{"id":86,"date":"2010-11-08T11:31:02","date_gmt":"2010-11-08T10:31:02","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/08\/linguaggio\/"},"modified":"2017-08-06T23:26:09","modified_gmt":"2017-08-06T21:26:09","slug":"linguaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/08\/linguaggio\/","title":{"rendered":"I luoghi della parola"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Tra parola detta, scritta e gestualizzata<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-small;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Francesco Pasca<\/strong> (pubblicato\u00a0 su &#8220;<strong>IlPaesenuovo<\/strong>&#8221; il quotidiano di Lecce,)<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Stabilito che \u00a0<strong>linguaggio<\/strong> \u00e8 un sistema di comunicazione tra individui, quello che ancora deve essergli aggiunto \u00e8 l\u2019aggettivo affascinante, creativo, ed ancora che il linguaggio \u00e8 tale e ne diviene se incrementato nella sua aggettivazione nel provare a definirlo, attuarlo come significato di un \u201cVero\u201d, di Valore, di un\u2019immagine da manipolare. Di questo e di tanto altro se ne pu\u00f2 anche sorridere o storcere il naso, dissentire. Stabilire la trasmissione di un messaggio, sicuramente appartenente ad un linguaggio, \u00e8 l\u2019individuarne lo strumento per veicolare ed al contempo attuare la specificit\u00e0 di un\u2019aspirazione, esigenza, \u00e8 fargli compiere un determinato e preciso percorso. Esempio: consentire di penetrare in zolle sottili e segrete della sensibilit\u00e0, proporlo come atto creativo e, predisporlo, non solo ad essere puramente iconico o fonico, ma duttile alla nostra interpretazione con l\u2019intento di rigenerarsi nell\u2019occasionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Non \u00e8 presunzione? Se lo dovesse essere nell\u2019affermativo o nel negativo, ben venga. <\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualunque di queste opportunit\u00e0 scelte ne far\u00e0 essere, sempre ed esclusivamente, un rapporto unico. L\u2019unicit\u00e0 di quelle o quella qualit\u00e0 ottenuta dalla traduzione-applicazione pu\u00f2 per\u00f2 indurci a considerarlo di tipo monoglossico (un quadro astratto \u00e8 monoglossico se si considera solo la sua astrazione o l\u2019ipotetico titolo ad esso associato).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">In un linguaggio esclusivamente detto, scritto o verbo-gestualizzato, si render\u00e0 indispensabile l\u2019uso a predisporlo ad essere anche sostitutivo. Tutto l\u2019iter, reso possibile da qualunque altro atto o sistema di comunicazione, si estender\u00e0 autonomamente nei contesti come via unica perseguibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Bel linguaggio, mi sono pi\u00f9 volte detto. Di fatto, da \u201cLezioni di rettorica e belle lettere di Ugone Blair tradotte dall\u2019inglese e commentate da Francesco Soave C.R.S. Tomo Primo, Secondo e Terzo per la tipografia Daddi di Firenze 1836\u201d, ho cos\u00ec provato ad individuare la parola scritta recante il cosiddetto errore ortografico, lo stile, le sue qualit\u00e0, la perspicuit\u00e0 e la precisione (pag. 175 Tomo Primo lezione X). Sempre \u00e8 pi\u00f9 volte mi sono dibattuto se lasciare o meno quell\u2019impronta cos\u00ec come la mia traduzione-applicazione mi aveva suggerito di cogliere e di proporre, sempre e pi\u00f9 volte mi sono trovato a correggere quella non regolare applicazione per non incorrere nell\u2019indolenza del lettore e nella sua conseguente attribuzione, di ci\u00f2, ad un mio errore, meglio ignoranza. Mi sono sempre detto nella giustificazione: \u201c\u00c8 l&#8217;equivoco voluto dai <strong>Carmina Figurata<\/strong>, da Guillaume <em>Apollinaire,<\/em><em> <\/em>dai Dada\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Infatti, la definizione di un segno, di un atto, di un dire si conclude sempre