{"id":897,"date":"2012-08-27T23:00:00","date_gmt":"2012-08-27T21:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/"},"modified":"2017-08-07T00:01:29","modified_gmt":"2017-08-06T22:01:29","slug":"una-festa-per-celebrare-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/","title":{"rendered":"Una festa per celebrare l&#8217;Arte"},"content":{"rendered":"<p><img src=\"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg\" border=\"0\" title=\"il logo della manifestazione\" width=\"300\" style=\"margin: 21px; float: left;\" \/>Arte, musica e letteratura nel cuore di Galatina il 1\u00b0 e 2 settembre 2012<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong>La Notte della Cultura<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u201cLa\u00a0nottola di Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo\u201d. (Hegel)<\/p>\n<p>Secondo\u00a0Hegel la filosofia arriva sempre troppo tardi e comprende una condizione storica solo dopo che questa \u00e8 gi\u00e0 trascorsa. All\u2019arte nel suo significato pi\u00f9 ampio il compito di raccontare la realt\u00e0 mentre essa si costruisce e si rappresenta, in tutta la sua bellezza come in tutto il suo orrore.\u00a0 L\u2019arte prima, la parola dopo. L\u2019arte racconta, la filosofia spiega. L\u2019arte, con la sua intrinseca capacit\u00e0 di attivare canali percettivi meno sfruttati dall\u2019uomo, muove intimamente l\u2019abilit\u00e0 di ciascuno di riscrivere il proprio cammino.<\/p>\n<p><strong>Con installazioni all&#8217;aperto e mostre, con la presentazione di libri e performance musicali sparsi per il centro storico della citt\u00e0 la manifestazione intende muovere alla ricerca e alla conoscenza quali strumenti necessari per indagare la realt\u00e0 mentre la si costruisce, per cercare un migliore rapporto con l\u2019ambiente che ci circonda, dal pi\u00f9 prossimo, quello che si crea nelle relazioni affettive, a quello dei luoghi del nostro vivere<\/strong> (la casa, la citt\u00e0, il paesaggio).<\/p>\n<p>La manifestazione si aprir\u00e0 <strong>sabato 1 settembre presso Palazzo della Cultura alle 20 <\/strong>con l\u2019inaugurazione alla presenza delle autorit\u00e0 e degli artisti e la consegna del \u201cPremio Achille Fedele\u201d. Ma sar\u00e0 subito festa: la festa dell&#8217;arte, della musica e della letteratura.<\/p>\n<p>  <!--more-->  Sempre presso il Palazzo della Cultura si potr\u00e0 visitare la mostra del visionario artista Raffaele Fiorella, si ascolteranno i versi della poetessa Marthia Carrozzo accompagnati dal commento musicale del sassofonista Emanuele Coluccia e <strong>dalle 23 con DN3 si passer\u00e0 alla sperimentazione elettronica pi\u00f9 di avanguardia e si baller\u00e0 (ingresso libero)<\/strong>. Un progetto di Cesare dell\u2019Anna, Mauro Tre e Guido Nemola di un Electro Jazz che recupera la corposit\u00e0 dei circuiti analogici degli anni &#8217;70 e &#8217;80, con quelle delle nuove frontiere del jazz, il cui sguardo spazia da oriente a occidente, ponendo massima attenzione ai linguaggi dei popoli, dai Balcani al lontano oriente, con radici saldamente ancorate all&#8217;Africa dei ritmi vitali e carnali.<\/p>\n<p><strong>Domenica 2 settembre si inizia alle 19.30<\/strong> si parler\u00e0 di quella Taranto che con i suoi fumi e le sue contraddizioni gi\u00e0 in tempi non sospetti inquietava gli animi di pensatori e scrittori, si parler\u00e0 di come produrre e consumare a Km0, si cercher\u00e0 di capire come \u00e8 cambiata questa terra negli ultimi dieci anni riprendendo il treno della Fluid Video Crew. E poi installazioni e performance artistiche sorprenderanno per le strade del centro storico della citt\u00e0. La musica, quella la si potr\u00e0 incontrare negli angoli delle strade per farsi suonare, o ascoltare.