{"id":882,"date":"2012-08-23T16:25:13","date_gmt":"2012-08-23T14:25:13","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/23\/le-emozioni-dei-luoghi\/"},"modified":"2017-08-06T23:31:16","modified_gmt":"2017-08-06T21:31:16","slug":"le-emozioni-dei-luoghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/23\/le-emozioni-dei-luoghi\/","title":{"rendered":"Le emozioni dei luoghi"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"font-size: x-small;\"><img src=\"\/images\/stories\/merano_inverno g.salluzzi.jpg\" border=\"0\" title=\"Merano in inverno, panorama dalla Torre delle Polveri, G. Salluzzi\" width=\"450\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/>Per la sezione dedicata al Luogo delle parole<\/span><\/h3>\n<h3><a href=\"http:\/\/enrico-coluccia.blogspot.it\/2012\/08\/per-sempre-dalla-raccolta-appunti-di.html\">&#8220;Per sempre&#8221;. Dalla raccolta &#8216;appunti di viaggio&#8217;.<\/a><\/h3>\n<p>di <strong>Enrico Coluccia<\/strong><\/p>\n<p>Bari, 15 \/08\/2012  \u00a0 Cari  amici, il Trentino \u00e8 una terra incantevole! Avevo il desiderio di  tornarci dopo quasi trentacinque anni e l\u2019ho trovata come la ricordavo,  come se lei.. mi avesse aspettato. E come allora, ai miei vent\u2019anni, ho  avuto la sensazione che in quei luoghi la natura abbia perdonato l\u2019uomo  per il suo insediamento. Noi italiani siamo gente davvero strana! Amiamo  le bellezze degli altri e snobbiamo le nostre. L\u2019anno scorso ho avuto  modo di visitare i decantati giardini di Gaud\u00ec alle porte di Barcellona;  quest\u2019anno ho passeggiato sulle rive del fiume che attraversa Merano.  Mi sono inoltrato nei giardini dedicati alla memoria della principessa  Sissi. Se non lo avete mai fatto, fatelo. Se volete visitare i giardini  di Gaud\u00ec fate anche questo, per carit\u00e0!, ma poi andate a Merano: \u00e8 un  trionfo di colori, odori, suoni, luccichii. Non vi \u00e8 niente di  costruito, niente di artificiale, compresa la bimba che si arrampica  tenace sulle gambe della principessa di pietra all\u2019ingresso e aspetta in  posa la foto della madre mentre con gli occhi sembra dire: io sono la  principessa vera. Ho camminato a lungo in quell\u2019incanto con l\u2019idea  bislacca che qualunque cosa avessi desiderato l\u00ec avrebbe trovato  l\u2019energia per avverarsi, da sola. Mi sono seduto sulle panchine di legno  nella via del belvedere; su ognuna sono intagliate a lama di coltello  delle frasi. Non i soliti murales apocalittici che imbrattano i muri  delle nostre citt\u00e0 n\u00e9 quelle frasi piene di cuori infrecciati del tipo \u201c  Antonio ama Laura per sempre\u201d. No! Erano frasi di poeti celebri che  scritte apposta l\u00ec, in mezzo a tanta bellezza, colmavano l\u2019animo molto  pi\u00f9 in fretta che dal fondo di una pagina di libro sfogliato  distrattamente in libreria in attesa che il caldo di questa citt\u00e0  assurda si stemperi nella sera. Ho letto una frase di Alda Merini e ne  sono rimasto incantato:<\/p>\n<p>Quando si ha in noi il ricordo del passato e l\u2019ansia del futuro, Cristo, la morte beve da noi l\u2019eterno!  <!