{"id":536,"date":"2012-02-20T14:37:30","date_gmt":"2012-02-20T13:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/02\/20\/spazia-aperti\/"},"modified":"2012-02-20T14:37:30","modified_gmt":"2012-02-20T13:37:30","slug":"spazia-aperti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/02\/20\/spazia-aperti\/","title":{"rendered":"SPAZIA APERTI"},"content":{"rendered":"<p><img src=\"\/images\/stories\/diapositiva1.jpg\" border=\"0\" width=\"300\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/>Alla galleria Mentana di Firenze dal 18 febbraio espongono<\/p>\n<p>Vincenzo Angelino, Ingo Ostersehlte, Tommaso Andreini, Armandi, Ece  Kazan, Harriet Whyatt,\u00a0Ulrike Panhorst,\u00a0Carlo Scanagatta, Emilio  Facchini.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>SPAZIA APERTI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di Federica Murgia<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Angelino <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 il palcoscenico dei pensieri che\u00a0 si delinea nelle opere, di tendenza informale, di Vincenzo Angelino. Le sue sono scene dove le quinte e i fondali, creati da piani sovrapposti che interagiscono con le campiture di colore, danno luogo a sensazioni di spazialit\u00e0 che parlano d\u2019atmosfere interiori: trame del racconto dell\u2019Io. Le suggestioni cromatiche\u00a0 descrivono armonie interrotte solo da pochi tagli neri incrocianti le preoccupazioni, che si palesano oltre il cielo frantumato delle forme. Nelle opere si avverte un lirismo sottile narrato da linee, che sfuggono all\u2019esattezza dei tagli geometrici in irregolarit\u00e0 ed inserimenti d\u2019elementi. Cartoni, pezzi di tela, ritagliati grossolanamente, sono diventati segni di profondit\u00e0 che esaltano le tinte dei piani sottostanti. La traiettoria di una cometa di cartone, che si allontana, seguendo\u00a0 il suo percorso nell\u2019universo, lascia intuire la scia lattiginosa di dubbi e d\u2019angosce. Nella tensione del rosso, assurto a colore dei sentimenti forti, si avverte la passionalit\u00e0 di una ribellione interiore che vuole allontanarsi dai toni dorati delle apparenze per armonizzarsi con l\u2019essere. L\u2019artista ritrova nell\u2019azzurro di un cielo ricostruito il lirismo di un racconto, dove la libert\u00e0 dell\u2019interpretazione pittorica dello spazio coincide con quella del suo spirito e della natura.<\/p>\n<p><strong>  <!--more-->  Ingo Ostersehlte<\/strong><\/p>\n<p>La bandiera, del sol levante, si \u00e8 colorata della tempesta che va allontanandosi nella desolazione di una spiaggia ferita. C\u2019\u00e8 l\u2019idea di un \u201cviaggio\u201d in due valigie dimenticate, in un paio di scarpe messe una a fianco all\u2019altra e nelle impronte, di piedi nudi sulla sabbia, che conducono al mare: uniche tracce di vita umana. Le increspature delle onde, che schiumano di pennellate luminescenti, raccontano di solitudine e di disperazione con la voce dei toni dei blu che si fanno sempre pi\u00f9 cupi. Gli alti cavalloni abbandonano i colori del dolore per tingersi della gioia del sogno di librarsi su un dollaro diventato surf. Il temerario giovane, ancorato sulla metaforica tavola di ricchezza con i piedi, percorre i tunnel d\u2019acqua per sbucare\u00a0 nella speranza della felicit\u00e0. Ingo si allontana dal mare per giungere alle note liberty che illuminano le notti russe nello scintillio dei vetri di Murano e degli Swarovsky. La stilizzazione di linee curve\u00a0 che si arrotolano sino a creare dei cerchi magici di decorazioni, che inseguono segni ancestrali, sono occhi sporgenti che, nell\u2019illuminare la scena, contrastano gli sfondi scuri ed opachi per raccontare un mondo meraviglioso di trionfo della luce sulle tenebre.