<\/p>\n<p>Non mancheranno le sorprese e non mancheranno i nomi illustri del nostro territorio e non solo a dare valore e senso ad un progetto che ambisce a spingere verso l\u2019indagine della realt\u00e0 mentre la si costruisce, verso lo stupore che suscita la capacit\u00e0 dell\u2019arte di farsi infinite letture dei tempi e dei luoghi, bizzarri, che viviamo.<\/p>\n<p>La manifestazione \u00e8 voluta dall\u2019amministrazione comunale della Citt\u00e0 di Galatina ed \u00e8 curata da ART &amp; ARS GALLERY e CALLIOPE COMUNICARE CULTURA in collaborazione con J.as.s. \u2013 Le Caveau \u00a0(Jazzisti Associati Salentini) che insieme condividono un sogno, quello che ognuno impari a vivere il proprio, arrivandoci con i propri mezzi, per la propria strada, con le proprie forze.<\/p>\n<p>(fonte. comunicato stampa)<\/p>\n<hr \/>\n<p>Apprfondimenti autori e artisti<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>LA NOTTE DELLA CULTURA<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>2 settembre 2012 Galatina &#8211; Lecce<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>SABATO 1 SETTEMBRE 2012 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Premio di Laurea Achille Fedele <\/strong><\/p>\n<p>Borsa di studio da anni assegnata ogni anno al miglior laureato in giurisprudenza della Citt\u00e0 di Galatina.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Mostra personale di Raffaele Fiorella \u201cLumina\u201d <\/strong><\/p>\n<p>La mostra vede l&#8217;esposizione di sei opere, realizzate tra il 2007 ed il 2012 in cui luci, ombre e tecnologia sono protagonisti. Raffaele Fiorella crea mondi paralleli sfruttando ingegnosamente le potenzialit\u00e0 dell&#8217;arte digitale: da vita ad universi mobili, smontabili e ricostruibili in base alla percezione sensoriale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201cDi bellezza non si pecca eppure. Trilogia di Idrusa\u201d\u00a0di Marthia Carrozzo edito da Kurumuny \u2013 2012. Commento musicale di Emanuele Coluccia<\/strong><br \/> <strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Sembra fatta di pura voce, questa novella Idrusa. Nuovo ritratto in versi di Marthia Carrozzo, di quella che fu, nella penna della Corti, la pi\u00f9 bella donna di Otranto, capace di calamitare, al suo passaggio, ogni singolo sguardo, diviene, in questa &#8220;Trilogia di Idrusa&#8221;, appunto, un purissimo richiamo all&#8217;acqua che ne computa il nome, senza dimenticare il sale, stemperando in suoni, in echi di quel mare da cui nasce e a cui torna e vuol tornare, la forza d&#8217;un canto di guerra e d&#8217;amore, che ingaggia un corpo a corpo col mondo intorno, col mondo tutto con cui vuole e sa dialogare, ricercando in esso, come in un unico grande banchetto totemico, la pelle amata.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autrice<\/strong><\/p>\n<p>Marthia Carrozzo \u00e8 poetessa e attrice.<\/p>\n<p>Nel 2004 collabora al Laboratorio sul Potere della Parola con Giovanni Lindo Ferretti; del 2007, la sua prima raccolta poetica,\u00a0Utero di Luna\u00a0(Besa), con prefazione di Alda Merini, che sin da subito, la segue nei suoi esordi poetici: \u00abQui le premesse sono eccellenti e ci aspettiamo che fiorisca la grande poesia\u00bb.