--more-->  <\/p>\n<p>Non  poteva che essere una donna; dette dalle donne le verit\u00e0 luccicano come  diamanti. Attenzione per\u00f2, queste parole vanno intese nel loro senso  pi\u00f9 profondo. A restare in superficie si rischia di cadere in  interpretazioni banali; qualcosa del tipo.. bisogna vivere il presente,  il qui e ora, lasciare il passato alle spalle.. il futuro ancora non  c\u2019\u00e8, vivi l\u2019oggi, e simili amenit\u00e0. Ve li ricordate no? quei pendoli a  obelisco di moda negli anni \u201960 con l\u2019ammonizione sul quadrante, \u2018Tempus  fugit\u2019, ovvero \u201cIl tempo fugge\u201d e quindi, sottinteso, cogli l\u2019attimo  fuggente. I nostri genitori lo citavano come simbolo della caducit\u00e0  delle cose, come se lo scorrere del tempo rendesse il nostro passato  qualcosa di indegno e morto.\u00a0 Come se il passato non fosse tutto ci\u00f2 che siamo e come se il futuro non avesse gi\u00e0 di per s\u00e9 l\u2019insana abitudine di \u00a0presentarsi ogni giorno pieno di dubbi e paure!   \u00a0 Come  pu\u00f2 un essere umano liberarsi del passato? Semplice: non pu\u00f2, e non  deve! Il passato \u00e8 memoria; solo la memoria d\u00e0 senso, d\u00e0 forza, d\u00e0  coraggio per affrontare le vicende del quotidiano. Non bisogna  confondere il ricordo con la memoria. Non sono la stessa cosa. La  memoria \u00e8 un passato purificato, un passato che ci ha gi\u00e0 reso migliori,  consapevoli della propria interiorit\u00e0, delle proprie radici, della  propria reattivit\u00e0 al mondo e ogni giorno che passa la arricchisce  facendone un tesoro di esperienza.<\/p>\n<p>Interiorit\u00e0  \u00e8 memoria (..) \u00e8 rivisitazione e riappropriazione orgogliosa del tempo  trascorso, nondimeno di quello sprecato, sbagliato, sofferto. (1)<\/p>\n<p>Ed  invece il ricordo \u00e8 rimuginare, subire il passato per non subire il  presente come fa Francesca, nel V canto dell\u2019Inferno, quando racconta a  Dante gli attimi pi\u00f9 importanti della sua vita.<\/p>\n<p>..\u00a0 Nessun maggior dolore \u00a0che ricordarsi del tempo felice nella miseria..<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>E\u2019  facile rimuginare; \u00e8 un po\u2019 come sbattere la porta in faccia al mondo e  rinchiudersi in uno spazio atemporale, dove tutto \u00e8 gi\u00e0 accaduto e dove  puoi solo raccontare. E raccontando esperisci emozioni negative: magari  rimpianto, o rabbia, oppure orgoglio, presunzione. Eccola la prima  porta attraverso la quale la morte beve la nostra eternit\u00e0.<\/p>\n<p>La  seconda \u00e8 l\u2019ansia del futuro. Poich\u00e9 la vita \u00e8 un continuo moto, un  continuo cambiare, un\u2019alternanza di stagioni e di incontri; un\u00a0 rinnovarsi  di desideri e passioni, un\u2019insalata di dolori e piaceri, di  disillusioni e nuove speranze ecco che vaghiamo in cerca di certezze e  non trovandole (perch\u00e9 non sappiamo guardare in noi stessi, e alcuni  neanche sospettano che ci sia qualcosa da guardare in noi stessi) nel  migliore dei casi ci mettiamo di fronte al futuro con la carrucola piena  di cemento e costruiamo qualche diga ideale contro questo flusso  caotico. Un esempio? Che ne dite di invenzioni come: \u2018<em>le forme cambiano ma la sostanza resta\u2019<\/em>.  Se fosse vero basterebbe conoscere la sostanza di quel che ci accade  (un paio di decadi, magari tre) e tutto sarebbe sempre sotto controllo,  come una routine qualunque! Purtroppo la sostanza non esiste senza  forma. E\u2019 come se un naufrago fosse trascinato da un fiume in piena e  dicesse: in fondo questa \u00e8 solo acqua. L\u2019avete mai saggiata la forza  dell\u2019acqua? Non ha forma e al contempo ha tutte le forme possibili e  dentro s\u00e9 \u00e8 piena di vortici, correnti, rigurgiti; l\u2019acqua rimbalza,  precipita, ingoia. Nessuna diga improvvisata potrebbe reggerne l\u2019urto.