<\/p>\n<p><strong>Tommaso Andreini<\/strong><\/p>\n<p>Nel movimento dei salti dei cavalli, che si elevano verso l\u2019alto spostando le criniere per seguire il vento dei colori che le fissano in ondulazioni di crini, si avverte la sintesi di una natura fremente di vita. I dipinti di Tommaso Andreini sono ceselli di pennellate sicure, che hanno dato ombre, volumi forme, diventate alchimie magiche che fanno udire i nitriti dei possenti destrieri che, imbizzarriti, mostrano le loro vigorose muscolature tese in uno sforzo di vittoria. Gli scuri presagi di Cassandra mandano invano un lampo di luce ad illuminare il corsiero dagli occhi ferini e ingannatori. Le trame fosche di dolore, per l\u2019artista, sono diventate sprazzi di colore rosso di sangue raggrumato che segnano i confini striati dalla disperazione che si \u00e8 impadronita della cinta della sconfitta.<\/p>\n<p>Risaltano armature e gualdrappe che creano cromatismi contrastanti nella giostra dei sogni che, sentito l\u2019olifante, fanno incrociare le lance d\u2019antica tenzone. Sono i corsieri di\u00a0 speranze, vane, che si perdono nei sogni di volo di un vecchio che, in un aeroplanino di carta, trova la via di fuga dalla materialit\u00e0 di un corpo rassegnato al tempo ma, ancora, propenso alle illusioni.<\/p>\n<p><strong>Armandi<\/strong><\/p>\n<p>Nelle sculture di Armand\u00ec\u00a0 si ode l\u2019eco di Sardegna che va di pietra in pietra, seguendo il Genius Loci che l\u2019ha guidato nei colpi della mazza sullo scalpello. Opere che, nei tratti marcati dei visi malinconici, diventati maschere ancestrali, dove si avverte il dolore di un artista che descrive la sofferenza di un popolo, il Sardo, che ha dovuto subire una cultura altra, si allungano nelle attese di un mondo migliore.<\/p>\n<p>Le profonde scanalature, che incidono le figure,\u00a0 sono la traslazione del racconto metaforico\u00a0 delle ferite di un animo. La trasfigurazione della realt\u00e0, divisa fra luogo e storia, si coniuga all\u2019animo dell\u2019artista che, nel bifrontismo delle opere, racconta di sentimenti e religiosit\u00e0 d\u2019essere. Le sue sono pietre, urli muti, che hanno preso vita in una madre che in un abbraccio racconta d\u2019asprezze apparenti e d\u2019amore universale segnato dall\u2019attesa diventata rassegnazione. Sono opere che descrivono il valore della dignit\u00e0, nel rimando alla fierezza nuragica d\u2019impavidi guerrieri dagli scudi tondi, per esorcizzare lo sfruttamento moderno e l\u2019abuso scriteriato di una meravigliosa terra.<\/p>\n<p>I solchi profondi sui graniti, tracciati con forza, raccontano l\u2019animo di Armand\u00ec, intimamente, simbiotico con la spiritualit\u00e0 della natura.<\/p>\n<p><strong>Ece Kazan<\/strong><\/p>\n<p>Nelle ceramiche di Ece Kazan c\u2019\u00e8 il sogno d\u2019oriente che si racconta in suggestive forme sapientemente decorate.\u00a0 Sono oggetti\u00a0 danzanti che, pur conservando tracce delle antiche funzionalit\u00e0, sono diventati sculture con nuovi significati. Fiasche, bottiglie, sormontate da\u00a0 dischi, segnati da spicchi dagli armoniosi toni, diventati corolle di fiori che si aprono\u00a0 in graziosi\u00a0 svolazzi su treti gonfi di vita, pare si muovano al soffio di una brezza melodiosa. Contenitori di desideri che raccontano di donna che usa la terra, la lavora, la trasforma donando eleganza e bellezza con la vetrina e i colori dell\u2019animo. Piegamenti e incavi, fatti con delicate pressioni delle mani, sull\u2019argilla ancora umida, originano forme che hanno spirito di vita. Le decorazioni\u00a0 parlano di paesaggi duri che muovono con linee geometrizzanti per traslarsi in climi di libert\u00e0 dove i colori grevi\u00a0 assumono la gaiezza dello spirito in tonalit\u00e0 blu-violacee e note di verdi e d\u2019arancio. Versatoi\u00a0 che conservano, giustapposte, impugnature, raccontano di gusto del bello e d\u2019eleganza compositiva ed ideativa. Le opere dell\u2019artista sono un inno alla donna che sa far diventare le cose semplici e d\u2019uso comune delle bellissime creazioni che parlano d\u2019ingegno e d&#8217;arte.