese che \u00e8 pur sempre l\u2019Algeria, il sole vieta piangere!<\/p>\n<p>Come nelle bellissime e drammatiche storie d&#8217;amore, un altra scomparsa \u00e8 stata annunciata pochi giorni dopo: quella, il 17 febbraio mentre a Berlino, sua residenza di elezione, di Malek Alloula, poeta e scrittore, fratello del grande drammaturgo Abdelkader Alloula, assassinato nel 1994, ed ex-marito di Assia Djebar.\u00a0La morte di questa grande signora dalla missione e dalle realizzazioni molteplici poteva davvero semplicemente andarsene?<\/p>\n<p>Oggi spetta all\u2019Algeria, che ella ha rappresentato in tutto il mondo con tanta eleganza nel suo sapere diversificato, e in 23 lingue, di farla conoscere al suo popolo nella lingua che era, con il berbero, la sua lingua madre: uno solo dei suoi libri,\u00a0<em>&#8220;In nessun posto in casa di mio padre<\/em>,&#8221;\u00a0\u00e8 stato tradotto in arabo dalle edizioni Sedia ad Algeri nel 2014.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che sar\u00e0 un\u2019impresa estremamente interessante per il traduttore, tanto la scrittura di Assia Djebar reca il sigillo della poesia, delle metafore, dietro i suoni orali, della lingua del suo paese d\u2019origine.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0un\u2019urgenza, come riconosciuto ovunque in Algeria, installare la sua voce decisiva, portatrice di simboli, di parola feconda, di giustizia e libert\u00e0, nelle scuole e nelle universit\u00e0 affinch\u00e9 resti intatta ed immortale.<\/p>\n<p>Quanto alle donne, quelle d\u2019Algeria e altrove che lei ha fatto uscire dall\u2019ombra, possono dirle grazie attraverso le parole di un personaggio femminile\u00a0del romanzo\u00a0<em>&#8220;Vasta \u00a0\u00e8 la prigione&#8221;<\/em>\u00a0(1995, Albin Michel):\u00a0\u00ab guardandoti, non lasciandoti, tutti noi, ti mostreremo la nostra solidariet\u00e0.\u00a0Grazie a te, non siamo condannati.\u00a0&#8220;<\/p>\n<p>E tra i due significati del tuo nome, Assia Djebar, tra \u201cconsolazione\u201d e \u201cintransigenza\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0(Pierre-Jean R\u00e9my nel suo discorso di accettazione) noi, in Algeria, non ti dimenticheremo &#8230; \u00a0Non ci consoleremo della tua scomparsa e saremo intransigenti verso la mediocrit\u00e0, per evitare il peggio!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>23 Febbraio 2015<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>(trad. dal francese di Ada Donno)<\/em><\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a> 15 romanzi tra il 1957 e il 2007, cio\u00e8 in 50 anni, da <em>La sete<\/em> a <em>In nessun posto nella casa di mio padre<\/em>, senza contare le <em>pi\u00e8ces<\/em> teatrali e d\u2019opera, lavori accademici.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" title=\"\">[2]<\/a> \u00abDa quando ho realizzato il film <em>La Nouba<\/em>, il mio modo di scrivere \u00e8 cambiato, ho imparato ad ascoltare le donne algerine\u2026\u201d ha dichiarato Assia (conversazione con Josie Fanon, in <em>Domani l\u2019Africa<\/em>, 1977. Riportato da Ahmed Bedjaoui. Quotidiano <em>Libert\u00e9<\/em>, martedi 15 febbraio 2015. Cultura, p.15)<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" title=\"\">[3]<\/a> E\u2019 il pretesto per segnalare il film di Kamal Dahane \u201c<em>Assia Djebar, tra ombra e sole<\/em>\u201d.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" title=\"\">[4]<\/a> \u201cCinquantaduesimo anniversario dell\u2019indipendenza algerina: sguardi dell\u2019Oltremare francese\u201d. In <em>Anamn\u00e9sis,<\/em> fondatore Jean Beno\u00eet Desnel, direzione letteraria di Suzanne Dracius.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" title=\"\">[5]<\/a> Nel 1955, in Francia, Fran\u00e7oise Longeard, assistente di Nicolas Derieux, mise in scena \u201cla donna cosmonauta\u201d, un montaggio di testi ispirato a \u201cVasta \u00e8 la mia prigione\u201d, dominato dai temi dell\u2019esilio della sofferenza, attraverso testimonianze del passato e del presente.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" title=\"\">[6]<\/a> Prima d\u2019accettare questa proposta di candidatura, Assia Djebar aveva tenuto a \u201criflettere effettivamente in relazione all\u2019Algeria e agli anni neri, al decennio nero del 1990, in cui tanti miei amici francofoni hanno pagato con la vita\u201d.