<\/p>\n<p>E  quando sentono l\u2019ansia del futuro crescere alcuni la ingannano con un  espediente ingegnoso. Poich\u00e9 di dighe (leggi convinzioni) ne hanno viste  crollare parecchie e si sentono ormai degli esperti in materia, tirano  fuori il coniglio dal cilindro e si mettono a cavalcare l\u2019onda. Una  specie di equilibrio perenne, sempre alla superficie delle cose. Mentre  le cose, ovvero le vicende delle loro esistenze scorrono, loro se ne  restano in disparte a osservare. E se neanche questo basta, se  nonostante ci\u00f2 l\u2019ansia torna a fare capolino, l\u2019importante diviene..<\/p>\n<p>.. occupare  la mente con esigenze pratiche, utili a qualcun altro e a se stessi,  affannate sino alla distruzione di ogni sintomo di autocoscienza  disinteressata(\u2026) perch\u00e9 il tempo soli con se stessi fa paura; angoscia e  tortura la pi\u00f9 parte di questa specie esteriore.(..) Non comprendono  che questo tempo non va riempito, va fatto maturare attingendo a se  stessi, alla propria memoria.(..)Chi fugge [dalla propria interiorit\u00e0]  si svuota, non fa altro che ingozzarsi di presente. (1)<\/p>\n<p><img src=\"\/images\/stories\/gustave_dore_002_paolo_e_francesca_all_inferno_1861.jpg\" border=\"0\" title=\"gustave dore, paolo e francesca all'inferno, 1861\" width=\"450\" style=\"margin: 21px; float: left; border: 0px none;\" \/>Questo moto continuo, per\u00f2, questo continuo \u201c<em>ingozzarsi di presente<\/em>\u201d ha  un prezzo. E anche restare in equilibrio sull\u2019onda ce l\u2019ha. Per  liberarsi dal giogo e vivacchiare un po\u2019 tranquilla c\u2019\u00e8 un altro  espediente che la mente sa attuare; \u00e8 un giochetto sagace chiamato: \u201c<em>per sempre<\/em>\u201d.Il cuore \u00e8 ingenuo, fa presto a convincersi. Non pu\u00f2 che essere cos\u00ec, <em>per sempre<\/em>: pur di ingannare l\u2019ansia di quel che mi riserva il futuro io oggi ho bisogno di credere che ti amer\u00f2 <em>per sempre<\/em>, che un figlio \u00e8 <em>per sempre<\/em>, che una ricchezza sar\u00e0 mia <em>per sempre<\/em>, che il mio lavoro di ogni giorno sar\u00e0 <em>per sempre.<\/em> Persino quando non abbiamo nulla altro che paura e rancore la mente fa credere al cuore che questo momento sar\u00e0 <em>per sempre<\/em>.<\/p>\n<p>Tutti,  re e imperatori, uomini per lo pi\u00f9 ritenuti saggi, in alcuni casi  ispirati dagli dei o da Dio in persona, hanno governato i propri domini  come se fosse <em>per sempre<\/em>. E  mai nessuno \u00e8 riuscito a sopravvivere all\u2019idea che il suo potere un  giorno non sarebbe stato pi\u00f9. Basti pensare a Napoleone nell\u2019esilio di  S.Elena o a Carlo V, l\u2019uomo sul cui impero non tramontava mai il sole,  che quando abdic\u00f2 e si rinchiuse a Yuste in un monastero arroccato sui\u00a0 monti dell\u2019Estremadura nel cuore della Spagna, non sopravvisse che poco tempo alla propria fine.