{"id":311,"date":"2011-08-20T13:08:51","date_gmt":"2011-08-20T11:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2011\/08\/20\/luoghi-dallerta-9d-edizione\/"},"modified":"2017-08-14T04:02:36","modified_gmt":"2017-08-14T02:02:36","slug":"luoghi-dallerta-9d-edizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2011\/08\/20\/luoghi-dallerta-9d-edizione\/","title":{"rendered":"Luoghi d&#8217;Allerta \u2013 9\u00b0 edizione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><strong>Luoghi d&#8217;Allerta<em> <\/em>\u2013 9\u00b0 edizione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">visite ed itinerari culturali e di spettacolo del Fondo Verri<\/p>\n<p><strong>dal 21 Agosto al 26 <\/strong><img src=\"\/images\/stories\/lda2011_corr_w.jpg\" border=\"0\" width=\"350\" style=\"margin: 21px; float: right; border: 0pt none;\" \/><strong>Settembre 2011<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>http:\/\/luoghidallerta.blogs<\/strong><strong>pot.com<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con il sostegno e il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, delle Amministrazioni Comunali di Aradeo, Castro, Giurdignano, Veglie e dell&#8217;Unione dei Comuni del Nord Salento<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>\u201cQuella volta\u2026 le biciclette di Bodini\u201d<\/strong><\/p>\n<p align=\"right\">(\u2026) <em>Domani 63 biciclette torneranno a percorrere le strade della pianura salentina.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>Ma biciclette che non si pu\u00f2 immaginare senza averle viste;<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>biciclette con le ossa di fuori, tenute su a furia di spaghi:<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>telai di tavole, sellini senza forma, manubri e ruote arrugginiti,<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>pedali che cigolano come carrucole d\u2019un pozzo.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>Biciclette d\u2019uno squallore,<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>cos\u00ec metafisico che sembra impossibile che non abbiano un anima.<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><strong>Vittorio Bodini<\/strong><\/p>\n<p align=\"right\">da L\u2019Arneide ultimo atto &#8211; Maggio 1951 in Barocco del Sud &#8211; Besa<\/p>\n<p align=\"right\">\u00a0<\/p>\n<p>Luoghi d\u2019Allerta non si inscrive nella \u2018logica degli eventi\u2019, preferendo praticare una strategia di stretto contatto tra gli artisti, il pubblico e il territorio, chiamato ad essere co-autore di quanto accade in un\u2019&#8217;azione comune&#8217; che &#8216;tenta&#8217; di ritrovare la sua piena connotazione culturale.<\/p>\n<p>Materia di racconto dell\u2019edizione 2011 sar\u00e0 la \u201cmaturazione\u201d civica (e la conquista della responsabilit\u00e0 politica) del popolo contadino e bracciantile del Salento, chiave di lettura essenziale per comprendere il\u00a0 Salento Contemporaneo e molto dell&#8217;orgoglio territoriale, oltre ogni &#8216;maniera&#8217; e folclorismo.<\/p>\n<p>Dalla \u201cTerra del Rimorso\u201d, il luogo della soggezione e del rito, alle lotte dell\u2019Arneo, alle leghe contadine e a quelle delle tabacchine, ai grandi processi per ottenere la \u201cRiforma Agraria\u201d.<\/p>\n<p>Un Salento che, negli anni \u201950, si affaccia alla \u201cmodernit\u00e0\u201d finalmente liberandosi dal &#8216;giogo&#8217; magico-religioso.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Luoghi d\u2019Allerta \u00e8 dunque un atto di poesia che chiama i luoghi e chi li abita ad essere i protagonisti di un racconto in divenire, che si costruisce camminando, attraversando borghi, tratti di costa, vecchie masserie, castelli e centri storici.