{"id":52,"date":"2010-02-19T11:27:16","date_gmt":"2010-02-19T10:27:16","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/02\/19\/rubens-a-como\/"},"modified":"2017-08-07T00:32:17","modified_gmt":"2017-08-06T22:32:17","slug":"rubens-a-como","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/02\/19\/rubens-a-como\/","title":{"rendered":"Rubens a Como"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow';\">RUBENS A COMO<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow';\">DAL 27 MARZO AL 25 LUGLIO 2010<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow';\">A VILLA OLMO<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\"><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow';\">I CAPOLAVORI DEL MAESTRO FIAMMINGO<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\"><span style=\"font-size: 16pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p \/><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Per il settimo anno consecutivo, Como organizza un grande evento d\u2019arte. I successi delle mostre dedicate a Mir\u00f2, Picasso, Magritte, agli Impressionisti, a Klimt e Schiele, e ai maestri dell\u2019Avanguardia russa Chagall, Kandinsky e Malevic,visitate da oltre 500.000 persone per una media annuale di circa 90.000 visitatori, hanno fatto del capoluogo lariano uno dei punti di riferimento del circuito espositivo nazionale. Le sale della settecentesca<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\"> Villa Olmo <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">sono ora pronte per aprirsi<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\"> dal 27 marzo al 25 luglio 2010<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> al genio di<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\"> PIETER PAUL RUBENS <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">(Siegen, 28 giugno 1577 \u2013 Anversa, 30 maggio 1640), <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">maestro del Barocco.<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal;\"> <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal;\"><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\" \/>  <!--more-->  <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal;\">La  mostra <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial  Narrow';\">Rubens e i  Fiamminghi<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial  Narrow'; font-weight: normal;\">, curata da Sergio Gaddi, assessore alla  cultura  del Comune di Como e da Renate Trnek, direttrice della  Gem\u00e4ldegalerie  dell\u2019Accademia di Belle Arti di Vienna, <\/span><span style=\"font-family: 'Arial  Narrow';\">con 25 capolavori del maestro fiammingo<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal;\"> provenienti  dalle collezioni della Gem\u00e4ldegalerie dell\u2019Accademia di  Belle arti e  dal Liechtenstein Museum di Vienna, presenta uno dei nuclei   numericamente pi\u00f9 importanti finora mai esposti in Italia. Ad essi, si   affiancano anche <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow';\">40  opere di pittori della sua  cerchia, quali Anton Van Dyck<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal;\">, Jacob  Jordaens, Gaspar de Crayen, Pieter Boel,  Theodor Thulden. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">\u201cLa mostra di Villa Olmo &#8211; <\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">commenta il curatore Sergio Gaddi &#8211;<em> celebra la genialit\u00e0 e la modernit\u00e0 di uno dei maestri assoluti della pittura, una personalit\u00e0 che dopo quattrocento anni continua a sorprendere per la potenza grandiosa ed esuberante del segno che ha reso universale il Barocco europeo. Rubens \u00e8 sempre contemporaneo perch\u00e9 fissa nel tempo l\u2019i<\/em><\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">deale della bellezza classica e riesce a dare la vita alle sue figure attraverso la luce e il colore. La sua pittura \u00e8 una festa per l\u2019anima e per gli occhi, e le opere esposte a Como raccontano la ricerca della perfezione nell\u2019esperienza rubensiana e permettono al visitatore un viaggio appassionante nell\u2019epoca d\u2019oro della pittura fiamminga del Seicento\u201d. <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/em><em> <\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">\u201cCon Rubens e i suoi epigoni fiamminghi &#8211; <\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">sostiene il sindaco di Como, Stefano Bruni<em> &#8211; Como si appresta a vivere un\u2019altra straordinaria stagione di grandi eventi, un ulteriore passo<\/em><\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\"> <em>di un percorso ambizioso iniziato nel 2004 e che a pieno titolo ci ha gi\u00e0 inserito nel circuito delle citt\u00e0 d\u2019arte, con importanti benefici per il territorio, per la naturale vocazione