<\/p>\n<p>Potremmo  voler credere che la fama delle gesta compiute o delle battaglie vinte  da costoro abbia permesso loro di guadagnarsi l\u2019eternit\u00e0 ingannando la  morte. E per quanto ancora?, per il tempo che pu\u00f2 durare la nostra  civilt\u00e0 o la vita stessa sulla terra? Quando il sole sar\u00e0 una gigante  rossa, e fra un tempo inimmaginabile di miliardi di anni avr\u00e0  inghiottito Mercurio, Venere e Terra, che cosa rester\u00e0 della fama dei  nostri condottieri o dei nostri uomini illustri o degli uomini illustri e  dei condottieri di altre civilt\u00e0 che si succederanno sulla terra? In  verit\u00e0 gi\u00e0 adesso a Carlo V o a Cesare o a Napoleone non pu\u00f2 fregare pi\u00f9  niente, stesi nelle loro tombe monumentali, che i nostri ragazzi siano  costretti a studiarne le gesta sui libri di scuola. Non era quella  l\u2019eternit\u00e0 che cercavano. E se mai l\u2019hanno sognata cos\u00ec si illudevano  perch\u00e9 non esiste una eternit\u00e0 dopo la morte. L\u2019eternit\u00e0 ha senso solo  quando si \u00e8 in vita, giacch\u00e9 gli attimi di vita presente, quando si ha  ancora la forza di amare e combattere per qualcosa, sono l\u2019unico modo  che l\u2019eternit\u00e0 ha per esistere.<\/p>\n<p>La  vita stessa \u00e8 eternit\u00e0, il che non vuol dire che durer\u00e0 per sempre,  vuol dire che contiene in se stessa tutto il tempo possibile e tutto  l\u2019amore possibile e tutta la gioia, tutta la forza, tutta la redenzione  possibile; e l\u2019uomo ne \u00e8 il custode. Sta a lui esserne o meno  consapevole. Il regno del <em>per sempre<\/em> invece \u00e8 un regno infernale. Per convincervene tornate a leggere il V  Canto dell\u2019Inferno, voi che oggi siete professionisti o uomini di  cultura.<\/p>\n<p>Francesca  racconta a Dante di essersi protratta a leggere con il suo amante Paolo  il libro che narra la storia di Lancillotto del Lago che si innamor\u00f2  della principessa Ginevra moglie di Art\u00f9. E\u2019 questo il libro <em>Galeotto<\/em> che scatena la passione fra Paolo e Francesca. Il bacio fra i due  amanti \u00e8 proprio l\u2019attimo in cui le loro vite si spezzano per mano del  marito offeso, Gianciotto Malatesta. Dante che ascolta questa storia,  sopraffatto dalla commozione, sviene.<\/p>\n<p>Mentre che l\u2019uno spirto questo disse,   l\u2019altro piangea, s\u00ec che di pietade   io venni men cos\u00ec com\u2019io morisse;   e caddi come corpo morto cade.<\/p>\n<p>Si  sono chiesti a lungo i commentatori e penso un po\u2019 tutti noi studenti  di un tempo, come fosse possibile che un uomo come Dante avvezzo alle  pi\u00f9 dure lotte politiche fosse sopraffatto a tal punto dalla commozione  per le lacrime di un amante da svenire. Natalino Sapegno, indimenticato  commentatore della Divina Commedia (2) spiega che <em>la pietade<\/em> \u00e8 la tristezza che nasceva dal contemplare quella infelicit\u00e0 senza  scampo. E\u2019 vero: Dante sviene perch\u00e9 il pianto di Paolo \u00e8 un pianto <em>per sempre. <\/em>Un  dolore senza consolazione \u00e8 un dolore fuori dalla vita perch\u00e9 la vita \u00e8  cambiamento ed \u00e8 anche consapevolezza del cambiamento; il che significa  speranza. E in quello spazio del cuore dove c\u2019\u00e8 speranza la morte non  ha ancora bevuto del tutto da noi eternit\u00e0.<\/p>\n<p>(fonte: http:\/\/enrico-coluccia.blogspot.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la sezione dedicata al Luogo delle parole &#8220;Per sempre&#8221;. 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