\u00a0<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" title=\"\">[7]<\/a> Quotidiano <em>Le soir d\u2019 Alg\u00e9rie. <\/em>Marted\u00ec 17 febbraio 2015, p. 6<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" title=\"\">[8]<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p>Testo in lingua originale<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>@font-face { font-family: &#8220;Arial&#8221;; }@font-face { font-family: &#8220;Cambria Math&#8221;; }@font-face { font-family: &#8220;Calibri&#8221;; }@font-face { font-family: &#8220;Cambria&#8221;; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 115%; font-size: 11pt; font-family: Calibri; }p.MsoFootnoteText, li.MsoFootnoteText, div.MsoFootnoteText { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 10pt; font-family: Calibri; }span.MsoFootnoteReference { font-family: &#8220;Times New Roman&#8221;; vertical-align: super; }p.MsoTitle, li.MsoTitle, div.MsoTitle { margin: 0cm 0cm 15pt; border: medium none; padding: 0cm; font-size: 26pt; font-family: Cambria; color: rgb(23, 54, 93); letter-spacing: 0.25pt; }p.MsoTitleCxSpFirst, li.MsoTitleCxSpFirst, div.MsoTitleCxSpFirst { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; border: medium none; padding: 0cm; font-size: 26pt; font-family: Cambria; color: rgb(23, 54, 93); letter-spacing: 0.25pt; }p.MsoTitleCxSpMiddle, li.MsoTitleCxSpMiddle, div.MsoTitleCxSpMiddle { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; border: medium none; padding: 0cm; font-size: 26pt; font-family: Cambria; color: rgb(23, 54, 93); letter-spacing: 0.25pt; }p.MsoTitleCxSpLast, li.MsoTitleCxSpLast, div.MsoTitleCxSpLast { margin: 0cm 0cm 15pt; border: medium none; padding: 0cm; font-size: 26pt; font-family: Cambria; color: rgb(23, 54, 93); letter-spacing: 0.25pt; }p { margin-right: 0cm; margin-left: 0cm; font-size: 12pt; font-family: &#8220;Times New Roman&#8221;; }span.TestonotaapidipaginaCarattere { }span.TitoloCarattere { font-family: Cambria; color: rgb(23, 54, 93); letter-spacing: 0.25pt; }.MsoChpDefault { font-size: 11pt; font-family: Calibri; }div.WordSection1 { page: WordSection1; }<\/p>\n<p><strong>Assia Djebar\u00a0: le retour \u00e0 C\u00e9sar\u00e9e<\/strong><\/p>\n<p>Une\u00a0 grande plume s\u2019est \u00e9clips\u00e9e du monde de la litt\u00e9rature et de l\u2019art\u00a0; une\u00a0 grande figure nous a quitt\u00e9s, le vendredi 6 f\u00e9vrier dernier \u00e0 Paris\u00a0: une Alg\u00e9rienne nomm\u00e9e\u00a0 Assia Djebar.<\/p>\n<p>De son vrai nom Fatma-Zohra Imalay\u00e8ne, n\u00e9e le 30 juin 1936, \u00e0 Cherchell \u2013 ville c\u00f4ti\u00e8re \u00e0 86\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 km d\u2019Alger-, la grande Caesarea dont sont originaires de c\u00e9l\u00e8bres Berb\u00e8res comme le roi Juba II,\u00a0 et plus pr\u00e8s de nous des savants, des th\u00e9ologiens, des m\u00e9decins, des combattants de la cause alg\u00e9rienne.<\/p>\n<p>Elle \u00e9tait la fille d\u2019un instituteur, Tahar Imalay\u00e8ne engag\u00e9 t\u00f4t dans le combat contre la colonisation fran\u00e7aise, dans le parti de Ferhat Abbas, l\u2019UDMA \u2013 l\u2019Union d\u00e9mocratique du Manifeste alg\u00e9rien\u00a0; et dont le fils, Samir qui avait rejoint les rangs de l\u2019ALN (arm\u00e9e de lib\u00e9ration nationale), avait \u00e9t\u00e9 arr\u00eat\u00e9 et tortur\u00e9 par l\u2019arm\u00e9e fran\u00e7aise.<\/p>\n<p><strong>Assia, pionni\u00e8re p\u00e9renne<\/strong>\u2026<\/p>\n<p>C\u2019est gr\u00e2ce \u00e0 la clairvoyance de ce p\u00e8re qu\u2019elle avait suivi un parcours scolaire exemplaire tant en Alg\u00e9rie \u2013 dans les meilleurs lyc\u00e9es fr\u00e9quent\u00e9s par les enfants de colons qu\u2019en France\u00a0: le lyc\u00e9e F\u00e9nelon et Kh\u00e2gne, d\u2019abord, en 1954, puis &#8211; une premi\u00e8re pour une Alg\u00e9rienne-, l\u2019Ecole normale sup\u00e9rieure de S\u00e8vres en 1955 dont elle fut renvoy\u00e9e\u00a0pour la bonne cause\u00a0! Elle avait pr\u00e9f\u00e9r\u00e9 \u00e0 ces \u00e9tudes \u00e9litistes la lutte, aux c\u00f4t\u00e9s des autres \u00e9tudiants musulmans alg\u00e9riens, contre la colonisation de son pays par la France.\u00a0<\/p>\n<p>Deux ans plus tard, en 1957, c\u2019est la publication de son premier <em>La soif<\/em> &#8211; par la similitude des situations, on a associ\u00e9 son nom \u00e0 celui de Fran\u00e7oise Sagan &#8211; son premier roman, aux Editions Julliard\u00a0; Il signait sa v\u00e9ritable naissance, comme l\u2019a soulign\u00e9 le 22 juin 2005, lors de son entr\u00e9e\u00a0 \u00e0 l\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, Pierre-Jean R\u00e9my, dans la r\u00e9ponse \u00e0 son discours de r\u00e9ception\u00a0;\u00a0 gr\u00e2ce \u00e0 ce nom d\u2019emprunt qui ne la quittera plus\u00a0; comme elle ne cessera plus jamais d\u2019\u00e9crire\u00a0!