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 recente,\u00a0Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi\u00a0(LietoColle, 2009). L\u2019incontro con il teatro diviene in lei input per una ricerca poetica personale e incentrata sulla parola, sul ritmo, sulla necessit\u00e0 di dare corpo e respiro al verso da ripensare nella voce. Direttice Artistica di \u201cScripta, dei modi dello scrivere e del dire poesia\u201d. Nel 2008 alcuni suoi testi sono stati scelti da Gabriella Rusticali, storica attrice del Teatro Valdoca, a coadiuvare originali drammaturgie. Scelta a rappresentare la Puglia per la poesia alla Biennale dei giovani artisti d\u2019Europa e del Mediterraneo, Bjcem Skopje 2009. Alcune traduzioni di suoi testi, in inglese, sono altres\u00ec presenti nel catalogo della stessa Biennale 2009:\u00a07 gates\u00a0(Electa, 2009).<\/p>\n<p>Il suo ultimo lavoro di teatro-poesia \u00e8\u00a0Calicanth\u00f9se, per le voci di Marthia Carrozzo, Margherita Macr\u00ec e Nabil Salameh dei Radiodervish e le musiche di Rocco Nigro.<\/p>\n<p>Un suo testo \u2013\u00a0Dinuovoedinuovo\u00a0\u2013 musicato e magistralmente cantato da Etta Scollo, fa parte del nuovo lavoro discografico di Etta,\u00a0Cuoresenza, uscito a maggio 2011 per l\u2019etichetta Tocadero. Attualmente, frequenta l\u2019Accademia del Doppiaggio, con Christian Iansante e Roberto Pedicini, esplorando ulteriori possibilit\u00e0 della voce.<\/p>\n<p><strong>La musica<\/strong><\/p>\n<p>Stilisticamente eclettico, sempre teso alla sintesi delle esperienze, ispirato da una visione sincretica della vita e delle arti, Emanuele Coluccia e essenzialmente un improvvisatore. Al centro della sua ricerca vi e il desiderio di cogliere il cuore delle cose: del suono, dell&#8217;ascolto, dell&#8217;azione musicale.<\/p>\n<p>Pianista, sassofonista, compositore, arrangiatore. Ha suonato professionalmente in Italia sin dal 1989, sia come leader che come &#8216;sideman&#8217;. Nel 1992 e nel 1993 ha partecipato a The Berklee College summer clinics a Perugia, prendendo parte a stage con Joe Lovano, Joe Zawinul, Paul Motian, Bill Frisell, John MacLaughlin, George Garzone. Nello stesso periodo ha partecipato allo Jonian Jazz Festival a Taranto (1992), all&#8217; Eddie Lang Jazz Festival ad Isernia (1997) e all&#8217; Estate Romana (1998). Durante Umbria Jazz 1999 ha partecipato a delle performance improvvisate con Jason Moran, Taurus Mateen, Eric Harland e Pat Metheny.<\/p>\n<p>Alla fine del 1999 Emanuele si trasferisce a New York, dove suona in vari gruppi e in molti club, fra cui: Cleopatra&#8217;s Needle, Lounge 32, Kavehaz, Galapagos, Niagara, No Moore, Vivaldi, Sugar Bar, Satalla, Joe&#8217;s Pub.<\/p>\n<p>E\u2019 stato membro dell\u2019orchestra del festival Notte Della Taranta nel 2005 e 2006. Ha collaborato con Kaus Meridionalis, Jeff Jones, Ginger Brew, Manigold, Adria, BandAdriatica,\u00a0 Giuseppe Bassi, Ettore Carucci.<\/p>\n<p>Nel 2006 partecipa al progetto BandAdriatica e si esibisce con King Naat Veliov e la Kocani Orkestra. E\u2019 membro dell\u2019Orchestra della Notte della Taranta diretta da Ambrogio Sparagna. Nel 2007 con BandAdriatica pubblica il cd \u201cContagio\u201d e partecipa ad un progetto speciale all\u2019interno della Notte della taranta festival con Eva Quartet, il quartetto solista delle Voci Bulgare.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Party DN3 Electronic Free Jazz con Guido Nemola, Cesare Dell\u2019Anna e Mauro Tre<\/strong><\/p>\n<p>Nel discorso musicale del progetto i DN3 incrociano le strade della sperimentazione elettronica pi\u00f9 di avanguardia: un Electro Jazz che recupera la corposit\u00e0 dei circuiti analogici degli anni &#8217;70 e &#8217;80, con quelle delle nuove frontiere del jazz, il cui sguardo spazia da oriente a occidente, ponendo massima attenzione ai linguaggi dei popoli, dai Balcani al lontano oriente, con radici saldamente ancorate all&#8217;Africa dei ritmi vitali e carnali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>DOMENICA 2 SETTEMBRE 2012 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Massimiliano Martines \u201cMeccanismo