{"id":638,"date":"2012-04-10T17:28:55","date_gmt":"2012-04-10T15:28:55","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/04\/10\/approda-a-lecce-il-festival-dedicato-al-mondo-arabo\/"},"modified":"2017-08-06T03:10:52","modified_gmt":"2017-08-06T01:10:52","slug":"approda-a-lecce-il-festival-dedicato-al-mondo-arabo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/04\/10\/approda-a-lecce-il-festival-dedicato-al-mondo-arabo\/","title":{"rendered":"Approda a Lecce il festival dedicato al mondo arabo"},"content":{"rendered":"<p><img src=\"\/images\/stories\/iallafestival.jpg\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left; margin: 21px;\" \/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il mondo arabo si racconta attraverso il cinema<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>YALLA SHEBAB<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Dal 10 al 15 Aprile 2012 &#8211; Manifatture Knos, Cineporto e CineTeatro BD d&#8217;Essai<\/p>\n<p>Il primo Festival dedicato ai giovani del Medio Oriente: sei giorni di film, cortometraggi, documentari, animazioni, mostre, musica e incontri con i registi.<\/p>\n<p>Dopo il successo di Roma, Caserta, Genova, Firenze e Bari, Yalla Shebab Film Festival approda a Lecce con una nuova edizione, ancora pi\u00f9 ricca e innovativa. Ad illustrarne il ricco programma, stamattina presso il Cineporto di Lecce\/Manifatture Knos, sono intervenuti Annibale d\u2019Elia di Bollenti Spiriti-Programma della Regione Puglia, Luigi De Luca, vicepresidente dell\u2019Apulia Film Commission e direttore dell&#8217;Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce che hanno patrocinato l&#8217;evento, il fotografo Martino Lombezzi dell\u2019agenzia Contrasto, Maurizio Buttazzo delle Manifatture Knos e Gaia Parrini, direttore artistico di Yalla Shebab.<\/p>\n<p>\u201cYalla Shebab vuol dire \u2018forza ragazzi\u2019 perch\u00e9 il Festival \u00e8 dedicato ai giovani, \u00e8 un incitazione al fare e al raccontarsi in prima persona. Infatti, la lente attraverso la quale vengono raccontati i Paesi arabi \u00e8 proprio quella dei ragazzi. &#8221; &#8211; ha esordito in apertura Gaia Parrini, direttore artistico del Festival che si pone l&#8217;obiettivo di far conoscere le diverse realt\u00e0 dei Paesi arabi superandone per\u00f2 la visione orientalista attraverso la quale le informazioni sul Medio Oriente sono filtrate. &#8220;In una sorta di inversione i tendenza, &#8211; ha proseguito l&#8217;art director &#8211; Yalla Shebab riprende una buona pratica dall\u2019Oriente per portarla in Occidente: riproponendo il format gi\u00e0 sperimentato con successo dal Festival di cinema internazionale di Beirut dedicato ai giovani, che l\u2019associazione Al-Jana realizza dal 2000, sono stati coinvolti oltre 60 studenti dell\u2019Universit\u00e0 del Salento nel percorso formativo di Yalla Shebab. Guidati da esperti di cinema, mondo arabo e cooperazione allo sviluppo, i ragazzi sono stati preparati alla visione delle pellicole in programma\u201d. In scena 50 lavori in lingua originale e sottotitolati in italiano, realizzati interamente dai ragazzi egiziani, palestinesi e libanesi per comprendere le loro realt\u00e0 attraverso uno sguardo inedito, quello dei pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>\u201cYalla Shebab non \u00e8 solo una bellissima iniziativa che racconta l\u2019altro lato del Mediterraneo insieme a partner autorevoli, ma \u00e8 una manifestazione completamente ideata e realizzata da giovani&#8221; ha aggiunto Annibale d\u2019Elia di Bollenti Spiriti-Programma della Regione Puglia. &#8220;Yalla Shebab \u00e9 uno dei 190 progetti finanziati nel 2010 da Principi Attivi, programma della Regione Puglia, che dal 2008 ha permesso a migliaia di ragazzi pugliesi di realizzare i loro progetti. Quello di Principi Attivi \u00e8 un approccio alternativo alle politiche pubbliche, perch\u00e9 incoraggiamo, finanziamo progettualit\u00e0 indipendenti, senza dirigerle. Nel dare centralit\u00e0 alle idee dei giovani, la Regione Puglia \u00e8 stata un precursore\u201d.