<a href=\"#_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Assia Djebar\u00a0 n\u2019a jamais cess\u00e9, \u00e0 travers l\u2019ensemble de ses \u0153uvres, po\u00e9sie, romans, essais, th\u00e9\u00e2tre, sc\u00e9narii pour le grand ou petit \u00e9cran, \u00a0d\u2019\u00eatre la messag\u00e8re des &#8220;voix ensevelies&#8221;, celles des femmes, violent\u00e9es par le syst\u00e8me colonial et par celui du patriarcat\u00a0; des voix muettes, dans son pays et ailleurs\u00a0; depuis les \u00ab\u00a0Femmes d\u2019Alger dans leur appartement\u00a0\u00bb\u00a0 jusqu\u2019aux \u00ab\u00a0 \u00ab\u00a0Femmes de M\u00e9dine\u00a0\u00bb\u00a0; d\u2019Alger \u00e0 Paris et en pays d\u2019Arabie\u2026<\/p>\n<p>Je l\u2019ai toujours associ\u00e9e, dans le cadre des s\u00e9minaires que j\u2019animais en Allemagne, au\u00a0 romancier-cin\u00e9aste s\u00e9n\u00e9galais Sembene Ousmane, auteur notamment de l\u2019inoubliable\u00a0 \u00ab\u00a0<em>Le mandat\u00a0\u00bb<\/em> qu\u2019il avait port\u00e9 \u00e0 l\u2019\u00e9cran.<\/p>\n<p>Elle aurait \u00e9t\u00e9 une grande cin\u00e9aste n\u2019\u00e9taient les blocages qu\u2019elle avait rencontr\u00e9s en Alg\u00e9rie\u00a0; \u00a0on pense ici \u00a0notamment \u00e0 ses pr\u00e9cieux films: le long m\u00e9trage <em>La Nouba des femmes du Mont<\/em> <em>Chenoua<\/em>, r\u00e9alis\u00e9 pour la t\u00e9l\u00e9vision alg\u00e9rienne en 1977, apr\u00e8s trois mois d\u2019enqu\u00eates effectu\u00e9es aupr\u00e8s des femmes de sa r\u00e9gion\u00a0; il avait obtenu en 1979, Le prix de la critique internationale \u00e0 la Biennale de Venise<a href=\"#_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a>\u00a0;\u00a0 ce premier film a \u00e9t\u00e9 suivi du film documentaire <em>La Zerda ou Le chant de l\u2019oubli<\/em> (en 1977), prim\u00e9 au Festival de Berlin et \u00e9tudi\u00e9, aujourd\u2019hui, dans la plupart des universit\u00e9s am\u00e9ricaines. Films de la m\u00e9moire. Femmes en m\u00e9moire, pour la M\u00e9moire collective\u00a0<a href=\"#_ftn3\" title=\"\">[3]<\/a>!<\/p>\n<p>Elle avait m\u00eame travaill\u00e9 \u00e0 l\u2019adaptation au cin\u00e9ma du roman autobiographique de Fadhma Ait Mansour Amrouche\u00a0 &#8211; la m\u00e8re de Taos et Jean Amrouche-, <em>\u00ab\u00a0Histoire de ma vie\u00a0\u00bb,<\/em>\u00a0 projet men\u00e9 dans le cadre de <em>l\u2019ann\u00e9e de l\u2019Alg\u00e9rie en France,<\/em> mais quiavait fini par \u00e9chouer, les responsables alg\u00e9riens \u00e9tant revenus sur leur parole alors que le travail d\u2019Assia \u00e9tait tr\u00e8s avanc\u00e9\u00a0!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Les comp\u00e9tences d\u2019Assia et la force de sa cr\u00e9ativit\u00e9 ne s\u2019arr\u00eatent pas l\u00e0\u00a0! Elle avait cr\u00e9\u00e9 un drame musical en 5 actes et 21 tableaux (\u00e9t\u00e9 2000), \u00e0 Rome, \u00ab\u00a0 <em>Filles d\u2019Isma\u00ebl, dans le vent et<\/em> <em>la temp\u00eate<\/em> traduit par Maria Nadotti, et interpr\u00e9t\u00e9 par la troupe d\u2018acteurs et d\u2019actrices du Th\u00e9\u00e2tre de Rome. Assia a \u00e9galement \u00e9crit un drame musical en 3 actes, \u00e0 la demande du Th\u00e9\u00e2tre de Rotterdam, aux Pays-Bas,\u00a0 \u00ab\u00a0<em>Aicha et les femmes de M\u00e9dine\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>L<\/strong><strong>\u2019\u00e9volution de son inspiration, de sa th\u00e9matique et de son \u00e9criture\u00a0:<\/strong><\/p>\n<p>Apr\u00e8s une p\u00e9riode de cr\u00e9ation <strong>intimiste<\/strong>, depuis son premier roman<em> La soif<\/em>, en passant par <em>Les impatients, Les enfants du nouveau monde et les Alouettes na\u00efves, <\/em>Assia Djebar entamera d\u00e9sormais un nouveau type de cr\u00e9ation o\u00f9 se conjugueront \u00e9l\u00e9ments autobiographiques et histoire collective.