Estetico\u201d tour<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Meccanismo Estetico&#8221; (Liquido Records, 2012) \u00e8 il nuovo album di Massimiliano Martines. Un lavoro fortunato prima ancora della sua uscita ufficiale; le canzoni che lo compongono, infatti, hanno conquistato l\u2019attenzione del prestigioso\u00a0<em>Club Tenco<\/em>, che ha selezionato l&#8217;artista pugliese di stanza a Bologna per la rassegna &#8220;<em>Il Tenco ascolta 2011<\/em>&#8220;. Il &#8220;<em>45 Giri Film Festival<\/em>\u201d, invece, ha inserito il brano \u201cMistress\u201d tra la rosa delle canzoni su cui si sono dovuti cimentare i videomakers in concorso.<\/p>\n<p>Dopo \u201cFrottole\u201d, album di esordio datato 2009, Massimiliano Martines da vita ad un nuovo progetto che prende spunto dall&#8217;album precedente, per evolvere in un percorso musicale e testuale pi\u00f9 maturo e consapevole. Accantonate le atmosfere pop e messa a fuoco la scrittura dei testi, &#8220;Meccanismo Estetico&#8221; vira verso orizzonti decisamente pi\u00f9 rock, pur attingendo alla tradizione poetica e cantautorale italiana, e non solo. Il risultato \u00e8 un lavoro originale ed autentico, che guarda con coraggio e fiducia al proprio tempo, ma con un approccio pervaso da un senso generale di precariet\u00e0 e da una visione caustica della realt\u00e0.<br \/> Martines affina la propria scrittura e riesce a far confluire in questo cd riferimenti lontani tra loro per linguaggio, suono e poetica: dai Led Zeppelin, ai Sigur Ros, da Bowie a Neil Young, fino al primo Vasco. Dal punto di vista letterario tante le citazioni, due fra tutte: la Marguerite Yourcenar di \u201cLe Memorie Di Adriano\u201d, con il brano omonimo , e il Rodari che presta la sua poesia primitiva al romantico Endrigo, riconoscibile ne \u201dIl Mio Universo\u201d, canzone di speranza e leggerezza. Ironia, tenerezza e crudelt\u00e0 sono le chiavi per accedere al mondo sfaccettato e colorato di Massimiliano Martines.<\/p>\n<p>La produzione artistica di &#8220;Meccanismo Estetico&#8221; \u00e8 stata curata da\u00a0Antonello D\u2019Urso\u00a0e\u00a0Vince Pastano, gi\u00e0 collaboratori di importanti autori della scena musicale italiana come Guido Elmi, Luca Carboni, Beppe D\u2019Onghia, Lucio Dalla, Fede Poggipollini, Barbara Cola, Grazia Verasani, etc. Hanno collaborato alla realizzazione del disco\u00a0Max Messina\u00a0(batteria),\u00a0Daniele Chiefa\u00a0(chitarra) e\u00a0Fabrizio Luca (percussioni). Lo spettacolo dal vivo \u00e8 caratterizzato da intermezzi teatrali che prevedono la recitazione di versi dello stesso Martines ed un suggestivo make-up realizzato dalla truccatrice salentina\u00a0Ada Bandello. L&#8217;artwork del cd \u00e8 opera dell\u2019artista di origini spagnole\u00a0Carlos Sanz, la parte visuale della fotografa\u00a0Claudia Marini.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il libro \u201cSe non matura la spiga\u201d di Angelo Lippo edito da Il Raggio Verde &#8211; 2011. Relatore Maurizio Nocera, storico e letterato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>\u201c[&#8230;] Questo suo nuovo volume ha in pi\u00f9, rispetto agli altri, il dono della persuasione, quel pacato passo che si conquista con la maturit\u00e0. E, infatti, i versi si muovono con ritmo cadenzato e pieno, non trascurando neppure le<br \/> annotazioni antropologiche, neppure le \u201cpostille\u201d profondamente liriche\u201d &#8211; scrive nella prefazione Dante Maffia ponendo l\u2019accento sulla ricerca stilistica e poetica di Angelo Lippo. Autore raffinato ha consegnato alle edizioni Il Raggio Verde le sue poesie, diverse inedite, per inaugurare una collana, \u201cConTesti Diversi\u201d, dedicata alla poesia contemporanea, che avrebbe dovuto dirigere lui stesso.