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La parola \u00e8 passata a Luigi De Luca: \u201cSono particolarmente contento di partecipare a questa conferenza stampa per due motivi. Il primo, riguarda il mio ruolo all\u2019interno dell\u2019Istituto di Culture Mediterranee, perch\u00e9 questa notevolissima iniziativa accade a 10 anni da un altro festival dedicato al mondo arabo, organizzato dalla Cineteca di Bologna che replicammo qui a Lecce. Ripensando ai film di dieci anni fa e alla luce della programmazione di Yalla Shebab, mi rendo ancora pi\u00f9 conto di come il cinema sia uno strumento che registra straordinariamente il cambiamento in atto. Il secondo motivo, \u00e8 che proprio in questi giorni l\u2019Apulia Film Commission ha finanziato \u201cGiraffata\u201d, il primo film di un regista arabo, palestinese, che verr\u00e0 girato a Brindisi. Nel mio tentativo di aprire l\u2019AFC al Medio Oriente, considero la produzione di questo film, un successo importante. Sono altrettanto contento che il Festival si svolga anche nel Cineporto di Lecce e nel CineTeatro DB d\u2019Essai, sala del Circuito d\u2019Autore. Una rassegna, dunque,\u00a0 estremamente interessante che sembra rispecchiare dell\u2019attuale situazione politico-sociale del Medio Oriente. Significativo\u00a0 l&#8217;intervento di Martino Lombezzi, fotografo dell\u2019agenzia Contrasto,\u00a0 tra quelli che la realt\u00e0 mediorientale ha cercato di raccontare per immagini come \u00e8 accaduto per il suo ultimo lavoro\u00a0\u00a0 \u2018Libano. Oltre lo schermo\u2019 e \u2018Blu Line. Il confine tra Libano e Israele\u2019<br \/>\u201cMi \u00e8 stato chiesto di raccontare lo Jana International Film Festival di Beirut da cui prende origine Yalla Shebab &#8211; ha raccontato lo stesso Lombezzi. . Il festival libanese \u00e9 organizzato dai ragazzi dell\u2019associazione Al-Jana, costituita<br \/>prevalentemente da ragazzi palestinesi, profughi in Libano. Ho cercato di raccontare in alcune immagini il loro retroterra, fatto di una vita nei campi profughi, di condizioni difficili, anche di scontri armati.<br \/>\u2018Blu Line\u2019 \u00e8 un nuovo lavoro, ancora in corso, sul confine tra Libano e Israele. Con le immagini ho cercato di creare un rapporto, un legame tra un lato e l\u2019altro del confine\u201d.<\/p>\n<p>E da stasera con l&#8217;inizio delle proiezioni, alle\u00a0 18h alle Manifatture Knos\/Cineporto, si apre ufficialmente il Festival che\u00a0 si rif\u00e0 al fortunato \u201cJana Film Festival for Children and Youth\u201d che da dieci anni si svolge ogni due anni a Beirut\u00a0 vantando\u00a0 un&#8217;ampia partecipazione internazionale oltre che l&#8217;attiva collaborazione di oltre 400 ragazzi libanesi per la sua organizzazione. Dal festival libanese arrivano pi\u00f9 di 30 lavori in lingua originale e sottotitolati in italiano, realizzati interamente dai ragazzi palestinesi e libanesi per comprendere le loro realt\u00e0 attraverso uno sguardo inedito, quello dei pi\u00f9 giovani.<br \/> Come a Beirut, anche a Lecce \u00e8 riproposta la stessa modalit\u00e0 partecipativa: gruppi di ragazzi dell\u2019Universit\u00e0 del Salento e delle scuole superiori partecipano a workshop tematici e sono coinvolti direttamente nell\u2019organizzazione del festival. Yalla Shebab si arricchisce della nuova collaborazione con il festival &#8220;Masry Asly Film Fest&#8221;, festival di cinema indipendente egiziano realizzato dalla ONG Ricerca e Cooperazione, e da cui sono stati selezionati alcuni lavori di giovani cineasti. Tra le proiezioni, il film candidato a Cannes 2009 \u201cIl tempo che ci rimane\u201d del pluripremiato Elia Suleiman, lo speciale su Nadine Labaki, l\u2019affermata regista libanese del film \u201cE ora dove andiamo?\u201d, candidato a Cannes 2011, con la proiezione di \u201cCaramel\u201d e del suo lavoro giovanile \u201c11 Rue Pasteur\u201d.<\/p>\n<p>Il Festival si arricchisce, inoltre, con un focus dedicato alla Primavera Araba egiziana, con proiezioni di corti e lungometraggi di autori italiani e arabi che raccontano gli eventi di Piazza Tahrir.