<\/p>\n<p>\u00a0C\u2019est ce que nous retrouvons dans \u00ab\u00a0Femmes d\u2019Alger dans leur appartement\u00a0\u00bb,\u00a0 avec comme illustration de la couverture, la c\u00e9l\u00e8bre toile \u00e9ponyme d\u2019Eug\u00e8ne Delacroix\u00a0;\u00a0 voici ce que j\u2019en ai dit, \u00a0dans la revue litt\u00e9raire Anamn\u00e9sis, N\u00b0 0 ( Avril-Mai-Juin 2014)<a href=\"#_ftn4\" title=\"\">[4]<\/a>\u00a0:<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0<em>\u00c0 cette communion des deux peintres<\/em> \u2013 Delacroix et Picasso-<em> s\u2019est ajout\u00e9 le travail d\u2019\u00e9criture entrepris par notre \u00e9crivaine et r\u00e9alisatrice de cin\u00e9ma, majeure, Assia Djebar , pour engager une rencontre entre la peinture et l\u2019\u00e9criture et d\u00e9noncer l\u2019enfermement et le silence de ces femmes. En effet, en 1978, elle s\u2019\u00e9tait inspir\u00e9e des \u0153uvres de Delacroix et Picasso \u2013 qui, lui, a une autre approche\u00a0: \u00a0il peint, il explore \u00ab la r\u00e9alit\u00e9 invisible, profonde et essentielle \u00bb \u2013, pour \u00e9crire son recueil de nouvelles intitul\u00e9 \u00e9galement \u00ab Femmes d\u2019Alger dans leur appartement \u00bb, \u2013 titre qu\u2019elle a donn\u00e9 \u00e0 la nouvelle la plus longue \u2013, pour raconter l\u2019histoire des femmes d\u2019Alger, avant, pendant et durant la guerre de lib\u00e9ration ; son objectif : sortir ces femmes de l\u2019enfermement et du silence, ce silence que le tableau de Delacroix ne d\u00e9voile pas. Ces \u00ab bouches cousues \u00bb de l\u2019Alg\u00e9rie et du monde arabe ont trouv\u00e9 en elle un fervent d\u00e9fenseur qui n\u2019a pas h\u00e9sit\u00e9 \u00e0 remonter le cours de l\u2019Histoire, rompre l\u2019enfermement en rendant la parole aux femmes, et par l\u00e0 en restituant la V\u00e9rit\u00e9\u2026\u00a0\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab\u00a0Femmes d\u2019Alger dans leur appartement\u00a0\u00bb, <\/em>sera suivi de<em> \u00ab\u00a0L\u2019amour, la Fantasia\u00a0\u00bb, \u00ab\u00a0Ombre sultane\u00a0\u00bb, et\u00a0 \u00ab\u00a0Loin de M\u00e9dine\u00a0\u00bb<\/em> &#8211; qui fait revivre, en faisant intervenir la fiction, les femmes-phares \u00e0 l\u2019av\u00e8nement de\u00a0 l\u2019Islam.<\/p>\n<p>Comme on l\u2019aura constat\u00e9, l\u2019Alg\u00e9rie et l\u2019Islam sont sa source d\u2019inspiration et de r\u00e9flexion.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019\u00e9criture d\u2019Assia face \u00e0 la violente, inhumaine d\u00e9cennie \u2013dite noire- de l\u2019Alg\u00e9rie.<\/strong><\/p>\n<p>Durant cette p\u00e9riode, elle n\u2019est revenue en Alg\u00e9rie, qu\u2019une fois, \u00e0 la mort de son p\u00e8re.<\/p>\n<p>Assia, secou\u00e9e comme tous les Alg\u00e9riens, par l\u2019assassinat de milliers d\u2019Alg\u00e9riens parmi lesquels des amis, des proches, des femmes, des victimes anonymes ou des intellectuels et chercheurs de haut niveau, des \u00e9crivains et des artistes \u2013 le dramaturge Abdelkader Alloula, son ex-beau-fr\u00e8re, figure parmi les victimes qui auraient d\u00fb normalement pr\u00e9figurer l\u2019avenir \u00e9clair\u00e9 de l\u2019Alg\u00e9rie.<\/p>\n<p>Ses romans s\u2019encha\u00eenent\u00a0: <em>\u00ab\u00a0Vaste est ma prison<a href=\"#_ftn5\" title=\"\"><strong>[5]<\/strong><\/a>\u00a0\u00bb<\/em> \u00ab\u00a0<em>Le blanc de l\u2019Alg\u00e9rie\u00a0\u00bb,\u00ab\u00a0Oran, langue morte\u00a0\u00bb, \u00ab\u00a0Les nuits de Strasbourg\u00a0\u00bb- <\/em>c\u2019\u00e9tait l\u2019\u00e9poque des actions men\u00e9es par leParlement des \u00e9crivains, cr\u00e9\u00e9 et \u00e9tabli \u00e0 Strasbourg, tr\u00e8s engag\u00e9 dans la protection et l\u2019accueil des \u00e9crivains menac\u00e9s, apr\u00e8s la fatwa de mort contre Salman Rushdieen m\u00eame temps que l\u2019action men\u00e9e par le CISIA ( Comit\u00e9 de sauvegarde des intellectuels alg\u00e9riens), cr\u00e9\u00e9 \u00e0 l\u2019initiative du regrett\u00e9 Pierre Bourdieu\u00a0\u00bb. Puis son dernier livre pour cette p\u00e9riode, l\u2019essai <em>\u00ab\u00a0Ces voix qui m\u2019assi\u00e8gent\u00a0\u00bb. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Retours\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Puis, ce qui a \u00e9t\u00e9 per\u00e7u comme les meilleurs textes autobiographiques d\u2019Assia\u00a0 \u00e0 travers ses trois derniers romans: \u00ab\u00a0 L<em>a femme sans s\u00e9pulture\u00a0\u00bb<\/em> &#8211; ce dernier \u00a0concerne son amie d\u2019enfance, une combattante du FLN, Zoulikha Ouda\u00ef, dont aucune trace n\u2019a \u00e9t\u00e9 retrouv\u00e9e<em>&#8211;<\/em><em>, \u00a0 \u00ab\u00a0La disparition de la langue fran\u00e7aise\u00a0\u00bb <\/em>et <em>\u00ab\u00a0 Nulle part dans la maison de mon