{"id":48,"date":"2010-02-18T14:08:06","date_gmt":"2010-02-18T13:08:06","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/02\/18\/hopper-a-roma\/"},"modified":"2010-02-18T14:08:06","modified_gmt":"2010-02-18T13:08:06","slug":"hopper-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/02\/18\/hopper-a-roma\/","title":{"rendered":"Hopper a Roma"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">La prima grande mostra di Edward Hopper in Italia arriva a Roma<\/span><\/h4>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Per la prima volta in Italia, <strong><span style=\"font-family: Arial\">Milano<\/span><\/strong> e<strong><span style=\"font-family: Arial\"> Roma<\/span><\/strong> rendono omaggio all\u2019intera carriera di <strong><span style=\"font-family: Arial\">Edward Hopper (1882-1967)<\/span><\/strong> il pi\u00f9 popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Accolta dal pubblico con grande successo nella sede di Palazzo Reale a Milano, con oltre 1600 visitatori al giorno, la mostra \u00e8 attesissima a <strong><span style=\"font-family: Arial\">Roma<\/span><\/strong>, dove sar\u00e0 inaugurata il <strong><span style=\"font-family: Arial\">16 febbraio 2010 <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal; font-family: Arial\">nelle sale del<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial\"><span>\u00a0 <\/span>Museo Fondazione Roma, <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal; font-family: Arial\">con importanti novit\u00e0: l\u2019arrivo di <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial\">altri capolavori dai musei americani<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal; font-family: Arial\">, un originale e suggestivo <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial\">allestimento<\/span><\/strong> e una <strong>nuova edizione del catalogo.<\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Promossa dalla <strong><span style=\"font-family: Arial\">Fondazione Roma,<\/span><\/strong> cui si deve l\u2019impulso iniziale alla realizzazione dell\u2019evento, grazie all\u2019iniziativa del Presidente <strong>Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele<\/strong>, la mostra \u00e8 realizzata in collaborazione con il <strong><span style=\"font-family: Arial\">Comune di Milano &#8211; Cultura<\/span><\/strong>, il <strong><span style=\"font-family: Arial\">Whitney Museum of American Art di New York<\/span><\/strong> e la <strong><span style=\"font-family: Arial\">Fondation<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-family: Arial\"> de l\u2019Hermitage di Losanna<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal; font-family: Arial\">; <\/span><\/strong>coprodotta e\u00a0organizzata da <strong><span style=\"font-family: Arial\">Arthemisia Group<\/span><\/strong>,\u00a0proseguir\u00e0 alla\u00a0Fondation de l\u2019Hermitage di Losanna, dal 25 giugno al 17 ottobre 2010.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; background: yellow; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u201cEdward Hopper \u2013 afferma Il <strong>Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele,<\/strong><\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Presidente della <strong>Fondazione Roma<\/strong> \u2013 <em>\u00e8 il cantore inquieto e originale di quell\u2019America del quotidiano, che rifugge dal glorificare la potenza economica statunitense, per preferire, al contrario, il volto della tranquillit\u00e0 ordinata e riservata, i silenzi delle case e della gente della middle class. Hopper pu\u00f2 definirsi uno dei massimi poeti della solitudine, dell\u2019isolamento, del senso di estraniamento urbano del secolo scorso, eppure, questo evento da me fortemente voluto in Italia, oltre a rappresentare un tributo al grande artista americano, costituisce una celebrazione della cultura in senso lato: due distinte istituzioni, infatti, una privata e l\u2019altra pubblica, la Fondazione Roma e l\u2019Amministrazione comunale di Milano, neppure contigue geograficamente, si sono messe insieme per realizzare nelle rispettive citt\u00e0 una grande mostra antologica che ripercorre tutte le fasi della produzione e della carriera artistica di Hopper, con alcuni capolavori celeberrimi e altri meno noti al pubblico.\u201d<\/em><\/span><em><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><\/em><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Il pubblico protagonista: il 18 dicembre shooting per scegliere i testimonial della mostra<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">L\u2019evento Hopper\u00a0ha visto realizzarsi un eccezionale coinvolgimento di pubblico grazie anche ad una originale e nuova comunicazione, realizzata prima a Milano e ora in programma a Roma.