in un valore puramente <strong>iconico<\/strong>, diviene esclusivamente un fatto visivo, un approccio ludico-decorativo le cui conseguenze sono inimmaginabili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Sempre prendendo spunto dal mio abbecedario, tra inventare e scoprire ho trovato: \u201cSi inventano le cose nuove e si scoprono quelle che prima erano nascoste\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Mi sono detto: Galileo ha inventato il telescopio; Harvey ha scoperto la circolazione del sangue; L\u2019uomo ha\u00a0 inventato i caratteri e le parole; Gutenberg ha scoperto come ripeterli affrancandosi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Partendo dalla banale situazione, come in tutte le ricerche che tenderebbero alla \u201cscoperta\u201d, in una prima fase sperimentale, \u00e8 immediata la consapevolezza che non \u00e8 sufficiente scrivere la parola <strong>on<\/strong><strong>brello<\/strong><strong> <\/strong>e<strong> <\/strong>non<strong> ombrello<\/strong><strong> <\/strong>in modo che se ne tracci, nella disposizione grafica delle sue lettere, la corretta attribuzione di una regola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Quasi sempre l\u2019oggi \u00e8 il di ieri e il di sempre. Staccare la parola in (<strong>on<\/strong>)brello o <strong>on<\/strong>-brello \u00e8 per giustificarne un uso ed un\u2019immagine di aperto o chiuso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La stessa cosa \u00e8 accaduta per la parola <strong>inpressione<\/strong> ed <strong>impressione<\/strong>. \u00c8 il percorso in tutte le sue varianti di significato legate all\u2019(in)prescindibile di una <strong>emme<\/strong> e di una <strong>enne<\/strong>. Tutte hanno avuto la necessit\u00e0 del giustificarsi con <strong>In-pressione<\/strong><strong>(in)pressione<\/strong>, con <strong>in-personale<\/strong> o (<strong>in)personale<\/strong>. Pu\u00f2 capitare persino, recentemente, il riporto in un testo poetico della parola <strong>peculariet\u00e0. <\/strong>\u201cL\u2019errore\u201d \u00e8 nel non averla volutamente divisa, nell\u2019aver saltato la corretta applicazione della fase sperimentale, nell\u2019aver rispettato, tout-court, il segno iconico determinato da un percorso logico dettato prioritariamente dal suo contesto. o <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">\u00c9 bastato l\u2019attimo di una lettura, in cui non \u201cfigurava\u201d il suo termine come sperimentale, per reclamare l\u2019errore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Scrivere <strong>Pecula-[ri-(Et\u00e0)]<\/strong> probabilmente non avrebbe sortito alcuna lagnanza in tal senso, ma la sottolineatura mentale ad una non chiara utilizzazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La logica di una Concussione letteraria non avrebbe affermato figurativit\u00e0 di \u201c<strong>Peculiarit\u00e0\u201d<\/strong> per la Crusca. Peculiariet\u00e0, ad esempio, non sarebbe stata nemmeno la \u00a0Peculiarit\u00e0. Ma era questo il solo intento? La domanda \u00e8 lasciata sospesa. <em> <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Lo scrivere Peculiarit\u00e0, probabilmente, avrebbe avvicinato il lettore a dare la credibilit\u00e0 ad una parola, ad un testo, il non scriverla, \u201ccorrettamente\u201d, ha dato dell\u2019ignoranza. (l\u2019accetto cos\u00ec come ammetto la stravaganza). Non \u00e8 stato questo n\u00e9 sar\u00e0 l\u2019unico caso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Anche il dichiarare che il Carducci \u00e8 \u201cun romantico\u201d pu\u00f2 essere sufficiente per ricevere una occhiataccia dalla professoressa abituata, scolasticamente, alla attribuzione accademica di quella \u201cVerit\u00e0\u201d. Per i \u201crinchiusi\u201d, non ammettendo l\u2019evolversi di un\u2019idea, \u00e8 come avere di fronte a s\u00e9 un orizzonte non espanso e non sostano nel dubbio creativo, quindi, non sono predisposti a dibattere. Ho pensato che un giorno, chiss\u00e0, che Cristo potr\u00e0 essere ritenuto Ateo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">(per non incorrere nell\u2019equivoco, comunque, non essendo questa la licenza poetica, dir\u00f2 che \u00e8 altra cosa e non \u00e8 questo il mio <strong>edit<\/strong>,<strong> <\/strong>\u00e8<em> per adesso il mio <\/em><strong>audit<\/strong>).