{"id":78,"date":"2010-11-07T14:43:06","date_gmt":"2010-11-07T13:43:06","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/07\/pasca-m\/"},"modified":"2018-01-04T21:31:10","modified_gmt":"2018-01-04T20:31:10","slug":"pasca-m","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/07\/pasca-m\/","title":{"rendered":"Le visioni immaginifiche di Massimo Pasca"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/audioritratto_vangogh.jpg\" border=\"0\" width=\"250\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/><strong><span style=\"font-size: small;\">Il cane che si morde la coda. <\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><strong>La ciclicit\u00e0 del\u00a0 tempo e il paradosso dell&#8217;esistenza tra catarsi e horror vacui<\/strong><\/span><\/p>\n<p>di Antonietta Fulvio<\/p>\n<p>Contornare i pensieri. Tratteggiare le emozioni. Descrivere con curve iperboliche situazioni e stati d\u2019animo. Eclettico, e con una ironia socratica, Massimo Pasca, salentino di nascita e toscano d\u2019adozione, sigla i lavori della sua ultima produzione pittorica con un titolo emblematico \u201cIl cane che si morde la coda\u201d. L\u2019immagine inevitabilmente riporta all\u2019idea del vortice inarrestabile riferito al tempo che gira, appunto, risucchiando ogni cosa e trasformando tutto secondo la legge del panta rei di eraclitea memoria\u2026<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo un riferimento all\u2019invincibile dio cronos, alla ciclicit\u00e0 del tempo infinito che gira su se stesso come cane impazzito, la visione riporta il pensiero anche al paradosso che troppo spesso regola l\u2019esistenza degli uomini, impedendone la crescita, in fondo il cane che si morde la coda non va da nessuna parte, pur correndo, resta paradossalmente fermo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Probabilmente, dopo questa lunga premessa, la curiosit\u00e0 tutt\u2019altro che appagata chiede ulteriori delucidazioni. In effetti, un titolo non basta. Pu\u00f2 servire come chiave di lettura, ma a concedere la password d\u2019accesso allo spettatore c\u2019\u00e8 solo la visione. Solo osservando con attenzione le grandi tele di Massimo Pasca si ha la sensazione di riuscire ad entrare nel suo mondo cromatico, fatto di segni e di figure che provano a raccontare qualcosa che va ben oltre la fantasia che l\u2019ha generata. Sembra quasi di vederlo mentre segno dopo segno\u00a0 &#8211; come la sequenza ininterrotta della linea di Cavaldoli\u00a0 si animava costruendo storie meravigliose rimaste impresse nell\u2019immaginario collettivo &#8211; comincia a costruire il suo puzzle immaginifico, dove ogni singolo spazio sulla tela deve essere riempito, quasi ossessionato dalla smania di sconfiggere il vuoto, riempire l\u2019assenza con una presenza.\u00a0 Una presenza non sempre immediatamente riconoscibile in un\u2019immagine definita.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019atto del disegnare, ciclicamente infinito, a costruire l\u2019immagine, quasi a generare come tanti pixel che poi a guardarli da lontano costruiscono la visione sulla retina. Cos\u00ec i mille ghirigori, arabeschi e volute, simili a sguardi, oggetti misteriosi e profili umani, si ricompogono sulla tela in una sorta di \u201cpuntinismo multimediale\u201d per dar vita all\u2019<em>audioritratto di Van Gogh<\/em> in una originalissima versione contemporanea con iPod nel taschino, dove i segni simboli rileggono la figura dell\u2019artista suggerendone la complessa personalit\u00e0 e non solo. Le forbici in alto rievocano s\u00ec l\u2019episodio del taglio dell\u2019orecchio, gesto che l\u2019artista comp\u00ec per lo screzio con Gauguin, ma spiegano anche il perch\u00e9 di quell\u2019auricolare a mezz\u2019aria, che non trova l\u2019ideale sostegno, diventando al contempo metafora dei tagli ai fondi per lo spettacolo