<br \/>Il progetto Yalla Shebab, promosso dall\u2019Associazione Mena &#8211; Mille Eventi Nell\u2019Aria \u2013 si avvale del finanziamento del programma Principi Attivi 2010 della Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale, con il Patrocinio dell\u2019Apulia Film Commission e dell\u2019Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.<\/p>\n<p>(red. Arte e Luoghi)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>I registi<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>MARCO PASQUINI_ regista e direttore della fotografia, nel corso degli anni ha realizzato documentari in Europa, Stati Uniti, Africa, India e Medio Oriente. Dal 2004 dirige e coordina un progetto esteso di<br \/>documentazione nei campi profughi palestinesi in Libano, dove ha realizzato diversi documentari. Gaza Hospital, documentario sulla pi\u00f9 importante struttura sanitaria della Mezzaluna Rossa Palestinese in<br \/>Libano, \u00e8 vincitore nel 2010 del Globo d\u2019Oro della Stampa Estera come Miglior Documentario. Gaza Hospital e Volti di Tahrir, serie di audio-ritratti che raccontano la vita di alcuni ribelli, sono in programma al<br \/>Festival Yalla Shebab. Tra gli altri documentari da lui realizzati, R-Existence e Salun al-Fid\u00e0.<\/p>\n<p>CAROLINA POPOLANI_ documentarista e regista italo-siriana, collabora, tra l\u2019altro, con RaiNews 24, Al Hiwar e La7. Nel 2009 inizia con Atabulo la produzione di documentari e reportage ambientati nei Paesi<br \/>del sud del Mediterraneo, concentrandosi su temi quali la violazione di diritti umani, l\u2019ambiente, l\u2019integrazione. Sorelle di Zaynab (2011) \u00e8 il suo documentario prodotto da La7 sulle \u201csorelle musulmane\u201d in<br \/>Egitto che ha ricevuto il \u201cPremio Gino Votano 2011\u201d. Suo anche il documentario, autoprodotto, Cairo Downtown (2010), sugli attivisti della rete in Egitto prima della rivoluzione. Trasmesso da \u201cRai News\u201d e \u201cAl Hiwar\u201d, \u00e8 stato finalista al \u201cFestival del documentario\u201d di Al Jazeera e scelto come film evento per la cerimonia di apertura. Sorelle di Zaynab e Cairo Downtown sono in programma al Festival.<\/p>\n<p>STEFANO SAVONA_\u00e8 nato a Palermo nel 1969. Ha studiato archeologia e antropologia a Roma e ha preso parte a diversi scavi archeologici in Sudan, Egitto, Turchia e Israele. Nel 1995 comincia a lavorare<br \/>come fotografo indipendente. Dal 1999 si dedica principalmente all\u2019attivit\u00e0 di regista e produttore di film documentari e videoinstallazioni, (D-Day, 2005, al Centro Pompidou. Il suo lungometraggio Primavera in<br \/>Kurdistan (2006) ha ricevuto il Premio Internazionale della SCAM al Festival Cin\u00e9ma du R\u00e9el di Parigi e una nomination ai David di Donatello. Piombo fuso (2009) \u00e8 stato selezionato al Festival Internazionale del<br \/>film di Locarno nella sezione Cin\u00e9astes du pr\u00e9sent e ha vinto il Premio Speciale della Giuria. E\u2019 all\u2019origine del progetto documentario il Pane di San Giuseppe, archivio audiovisivo della civilt\u00e0 contadina in Sicilia.<br \/>Nel 2010 fonda a Parigi con Penelope Bortoluzzi la societ\u00e0 di produzione Picofilms. Nel 2011 produce e dirige Palazzo delle Aquile, che ha ottenuto il Gran Prix del Festival Cin\u00e9ma du R\u00e9el 2011. Il suo ultimo<br \/>lavoro, che documenta la rivoluzione egiziana, Tahrir. Liberation square (2011), in programma al Festival, \u00e8 stato presentato in anteprima al Locarno Film Festival 2011.<\/p>\n<p>ELIA SULEIMAN_ tragicomico cantore del conflitto israelo-palestinese, attore e regista, \u00e8 uno dei pi\u00f9 affermati autori mediorientali. Nato in Israele da famiglia araba, tra il 1982 e il 1993 Suleiman vive a New<br \/>York, dove gira due cortometraggi (a quattro mani con Jayce Salloum) che si fanno subito notare dalla critica per il tono satirico con cui mettono in scena lo stereotipo dell&#8217;arabo visto con gli occhi di un<br \/>occidentale. Nel 1996 Suleiman dirige il suo primo lungometraggio: Cronaca di una sparizione, subito premiato come migliore opera prima a Venezia. E&#8217; soprattutto il suo secondo film a regalargli la popolarit\u00e0<br \/>internazionale: Intervento divino, del 2002; una tragicommedia sull&#8217;occupazione dei territori palestinesi che ottiene il Premio della giuria al Festival di Cannes. Anche sceneggiatore delle sue opere, nei suoi<br \/>film interpreta solitamente se stesso o una figura caricaturale e stralunata ispirata alla sua persona. Anche per questo motivo Suleiman \u00e8 spesso paragonato ad autori come Tati o Buster Keaton, cui lo accomuna il suo stile a met\u00e0 fra comico e serio, una curiosa commistione grottesca che \u00e8 la sua cifra stilistica. Nel 2006 \u00e8 giurato al Festival di Cannes, dove torna in concorso nel 2009 con Il tempo che ci rimane.