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Spero, un giorno, che mi capiti di dissertare anche su Carducci romantico e su un Ges\u00f9 Ateo. In tutto questo: \u201cuna difficolt\u00e0 imbarazza; un ostacolo arresta\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Come vedete \u00a0la cupola di un ombrello aperto, affinch\u00e9 il significante acquisti una duplicit\u00e0 di significato non \u00e8 sufficiente. Cos\u00ec come non \u00e8 sufficiente essere <strong>Paraglossi<\/strong><strong>ci<\/strong> ossia dare al linguaggio solo i due elementi, quello visivo e verbale. Gli elementi, infatti, essendo posti in posizione parallela, uno come funzione didascalica, l\u2019altro invece grafico-esplicativa, seguono i binari della logica del non \u201cErrore\u201d. Di fatto dovrei, ogni qual volta lo commetta, spiegare perch\u00e9 l\u2019ho commesso travalicando \u00a0il normale rinnovamento del pensiero-linguaggio-creazione ed il tempo ad esso dedicato come libera espressione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ahim\u00e8, andrei a sovrappormi allo stesso tempo che \u00e8 stato percorso e dedicato da chi crede di avere il Verbo e, quindi, anche l\u2019audacia di correggere. \u00c8 un problema che restringe il campo, normalmente tutto questo \u00e8: \u201cIgnoranza dell\u2019iter di un Pensiero\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Per ritornare alla Paraglossia, le lettere illustrate da un disegno o caricatura sono una vecchia e garbata facezia in uso nelle buone famiglie diceva Rossana Apicella e, quando l&#8217;epistolario \u00e8 uno degli strumenti per lo scambio di notizie con i propri familiari, amici e congiunti, quell\u2019episodio narrato con la parola diventa apodittico e pertanto oggi sostituito dalla comunicazione di un MSM o SMS.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ecco allora che la Singlossia (incrocio di linguaggio visivo e verbale nel piano tri-pluri-dimensionale di spazio e tempo) diventa necessit\u00e0 ed impiego.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Per chi segu\u00ec le vicende della Singlossia, nate a Brescia, portate via da Brescia e poi\u00a0 continuate in Sicilia e nel Salento, in un seminario proposto dall\u2019Amministrazione Comunale di San Pietro in Lama (dal 2 all\u20198 gennaio 1985) e volute da chi qui scrive come <strong>Progetto \u201990<\/strong> va detto che, l\u2019interesse fu enorme e che quell\u2019iter fu seguito ed arricchito da personalit\u00e0 della cultura d\u2019avanguardia degli anni \u201980 e dagli ambienti universitari leccesi, cito alcuni nomi:Bonea, Colombo, Augieri, Giannone, Vergallo, Miglietta, Manni, Balsebre, Carpentieri, l\u2019allora Gruppo Gramma con (Fanciano, Pasca, Leo, Piano, Corallo), il Gruppo \u201970 del fiorentino Miccini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il seminario allora proposto tracciava il punto sui contributi gi\u00e0 iniziati nel 1979 presso il Liceo \u201cCalini di Brescia\u201d e traslati nell\u20191982 presso il Laboratorio di Poesia di Novoli di Enzo Miglietta, Luogo indiscusso nel panorama figurativo-poetico- letterario Salentino. Gli Episodi culturali, in quel tempo, si moltiplicavano e se ne addizionavano tanti nelle cronache letterarie salentine ed internazionali. Quel fare era l\u2019espressione pi\u00f9 viva di una \u201cprovincia\u201d che cercava l\u2019approdo in contesti pi\u00f9 ampi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La prima forma