p\u00e8re\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019ensemble\u00a0: <\/strong>une \u0153uvre dense, diversifi\u00e9e, authentique, bien tremp\u00e9e, o\u00f9 se noue et se d\u00e9noue, o\u00f9 se crie et s\u2019\u00e9crit tout ce qui concerne l\u2019\u00e2me humaine, avant, pendant et apr\u00e8s, o\u00f9 l\u2019on retrouvel\u2019hommage \u00e0 la r\u00e9sistance, l\u2019\u00e9mancipation de la femme, la recherche de l\u2019identit\u00e9 \u00e0 travers une construction m\u00e9morielle m\u00fbrement r\u00e9fl\u00e9chie, intelligente, sensible, servie par sa formation d\u2019historienne. Assia a eu l\u2019intuition heureuse, en m\u00ealant dans son \u0153uvre, fiction, histoires v\u00e9ridiques et des pans de sa propre histoire\u00a0dans un style connu pour sa finesse et son \u00e9l\u00e9gance et les qualit\u00e9s de la narration.<\/p>\n<p>Autre \u00e9l\u00e9ment qui r\u00e9v\u00e8le sa nature sp\u00e9cifique, tellement attachante\u00a0et convaincante: elle a explor\u00e9 son propre parcours en \u00e9criture pour sa th\u00e8se de doctorat soutenue \u00e0 Montpellier en 1999\u00a0: \u00ab\u00a0<em>Le roman maghr\u00e9bin francophone, entre les langues et les cultures\u00a0: 40 ans d\u2019un parcours\u00a0: Assia Djebar 1957-1997\u00a0\u00bb\u00a0!<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Passages\u2026\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Je l\u2019ai connue dans les ann\u00e9es 1990, \u00e0 Alger, puis, d\u00e8s 1994, je l\u2019ai r\u00e9guli\u00e8rement crois\u00e9e, chaque mois d\u2019octobre, dans cette immense cit\u00e9 qu\u2019est la Foire internationale du livre de Frankfurt, o\u00f9 elle \u00e9tait r\u00e9guli\u00e8rement invit\u00e9e.\u00a0 Nous nous croisions- elle me demandait\u00a0: \u00ab\u00a0tu es toujours l\u00e0\u00a0? (elle savait ma situation fragile d\u2019exil\u00e9e involontaire)\u00a0\u00bb, nous \u00e9changions quelques paroles avant qu\u2019elle ne soit appel\u00e9e \u00e0 intervenir. A cette occasion, en octobre 2000, j\u2019avais eu le privil\u00e8ge d\u2019\u00eatre invit\u00e9e \u00e0 la c\u00e9r\u00e9monie de remise du prix des libraires\u00a0; je me trouvais l\u00e0 avec quelques personnalit\u00e9s alg\u00e9riennes et mon amie Fatima Mernissi\u00a0; j\u2019\u00e9tais touch\u00e9e par la pr\u00e9sence de cette sociologue marocaine c\u00e9l\u00e8bre venue, \u00a0t\u00e9moigner\u00a0 son estime et sa consid\u00e9ration de cons\u0153ur \u00e0 Assia.<\/p>\n<p>Comme elle sortait pr\u00e9cipitamment de la grande salle de la Paulskirche,\u00a0 avec une importante suite, nous avions d\u00fb\u00a0 courir derri\u00e8re le cort\u00e8ge, pour l\u2019embrasser, la f\u00e9liciter, et pour mon cas\u00a0 personnel, lui dire ma fiert\u00e9. C\u2019est que tout ce monde devait gagner le si\u00e8ge de la Foire o\u00f9 devait se poursuivre ce grand \u00e9v\u00e9nement. Assia Djebar \u00e9tait connue et appr\u00e9ci\u00e9e en Allemagne\u00a0; elle avait d\u00e9j\u00e0 obtenu le prix \u00ab\u00a0 Lib\u00e9raturpreis\u00a0\u00bb, d\u00e9cern\u00e9 chaque ann\u00e9e en marge des activit\u00e9s de la Foire du livre\u00a0; c\u2019\u00e9tait en 1989, pour son livre \u00ab\u00a0<em>Ombre sultane\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Je me souviens encore, en 2004, alors que le Monde arabe avait \u00e9t\u00e9 choisi comme invit\u00e9 d\u2019honneur, des fr\u00e9missements dans les grandes all\u00e9es du stand international o\u00f9 se d\u00e9roulaient les grandes rencontres avec les invit\u00e9s de tous les pays\u00a0: le moment crucial de l\u2019annonce du Prix Nobel de litt\u00e9rature \u00e9tait imminent et on chuchotait, dans la plus grande excitation\u00a0: \u00ab\u00a0ce sera entre Assia Djebar ou Elfriede\u00a0 Jelinek\u00a0; et ce fut finalement\u00a0 cette romanci\u00e8re autrichienne qui fut choisie \u00e0 la grande d\u00e9ception, dans ce lieu d\u00e9j\u00e0,\u00a0 des nombreux admirateurs de la romanci\u00e8re alg\u00e9rienne, propos\u00e9e r\u00e9guli\u00e8rement\u00a0 \u00e0 ce prix prestigieux.<\/p>\n<p>C\u2019est\u00a0 que son palmar\u00e8s est \u00e9difiant\u00a0!