<\/p>\n<p>Visite ed itinerari, quelli di Luoghi d\u2019Allerta, che uniscono energie differenti e trasversali alla conoscenza, per celebrare il territorio, la sua particolarit\u00e0, la sua bellezza, la sua storia. Gli artisti, gli autori, gli storici, gli intellettuali, sono invitati ad essere i \u201ccantori\u201d, gli officianti di un \u201crito laico\u201d che mischia sensibilit\u00e0 e mostra vocazioni. Un agire di linguaggi, di segni, di azioni che scrivono la qualit\u00e0 creativa di un territorio, il Salento, ricco di richiami, di echi, di contenuti, di storie e di tracce che ancora possono, nell\u2019accudimento, nutrire sensibilit\u00e0. Alleati il teatro, la danza, la musica, il canto, i libri, le memorie degli \u201cultimi\u201d vecchi di quella generazione, gli studiosi di storia locale, nello sperimentare forme di una comunicazione \u201csottotraccia\u201d, acustica, diretta: la \u201cdecerescita\u201d di forme artistiche che, nella sovraesposizione mediatica, dettata dal Tempo, hanno perso la loro carica di interazione po-etica.<\/p>\n<p>Un approccio di Teatro\/Natura di libro-spaginato che misura gli artisti nel loro divenire voce, suono, movimento nella relazione semplice e frontale con il pubblico in spazi insoliti, particolari per riverberi e prospettive di veduta.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Luoghi d\u2019Allerta non \u00e8 teatro di strada, non \u00e8 spettacolo, \u00e8 esperienza che \u201cvalorizza le identit\u00e0 culturali, la storia, la memoria, le testimonianze civili della Puglia, sviluppa la conoscenza e la fruizione dei beni monumentali, archeologici, artistici e naturalistici\u201d del territorio salentino, favorendo \u201cil rapporto tra tradizione e innovazione nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico, figurativo, letterario e antropologico\u201d del Salento \u201canche (e soprattutto) nei suoi aspetti meno noti\u201d. Pienamente corrispondendo all\u2019intenzione del Programma delle Attivit\u00e0 Culturali per il triennio 2010\\2012 della Regione Puglia.<\/p>\n<p>Luoghi d\u2019Allerta \u00e8 accordare le azioni col cammino, di un peregrinare che guarda la Bellezza e vuole sapere la storia, le vicende, i racconti per scoprire i luoghi nella loro interezza, nella loro \u201cnaturale\u201d intensit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">Le visite di Agosto<\/p>\n<p><strong>Prima visita \u2013 Abbazia di Cerrate<\/strong><\/p>\n<p>Il via <strong>domenica 21 agosto<\/strong>, l&#8217;appuntamento \u00e8 nell&#8217;<strong>Abbazia di Cerrate<\/strong>, sulla strada provinciale che collega Squinzano a Casalabate. L&#8217;Abbazia fu fondata agli inizi del XII secolo da Tancredi d&#8217;Altavilla Conte di Lecce. La leggenda racconta che in questo luogo sia apparsa a Tancredi la Madonna, fra le corna di un cervo, da cui il nome (Cerrate o Cervate). Ad accompagnare la visita il \u201ccapitano di Torre\u201d <strong>Piero Rapan\u00e0<\/strong> e il \u201csaggio narratore\u201d <strong>Maurizio Nocera<\/strong>.