\u00a0 Una collana legata all\u2019urgenza della parola poetica che al di l\u00e0 del mero esercizio stilistico elevasse il pensiero ai contesti diversi, quelli che Rosa Luxemberg chiamava la \u2018miseria quotidiana\u2019.<br \/> \u201cEgli \u00e8 uno di quei poeti &#8211; sottolinea Maffia &#8211; che non hanno mai abbandonato le intonazioni musicali che arrivano da lontano, ma questa volta musica e pensiero si sono fusi in un amalgama perfetto. \u00c8 come se Lippo avesse chiesto ad Archita e a tutti i quarantotto pitagorici della sua citt\u00e0 di dargli la mano per riprendere quelle atmosfere lievitate di un tempo in cui magia e verit\u00e0, irrazionalit\u00e0 e realt\u00e0 trovavano accoglienza per illuminare e tenere desta la palestra del dialogo. Non c\u2019\u00e8 una sola poesia della raccolta che sia rigidamente chiusa in un alveare di diktat, anzi&#8230; le cose dette hanno una leggerezza che permette di entrare e uscire dall\u2019assenso creando un segno autentico di libert\u00e0 assoluta. Ma tutto ruota attorno a un mondo in cui a dare energie alle azioni \u00e8 l\u2019amore. Un amore mai strombazzato o gridato ai quattro venti, che sia per la famiglia, per gli amici (si notino le dediche) o per i luoghi. Su tutto splende<br \/> Taranto in un alternarsi di luci e ombre e di immagini vecchie e nuove che tra loro si fronteggiano quasi a determinare un colloquio da cui scaturisce la convinzione che forse certe misure si sono perdute&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 strutturato in due sezioni. In <em>Sparse<\/em> sono raccolte 31 liriche, apparse negli anni su antologie e riviste: qui il poeta si racconta e racconta con levit\u00e0 il proprio tempo, le atmosfere tra <em>l\u2019eloquenza della luce<\/em> che <em>d\u2019estate parla forte <\/em>e le ombre che <em>pesano come macigni e diluviano silenzi<\/em>.<\/p>\n<p><em>La sezione<\/em><em> Inediti 2009-2010<\/em> contiene 18 poesie ed \u00e8 aperta con una <em>Ballata per Aligi Sassu <\/em><em>al quale rende omaggio inserendo nel volume la riproduzione di una sua opera che, insieme a quelle di Jos\u00e8 Ortega e Claudio Bonichi,\u00a0 impreziosiscono il libro<\/em><em>. <\/em><em>In esse troviamo gli inediti, appunto scritti nell\u2019arco di un anno, un ricordo della poetessa Alda Merini e poi versi struggenti\u00a0 dedicati a Taranto<\/em><em> \u201ctre ponti, due mari, una citt\u00e0\u201d. <\/em>\u201cLa mia citt\u00e0 ha un cuore tenero\/ anche se produce acciaio\u2026\u201d\u00a0\u00a0 scriveva nel poemetto <em>Requiem bianco negli anni 70 <\/em>denunciando le morti bianche dell\u2019Italsider. <em>Parole inascoltate, cadute nel vuoto<\/em> scrive in <em>Apatie<\/em> ma Angelo Lippo non ha mai smesso di credere nel valore della parola, del verso che alimenta la battaglia e pu\u00f2 risvegliare coscienze assonnate, <em>piegate dal sonno delle ansie<\/em>. Ha continuato a comporre i suoi versi, fino alla fine dei suoi giorni, consegnandoci con il libro <em>Se non matura la spiga<\/em> il suo credo letterario e umano.<\/p>\n<p>\u201cIo non voglio far morire la mia terra\u201d continua ad <em>urlare<\/em> nei versi di <em>Vilt\u00e0 inerti <\/em>testimoniando il desiderio di proseguire nella lotta, quel restare in trincea che significa continuare a spendersi per la propria terra nonostante la speranza si faccia giorno dopo giorno \u201cpi\u00f9 dura\u201d.