<\/p>\n<p><strong>Les cons\u00e9crations<a href=\"#_ftn6\" title=\"\"><strong>[6]<\/strong><\/a>\u00a0:<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Elles appellent une admiration sans r\u00e9serves\u00a0; elles soulignent la diversit\u00e9 de son \u0153uvre et son universalit\u00e9, le respect et l\u2019admiration qu\u2019elle a suscit\u00e9s et la reconnaissance exprim\u00e9e de son vivant \u00e0 travers le monde, par notamment l\u2019Italie, l\u2019Allemagne, la Belgique, la France, les Etats-Unis\u2026<\/p>\n<p><strong>Le statut d\u2019immortelle\u00a0:<\/strong><\/p>\n<p>Assia Djebar avait \u00e9t\u00e9 \u00e9lue le 16 juin 2005 au fauteuil de Georges Vedel (le 5\u00e8me)<a href=\"#_ftn7\" title=\"\">[7]<\/a>. Premi\u00e8re femme arabe, premi\u00e8re femme maghr\u00e9bine, aupr\u00e8s seulement de trois autres femmes occidentales.\u00a0 Pour souligner et signer son attachement au berceau de ses a\u00efeux, elle avait tenu \u00e0 entrer dans cette institution \u00e9minemment fran\u00e7aise, accompagn\u00e9e d\u2019une \u00e9p\u00e9e alg\u00e9rienne datant du XIX\u00e8me si\u00e8cle, durant la r\u00e9sistance dirig\u00e9e par l\u2019Emir Abdelkader et r\u00e9alis\u00e9e dans les fonderies de ce dernier ( information r\u00e9v\u00e9l\u00e9e par l\u2019\u00e9crivain Kamel Bouchama<a href=\"#_ftn8\" title=\"\">[8]<\/a>). Symbole d\u2019une \u00e9loquence av\u00e9r\u00e9e\u00a0!<\/p>\n<p>Elle avait conquis ce temple de l\u2019immortalit\u00e9 par son \u00ab\u00a0<em>\u00e9criture<\/em> dite <em>fran\u00e7aise\u00a0<\/em>\u00bb, une langue \u00e0 elle qui reposait sur ses deux langues maternelles, le berb\u00e8re et l\u2019arabe, et qu\u2019elle a d\u00e9crit avec art, avec sensibilit\u00e9 et sinc\u00e9rit\u00e9\u00a0!\u00a0\u00ab\u00a0<em>Ainsi, dirais-je, s\u2019aviva mon \u00ab\u00a0d\u00e9sir ardent de langue\u00a0\u00bb, une langue en mouvement, une langue rythm\u00e9e par moi pour me dire ou pour dire que je ne savais pas me dire, sinon, h\u00e9las dans parfois la blessure\u2026sinon dans l\u2019entreb\u00e2illement entre deux, non, entre trois langues et dans ce triangle irr\u00e9gulier, sur des niveaux d\u2019intensit\u00e9 ou de pr\u00e9cision diff\u00e9rents, trouver mon centre d\u2019\u00e9quilibre ou de tangage pour poser mon \u00e9criture, la stabiliser ou risquer au contraire son envol.[\u2026] La langue fran\u00e7aise, devenue la mienne, tout au moins en \u00e9criture, le fran\u00e7ais donc est lieu de creusement de mon travail, espace de ma m\u00e9ditation ou de ma r\u00eaverie, cible de mon utopie peut-\u00eatre, je dirai m\u00eame\u00a0; tempo de ma respiration, au jour le jour.\u00a0\u00bb<\/em><\/p>\n<p>On retrouve \u00e9galement dans l\u2019entretien avec la regrett\u00e9e Josie Fanon ( voir note de bas de page 2) des pr\u00e9cisions donn\u00e9es par Assia Djebar quant \u00e0 l\u2019existence et au r\u00f4le de la langue\u00a0: \u00ab\u00a0[\u2026]<em>Je me suis mise alors \u00e0 l\u2019\u00e9vidence qu\u2019il existe une langue pour exprimer ses pens\u00e9es et une autre pour exprimer ses \u00e9motions. La langue fran\u00e7aise me permet d\u2019exprimer mes pens\u00e9es, tandis que le berb\u00e8re et l\u2019arabe constituent l\u2019espace des \u00e9motions et des sensations\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>C\u2019est \u00e9vident\u00a0: Assia Djebar \u00e9tait une femme vraie, \u00e0 l\u2019\u00e9coute de sa sensibilit\u00e9 profonde \u00e0 l\u2019\u00e9gard du monde et d\u2019elle-m\u00eame, dans un monde et un temps devenus \u00e9trangement tyrans.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>C\u2019est pourquoi son dernier roman publi\u00e9, <strong><em>\u00ab\u00a0Nulle part dans la maison de mon p\u00e8re\u00a0\u00bb,<\/em><\/strong>\u00a0\u00a0m\u2019a particuli\u00e8rement \u00e9mue\u00a0! Je retrouvais dans ce livre, comme dans\u00a0 les toutes premi\u00e8res lignes d\u2019Assia Djebar, le p\u00e8re\u00a0; d\u2019abord cet instituteur arabe qui accompagnait sa fille \u00e0 l\u2019\u00e9cole fran\u00e7aise, faisant fi des traditions locales. Et puis ce p\u00e8re \u00e0 la r\u00e9action tant crainte par la jeune fille qu\u2019\u00e9tait devenue, Assia, pensionnaire dans un grand lyc\u00e9e d\u2019Alger, en 1953, depuis que sa col\u00e8re virile avait explos\u00e9 pour ses jambes de toute petite fille d\u00e9nud\u00e9es\u00a0! Et le \u00ab\u00a0fianc\u00e9\u00a0\u00bb qui venait chaque jour se poster sur le trottoir faisant face \u00e0 sa maison, durant tout le temps qu\u2019avait dur\u00e9 sa convalescence\u2026<\/p>\n<p>J\u2019avais entendu \u00e0 la radio fran\u00e7aise, \u00e0 l\u2019\u00e9poque, que c\u2019est le suicide d\u2019une jeune am\u00e9ricaine qui l\u2019avait fait revenir, dans un moment d\u2019intense \u00e9motion, des ann\u00e9es en arri\u00e8re, au pays natal\u00a0; et elle avait \u00e9crit ce r\u00e9cit intimiste relatant\u00a0 cette tentative de suicide, \u00ab\u00a0cet acte gratuit\u00a0\u00bb, en octobre 1953\u00a0; elle avait 17 ans. Juste un an avant le d\u00e9clenchement de la R\u00e9volution. Elle parle dans ce livre de <em>\u00ab\u00a0ces secondes et ces minutes d\u2019un trou b\u00e9ant\u2026moi aujourd\u2019hui, face \u00e0 cette b\u00e9ance, ce faux drame\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>La mort, cette b\u00e9ance universelle, immense et \u00e9ternelle\u00a0!