<\/p>\n<p>NADINELABAKI_regista di videoclip e pubblicit\u00e0, approda nel cinema come attrice, e poi anche come regista, con Caramel, il suo primo lungometraggio. Presentato a Cannes 2007, \u00e9 candidato all&#8217;Oscar per il<br \/>miglior film straniero. Nel 2011 scrive, interpreta e dirige una commedia drammatica tutta al femminile contro l&#8217;integralismo: E ora dove andiamo?, vincitrice del Toronto International Film Festival 2011.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Le mostre<\/span><\/p>\n<p><strong>Libano. Oltre lo schermo di Martino Lombezzi <\/strong>(Contrasto)<\/p>\n<p>Inaugurazione: marted\u00ec 10 aprile, ore 18.00 alla presenza del fotografo che racconta il senso del suo lavoro: &#8220;Con il mio obiettivo ho cercato di raccontare il Festival internazionale di cinema di Beirut, seguendo<br \/>alcuni momenti della vita dei ragazzi che vi partecipavano. Ragazzi per la maggior parte palestinesi, per nulla diversi dai loro coetani libanesi, se non per il fatto che vivono nei campi profughi. Frammenti di citt\u00e0<br \/>dove le abitazioni non rispettano una logica e dove la provvisoriet\u00e0 si \u00e8 fatta stabile fino a divenire quartiere. Vicoli senza luce, fili elettrici, tettoie di lamiera, ammassi di mattoni e cemento che si<br \/>sovrappongono da decenni in aree ristrette. Succede in una delle metropoli pi\u00f9 liberali e cosmopolite del Medio oriente, dove la vita di un giovane \u00e8 molto simile a quella di un adolescente europeo.<br \/>Il lavoro fotografico \u00e8 stato editato insieme ai ragazzi romani che hanno seguito la realizzazione del festival a Roma. Con loro abbiamo pensato di formare dei trittici, affini per contenuto e colore, su cui<br \/>hanno apposto un loro commento&#8221;.<\/p>\n<p><strong><img src=\"\/images\/stories\/lombezzi_thebluline.jpg\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left; margin: 21px;\" \/><\/strong><strong>The blue line. Il confine tra Libano e Israele<\/strong> di <strong>Martino Lombezzi<\/strong> (Contrasto)<\/p>\n<p>Obiettivo di questo progetto\u00a0 &#8211; spiega lo stesso fotografo &#8211; non \u00e8 costruire una cronaca dell\u2019attualit\u00e0 in questi territori, ma creare un legame, attraverso suggestioni visive, tra un lato e l\u2019altro del confne. Esplorarne il paesaggio, le popolazioni, la storia con uno sguardo di \u201clungo periodo\u201d volto ad indagare le differenze e allo stesso tempo una quotidianit\u00e0 affne, quella di due popoli che abitano lo stesso pezzo di terra. Due mondi che oggi si guardano attraverso il flo spinato senza possibilit\u00e0 di comunicazione e che la situazione geopolitica vuole rigidamente separati, ma che spesso si assomigliano pi\u00f9 di quello che la propaganda vorrebbe far credere, separati solo da una sottile linea<br \/>blu.<\/p>\n<p>didascalia foto: Meron, Israele &#8211; Due ragazzi scavalcano una recinzione durante la festa di Lag Bahomer.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201cLa rivoluzione delle rose\u201d, opere di Hadeel Azeez<\/strong><br \/>\u201cLa rivoluzione delle rose\u201d \u00e8 un lavoro dedicato alla Primavera araba. Opere inedite, fra installazioni e sculture, che rendono omaggio al coraggio e alla forza dei rivoluzionari. I protagonisti: i giovani, motore<br \/>del cambiamento. Quei giovani che l\u2019artista paragona alle rose, in particolare ai petali delle rose, in una visione romantica.<\/p>\n<p>Rose e rivoluzione, due concetti apparentemente in contraddizione che esprimono allo stesso tempo forza e fragilit\u00e0. Le opere di Hadeel colgono un momento preciso, quello della rivoluzione, ed un sentimento comune ai giovani, la voglia di cambiare il proprio Paese. Esse parlano di futuro, di speranza, del sogno, possibile, di mutamento.