<em> <\/em>Non a caso, il libro si chiude con la poesia<em> Misteri del XXI secolo<\/em> dove protagonista \u00e8 la diossina \u201cun\u2019invenzione attuale che si adagia lenta \u2013 dicono \u2013 nei polmoni, bugiarda come una caramella data al bimbo per zittirlo\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Angelo Lippo, nato sulle rive dello\u00a0 Ionio il giorno di S. Martino del 1939,\u00a0\u00a0 \u00e8 scomparso nella sua amata Taranto il 27 agosto 2011. Diversi i suoi interessi: poesia, critica d\u2019arte e saggistica letteraria. Nipote di carrettiere, ha sempre militato nella sua Taranto pur non negandosi diversi momenti per partecipare alla vita culturale nazionale. Negli anni ha partecipato a Convegni nazionali in qualit\u00e0 di relatore, nonch\u00e9 a manifestazioni poetiche e recital. L\u2019inizio della carriera \u00e8 fortemente segnata da un\u2019attivit\u00e0 pubblicistica espressa a pi\u00f9 livelli, soprattutto su settimanali a diffusione regionale. Notevole la presenza sulle pagine de <em>La tribuna del<\/em> <em>Salento <\/em>(Lecce), <em>Il Gazzettino dello Jonio<\/em> (Siderno-Reggio Calabria), <em>Il Giornale del Mezzogiorno<\/em> (Roma), <em>La rivoluzione liberale<\/em> (Taranto), <em>La Tribuna<\/em> (Roma), con interventi di natura socio-culturale, di politica e di economia locale, anche sotto forma di inchieste ed interviste. Insolita, ma non meno importante, qualche sortita nel giornalismo sportivo, con corrispondenza locale per <em>Il Giornale di Bergamo<\/em>.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito delle lettere assume rilievo la presenza sui quotidiani regionali: <em>La Gazzetta del<\/em> <em>Mezzogiorno<\/em>, <em>Corriere del Giorno<\/em>, <em>Puglia, Tempo<\/em>, nonch\u00e9 sulle pi\u00f9 importanti riviste di cultura nazionale<em>: Lunarionuovo<\/em>, <em>L\u2019Informatore librario<\/em>, <em>Spirali<\/em>, <em>Oggi e Domani<\/em>, <em>Laboratorio<\/em>, <em>Prospettive<\/em> <em>Culturali<\/em>, <em>Pietraserena<\/em>, <em>La Vllisa<\/em>, <em>Terra del fuoco<\/em>, <em>Impegno \u201970<\/em>, <em>Punto d\u2019incontro<\/em>, <em>Il Secondo<\/em> <em>Rinascimento<\/em>, <em>Quinta Generazione<\/em> e decine di altre. Ha organizzato e organizza manifestazioni di ampio respiro su incarico di civiche amministrazioni.<\/p>\n<p>Sul versante delle arti visive, ha firmato alcune monografie di artisti italiani contemporanei, scritti in catalogo o recensioni a rassegne d\u2019arte, di cui soltanto una parte \u00e8 stata raccolta in volume. Nel contempo tenta a pi\u00f9 riprese una storicizzazione della pittura dell\u2019area ionico-salentina, varando nel 1970 la rassegna <em>Proposta \u201970<\/em> (catalogo Centro Studi \u201cProposta\u201d con introduzione critica di Ennio Bonea), poi <em>Figurazione settantacinque<\/em>, mostre delle quali si interessano le pi\u00f9 qualificate riviste del settore, come <em>Le Arti<\/em> di Milano. Nel 1987, su mandato dell\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Taranto, organizza la mostra fotografica <em>Obiettivo mare<\/em>, nell\u2019ambito della rassegna estiva, progetto che non passa inosservato, con degnazione sulla rivista milanese<em> Reflex<\/em>. Negli anni \u201990 riprende il contatto con le arti figurative e vara alcune Rassegne: <em>Percorsi e segnali<\/em> <em>\u2013 Arte di fine millennio nel Mezzogiorno d\u2019Italia<\/em> per il Comune di Massafra (Taranto), poi nel suggestivo scenario delle \u201cgravine\u201d a Palagianello (Taranto) la mostra <em>Parole &amp; Immagini<\/em>, entrambe nel 1999, mentre nel 2000 attua il progetto itinerante <em>Cinque percorsi dello sguardo<\/em>, con tappe a Bari, Noicattaro, Castellaneta, Massafra, Grottaglie. Nel 2001 un\u2019altra rassegna itinerante: <em>L\u2019immaginario silente<\/em>, approdando a Palagianello, Sant\u2019Andrea di Conza (Avellino) e Taranto, nel 2002 il progetto <em>Un libro, una mostra<\/em>, svoltosi di Atripalda (Avellino), che negli anni successivi si infoltisce di ulteriori rassegne: <em>I colori del vino, Identit\u00e0 del contemporaneo, Magie Mediterranee, Arte in<\/em> <em>Salento<\/em> (itinerante), <em>Voci di frontiera<\/em> (relativo volume poetico-artistico), <em>Artisti e Briganti: questa \u00e8<\/em> <em>un\u2019altra storia<\/em>.