<\/strong><\/p>\n<div>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Son corps est arriv\u00e9 \u00e0 Alger le mercredi 12 f\u00e9vrier\u00a0; une c\u00e9r\u00e9monie a eu lieu \u00e0 l\u2019a\u00e9roport puis le recueillement s\u2019est poursuivi au Palais de la Culture. Ses fun\u00e9railles\u00a0 ont eu lieu le vendredi au cimeti\u00e8re de Cherchell o\u00f9 elle avait souhait\u00e9\u00a0 reposer aupr\u00e8s de son p\u00e8re.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>C\u2019\u00e9tait aussi le dernier v\u0153u de l\u2019acteur et r\u00e9alisateur fran\u00e7ais Roger Hanin \u2013 de son vrai nom L\u00e9vy, Hannin \u00e9tant le patronyme de sa m\u00e8re.<\/p>\n<p>A l\u2019heure o\u00f9 les esprits s\u2019\u00e9chauffaient \u00e0 Paris, \u00e0 la suite de l\u2019attentat contre le journal satirique Charlie Hebdo, o\u00f9 tout le monde revendiquait le nom de Charlie, o\u00f9 l\u2019Islam \u00e9tait stigmatis\u00e9 une nouvelle fois, m\u00eame \u00e0 travers de jeunes enfants convoqu\u00e9s dans des commissariats,\u00a0 Roger Hanin, enfant libre de Bab el Oued, \u00e0 Alger, \u00e9tait enterr\u00e9 aupr\u00e8s de son p\u00e8re, dans le cimeti\u00e8re juif de Bologhine, anciennement Saint Eug\u00e8ne.<\/p>\n<p>\u00a0Quand, \u00e0 Paris, le premier ministre isra\u00e9lien appelait les juifs de France \u00e0 rejoindre la terre d\u2019Isra\u00ebl,<a href=\"#_ftn9\" title=\"\">[9]<\/a>Roger Hanin, lui, juif fran\u00e7ais avait choisi tranquillement, souverainement de reposer dans la terre de ses a\u00efeux, une terre de musulmans, ses fr\u00e8res, ses amis, ses admirateurs\u2026La veille d\u2019un vendredi, jour sacr\u00e9 en terre d\u2019Islam. Un geste, un \u00e9v\u00e9nement qu\u2019ont ignor\u00e9 pourtant les m\u00e9dias fran\u00e7ais, pendant qu\u2019en Alg\u00e9rie, des femmes avaient lanc\u00e9 des youyous, \u00e0 la fin de l\u2019enterrement, comme pour Assia Djebar, parce que dans ce beau pays que reste l\u2019Alg\u00e9rie, le soleil interdit de pleurer\u00a0!<\/p>\n<p>Comme dans les tr\u00e8s belles et dramatiques histoires d\u2019amour, une autre disparition a \u00e9t\u00e9 annonc\u00e9e quelques jours plus tard\u00a0: celle, le 17 f\u00e9vrier\u00a0 \u00e0 Berlin, alors qu\u2019il se trouvait en r\u00e9sidence d\u2019\u00e9criture, Malek Alloula, po\u00e8te et \u00e9crivain, fr\u00e8re du grand dramaturge Abdelkader Alloula, assassin\u00e9 en 1994, et ex-\u00e9poux d\u2019Assia Djebar. La mort de cette grande dame \u00e0 la mission et aux r\u00e9alisations plurielles\u00a0 pouvait-elle vraiment\u00a0 se passer simplement\u00a0?<\/p>\n<div>\n<p><strong>A<\/strong>ujourd\u2019hui, il reste \u00e0 l\u2019Alg\u00e9rie qu\u2019elle a repr\u00e9sent\u00e9e partout avec une telle \u00e9l\u00e9gance dans son savoir diversifi\u00e9,\u00a0 et dans 23 langues, de la faire conna\u00eetre aupr\u00e8s des siens dans la langue qui \u00e9tait avec le berb\u00e8re, sa\u00a0langue maternelle: un seul de ses livres, <strong><em>\u00ab\u00a0Nulle part dans la maison de mon p\u00e8re\u00a0\u00bb, <\/em><\/strong>a \u00e9t\u00e9 traduit en arabe, par les \u00e9ditions Sedia, \u00e0 Alger, en 2014.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>Nul doute que ce sera une entreprise extr\u00eamement int\u00e9ressante pour le traducteur tant l\u2019\u00e9criture d\u2019Assia Djebar porte le sceau de la\u00a0 po\u00e9sie, des m\u00e9taphores, derri\u00e8re des voix orales, dans la langue du terroir.<\/p>\n<p>C\u2019est une urgence comme on le reconna\u00eet partout, en Alg\u00e9rie, d\u2019installer sa voix pr\u00e9pond\u00e9rante, porteuse de symboles, de parole f\u00e9conde, de justice et de libert\u00e9, dans les \u00e9coles et les universit\u00e9s afin qu\u2019elle demeure dans son statut d\u2019immortelle.