<\/p>\n<p>Un&#8217;itinerario dedicato alla Cultura e al senso del farla, del produrla in un luogo che \u00e8 stato Cenobio dei Monaci di Basilio, luogo di preghiera e di ricerca civica. L&#8217;area in cui sorge l&#8217;Abbazia di Cerrate, fu acquisita dalla provincia di Lecce nel 1965, e venne destinata a sede del museo e del centro di ricerche e studi di folklore e tradizioni popolari salentine. All&#8217;ingresso del museo, in una platea datata 1692 eseguita dal tavolario Gaetano Pinto \u00e8 scritto: &#8220;Abbadia di S.Maria a Cerrate sita nelle pertinenze della Terra di Trepuzzi&#8221;<\/p>\n<p>Due i libri su cui riflettere quello di <strong>Antonio Errico<\/strong>, \u201cLe ragioni della passione\u201d (Kurumuny) e quello di <strong>Luigi De Luca<\/strong>, \u201cLa fabbrica del mondo\u201d (Lupo)<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 affidato agli artisti: <strong>Claudio Prima<\/strong>, <strong>Maria Mazzotta<\/strong>, <strong>Redi Hasa<\/strong>, <strong>Emanuele Coluccia<\/strong>, <strong>Simone Giorgino<\/strong>, <strong>Angela De Gaetano<\/strong>, <strong>Piero Rapan\u00e0 <\/strong>con il concerto recital \u201cQui se mai verrai&#8230; il Salento dei poeti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQui se mai verrai\u2026\u201d, \u00e8 un verso di Vittore Fiore, un invito ed un auspicio per i viaggiatori, un concerto-recital che il Fondo Verri dedica al Salento e alle voci dei suoi poeti. Un prodotto editoriale in forma di \u201caudioguida poetica\u201d, la proposta di un itinerario, di una visita che guarda il territorio cercando nei luoghi il riverbero della poesia.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Seconda visita \u2013 Castello di Castro<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 28 agosto<\/strong>, l&#8217;appuntamento \u00e8 alle porte del <strong>Castello di Castro<\/strong> per una passeggiata &#8211; accompagnati da <strong>Piero Rapan\u00e0<\/strong> e <strong>Maurizio Nocera<\/strong> &#8211; lungo le ricostruite mura che incorniciano il centro storico e offrono al visitatore un incantevole panorama. Antonio L. Verri immaginava Castro come una Nave. Un grande corpo mnemonico, dopo poter cercare radici al presente. Il vascello della letteratura dove stili e modi diversi trovano incontro e sintesi. Metafora d&#8217;una terra la nostra protesa nel Mare, luogo di sensibilit\u00e0 sempre deste, presenti alla Storia.<\/p>\n<p>Il libro della serata \u00e8 \u201cSalento amore mio\u201d di <strong>Pierfrancesco Pacoda<\/strong>. Un ritratto del territorio e del suo divenire attraverso \u201cla polifonia di una terra in cui i depositari delle tradizioni desiderano reinterpretare il passato, senza perdere l&#8217;anima. Voci attraverso cui l&#8217;autore disegna la mappa di una galassia di realt\u00e0 culturali autentiche, quasi segrete, che il visitatore pi\u00f9 curioso potr\u00e0 scoprire. Fuori stagione, lontano dai sentieri pi\u00f9 battuti oppure a pochi passi dagli scogli affollati, dove si nascondono grotte con affreschi preistorici, dolmen divenuti pilastri dei capanni di campagna e feste private senza scaletta.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 affidato a <strong>Gianluca Longo<\/strong>, <strong>Valerio Daniele<\/strong>, <strong>Emanuele Coluccia<\/strong> che accompagnano <strong>Mino De Santis<\/strong> in \u201cScarcagnizzu \u2013 vento dal basso, disco di esordio del cantautore tugliese prodotto dal Fondo Verri.<\/p>\n<p>Scrivono Francesco Aprile ed Erika Sorrenti: \u00abCome Mino De Santis non sia una delle solite \u201ccose nostre\u201d, di quelle robe da sagra, da finto divertimento, di scarsa qualit\u00e0, lo capisci subito. E non solo perch\u00e9 sia in gamba con la chitarra e con le parole, n\u00e9 perch\u00e9 non ci siano tamburi e tamburelli ad accompagnarlo. Lo capisci da quell&#8217;aria seria con cui propone i suoi pezzi, che quasi ti fa sentire in imbarazzo per le tue fragorose risate (&#8230;stupida che sei!). Quell&#8217;aria che sembra dirti \u201cehi, io faccio sul serio, non racconto mica barzellette\u201d. E