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Dopo il grande successo riscontrato nel capoluogo lombardo con l\u2019innovativa campagna promozionale organizzata e ideata da <strong>Arthemisia Group<\/strong>, che ha coinvolto <strong>oltre 3000 partecipanti<\/strong>, in accordo con la <strong>Fondazione Roma<\/strong>, sar\u00e0 ripetuto nelle strade di Roma lo <strong>shooting <\/strong>per selezionare i testimonial dei manifesti della mostra di Edward Hopper, pittore della vita quotidiana per eccellenza. <span>\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Chiunque potr\u00e0 esprimere il proprio amore per l\u2019arte ed essere protagonista di una campagna unica e coinvolgente, nata con e per i fruitori.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">I passanti nel centro di Roma saranno invitati a farsi fotografare su un set fotografico allestito nel centro della citt\u00e0 e tra i tanti scatti realizzati saranno scelti i cinque soggetti pi\u00f9 interessanti ed espressivi per essere utilizzati nella campagna di informazione della mostra. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Stavolta i manifesti saranno affissi <span>\u00a0<\/span>sui mezzi di trasporto urbano e dal <strong>10 gennaio<\/strong> fino all&#8217;apertura dell&#8217;esposizione,<strong> <\/strong>si potr\u00e0 leggere sugli autobus in circolazione<strong> <\/strong>nella capitale<strong> <\/strong>lo slogan: <strong>\u201cL\u2019artista preferito di (nome)? Edward Hopper!\u201d. <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">La scelta sar\u00e0 fatta ricercando <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">donne e uomini di ogni et\u00e0 per testimoniare che la mostra \u00e8 davvero per tutti.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Tutte le foto scattate per la campagna saranno inoltre esposte in mostra.<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Lo shooting si terr\u00e0 venerd\u00ec 18 dicembre dalle ore 13 alle ore 19, in Galleria Alberto Sordi a Roma. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">L\u2019annuncio dell\u2019iniziativa sar\u00e0 diffuso anche in Internet e in particolare su Facebook.<strong> <\/strong><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">A Roma nuovi eccezionali dipinti<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Tra le oltre <strong><span style=\"font-family: Arial\">160 opere<\/span><\/strong> esposte, a Roma saranno visibili nuovi capolavori quali il bellissimo <em>Self-Portrait<\/em><span>\u00a0 <\/span>del 1925-1930 e, inoltre, <em><span style=\"font-family: Arial\">The Sheridan Theatre<\/span><\/em> (1937), <em><span style=\"font-family: Arial\">New York Interior<\/span><\/em> (1921 circa), <em><span style=\"font-family: Arial\">Seven A. M.<\/span><\/em> (1948); <em><span style=\"font-family: Arial\">South Carolina Morning (<\/span><\/em>1955) accanto ai relativi disegni preparatori.\u00a0Dipinti straordinari\u00a0che completano il gruppo delle opere celebri gi\u00e0\u00a0presenti a Milano,\u00a0tra cui\u00a0<em><span style=\"font-family: Arial\">Summer Interior<\/span><\/em> (1909),<em><span style=\"font-family: Arial\"> Pennsylvania Coal Town<\/span><\/em> (1947), <em><span style=\"font-family: Arial\">Morning Sun<\/span><\/em> (1952), <em><span style=\"font-family: Arial\">Second Story Sunlight<\/span><\/em> (1960), <em><span style=\"font-family: Arial\">A Woman in the Sun<\/span><\/em> (1961) e la bellissima <em><span style=\"font-family: Arial\">Girlie Show<\/span><\/em> (1941).<strong> <\/strong>Un percorso, a cura di <strong>Carter Foster,<\/strong> che attraversa tutta la produzione di Hopper e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento.<strong><\/strong><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Allestimento \u201cSTOP E MOTION\u201d<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Grazie al suggestivo allestimento a cura del team <strong>Master IDEA<\/strong>, guidato dall\u2019Arch. <strong>Luca Cendali<\/strong>, sar\u00e0 possibile ammirare Hopper in una veste del tutto diversa e originale. Il nuovo allestimento, voluto dal Presidente <strong>Emmanuele F. M. Emanuele <\/strong>e appositamente ideato per il <strong><span style=\"font-family: Arial\">Museo Fondazione Roma<\/span><\/strong>, prevede di far rivivere alcune opere di Hopper come ricostruzioni di spazi fisici, puntando in particolare sull\u2019elemento architettonico che il visitatore pu\u00f2 animare. Scenografiche e suggestive ambientazioni che seguono l\u2019impostazione cronologica e tematica del curatore e che amplificano il flusso emozionale della narrazione attraverso le opere. Le scene fissate dall\u2019artista attraverso la luce nei suoi dipinti, sono fonte di immaginazione e dilatazione temporale per chi guarda, cos\u00ec come avviene nel racconto cinematografico teatrale o letterario. Anche l\u2019allestimento, arricchito da un percorso sonoro con musica jazz, vuole dunque accompagnare il processo narrativo di Hopper dilatando il coinvolgimento e il sentimento che generano i suoi quadri. Una mostra, unica nel suo genere, che i visitatori potranno vedere o rivedere nella capitale come un nuovo affascinante evento.