Singlossica, apparsa nel 1978 si ebbe su soli due assi cartesiani con coordinata:<strong>S(ax,by)<\/strong>. I \u201cValori\u201d semantici assegnati a ciascun asse furono identici ed il risultato si esplicit\u00f2 sull\u2019inclinazione della retta <strong>esse<\/strong> pari a 45\u00b0. Gli assi cartesiani, rispettivamente, prendevano il nome di idosemantico e fonosemantico e l\u2019allora Rassegna ebbe come nome Verifica 8+1. Chi qui scrive, successivamente, elabor\u00f2 il manifesto \u00a0della Singlossia \u00a0insieme alla semiologa Rossana Apicella e se ne discusse nei pi\u00f9 prestigiosi convegni da Milano a Palermo nonch\u00e9 presso l\u2019L.P.N. acronimo di Laboratorio Poesia Novoli. Questo negli anni tra 1982 e il 1984. In quel periodo si rilesse Nietzsche(articolo critico di Toti Carpentieri &#8211; Quotidiano di Lecce 21 giugno 1984) ed \u00a0era \u00a0l\u2019inizio del Quanto Espresso, del Come si Semplifica e del Processo con cui ci si deve muovere lungo gli assi di quel piano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Soprattutto, si tratt\u00f2 di un\u2019esperienza in cui si iniziavano a dettare alcune \u201cregole\u201d fondamentali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Inizi\u00f2 nella serata del 12 giugno del \u201882, sulla lavagna a disposizione per l\u2019iniziativa, il secondo e pi\u00f9 importante passo veniva segnato, per la seconda volta, con quella teoria. (Bello il linguaggio della geometria e della matematica, disapprova\u00a0 l\u2019errore e non lo pu\u00f2 esprimere ed al contempo ti consente l\u2019ipotesi e l\u2019opportunit\u00e0 di dimostrare.)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Questo permetteva di immergerci e, ancora oggi, trovo volentieri conforto in quei numeri. Sempre in quel convegno del 12 di giugno, i tradizionali assi cartesiani sul piano si proiettarono nello spazio, l\u2019angolo diedro di Monge, il suo quadrante positivo, negativo o metafisico erano, divennero ed ancora sono l\u2019opportunit\u00e0. Ad ognuno di quegli assi si and\u00f2 ad assegnare una parte di operazione creativa. All\u2019asse delle x si prefigurava il linguaggio-idosemantico (visivo), all\u2019asse delle y quello fonosemantico (verbale), all\u2019asse delle z il diacronico (il \u201cfatto linguistico\u201d nel suo sviluppo attraverso il tempo). Sul piano ausiliario, divenuto proiezione spaziale e naturale attuazione di quel risultato, nasceva la Singlossia.\u00a0 La nuova risorsa si auto collocava assumendo sul piano <strong>a<\/strong><strong> <\/strong>la significata potenzialit\u00e0 della parola, <strong>S di coordinate(x,y,z)<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">I valori di x, di y e di z erano e sono i valori da assegnare in funzione dell\u2019ottenimento di una determinata Singlossia sul piano a.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Es: (si possono assumere anche valori uguali su ogni asse)<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>in questo caso:Rettangolo di base ABCD LATI <strong>x<\/strong>15 e<strong> y<\/strong>12, altezza<strong> z<\/strong>8.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>La diagonale di base con Pitagora \u00e8 rdqr 9^2+12^2=81+144=15 nonch\u00e9 la rdqr della coordinata di <strong>S<\/strong> sul piano orizzontale.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>La diagonale del parallelepipedo \u00e8 rdqr 15^2+8^2=225+64=17\u00a0 nonch\u00e9 la coordinata di <strong>S<\/strong> nello spazio ottenuta come Singlossia.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Da ci\u00f2, non potendo, apparentemente, rappresentare le tre dimensioni di una parola, la si dovette scomporre come una forma semplice, come fosse quella della diagonale di un cubo o di un parallelepipedo. La diagonale <strong>S<\/strong> divenne la congiungente dei vertici opposti. <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Variando il valore dell\u2019idosemantico e del fonosemantico con il teorema di Pitagora si trova il Valore della diagonale <strong>S= radice quadrata di [(valore coordinata)^2 + (y)^2].