turistica e per il prestigio della nostra citt\u00e0. Dopo sette anni, continuo quindi a sostenere e a credere nella straordinaria forza propulsiva delle mostre e nella loro capacit\u00e0 attrattiva\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Il percorso espositivo, suddiviso nelle nove sale di Villa Olmo, si snoda attraverso i temi caratteristici della pittura di Rubens, come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito, e contempla alcuni dei maggiori capolavori del maestro fiammingo<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Tra questi, le <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Tre Grazie<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> (1620-1624), vero manifesto dell\u2019ideale bellezza femminile del tempo e che Rubens rappresenta sul modello del gruppo scultoreo ellenistico ritrovato a Roma nel XV secolo. Rubens dipinse o disegn\u00f2 il motivo delle Tre Grazie diverse volte, come soggetto singolo o inserito in un contesto pi\u00f9 ampio. In questo caso, i tre personaggi femminili sono impersonati nella figura delle dee greche delle stagioni, vestite solo di un leggerissimo velo, che reggono un cesto di fiori, donando loro uno straordinario movimento circolare e un naturale ed elegante intrecciarsi di braccia e gesti delle mani. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Borea rapisce Orizia<\/span><\/em><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">(1615), straordinario capolavoro e immagine guida della mostra, rappresenta il rapimento, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, della ninfa Orizia, da parte del barbuto e alato Borea, personificazione del vento del nord. Rubens fonde i due corpi in un avvolgente e fluttuante abbraccio, catturando il momento di transizione che dalla paura e violenza del rapimento conduce a un\u2019estasi di amore e fantasia. Il corpo di Orizia, come quello di tutte le figure femminili di Rubens, \u00e8 reso con un incarnato talmente realistico e vivo da far domandare a Guido Reni: <em>\u201cma questo pittore mescola il sangue ai colori?\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Il satiro sognante<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, una delle opere pi\u00f9 insolite del maestro fiammingo, dipinta tra il 1610 e il 1612 poco dopo il suo ritorno in Italia, colpisce, oltre che per la sua imponenza, per l\u2019architettura della composizione che contrappone il gruppo composto da Bacco, dal satiro ubriaco e dalla menade, a una traboccante natura morta, composta da un prezioso vasellame dorato e da un\u2019infinit\u00e0 di coppe per bere.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Particolarmente importanti sono le due tele, di oltre tre metri di dimensione, che raffigurano <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Vittoria e Virt\u00f9<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> e <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Il trofeo<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">di armi<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, appartenenti al ciclo che Rubens dedic\u00f2 al console Publio Decio Mure (1616-1617). Il tema dei quadri \u00e8 ispirato alle vicende dell\u2019eroico condottiero romano vissuto nel IV secolo a.C., la cui storia \u00e8 stata tramandata da Tito Livio. I compiti di portata tanto vasta hanno sempre stimolato l\u2019artista, tanto da fargli dire, in una lettera del 1621 indirizzata a William Trumbull: \u201c<em>Confesso che una dote innata mi ha chiamato a eseguire grandi opere piuttosto che piccole curiosit\u00e0. Il mio talento \u00e8 siffatto che nessuna impresa, per quanto grande e multiforme nell\u2019oggetto, ha mai sconfitto la fiducia che ripongo in me stesso\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">La ricerca della perfezione nell\u2019esperienza rubensiana passa dall\u2019analisi accurata della fisicit\u00e0, e l\u2019idea pittorica coincide perfettamente con la sua esecuzione pratica. A tal proposito, sono da ricordare, tra le altre, <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">La circoncisione di Cristo<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> (1605), <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">che risponde a precise indicazioni iconografiche dettate dalla Controriforma, e la <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Madonna della Vallicella <\/span><\/em><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">(1608)<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, due straordinari modelli per le pale d\u2019altare della Chiesa dei Gesuiti a Genova e di Santa Maria della Vallicella a Roma, nelle quali <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">l\u2019impostazione teatrale della luce e l\u2019atmosfera cromatica rivelano l\u2019influsso dei grandi pittori veneziani del Cinquecento, che Rubens aveva studiato durante il soggiorno a Venezia del 1600. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Un\u2019assoluta rarit\u00e0 \u00e8 <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Il giudizio di Paride (1605-1608)<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, una delle sole quattro opere che Rubens realizza su tavola di rame<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, un supporto inconsueto per un tema che invece rappresenta un motivo ricorrente nella pittura del maestro, pi\u00f9 volte ripreso fino al famoso quadro del 1638-39 commissionato dal re di Spagna Filippo IV, ora al Prado di Madrid. \u00c8 questo uno dei pi\u00f9 incantevoli \u2018poemi\u2019 dipinti da Rubens, in cui tutto, dall\u2019insieme della composizione, alle figure al paesaggio, al cielo che le sovrasta, si risolve nel colore, nella pittura pura stesa con pennellate fluide, fondendo in un unico indissolubile sia le figure che l\u2019ambiente che le circonda. Il dipinto raffigura la competizione tra le dee Giunone, Minerva e Venere per il titolo di donna pi\u00f9 bella dell\u2019Olimpo, giudicate da Paride. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Di notevole pregio, alcuni piccoli oli su tavola di soggetto sacro, dipinti da Rubens come studi preparatori per i 39 dipinti commissionatigli nel 1620 per il soffitto della Chiesa dei Gesuiti di Anversa, in cui \u00e8 possibile incontrare pi\u00f9 che mai la mano autografa dell\u2019artista, che realizzava personalmente i bozzetti preparatori, affidandosi poi alla collaborazione della bottega per il perfezionamento dell\u2019opera finale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Accanto a questi capolavori di Rubens, la mostra di Villa Olmo propone <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">40 tele realizzate da pittori fiamminghi della sua cerchia, in particolare di Anton Van Dyck<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">, amico del maestro e certamente l\u2019allievo di maggior talento \u2013 di cui \u00e8 presente, tra gli altri, il famoso <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Autoritratto all\u2019et\u00e0 di quindici anni<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> &#8211; oltre che Jacob Jordaens, Gaspard de Crayer e Theodor Thulden. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Tra i fiamminghi spiccano, per particolare pregio e minuzia del dettaglio, le nature morte di Pieter Boel, Jan Fyt e Jan De Heem in cui \u00e8 possibile incontrare quella commistione di naturalismo, esotismo e artificialit\u00e0 tipica delle raccolte nobiliari delle <em>kunstkammern<\/em> tanto di moda nei Paesi Bassi del XVII secolo. E\u2019 il caso di <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Natura morta con mappamondo, tappeto e cacatua<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> di Pieter Boel o <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Natura morta con frutta e scimmia<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> di Jan Fyt, o ancora <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Sontuosa natura morta con pappagallo<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> di Jan Davidsz de Heem. Una variante della natura morta, molto apprezzata nelle Fiandre intorno alla met\u00e0 del Seicento \u00e8 quella delle scene di cacciagione, ben rappresentate in mostra da opere come <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Il pavone bianco<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> di Jan Weenix (1693), o le due <\/span><em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Natura morta con cacciagione<\/span><\/em><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">,<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> rispettivamente di Jan Fyt e Melchior Hondecoeter.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Accompagna la mostra un catalogo <\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'\">Silvana Editoriale<\/span><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">Biografia<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Figlio di un borghese calvinista di Anversa rifugiatosi a Colonia per motivi religiosi, Rubens Pieter Paul (Siegen 1577 &#8211; Anversa 1640) inizi\u00f2 la sua formazione artistica probabilmente a Colonia, ma la prosegu\u00ec ad Anversa, dove fece ritorno con la madre e i fratelli dopo la morte del padre, e dove, gi\u00e0 nel 1598, risulta iscritto tra i maestri della gilda di San Luca. Giunto in Italia nel 1600 &#8211; per un soggiorno che si protrasse sino al 1608 &#8211; si ferm\u00f2 subito a Venezia, dove esegu\u00ec copie da Tiziano, Veronese e Tintoretto. Dopo pochi mesi divenne pittore al servizio di Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova, alternando la sua attivit\u00e0 artistica con missioni diplomatiche e politiche. Durante