a ben vedere, anzi, a ben ascoltare, i testi di Mino De Santis saranno pure ironici, ma non certo comici. Quando attacca con quella storia del cavallo, non so, vedi le donne pugliesi, tutta la vita piegate ad arare la terra, a raccoglier frutti, a crescer figli, ma sempre con quell&#8217;aria da \u201cbisbetiche indomate&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">Le visite di Settembre<\/p>\n<p><strong>Terza visita \u2013 Giardino Megalitico di Giurdignano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 4 settembre<\/strong>,<strong> <\/strong>l&#8217;appuntamento \u00e8 a Giurdignano con<strong> Maurizio Nocera<\/strong> e <strong>Piero Rapan\u00e0<\/strong> a guidare il pubblico tra le \u201csacre pietre\u201d del percorso megalitico. \u00abComprendere quanti menhir ci siano a Giurdignano \u00e8 un&#8217;impresa &#8211; ancora oggi &#8211; difficile. Basti pensare che alcuni di essi, ancora integri, oppure ridotti a resti, sono conservati anche all&#8217;interno di civili abitazioni, o di corti e giardini. Un borgo fatto di menhir, si potrebbe dire, dove &#8211; in alcuni casi &#8211; interi elementi architettonici sono composti da resti di megaliti\u00bb. Un passeggiata che sar\u00e0 animata a cura dell&#8217;Amministrazione Comunale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultima sosta della passeggiata, \u201cScarcagnizzu &#8211;\u00a0 vento dal basso\u201d racconti e canzoni di e con\u00a0 Mino De Santis. Scrive Mauro Marino: \u00abArriva veloce lu \u201cscarcagnizzu\u201d e basso, una folata rapida che muove l&#8217;aria, un alito che ti lascia nell&#8217;interrogativo: \u201c\u00e8 venuto &#8216;sto vento&#8230; non \u00e8 venuto?\u201d; cos\u00ec sono i testi di questo \u201ccantore contadino\u201d che nulla ha a che fare con i \u201ccantori contadini\u201d che la salentitudine ci ha raccontato in questi anni! Bassi e rapidi i colpi che le parole portano. Ridi e poi, subito ti chiedi&#8230; Ascolti e poi consideri! Filosofia? Forse s\u00ec. Pensamenti d&#8217;un anarchico, d&#8217;un sociologo illuminato! Certo \u00e8 poesia! Autentico canto! Quello che scava, che fa l&#8217;autore \u201cvoce\u201d di una coralit\u00e0 muta, d&#8217;occhi e di parole. Undici canzoni ne Lu Scarcagnizzu, selezionate in una ricchissima produzione. Canzoni che usano il dialetto \u2013 nell&#8217;accezione tugliese &#8211; per mischiare senso e umori: la lingua della terra che meglio s\u2019accorda al sentire, nella frontalit\u00e0 del ridere e del rammarico\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quarta Visita \u2013 Veglie, ex Convento dei Francescani<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 11settembre<\/strong>,<strong> alle 20.00<\/strong>, le \u201cbiciclette di Bodini\u201d fanno sosta a Veglie nel cuore dell&#8217;Arneo. Per un percorso tutto di memoria e di ricostruzione storica delle Lotte per la Terra ed il Riscatto Contadino. Nell&#8217;ex Convento dei Francescani, la presentazione del libro edito da Squilibri, \u201c<strong>Memorie della terra. Racconti e canti di lavoro e di lotta del Salento\u201d<\/strong> a cura di <strong>Vincenzo Santoro<\/strong><strong>. <\/strong>Con l&#8217;autore <strong>Anna Cinzia Villani<\/strong> all&#8217;organetto diatonico e al tamburello. \u201cNell&#8217;intreccio di musica tradizionale e racconto orale, un viaggio nella memoria del lavoro nel Salento della prima met\u00e0 del Novecento, dalla &#8220;rivolta di Tricase&#8221; del 15 maggio 1935, con la feroce repressione di una manifestazione di piazza delle tabacchine dello stabilimento &#8220;Acait&#8221;, all&#8217;occupazione del feudo d&#8217;Arneo nel 1949-51, la pi\u00f9 eclatante delle azioni intraprese dal movimento sindacale e contadino.