<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Non \u00e8 da meravigliarsi se verr\u00e0 ricondotta alla metrica latina che ci ha abituati a tutto questo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">A quel tempo, l\u2019inizio degli anni ottanta, si accedeva ed iniziava cos\u00ec l\u2019ingresso nel campo non pi\u00f9 di una civilt\u00e0 dell\u2019immagine pura ma, della civilt\u00e0 della Singlossia. Il punto <strong>S<\/strong> con il quale i linguaggi raggiunsero la loro complementarit\u00e0, l\u2019<strong>ESSE,<\/strong> in cui l&#8217;Uno, il tutto, \u00e8 oggi il risultato ancora non comprensibile senza la presenza di alcuna di quelle valenze espresse per pura ortodossia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">L\u2019attribuzione semantica di un \u201cValore\u201d, attraverso l\u2019uso di una coordinata, cos\u00ec facendo, d\u00e0 Luogo alla Singlossia e la si definiva ieri e \u00a0la si assume oggi come prosieguo sperimentale, come il rifiuto di appartenenza a qualsiasi o quasi antenato letterario. Rossana Apicella aggiungeva:\u00abanche se di nobile stirpe\u00bb ed aggiungeva ancora: \u00abLe Avanguardie storiche sono del tutto superate e La Singlossia, quindi, rifiuta la Monoglossia come linguaggio desueto e del tutto superato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Intendo, ovviamente, la Monoglossia del nostro tempo (Omero resta Omero, perch\u00e9 il suo modo di esprimersi rispecchia il suo tempo e la sua fase storica). La Singlossia rifiuta tutta l&#8217;attuale cultura poetica di libri monoglossici ed attende che il tempo le dia giustizia. Rifiuta pertanto i Carmina Figurata, il Dada, Apollinare, La Poesia Concreta, la Poesia visiva e, si colloca&#8230; Siamo nella Poesia Ritrovata: non come &#8220;gesto Dada&#8221; insultante e gratuito, ma come un veleggiare sui vascelli che &#8220;per incantamento&#8221; ci devono portare verso i lidi di una \u201cdolce follia\u201d.\u00bb Per ricondurci alla storia, a quel punto, cos\u00ec come teorizzata, di Singlossia si interesser\u00e0 Lamberto Pignotti e Stefania Stefanelli in &#8220;La Scrittura Verbo-Visiva le avanguardie del novecento tra parola e immagine&#8221; Espresso strumenti, collana curata da Umberto Eco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Nel 1983 a Lecce si unisce, si rifonda, il <a href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/02\/18\/chagall-e-il-mediterraneo\/\">Gruppo Gramma<\/a> con\u00a0 Francesco Pasca, chi scrive, ed ancora con Bruno Leo, Salvatore Fanciano, Giovanni Corallo e Beppe Piano. Il Gruppo si produrr\u00e0 con performance poetiche nelle piazze Italiane e presso le biblioteche circondariali d\u2019Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La rivista L&#8217;Immaginazione n.10 dell\u2019ottobre 1985 di Piero Manni, pubblicher\u00e0 teorie e commenti sulla Poesia Visiva e sulla Singlossia. \u00a0L\u2019ultimo intervento pubblico del sottoscritto fu in Piazza Duomo a Lecce sul tema &#8220;Strappi temporali&#8221; con l\u2019affermazione: \u00abla condizione attuale della Poesia si presenta con alcune connotazioni fondamentali intrinseche al tempo che le genera. La prima di queste condizioni \u00e8 il riproporsi di un nuovo interesse che la Poesia, nel suo spazio universale di proposte e ricerche, suscita nel fruitore, forse pi\u00f9 sprovveduto, certo pi\u00f9 appassionato, meno privilegiato ed elitario, del protagonista della fase storica conclusa dalla stagione del Maggio Francese.