e, in particolare, alla musica. Ma la rilettura, coloratissima e carica di ironia del geniale artista olandese, \u00e8 solo uno degli esempi di capolavori della storia dell\u2019arte che Massimo Pasca ha voluto rielaborare e riportare a nuova vita, ricontestualizzandoli nel nostro tempo e nel nostro spazio. Cos\u00ec accade che una <em>Gioconda<\/em> non sia poi tanto gioconda se dalla dimensione di \u201cMadonna\u201d nel senso stilnovistico del termine, nella nostra epoca si ritrovi ad essere invece l\u2019ennesima donna costretta ad analgesizzare la propria personalit\u00e0 o ad aggredire per difendersi in una societ\u00e0 fallocentrica e improntata alla violenza e alla guerra. <em>La Gioconda <\/em>leonardesca, pi\u00f9 che posare chiusa nel suo sguardo assorto e misterioso, assume nel lavoro di Pasca un atteggiamento cinico e inquietante come la lama insanguinata che stringe tra le mani e collega il fatto al misfatto, l\u2019evirazione del maschio, rappresentato dal membro maschile penzoloni all\u2019amo, con un preciso riferimento all\u2019episodio di cronaca di Lorena Bobbitt.<\/p>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/bene.jpg\" border=\"0\" width=\"250\" style=\"margin: 21px; float: right;\" \/>\u201cI lavori di questa mostra &#8211; racconta lo stesso Pasca &#8211; nascono dall\u2019esigenza di sottolineare l\u2019importanza di certe storie o personaggi che mi piace rielaborare in chiave ironica e spesso amara come amo rielaborare immagini, gi\u00e0 conosciute dal pubblico, perch\u00e9 capolavori della storia dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>Con i suoi acrilici e il suo tratto fresco, incisivo quanto ironico, Pasca partendo da un\u2019immagine classica come <em>la Gioconda<\/em> o <em>La dama con l\u2019ermellino<\/em>, lo stesso autoritratto di Van Gogh o <em>Il Giudizio universale <\/em>nel battistero di Firenze costruisce nuove illustrazioni che diventano espressione di ribellione contro una societ\u00e0 che non ha messo, come accadeva nel Rinascimento,\u00a0 al centro del proprio universo l\u2019uomo, vi ha posto invece la sete di potere, la violenza, la sopraffazione, direttrici di quel cerchio che, poi inevitabilmente, si chiude su se stesso come il cane che si morde la coda.<\/p>\n<p>Con la sua particolarissima tecnica riesce a riempire, in un horror vacui ricercato, tutto lo spazio pittorico con linee e curve che sono poi, a ben guardare, abbozzi di figure, occhi, gesti che scandiscono la tela in un ritmo simile a quello delle scale musicali, impaginando visioni disincantate della vita e dei rapporti umani.<\/p>\n<p>Con suggestione le sue \u201ccreazioni\u201d diventano la lente per scrutare e analizzare la societ\u00e0 contemporanea tra vizi e virt\u00f9, le dinamiche sociali come gli stati d\u2019animo sin dalle sue prime esperienze, quando nel 1998 nella Stazione Centrale di Pisa realizza su circa quaranta metri quadrati un lavoro sul tema dell\u2019apertura delle frontiere. Dal \u201cGeko Gigante\u201d una tela di tre metri realizzata di getto in meno di due ore per la manifestazione <em>Station to Station<\/em> alla Stazione Leopolda di Firenze al suo \u201cOssimoro vivente\u201d sotto le Logge dei Banchi, Massimo Pasca si esprime con disinvoltura\u00a0 su spazi dalle grandi e piccole dimensioni.<\/p>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/trance for.jpg\" border=\"0\" width=\"350\" style=\"float: left; margin: 21px;\" \/>Riporta in rime la sua visione dell\u2019arte contemporanea raccontandola in alcuni video che gli valgono anche numerosi premi e riconoscimenti (Primo premio al Festival <em>Uni-verso Corto<\/em>, menzione speciale al concorso <em>Io e il tempo <\/em> Spazio Oberdan di Milano e Premio <em>Raccorti D\u2019arte<\/em> a Pisa al Festival Raccorti, per due edizioni consecutive (2007, 2008).