<\/p>\n<p><strong>Harriet Whyatt <\/strong><\/p>\n<p>Nelle opere di Harriet Whyatt\u00a0si palesa un animo zingaro e rivoluzionario dove, sotto l\u2019apparente festa gioiosa, si nasconde il dramma delle istanze sociali che premono per aver voce. Sono dei climi hippy che sanno di figli dei fiori che, ormai, si sono avviati alle cocenti delusioni date dai fucili contro la giustezza della pace e l\u2019amore libero. Nei tratti espressionisti dei visi dei soggetti, segnati da grosse pennellate demarcanti i contorni, si legge un velo di malinconia stimolata dallo stordimento del fumo che li ha perduti nei paradisi artificiali. Corpi giovanissimi, di pubert\u00e0 evidente, si vestono dei colori, rossi smorzanti in marroni e gialli, resi grevi dall\u2019attesa delle delusioni dell\u2019amore libero. Ragazze prigioniere dei sogni, intrappolate negli abbracci d\u2019amori nomadi, hanno gli occhi spalancati all\u2019incertezza del domani dove la fedelt\u00e0 sembra essere diventata prerogativa, solo, dei poetici cani. Le fioriture dei tralci di rose, che affondano stabilmente le radici nel terreno, stridono con gli occhi gitani di giovani errabondi che viaggiano sui sentieri della libert\u00e0 alla ricerca dell\u2019armonia. Nella danza diventa caotica, al rullio dei tamburelli percossi dal tempo, c\u2019\u00e8 la perdita dei sogni di chi si \u00e8 svegliato adulto.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Ulrike Panhorst<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019apparente estroflessione spaziale, dai toni cerulei, racconta di colore che scorre gocciolante, in solchi che scendono seguendo i percorsi della libert\u00e0 sino all\u2019esaurimento. I grigi degli sfondi conservano tracce cromatiche riconducibili all\u2019illusione convessa che, donando movimento, aggiunge armonia alla narrazione pittorica. Nelle opere di Ulrike Panhorst si ritrova una casualit\u00e0, solo apparente, di luci e di ombre che raccontano il suo animo e descrivono la sensibilit\u00e0 che la porta a vedere un universo nebuloso, primordiale, fatto da sfumature che, sovrapponendosi, permettono d\u2019intravedere le velature sottostanti che conservano poetiche pennellate striate di speranza. Il colore \u00e8 diventato la scia di copie interrotte che hanno lasciato i segni di sbavature digradanti in fughe dai tragitti\u00a0 segnati. L\u2019idea della perfezione, suggerita dal tratto del cerchio rosso diventato mandala, si perde in umane concezioni di sbavature che sfuggono al rigore della geometria scegliendo le vie da percorrere. L\u2019Io dell\u2019artista prende forma nella libert\u00e0 dei segni lasciati dai bianchi: luci che sono riuscite ad insinuarsi illuminando il buio delle paure oscure. Nelle sue opere si avvertono i segni della riscoperta di una nuova spiritualit\u00e0 romantica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Scanagatta<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019artista rappresenta un mondo sospeso, di cui si avverte il disfacimento in un catino, in un vortice che, innalzandosi e arrotolandosi, fa presagire il peggio. L\u2019onda inquietante e carica d\u2019insidia pone dei perch\u00e9 a chi vede l\u2019angoscia della fine e con lo sguardo velato di tristezza avverte il grido d\u2019allarme contro l\u2019inquinante dissennatezza tecnologica. Il salire e lo scendere