\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Ritornando agli inizi, questi i<strong> poeti visivi presenti alla prima mostra sulla singlossia\u00a0nel\u00a0\u00a01979: <\/strong><strong><em>Ignazio Apolloni, Mirella Bentivoglio, Francesco Pasca, Jan Fran\u00e7ois Bory, Domenico Cadoresi, Ugo Carrega, Mirko Casaril, Achille Cavellini, Vitaldo Conte, Carlo Marcello Conti, Angelo Mino Doninelli, Flavio Ermini, Jochen Gerz, Michele Lambo, Lucia Marcucci, Silvano Martini, Nino Majellaro, Eugenio Miccini, Fulvio Milani, Luciano Morandi, Luciano Ori, Giancarlo Pavanello, Enrico Pedrotti, Michele Perfetti, Paolo Racagni, Lamberto Pignotti, Luigi Rifani, Demos Ronchi, Vitantonio Russo, Salvatore Salamone, Sarenco, Guido Savio, Franco Spena, Gigi Viola, Rodolfo Vitone, Andrea Vizzini. <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Il Maggio Francese occorre ricordarlo come la \u00abbataille d&#8217;Hernani\u00bb e reinventarlo nella nuova \u00abbataille\u00bb, infatti \u00e8 \u00abbataille\u00bb come convenzionalmente fu l&#8217;inizio del Romanticismo in Francia, come fu la <em>querelle<\/em> tra antichi e moderni. S\u2019attu\u00f2 il nuovo dramma, che riscuoter\u00e0 nuovi successi con il \u00ablinguaggio chiuso\u00bb, la rarefazione preziosa della parola, la parola che allude ed evoca. Dalla rivista letteraria Ippocrene uno stralcio di questa nuova disputa a mia firma. \u00ab<strong>La Singlossia nel racconto<\/strong>: Il testo scritto, la narrazione, \u00e8 tutt\u2019altra cosa; la Singlossia, sino ad oggi, supportata da testi brevi e simultaneit\u00e0 di brevissimi sprazzi temporali, non poteva continuare ad essere solo pause pensate, suggerite e non scritte, costretta a continuare ad essere solo\u00a0 testo visivo, ma doveva diventare\u00a0 tutt\u2019altro e, al contempo, non perdere\u00a0 la sua atavica caratteristica evocatrice.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">In occasione della mia ultima mostra sulla Singlossia bresciana, ebbi a scrivere e a rendere omaggio a Marinetti prima, a Rossana Apicella. Li omaggiai con la seguente poesia dal titolo:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>\u201cFiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii\u201d<\/strong> accompagnata dal sottotitolo \u201cche il tuo treno travolga\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Fischiava e sbuffava le sue parole ascoltava\/snodava i rimbalzi\/su Paralleli Pensieri\/su file operose\/su schizzi di mete moltiplicate dal nulla\/fischiava il suo Fare\/corsivo e nervoso su rotaie con Segni minuti\/Provava a trovare\/a cercare\/a sostare\/Sentiva il sostare\/Trottava il suo Fare\/\/Sbuffava trottava\/Sbuffava\/\/trottava Sbuffava\/\/[\u2026] sbuffava Visioni di soste\/parziali Frammenti di sete\/partenze Mai spese\/come Echi trascorsi in Stazioni Sperate&#8230;\/\/Sbuffava trottava\/Sbuffava fischiava\/\/trottava Sbuffava\/fischiava\/Sbuffava fischiava Fischiava\/\/come Echi trascorsi in Stazioni Lasciate&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Con\u00a0 un\u2019altrettanta mostra\u00a0 sulla\u00a0 Singlossia\u00a0 in\u00a0 una\u00a0 galleria\u00a0 di Milano,\u00a0 di\u00a0 cui\u00a0 non\u00a0 ricordo\u00a0 n\u00e9\u00a0 il Luogo n\u00e9 il Tempo, si concludeva l\u2019esperienza nata al \u201cCalini\u201d di Brescia ed osteggiata, anche in questo caso, dai Sancta Sanctorum della Poesia\u00a0 Visiva,(ve ne sono in tutti i luoghi), gli stessi che si avventarono sulle\u00a0 spoglie mortali\u00a0 di Rossana\u00a0 a\u00a0 contendersi\u00a0 quell\u2019eredit\u00e0\u00a0 culturale\u00a0 e, ancora oggi, la quasi totalit\u00e0, la ostenta o la ha ostentata senza apportarne significato. Tra i miei documenti personali,\u00a0 lettere a me indirizzate da Rossana, sul suo classico foglio quadrettato, rigorosamente scritte di pugno, appaiono le testimonianze di quella inesorabile contesa con il\u00a0 mondo\u00a0 Verbo-Visivo\u00a0 Fiorentino, Milanese, Veneto, Marchigiano, Siciliano ed altri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Fra i pochi continuatori rimasti di quel linguaggio, il pi\u00f9 dinamico \u00e8 certamente