<br \/><strong>Hadeel Azeez<\/strong>, (Hadeel A. Dhaher) \u00e8 un\u2019affermata artista irachena che dal 2003, vive e lavora in Italia. Sin da bambina, ha mostrato un particolare interesse verso il mondo dell&#8217;arte soprattutto nei confronti della<br \/>tradizione pi\u00f9 classica della pittura ad olio. Nel 2000, dopo gli studi del liceo classico, decide di iscriversi all&#8217;Universit\u00e0 di Belle Arti a Baghdad. Nel 2003, a pochi giorni dall&#8217;inizio dei conflitti in Iraq, Hadeel decide di trasferirsi in Italia, dove continua ad ampliare gli studi lavorando sulla sua formazione artistica, sviluppando ulteriormente la sua tecnica e approfondendo i suoi studi sulla storia dell&#8217;arte. Sin dal suo<br \/>arrivo in Italia, Hadeel partecipa a numerose mostre collettive ed espone le sue personali con grande successo.<br \/>www.hadeelhazeez.com<\/p>\n<p><strong>Volti di Tahrir<\/strong><br \/>un progetto di Marco Pasquini, realizzato in collaborazione con Emiliano Sacchetti e Luca Mandrile<br \/>14-15 aprile 18h-24h, Manifatture Knos<\/p>\n<p>Volti di Tahrir \u00e8 un progetto di documentazione dedicato alla piazza simbolo della rivoluzione egiziana a un anno dalla caduta di Hosni Mubarak. Volti di Tahrir si compone di una serie di storie di piccolo formato,<br \/>ritratti intimi che raccontano la vita di alcuni ribelli. Uomini e donne che hanno accettato di raccontarsi, di parlare non solo della propria esperienza o delle motivazioni individuali all\u2019interno di un pi\u00f9 ampio<br \/>movimento rivoluzionario collettivo, ma anche di esprimere i sogni e le aspettative che li spingono a lottare per un Egitto libero e democratico. Volti di Tahrir sono episodi brevi di un audio-documentario a puntate, che intende testimoniare la molteplicit\u00e0 degli aspetti del mosaico della rivolta.<br \/>Oltre ai 10 ritratti, ognuno da 6\u2019, il progetto comprende anche un audio-documentario da 25\u2019 che integra i volti all\u2019interno di una struttura narrativa i cui snodi essenziali sono rappresentati dalla ricostruzione dei<br \/>fatti salienti occorsi in Egitto nell\u2019ultimo anno.<br \/><strong>Autori<\/strong><br \/>Marco Pasquini: 37 anni, documentarista, direttore della fotografa e operatore di camera; negli ultimi in 15 anni ha girato documentari in Europa, Stati Uniti, Africa, India e Medio Oriente. Dal 2004 porta avanti<br \/>un progetto di documentazione nei campi profughi palestinesi in Libano. Il suo ultimo lavoro come regista \u00e8 \u201cGaza Hospital\u201d, un flm documentario con cui nel 2010 ha vinto il Golden Globe. Attualmente<br \/>risiede al Cairo .<br \/>Luca Mandrile: 38 anni, laureato in Scienze della Comunicazione all\u2019Universit\u00e0 di Torino, dal 2000 lavora come montatore per le principali reti televisive nazionali e collabora con numerose produzioni<br \/>indipendenti. Fa parte del gruppo di flm-maker TodoModo, con cui ha realizzato diversi documentari, con una particolare attenzione per la memoria e la storia orale.<br \/>Emiliano Sacchetti: 40 anni, dopo gli studi in Sociologia della comunicazione a La Sapienza di Roma e in Scienze sociali alla Gregoriana, si \u00e8 occupato per diversi anni di relazioni pubbliche. Dal 2000 lavora come<br \/>sceneggiatore e autore televisivo per Rai, Mediaset e Sky, e come autore e regista per Radio2, Radio Montecarlo e Play Radio. Come documentarista ha realizzato diversi flm andati in onda sui principali<br \/>broadcasters italiani ed internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Il mondo arabo si racconta attraverso il cinema YALLA SHEBAB Dal 10 al 15 Aprile 2012 &#8211; Manifatture Knos,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[29],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Approda a Lecce il festival dedicato al mondo arabo | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/04\/10\/approda-a-lecce-il-festival-dedicato-al-mondo-arabo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" 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