<\/p>\n<p>Attraverso la viva voce dei protagonisti e un ricco apparato di immagini, si delinea cos\u00ec un vivido spaccato su un&#8217;indimenticabile stagione di lotte sociali che, nel cd allegato, restituisce all&#8217;ascolto anche la ruvida materialit\u00e0 di canti e musiche di straordinaria bellezza ma ricolmi di aneliti di riscatto, di cui si \u00e8 perso persino il ricordo nelle levigate operazioni di riproposta dei repertori popolari salentini\u201d.<\/p>\n<p>Nel corso della serata la riproposta del documentario \u201cL&#8217;Arneide\u201d di <strong>Luigi Del Prete<\/strong> (2002).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Arneide<\/strong>, deve il suo titolo ad un articolo di Vittorio Bodini, \u00e8 il racconto di una straordinaria stagione di lotte dei contadini poveri e dei braccianti del Salento nell&#8217;immediato dopoguerra. Tra il 1949-1950 ed il 1950-1951 migliaia di contadini si mossero per occupare le terre del comprensorio dell&#8217;Arneo, un vasto latifondo allora incolto situato tra le provincie di Lecce, Brindisi e Taranto. Il racconto di quel periodo, con le testimonianze dirette dei protagonisti sopravvissuti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quinta visita \u2013 Aradeo, Centro Storico<\/strong><\/p>\n<p><strong>Domenica 18 settembre<\/strong>, l&#8217;appuntamento \u00e8 nel centro storico di Aradeo. Ad accompagnare il pubblico <strong>Michele Bovino<\/strong> e gli artisti <strong>Raffaella Aprile<\/strong>, <strong>Cinzia Marzo<\/strong>, <strong>Lamberto Probo<\/strong>, <strong>Rocco Nigro<\/strong>, <strong>Giorgio Doveri, Donatello Pisanello<\/strong> e tanti altri amici per un omaggio a Pino Zimba.<\/p>\n<p>Nel corso della serata la lettura di un brano di Annamaria Ortese dedicato alle Tabacchine del Salento. A chiudere la serata lo spettacolo \u201cCurcitumbule (Capriole)\u201d con <strong>Antonio Cal\u00f2<\/strong> e <strong>Mino De Santis<\/strong>. \u00abDue angeli in scena. Anzi, un angelo e un arcangelo. Oppure due diavolacci, o ancora due artisti, il bianco e il nero, amici dai tempi delle medie, si esibiscono in scoppiettanti \u201ccurcitumbule\u201d,\u00a0 cio\u00e8 \u201ccapriole\u201d. Storie di nobili e cafoni, ladri e \u201cmajati\u201d, tra canti e \u201ccunti\u201d. Una chitarra, una sedia e due leggii, linguaggio esilarante, semplice e colorito, i due \u201ctuglioni\u201d (cio\u00e8 tugliesi) affidano l\u2019ispirazione nella disarmante quotidianit\u00e0 di una terra, il Salento, che si lascia raccontare con naturale ironia, sfiorando la satira, per voce di poveri pezzenti, \u201cbonacci\u201d e animali, anch\u2019essi goliardica trasposizione della societ\u00e0. Partendo dalle vicende non remote di un Salento diviso in classi, narrate da un nobile orgoglioso del titolo, degli antenati appesi al muro e di \u201ctutta \u2018sta cultura\u201d, a cui risponde un cafone, altrettanto fiero della sua dignit\u00e0, s\u2019arriva ai tempi nostri per ascoltare \u201cla storia di Donato, ladro senza grinta\u201d inseguito dalle guardie e dalla cassiera della Standa, trotterellando fino alla fontana della piazza di un qualsiasi paesino del Salento di pochi decenni fa, per assistere all\u2019esacerbato amore dello studioso francese Andr\u00e9 Pascal nei confronti di una giovane donna con sette fratelli piuttosto sgarbati. E tra una capriola e l\u2019altra, il viaggio continua a suon di \u201cBlues delle patate\u201d, passando per la bocca di Madame Pirania, come un susseguirsi di cartoline, scattate tra i campi, sui binari, dal bar della piazza o sotto un albero di fichi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sesta visita \u2013 Monastero di Sant&#8217;Elia<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ultima visita della nona edizione dei Luoghi d&#8217;Allerta \u00e8 <strong>domenica 25 settembre<\/strong>, con il consueto appuntamento al <strong>Monastero di Sant\u2019Elia<\/strong> (sulla strada provinciale Squinzano &#8211; Campi Salentina).