Ignazio<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Apolloni, sebbene, del suo Intergruppo, si registrino oggi poche e significative testimonianze di vera Singlossia. La\u00a0 <strong>S<\/strong>. viene\u00a0 allontanata\u00a0 o\u00a0 ripresa\u00a0 secondo\u00a0 regole\u00a0 dettate esclusivamente dalla circostanza. Non ha avuto la sorte che gli spettava: \u201cattende ancora giustizia\u201d\u2026\u00bb<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">La situazione ermetico-iniziatica interesser\u00e0 la sonnolenza del \u00abterritorio\u00bb inteso come spazio di una cultura borghese. Le posizioni in battaglia prevedono le strategie e si devono affidare ad un discorso lucido ed esplicito. Poesia e Storia della Parola. Polibio \u201cvolle\u201d con i suoi scritti la gloria degli Scipioni, ma il suo linguaggio era di una ci\u00advilt\u00e0 morente: Polibio lo volle in greco mancando l\u2019aggancio con la romanit\u00e0 carolingia e dantesca. Polibio fu solo epico. Tuttavia. Polibio non valic\u00f2 i confini dell&#8217;et\u00e0 classica. La Singlossia \u00e8 tempo lessicale e di costume, \u00e8 fenomeno fondante, verificato nel contatto quotidiano con la realt\u00e0. La Singlossia \u00e8 interpretazione del tempo esprimendosi con e nel linguaggio del tempo. \u00c8 l\u2019espansione del linguaggio, ne aumenta il processo diacronico e tende a rendere transitivi i verbi intransitivi, in modo da eliminare la perifrasi espressa mediante la funzione e induce\u00a0 ai diversi significati che sono indicati dall&#8217;accentuazione, intonazione e la tipica espressione di valore nell\u2019esecuzione fonica di un linguaggio. Pi\u00f9 orale che espresso attraverso la sola astrazione grafica.\u00a0 La Singlossia di pi\u00f9 recente generazione, \u00e8 destinata ad un uso di un linguaggio a forte carica allusiva, in cui le metafore sono generate a catena. Non hanno valore puramente semantico ma, una semantica a volte caricaturale e dissacratoria.\u00a0 La dissacrazione che fa sorridere \u00e8 spiegare il fenomeno come azione di regressione culturale esercitata dagli studi classici, dalla gravitas sconfinante in una Rettorica Asiana suggerita dalla lettura di Cicerone o Quintiliano, o, semplicemente, nel credere che \u00e8 bello avere di letteratura, sapere di Rettorica, solo quando \u00e8 stata del tutto dimenticata. Sorpresa, sgomento e meraviglia hanno due aspetti: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">1) se espressi solo attraverso il segno di supersegmentazione, sottintende il gesto; <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">2) se espressi mediante una immagine, la parola supersegmentata pu\u00f2 essere sostituita dal gesto. In questo contesto resiste ancora la Poesia Visiva che ahim\u00e8 \u00e8 identificabile nella sua fenomenologia statica di Scrittura meramente Visuale ma, non \u00e8 superamento della Scrittura Poetica, non \u00e8 proposta futuribile nella sterminata problematicit\u00e0 semantica. Rimane l\u2019utilit\u00e0 del linguaggio in contrapposizione alle ragioni veicolate mediante un sistema di simboli non pi\u00f9 finiti ma, arbitrariamente combinati solo in un non accordo alle regole, per ora, della sola grammatica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&#8220;<strong>il destino \u00e8 nel nome<\/strong>&#8221; diceva una vecchia massima latina. La Singlossia \u00e8 oggi il corrispondente di un <strong>I touch<\/strong> e rispecchia alla perfezione la logica dell\u2019assonanza, \u00e8\u00a0 il multimediale nella metafora, il nuovo &#8220;magico&#8221; linguaggio della fruizione, il tanto atteso <strong>multitasking del pensiero creativo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Parlavo innanzi dell\u2019inventare e dello scoprire, voglio concludere con Omero, coi versi per bocca di Penelope nel lagnarsi della partenza di Telemaco:\u00abPerduto ho lo sposo gi\u00e0 da gran tempo, scudo della mia patria, onor dei Greci, ed or le tempeste hanno portato seco l\u2019altra colonna dello stato, senza che abbia preso da me congedo, e chiesto il mio consentimento \u2026\u00bb (traduzione di Alexander <em>Pope<\/em> &#8211; Londra, 22 maggio 1688 \u2013 Twickenham, 30 maggio 1744).