nell\u2019altalena della gioia \u00e8 il momento di spensieratezza che emerge dalle prospettive di colore che si allontanano nel sogno, in sprazzi di verdi di speranza che trovano spazio in tracce di blu religioso contrastati con il calore passionale dei rossi che vengono illuminati da aspettative di felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Le simboliche mani, aperte alla vita, sostegno materiale, si dissolvono lasciando emergere bilichi e frantumi delle colonne della gioia. L\u201dincredulit\u00e0 \u00e8 nel sorriso della ragazza che cambia il colore di capelli ma questo non le basta per accettare un mondo rovesciato ed ambiguo dove l\u2019esteriore \u00e8 imperativo.<\/p>\n<p>Le fotografie di Carlo Scanagatta, rese in modo originale ed espressivo, sono opere che ci riportano a concetti di pittura dove pennellate e spatolate di mouse rendono surreali climi reali che si contraffacciano con l\u2019inconscio.<\/p>\n<p><strong>Emilio Facchini<\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Nelle opere di Emilio Facchini il buio dei tormenti si schiarisce nella fuga degli sfondi di piani prospettici, diventati descrizione dei paesaggi del suo inconscio. Il dolore prende forma nei colori cupi dei primi piani che descrivono la tensione che si esalta nella ricerca dell\u2019allontanamento dal conformismo e dall\u2019apparenza. I due corpi, che vogliono emergere dal buio, sono metafora di una lotta intima per sfuggire alle possenti mani, catene, che vorrebbero condizionare la libert\u00e0 espressiva del suo essere pittore. I sereni colori dell\u2019attesa di chi si \u00e8 perduta nella vuotezza dei sogni si arricchiscono dell\u2019espressivit\u00e0 dei grevi colori della vecchiaia dove i protagonisti, solo a prima vista persi nella solitudine, sono in compagnia di una vita passata d\u2019affetti sicuri. Lo scorcio della finestra dei ricordi si fa evanescente nelle masse diventate nubi che si sono gonfiate delle sofferenze per allontanarle dalla memoria.<\/p>\n<p>L\u2019artista si esprime con una pittura intimistica che nei simboli si esalta di spiritualit\u00e0, dove le allegorie dei personaggi e dei colori descrivono l\u2019uomo, granello di polvere dell\u2019universo, che quotidianamente cerca di ritrovare l\u2019armonia fra spirito e materialit\u00e0.<\/p>\n<p>Galleria d&#8217;Arte Mentana<\/p>\n<p>Piazza Mentana, 2\/3r &#8211; FIRENZE- Tel. 055.211985 &#8211; Fax 055.2697769<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.galleriamentana.it\/\">www.galleriamentana.it<\/a><\/p>\n<p>E-mail: galleriamentana@galleriamentana.it<\/p>\n<p>INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA<\/p>\n<p>SPAZIA APERTI<\/p>\n<p>SABATO 18 FEBBRAIO DALLE ORE 18,00 IN POI<\/p>\n<p>Fino al 14 Marzo 2012<\/p>\n<p>La serata sar\u00e0 allietata da schiacciata alla fiorentina e vini del Castello di Verrazzano.<\/p>\n<p>Artisti:<\/p>\n<p>Vincenzo Angelino, Ingo Ostersehlte, Tommaso Andreini, Armandi, Ece Kazan, Harriet Whyatt,\u00a0Ulrike Panhorst,\u00a0Carlo Scanagatta, Emilio Facchini.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Galleria D&#8217;Arte Mentana<\/p>\n<p>Piazza Mentana, 2\/3r &#8211; FIRENZE- Tel. 055.211985 &#8211; Fax 055.2697769<\/p>\n<p>www.galleriamentana.it E-mail: galleriamentana@galleriamentana.it<\/p>\n<p>ORARI: 11.00\/13.00 &#8211; 16.30\/19.30<\/p>\n<p>Domenica e Lunedi Mattina su appuntamento al\u00a0 335.1207156<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla galleria Mentana di Firenze dal 18 febbraio espongono Vincenzo Angelino, Ingo Ostersehlte, Tommaso Andreini, Armandi, Ece Kazan, Harriet Whyatt,\u00a0Ulrike<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with 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