<\/p>\n<p>Quant aux\u00a0 femmes, celles d\u2019Alg\u00e9rie et d\u2019ailleurs qu\u2019elle a sorties de l\u2019ombre, elles pourront lui dire merci \u00e0 travers ces mots-m\u00eames\u00a0 d\u2019un personnage f\u00e9minin\u00a0 \u00a0du roman\u00a0\u00ab\u00a0<em>Vaste est\u00a0la prison<\/em>\u00a0\u00ab\u00a0(1995, Albin Michel) : \u00ab\u00a0<em>en te regardant, en ne te quittant pas, nous toutes, nous te manifestons notre solidarit\u00e9. Gr\u00e2ce \u00e0 toi, nous ne sommes pas condamn\u00e9es<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Et entre les deux significations de ton nom, Assia\u00a0 Djebar, entre \u00ab\u00a0 <em>Consolation<\/em>\u00a0\u00bb et \u00ab\u00a0<em>Intransigeance\u00a0<\/em>\u00bb (Pierre-Jean R\u00e9my dans son discours de r\u00e9ception), nous, en\u00a0 Alg\u00e9rie,\u00a0 nous ne t\u2019oublierons pas\u2026Nous ne nous consolerons pas de ta disparition et nous\u00a0 serons\u00a0 intransigeants \u00e0 l\u2019\u00e9gard de la m\u00e9diocrit\u00e9, pour \u00e9viter le pire\u00a0!<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Aicha Bouabaci <\/strong><\/p>\n<p><strong>Le 23 f\u00e9vrier 2015<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.grazia.fr\/culture\/news\/litterature-un-hommage-vibrant-a-assia-djebar-742560#font-small\">A<\/a><a href=\"http:\/\/www.grazia.fr\/culture\/news\/litterature-un-hommage-vibrant-a-assia-djebar-742560#font-normal\">A<\/a><a href=\"http:\/\/www.grazia.fr\/culture\/news\/litterature-un-hommage-vibrant-a-assia-djebar-742560#font-big\">A<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a>\u00a0 15 romans entre 1957 et 2007, soit en 50 ans, de <em>La Soif<\/em>\u00a0\u00e0 <em>Nulle part dans la maison de mon p\u00e8re<\/em>, sans compter\u00a0 pi\u00e8ces de th\u00e9\u00e2tre, op\u00e9ras, travaux acad\u00e9miques.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" title=\"\">[2]<\/a> \u00ab\u00a0<em>Depuis que j\u2019ai\u00a0 r\u00e9alis\u00e9 le film <\/em>La Nouba, <em>ma mani\u00e8re d\u2019\u00e9crire a chang\u00e9. J\u2019ai alors appris comment \u00e9couter les femmes alg\u00e9riennes\u2026\u00a0\u00bb <\/em>a d\u00e9clar\u00e9 Assia ( Entretien avec Josie Fanon\u00a0, in Demain l\u2019 Afrique. 1977<em>.<\/em> Rapport\u00e9 par Ahmed Bedjaoui. Quotidien Libert\u00e9\u00a0; mardi 15 f\u00e9vrier 2015. Culture P. 15).<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" title=\"\">[3]<\/a> C\u2019est le pr\u00e9texte \u00e0 signaler le film de Kamal Dahane \u00ab\u00a0 <em>Assia Djebar, entre ombre et soleil\u00a0\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" title=\"\">[4]<\/a>\u00a0L\u2019an II du cinquantenaire de l\u2019ind\u00e9pendance alg\u00e9rienne, regards de l\u2019Outre-mer fran\u00e7ais\u00a0\u00bb. Fondateur\u00a0:Jean-Beno\u00eet Desnel\u00a0; direction litt\u00e9raire\u00a0: Suzanne Dracius<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" title=\"\">[5]<\/a> En 1995, en France, Fran\u00e7oise Longeard, assist\u00e9e de Nicolas Derieux, met en sc\u00e8ne \u00ab\u00a0La femme cosmonaute\u00a0\u00bb,\u00a0 \u00a0un montage de textes inspir\u00e9 de \u00ab\u00a0 Vaste est ma prison\u00a0\u00bb, domin\u00e9 par les th\u00e8mes de l\u2019exil de la souffrance, \u00e0 travers des t\u00e9moignages du pass\u00e9 et du temps pr\u00e9sent.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" title=\"\">[6]<\/a> Voir liste en annexe<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" title=\"\">[7]<\/a> Avant d\u2019accepter cette proposition \u00e0 candidature, Assia Djebar avait tenu \u00e0 \u00ab\u00a0r\u00e9fl\u00e9chir effectivement par rapport \u00e0 l&#8217;Alg\u00e9rie et par rapport aux ann\u00e9es noires, \u00e0 la d\u00e9cennie noire de 1990, o\u00f9 tant d&#8217;amis \u00e0 moi francophones l&#8217;ont pay\u00e9 de leur vie\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" title=\"\">[8]<\/a> Quotidien <em>Le soir d\u2019 Alg\u00e9rie. Mardi 17 f\u00e9vrier 2015. P. 6.<\/em><\/p>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" title=\"\"><\/a>\u00a0<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per &#8220;Filo di Voci&#8221;, la rubrica curata da Ada Donno pubblichiamo la traduzione del testo di Aicha Bouabaci dedicato alla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[47],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Assia Djebar: ritorno a Cesarea | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2015\/03\/25\/assia-djebar-ritorno-a-cesarea\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" 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