<\/p>\n<p>Gli artisti ospiti: l\u2019attrice <strong>Silvia Lodi<\/strong>, il musicista <strong>Roberto Gagliardi<\/strong> e il contrabbassista <strong>Marco Bardoscia<\/strong> in una performance in solo dedicata al monastro di Sant&#8217;Elia. \u00abLa storia possiamo amarla, e lasciarcene affascinare, oppure odiarla, rigettandone tutti i contenuti valoriali. Ma per quanto ci impegnassimo non riusciremmo mai a rimanere asetticamente indifferenti al suo portato cognitivo. E talvolta dal passato emergono spunti inattesi e risvolti ignoti, o dimenticati, che inevitabilmente espandono le nostre coscienze e trasformano il valore ed il significato che attualmente diamo agli uomini ed alle cose che ci circondano. Sono trascorsi giusto due secoli da quando nel 1811 il convento di S. Elia, per tradizione collegato alla cittadina di Campi Salentina ma ricadente nel territorio di Trepuzzi, a seguito delle \u201csoppressioni napoleoniche\u201d, \u00e8 stato definitivamente sottratto ai Cappuccini che lo detenevano dal 1575. Solo di recente, attraverso l\u2019opera sinergica delle amministrazioni dei tre Comuni limitrofi di Campi Salentina, Squinzano e Trepuzzi, l\u2019ex Convento di S. Elia \u00e8 stato riacquisito come bene pubblico. Da qualche tempo sono cominciati anche gli interventi di restauro finalizzati al recupero dell\u2019intera struttura, destinata a diventare un contenitore culturale\u00bb. A chiudere la serata il protagonista dell&#8217;edizione 2011 degli itinerari del Fondo Verri che ha voluto essere produttore del disco di esordio di <strong>Mino De Santis<\/strong>, \u201cScarcagnizzu\u201d. Un autore di cui il Salento aveva bisogno, che dopo anni di silenzioso lavoro si presenta al pubblico. Scrive di lui Pino De Luca: \u00abLe canzoni si susseguono, si snocciolano una ad una lanciando secchiate di emozioni su un pubblico di varissima umanit\u00e0, attento ai testi, denso e partecipe, che quasi respira a ritmo coerente con l&#8217;ironia sottile dei testi e le musiche contaminate che fanno da contrappunto. Mino non \u00e8 giovanissimo e non sar\u00f2 qui a tesserne le lodi. Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento\u2026 lento\u2026 lento&#8230; lento che si libera (era ora) dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell&#8217;organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo,\u00a0 fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli\u00bb.<\/p>\n<p>(fonte: comunicato stampa)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ass. Cult. Fondo Verri<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Via Santa Maria del Paradiso 8.a, 73100 Lecce <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>0832 \u2013 304522 \/ cell. 327-3246985<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luoghi d&#8217;Allerta \u2013 9\u00b0 edizione visite ed itinerari culturali e di spettacolo del Fondo Verri dal 21 Agosto al 26<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Luoghi d&#039;Allerta \u2013 9\u00b0 edizione | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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