la sua permanenza in Italia sost\u00f2 ripetutamente anche a Genova e a Roma studiando le opere dei maestri del rinascimento ma attratto anche dalle pi\u00f9 recenti esperienze di Annibale Carracci e del Caravaggio. Nel 1602 esegu\u00ec a Roma <em>l&#8217;Esaltazione della Croce<\/em>, <em>Ges\u00f9 coronato di spine<\/em> e l&#8217;<em>Innalzamento della Croce<\/em>, opere che, con le tre tele per la chiesa della Trinit\u00e0 di Mantova e la <em>Circoncisione<\/em> (1605) segnano, nel superamento degli schemi disegnativi cinquecenteschi e nell&#8217;affermazione di uno stile grandioso e magniloquente, una prima apertura in senso barocco. Nel marzo 1603 lo troviamo in Spagna, dove rest\u00f2 otto mesi, inviato da Vincenzo Gonzaga in missione diplomatica. Tra il 1606 e il 1608 fu scelto per dipingere la pala dell&#8217;altare maggiore di Santa Maria in Vallicella Tra le pi\u00f9 alte imprese del suo soggiorno italiano \u00e8 anche <em>l&#8217;Adorazione dei pastori <\/em>(1608) che, nella libert\u00e0 formale e cromatica e nelle soluzioni luministiche, manifesta chiaramente il significato che ebbe per lo sviluppo della sua arte l&#8217;esperienza italiana, dai veneti al Correggio e all&#8217;ambiente romano dei primi anni del secolo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Tornato in patria, con il favore dei reggenti dei Paesi Bassi, Alberto e Isabella, si dedic\u00f2 a una intensissima attivit\u00e0, fondando la sua famosa casa-bottega dove cre\u00f2, valendosi della collaborazione di numerosi aiuti (fra i quali anche artisti di primo piano come A. Van Dyck) un numero impressionante di opere. Del 1609 sono <em>Sansone e Dalila,<\/em> <em>l&#8217;Adorazione dei Magi <\/em>e <em>l&#8217;Annunciazione <\/em>dipinta per i gesuiti di Anversa. Nel 1620-25 fu impegnato in due importanti imprese: le pitture per la chiesa dei Gesuiti ad Anversa e il ciclo delle allegorie della vita di Maria de&#8217; Medici regina di Francia, che segnano uno dei vertici dell&#8217;arte di Rubens per fantasia inventiva e splendore di realizzazione. In un continuo intreccio di attivit\u00e0 artistica e missioni diplomatiche, che lo condussero fra l&#8217;altro in Olanda nel 1627, a Madrid tra il 1628 e il &#8217;29 e subito dopo, per quasi un anno, alla corte di Carlo l d&#8217;Inghilterra, Rubens altern\u00f2 grandi pale di soggetto religioso a opere di soggetto mitologico e allegorico, splendidi ritratti e paesaggi: <em>Paesaggio con Filemone e Bauci <\/em>(1630 ca), <em>Paesaggio autunnale col castello di Steen <\/em>(1635) nei quali la descrizione minuziosa si solennizza in un forte sentimento della natura. Dopo i due viaggi in Spagna e in Inghilterra (1628-30) l&#8217;arte di Rubens progred\u00ec ulteriormente verso una stesura pi\u00f9 calda e intrisa di luce, evoluzione da collegarsi all&#8217;influenza delle opere di Tiziano viste a Madrid.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Como, febbraio 2010<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">RUBENS E I FIAMMINGHI<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">Como, Villa Olmo (via Cantoni 1)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">27 marzo &#8211; 25 luglio 2010<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">Orari<\/span><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\">:  marted\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec 9.00-20.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> venerd\u00ec, sabato e domenica 9.00-22.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> (la biglietteria chiude un\u2019ora prima)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'; font-weight: normal\"> luned\u00ec chiuso<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoTitle\" style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt\"><strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">Biglietti<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\">: Intero: 9 \u20ac <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> Ridotto: 7 \u20ac &#8211; da 6 a 16 anni, over 65, studenti, gruppi minimo 20 persone <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> Gruppi scolastici: 5 \u20ac &#8211; min. 20 persone <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> Gratuito: bambini fino a 6 anni, accompagnatori di gruppo, disabili con accompagnatore <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-indent: 35.4pt\"><span style=\"font-size: 11pt; font-family: 'Arial Narrow'\"> On line: <a href=\"http:\/\/www.ticketone.it\/\">www.ticketone.it<\/a> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RUBENS A COMO DAL 27 MARZO AL 25 LUGLIO 2010 A VILLA OLMO I CAPOLAVORI DEL MAESTRO FIAMMINGO Per il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[28],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO 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