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qui \u00e8 evidente, nelle metafore, che Telemaco \u00e8 figurato colonna, poi, torna persona. La mescolanza contro natura(letterale) rende quell\u2019immagine indistinta e la fa ondeggiare fra il senso figurato e il letterario, non \u00e8 il difetto dell\u2019unire il semplice con il metaforico ma l\u2019abbracciare. Finisco con il ricordare i contributi di altri gruppi, di altri personaggi-autori. Ne cito alcuni per l\u2019aver consegnato l\u2019enorme contributo al Salento ed al Linguaggio. Loro hanno partecipato con un\u2019avventura a me parallela, distanti dai luoghi ma vicini negli intenti. L\u2019(<strong>ES)SE<\/strong> in cui vi \u00e8 quel vissuto sono anche l\u2019esperienza di Saverio Francesco D\u00f2daro. L\u2019avanguardia meridionale \u00e8 stata la stagione del fare e dell\u2019assoluta convinzione del fare. \u00c8 stata la storia da me vissuta a Brescia e parallelamente da un altro gruppo di scalmanati a Lecce. \u00c9 stato il BALLYHOO-LETTERATURE (il DECLARO), il brogliaccio di Antonio Verri con Mauro Marino e Maurizio Nocera. \u00c8 stato soprattutto Antonio Leonardo Verri (Caprarica di Lecce, 22\/02\/1949\u201309\/05\/1993), il romanziere, il poeta, il pubblicista\u00a0e l\u2019editore italiano\u00a0inquadrabile nel filone del postmodernismo letterario. A lui si deve il dibattito letterario degli anni ottanta dell&#8217;<em>Avanguardia meridionale<\/em>. <em>I <\/em>cosiddetti &#8220;poeti maledetti salentini&#8221; (detti anche &#8220;selvaggi salentini&#8221;), tra cui figura anche Salvatore Toma. Poeti indispensabili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"> Ricordo le riviste letterarie <em>Caff\u00e8 Greco<\/em> (1979-1981), <em>Pensionante de&#8217; Saraceni<\/em> (1982-1986) e <em>Quotidiano dei Poeti<\/em><strong> <\/strong>che<strong> <\/strong>cominci\u00f2 a collaborare in \u201cPensionante de\u2019 Saraceni\u201d, una rivista straordinaria. Mi pregio nel dire che molto simili furono le esperienze. In tutto questo \u00e8 stata anche la Singlossia come uno stato dell\u2019in-conscio. \u00c8 stata la Singlossia che: \u201cNon \u00e8 inventare ma scoprire, meglio se iperbolizzare.\u201d Ma di quest\u2019ultima storia avr\u00f2 modo di approfondire, gli amici di oggi mi saranno di grandissimo aiuto.<strong> <\/strong>Cos\u00ec scrive Antonio Errico:\u00abAveva un sogno Antonio Verri, il grande folle sogno di un libro profondo e immenso, smisurato, che fosse tutto e nulla, riflesso e inconsistenza, nuvola e macigno. Perfezione. Sognava un libro, Verri: una forma gigantesca, gravida di corpi, di linguaggi, di silenzi e voci, di segni d\u2019ogni sorta, insegne luci balbettii colori. E poi brusii, poi ritmi affannosi o pacati, come fossero respiro, palpito di cuore.\u00bb(da Apulia Marzo 2002).<br \/> Cos\u00ec rispondeva Antonio Verri:\u00ab\u00a0Fate fogli di poesia poeti, vendeteli per poche lire!\u00a0\u00bb (dal manifesto poetico di Antonio L. Verri). (1989-1992). Sempre con Antonio Verri transita il poeta di Finibusterrae e Antonio Errico<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra parola detta, scritta e gestualizzata \u00a0 Francesco Pasca (pubblicato\u00a0 su &#8220;IlPaesenuovo&#8221; il quotidiano di Lecce,) \u00a0 Stabilito che \u00a0linguaggio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[52],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I luoghi della parola | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2010\/11\/08\/linguaggio\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" 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