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Saggi in catalgo<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Anche il <strong>catalogo Skira<\/strong> dell\u2019edizione di Roma, sar\u00e0 una pubblicazione rinnovata. Oltre ai saggi di Carter Foster, Carol Troyen, Sasha Nicholas, Goffredo Fofi, Demetrio Paparoni, Luigi Sampietro, conterr\u00e0 infatti anche un saggio di <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong>.<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">L\u2019artista<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"> <br \/>Nato e cresciuto a Nyack una piccola cittadina nello Stato di New York, Hopper studia per un breve periodo illustrazione e poi pittura alla New York School of Art con i leggendari maestri William Mer\u00adritt Chase e Robert Henri. Si reca in Europa tre volte (dal 1906 al 1907, nel 1909 e nel 1910) e soprattutto le esperienze parigine lasciano in lui un segno indelebile, alimentando quel sentimento francofilo che non lo avrebbe mai abbandonato, anche dopo essersi stabilito definitivamente a New York, dal 1913.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Alto un metro e novanta, nonostante la forte presenza fisica, era famoso per la sua reticenza, scriveva o parlava pochissimo del suo lavoro. Scomparso all\u2019et\u00e0 di ottantaquattro anni, la sua arte gode della stima della critica e del pubblico nel corso di tutta la carriera, nonostante il successo dei nuovi movimenti d\u2019avanguardia, dal Surrealismo all\u2019Espressionismo astratto, alla Pop art.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Nel 1948 la rivista \u201cLook\u201d lo nomina uno dei migliori pittori americani; nel 1950 il Whitney Museum organizza un\u2019importante retrospettiva su di lui e nel 1956 il \u201cTime\u201d gli dedica la copertina. <\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Nel 1967, l\u2019anno della sua morte, rappresenta gli Stati Uniti alla prestigiosa Bienal di S\u00e3o Paulo.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Da allora, l\u2019opera di Hopper \u00e8 stata celebrata in diverse mostre e ha ispirato innumerevoli pittori, poeti e registi. Eloquente il tributo del grande John Updike che in un saggio del 1995, definisce i suoi quadri \u201ccalmi, silenti, stoici, luminosi, classici\u201d.<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">La mostra<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">La storia di Edward Hopper \u00e8 indissolubilmente legata al <strong>Whitney Museum of American Art<\/strong> che ospit\u00f2 varie mostre dell\u2019artista, dalla prima nel 1920 al Whitney Studio Club a quelle memorabili nel museo, del 1960, 1964 e 1980. Dal 1968, grazie al lascito della vedova Josephine, il Whitney ospita tutta l\u2019eredit\u00e0 dell\u2019artista: oltre 3000 opere tra dipinti, disegni e incisioni.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>A cura di <strong>Carter Foster<\/strong>, conservatore del <strong>Whitney Museum<\/strong> che ha concesso per l\u2019occasione il nucleo pi\u00f9 consistente di opere, la rassegna, realizzata con il coordinamento scientifico di <strong>Carol Troyen<\/strong>, vanta tuttavia importanti prestiti anche dal <strong>Brooklyn Museum of Art<\/strong> di New York, dal <strong>Terra Foundation for American Art di Chicago<\/strong>, dal <strong>Columbus Museum of Art <\/strong><span>\u00a0<\/span>e per la sede di Roma anche dal <strong>Newark Museum <\/strong>del New Jersey.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>Suddivisa in <strong>sette sezioni<\/strong>, seguendo un ordine tematico e cronologico, l\u2019esposizione italiana ri\u00adpercorre tutta la produzione di Hopper, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi, fino al periodo \u201cclassico\u201d e pi\u00f9 noto degli anni \u201830, \u201840 e \u201950, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni. Il percorso prende in esame tutte le tecniche predilette dall\u2019ar\u00adtista: l\u2019olio, l\u2019acquerello e l\u2019incisione, con particolare attenzione all\u2019affascinante rapporto che lega i disegni preparatori ai dipinti: un aspetto fondamentale della sua produzione fino ad ora ancora poco considerato nelle rassegne a lui dedicate.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>Le prime sezioni <strong>\u201cAutoritratti\u201d, \u201cFormazione e prime opere. Hopper illustratore\u201d <\/strong>e<strong> \u201cHopper a Parigi\u201d<\/strong> illustrano un gruppo di promettenti autoritratti, le opere del periodo accademico e quindi gli schizzi inondati di luce e le opere del periodo parigino, come il particolare dipinto <em>Soir Bleu<\/em> (1914) mai pi\u00f9 esposto dal 1914. La sala dedicata a <strong>\u201cLa definizione dell\u2019immagine: Hopper incisore\u201d<\/strong>, con capolavori fra cui <em>Night Shadows<\/em> (1921) e <em>Evening Wind<\/em> (1921), mette in evidenza la sua tecnica elegante e quel \u201csenso di incredibile poten\u00adzialit\u00e0 dell\u2019esperienza quotidiana\u201d che riscuote grande successo e che segna l\u2019inizio di una felice carriera.