<\/p>\n<p>Con una singolare propriet\u00e0 dei mezzi espressivi, riesce a contaminare pittura e poesia come nella perfomance realizzata per\u00a0 \u201cCity From Below\u201d a cura di Marco Scotini, presso gli stabilimenti Teseco di Pisa ed \u00e8 chiamato come<em> live painter<\/em> al\u00a0 Festival della Creativit\u00e0 di Firenze nel 2007. L\u2019utilizzo dei linguaggi artistici non si ferma alla pittura e al video.\u00a0 Appassionato di teatro, tra i suoi autori preferiti Dante e Carmelo Bene, Massimo Pasca ha firmato le scenografie di\u00a0 molte produzioni di rilievo, <em>Chi ha paura di Virginia Wolf<\/em> con la regia di Gabriele Lavia e per <em>Music Boxe Live Show<\/em> regia di D.Sala e F. Freyre riproducendo nel sotterraneo del Teatro delle Celebrazioni di Bologna il quartiere di un pugile metropolitano. Il suo agire creativo \u00e8 stato soggetto della tesi <em>Unipasca <\/em>di Elia Marchi, e tra i suoi ultimi progetti <em>Beat e Pennelli <\/em>che lo vede in sodalizio con Andrea Mi dj con il quale porta in giro uno spettacolo di contaminazione tra musica elettronica e pittura live.<\/p>\n<p>\u201cVedo la tela come un palco sul quale esprimersi\u2026 in maniera veloce e quando faccio i<em> live painting<\/em> porto la teatralit\u00e0 della musica nelle performance\u201d. Sempre e comunque alla base della creazione c\u2019\u00e8 l\u2019istinto che traduce in gesto pittorico il proprio pensiero, il proprio sguardo sulle cose e sul mondo.\u00a0 Come in trance, l\u2019opera per Massimo Pasca non \u00e8 frutto di una complessa operazione concettuale a priori ma \u00e8 energia creativa che si accende ed esplode.\u00a0 Un\u2019avventura, un rischio da correre per dirla citando Georges Braque. \u201cSpesso non so cosa far\u00f2 sulla tela, il pi\u00f9 delle volte non ho un canovaccio, quello che per me conta pi\u00f9 di tutto \u00e8 l\u2019improvvisazione, la sperimentazione\u201d.<\/p>\n<p>Come accade nel jazz. E a proposito di musica, da oltre dieci anni si esibisce con uno dei migliori gruppi di reggae italiani, i Working Vibes che ha contribuito a fondare, facendo da spalla a band quali Manu Chao, The Wailers, Bandabardo\u2019 e Negrita firmando, per questi ultimi, l\u2019illustrazione di copertina del disco <em>Helldorado<\/em>.<\/p>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/invito pasca massimoweb-1.jpg\" border=\"0\" style=\"float: right;\" \/>Gli piace definirsi un <em>live painter<\/em> perch\u00e9 ama realizzare performance pittoriche dal vivo, in contesti come festival e concerti che amplificano l\u2019azione catartica che la pittura da sempre esercita su di lui. \u201cHo sempre disegnato partendo dall\u2019astrattismo fino ad arrivare al fumetto guardando e ammirando artisti come Andrea Pazienza e Jacovitti\u201d &#8211; racconta.\u00a0\u00a0 Una predilezione per gli illustratori, ma anche una vera adorazione per artisti del calibro di Keith Haring ed Hieronymus Bosh, guardando alle straordinarie atmosfere metropolitane dei lavori del primo e al suo concetto di un\u2019arte non \u00e8litaria ma per tutti, mentre di forte ispirazione \u00e8 stato il magico universo pittorico del secondo.<\/p>\n<p>Il segno \u00e8 una metafora meravigliosa \u2013 scriveva Andrea Pazienza. E con la matematica del segno si pu\u00f2 raccontare il mondo. Porre interrogativi e far riflettere con una sola immagine. Nelle illustrazioni <em> Gnam Africa <\/em>e <em> Buon Natal,<\/em> ad esempio,\u00a0 con immediatezza riesce a rendere l\u2019idea di quello che noi uomini abbiamo fatto al continente africano, depredandolo e riducendolo a \u201cterzo mondo\u201d. O con riti e tradizioni come il Natale, dissacrato dal consumismo sfrenato e svuotato appunto della sua sacralit\u00e0, dell\u2019importanza del messaggio cristiano di pace.