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>Nella sezione titolata <strong>\u201cL\u2019elaborazione di Hopper: dal disegno alla tela\u201d<\/strong>, che celebra la straordinaria mano di Hopper disegnatore e il suo metodo di lavoro, viene presentato un gruppo significativo di di\u00adsegni preparatori. Si potr\u00e0 qui ammirare il percorso creativo di <em><span style=\"font-family: Arial\">The Sheridan Theatre<\/span><\/em> (1937), novit\u00e0 assoluta per la sede romana, oltre a quelli per <em>Morning Sun<\/em> (1952) e per il precedente <em>New York Movie<\/em> (1939), nei cui bozzetti si pu\u00f2 vedere chiaramente come prenda forma la figura femminile: all\u2019inizio \u00e8 quasi un ritratto della moglie Jo (sua unica modella) per poi giungere alla \u201cmaschera\u201d del cinema &#8211; uno dei temi prediletti dall\u2019artista &#8211; assorta nei suoi pensieri e bella come una diva. Questa sezione svela quanto il \u201crealismo hopperiano\u201d sia spesso il frutto di una sintesi di pi\u00f9 immagini e situazioni colte in tempi e luoghi diversi e non una semplice riproduzione dal vero. In mostra eccezionalmente an\u00adche uno dei suoi i famosi taccuini, l\u2019<em>Artist\u2019s Ledger Book III<\/em>, che riempiva insieme alla moglie, dove si vedono abbozzati molti dei suoi dipinti a olio.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>Nelle sale dedicate a <strong>\u201cL\u2019erotismo di Hopper\u201d<\/strong> la mostra riunisce invece alcune delle pi\u00f9 significative immagini di donne in stati contemplativi, perlopi\u00f9 nude o semi svestite, da sole e in interni, come nel bellissimo dipinto, da ammirare in pi\u00f9 a Roma, <em><span style=\"font-family: Arial\">New York Interior<\/span><\/em> (1921 circa). Opere che insieme alle opere della sezione <strong>&#8220;L\u2019essenza dell\u2019artista. Tempo, luogo e memoria&#8221;<\/strong> illustrano al meglio la poetica dell\u2019artista, il suo discreto realismo e soprattutto l\u2019abilit\u00e0 nel rivelare la bellezza nei soggetti pi\u00f9 comuni, usando spesso un taglio cinematografico, molto apprezzato dalla critica.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Hopper \u00e8 stato per lungo tempo associato a suggestive immagini di edifici urbani e alle persone che vi abitavano, ma pi\u00f9 che i grattacieli \u2013 emblemi delle aspirazioni dell\u2019et\u00e0 del jazz \u2013 egli preferiva le fatiscenti facciate rosse di negozi anonimi e i ponti meno conosciuti. Tra i suoi soggetti favoriti vi sono scorci di vita nei tranquilli appartamenti della middle class, spesso intravisti dietro le finestre da un treno in corsa, immagini di tavole calde, sale di cinema, divenute delle vere e proprie icone, come testimoniano alcuni celebri capolavori esposti: <em>Cape Cod Sunset<\/em> (1934), <em>Second Story Sun\u00adlight<\/em> (1960) e <em>A Woman in the Sun<\/em> (1961) e in prima assoluta a Roma anche <em><span style=\"font-family: Arial\">Seven A. M.<\/span><\/em> (1948) e <em><span style=\"font-family: Arial\">South Carolina Morning <\/span><\/em><em><span style=\"font-style: normal; font-family: Arial\">(<\/span><\/em>1955). Hopper realizza inoltre notevoli acquerelli, durante le estati trascorse a Gloucester (Massachusetts), nel Maine, e a partire dal 1930, a Truro (Cape Cod). Difficile vedere il mare in quelle opere che raffigurano piuttosto dune di sabbia arse dal sole, fari e modesti cottage, animati da sensuosi contrasti di luce e ombra. Dipinti che evocano sempre delle storie pur lasciando irrisolte le motivazioni dei personaggi.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><br \/>La mostra \u00e8 arricchita di un importante apparato fotografico, biografico e storico, in cui viene riper\u00adcorsa la storia americana dagli anni \u201920 agli anni \u201960 del XX secolo: la grande crisi, il sogno dei Kennedy, il boom economico. Un\u2019occasione dunque per capire meglio anche la nuova crisi di oggi e l\u2019America di Barack Obama.<\/span><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">\u00a0<\/span><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\">Infoline > 199 202 202 <span>\u00a0<\/span><\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial\"><a href=\"http:\/\/www.edwardhopper.it\/\"><strong><span style=\"font-family: Arial\">www.edwardhopper.it<\/span><\/strong><\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima grande mostra di Edward Hopper in Italia arriva a Roma \u00a0Per la prima volta in Italia, Milano e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Hopper a Roma | Arte e 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