<\/p>\n<p>Anche in <em>Pene d\u2019amore<\/em>, il cuore-pene che piange diventa ironica metafora del rapporto sentimento\/sesso che va oltre la sfera privata dell\u2019intimit\u00e0 ma diventa metro di giudizio e peggio ancora gossip e strumento per fare politica, nel bene e nel male\u2026 e, infine, contro la morbosit\u00e0 di un\u2019informazione che sfora il diritto di cronaca con spirito pi\u00f9 voyeuristico che di critica, significativo \u00e8 il lavoro <em>mostr-media<\/em> dove \u00e8 rappresentata una miriade di schermi-occhi che scrutano ossessivamente: un chiaro rimando alla pressione mediatica che suscitano certi terribili episodi di cronaca nera dove l\u2019informazione corre, talvolta, il rischio di asservire l\u2019orrore alle cifre di un audience che obbedisce pi\u00f9 alla logica dei numeri che alla ricerca della verit\u00e0. In tal senso la pittura di Pasca \u00e8 anche impegno sociale, urgenza di comunicare il proprio pensiero facendolo affiorare attraverso la spontaneit\u00e0 del segno perch\u00e9 al di l\u00e0 del godimento estetico l\u2019arte non \u00e8 fatta in fondo per suscitare turbamento?.<\/p>\n<p>\u201cLa mia mente \u00e8 piena di immagini, di linee ma avr\u00f2 sempre la possibilit\u00e0 di improvvisare&#8230;\u201d\u00a0 questo il segreto della sua arte che pur attraversando l\u2019arte classica, il surrealismo e la pop art \u00e8 soprattutto \u201cpoesia in senso lato\u2026.perch\u00e9 poetare vuol dire fare\u201d.\u00a0 Ripercorrendo la strada gi\u00e0 tracciata dai primi uomini che nei primi graffiti sulle pareti delle grotte rupestri racchiusero, forse senza saperlo, il senso alla vita.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span>Catalogo: \u201cModular(t)e n. 5 , Il Raggio Verde edizioni 2010<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: small;\"> <\/p>\n<hr \/>\n<p><\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: small;\">Chi \u00e8 Massimo Pasca<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span>Scenografo, illustratore e soprattutto live  painter Massimo Pasca da diversi anni gira l\u2019Italia portando i suoi  live-painting  in luoghi non tradizionali soprattutto in quei luoghi  dove la sua pittura pu\u00f2 contaminarsi con la musica, come Festival, dj  set, concerti dal vivo. Negli anni ha dipinto a fianco di musicisti o  gruppi come Negrita (per i quali ha anche realizzato i disegni  dell\u2019album Helldorado), Bandabard\u00f2, Tommaso Novi dei Gatti M\u00e9zzi,  Filippo Gatti, Luci della Centrale Elettrica, Andrea Mi e in locali come  il Piper di Roma, il Festival della Creativit\u00e0 di Firenze, il M.E.I di  Faenza, il M.a.c.r.o Future di Roma. Nella mostra numerosi omaggi  pittorici a maestri del Rinascimento rivisitati in chiave ironica e pop e  ritratti di Carmelo Bene, Pasolini, e di musicisti come Mark Linkous  degli Sparalehorse, Ebony Bones, e il pittore Van Gogh.<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"right\"><em> <\/em><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"left\" valign=\"top\">\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>Approfondimenti<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-size: x-small;\">Sul sito<\/span><strong><br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/12\/01\/il-cane-che-si-morde-la-coda-il-segno-di-massimo-pasca\/\">IL CANE CHE SI MORDE LA CODA. Il segno di Massimo Pasca<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2011\/02\/23\/qsettingq-personale-di-massimo-pasca\/\">&#8220;Setting&#8221; personale di Massimo Pasca<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2011\/12\/21\/quando-disegno-penso-a-garrincha\/\">Quando disegno penso a Garrincha<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>sul sito di riferimento dell&#8217;artista<\/p>\n<p>www.massimopasca.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cane che si morde la coda. 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