<\/p>\n<p>Sue poesie sono apparse nel tempo su moltissime riviste di letteratura italiana e straniera: <em>Terra del fuoco<\/em>, <em>Materia<\/em>, <em>Laboratorio<\/em>, <em>Il Volto<\/em>, <em>Piccolissimo<\/em>, <em>Il Poliedro<\/em>, <em>Il Pensiero<\/em> (Missouri), <em>Il Policordo<\/em>, <em>Estuario<\/em>, <em>Italia Turistica<\/em>, <em>La Procellaria<\/em>, <em>Ghibli<\/em>, e nelle pochissime occasioni in cui le presenta a concorsi, ottiene anche ampi riconoscimenti, fra i quali vale la pena ricordare: <em>Silarus<\/em>, 1970; <em>Borgognon<\/em>i, 1976; <em>Tolentino Terme<\/em>, 1978; <em>Camposampiero<\/em>, 1979; <em>Beniamino Joppolo,<\/em> 1983;<em> Rabelais<\/em>, 1999; <em>Giovanni D\u2019Alberto<\/em>, 2000. Sue poesie sono state utilizzate da Luigi Bianco, direttore di <em>Harta<\/em>, per i progetti: <em>Le case della<\/em> <em>poesia: poeti a cielo aperto<\/em> e <em>La strada della poesia<\/em>.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pubblicazioni. Opere di poesia: \u201cQuaderno d\u2019amore\u201d (1963), \u201cTra questo e l\u2019altro\u201d (1976), \u201cLa carne stretta\u201d (1979,prefazione di Marcello Venturoli), \u201cFilo Diretto\u201d (1982), \u201cL\u2019ape invisibile\u201d (1985, prefazione di Giacinto Spagnoletti), \u201cCaprice des Dieux\u201d (1992), \u201cAlfabeto del mare\u201d (1992), \u201cLa trama oscura\u201d (1992), \u201cIl castagno di Martino\u201d (1996), \u201cLa vita si scandisce limpida\u201d (1996, prefazione di Enzo Santese), \u201cOrigini\u201d (1997), \u201cLa morte felice\u201d (1999), \u201cLe sillabe del vento\u201d (2001, prefazione di Dante Maffia), \u201cCalice\u201d (2002), \u201cFragile artificio\u201d (2006), \u201cElogio dell\u2019ebbrezza\u201d (2009, prefazione di Luigi Scorrano), \u201cSe non matura la spiga\u201d (2011, prefazione di Dante Maffia); opere di saggistica letteraria e d\u2019arte: \u201cArmando Meoni, profilo di uno scrittore<strong>\u201d<\/strong> (1979), \u201cLa vigna azzurra\u201d (1994), \u201cArmando Meoni \u2013 La vita e le opere\u201d (1996), \u201cIl respiro delle mimose\u201d (2000), \u201cIl giardino degli dei<strong>\u201d<\/strong> (2001), \u201cIl rumore dell\u2019erba \u2013 A Sud delle incertezze: la poesia\u201d (2003), \u201cPuglia: un\u2019arte di frontiera\u201d (2005), \u201cIl filo dell\u2019affetto \u2013 omaggio a Giacinto Spagnoletti\u201d (2008).<\/p>\n<p><em>\u201cSe non matura la spiga<\/em>\u201d, edizioni Il Raggio Verde \u00e8 l&#8217;ultima sua raccolta di poesie.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il romanzo \u201cAntonietta De Pace. La donna dei lumi\u201d di Rino Duma edito da Lupo &#8211; 2012. Relatore Maurizio Nocera, storico e letterato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Antonietta de Pace \u00e8 un personaggio splendido, vivace, intrepido, intransigente; \u00e8 uno spirito libero, che si batte per la propria libert\u00e0 e per quella del popolo, sottomesso alle inique condizioni di vita imposte dal Borbone. \u00c8, per certi aspetti, donna selvaggia e indomita, istintiva e coraggiosa, che non si lascia imbavagliare dalle rigide regole del tempo e combatte le umilianti condizioni in cui versano le donne. Antonietta \u00e8 un personaggio che riesce a scardinare mentalit\u00e0 retrive e ad inculcare la forza della ragione, del sentimento, del coraggio, della lotta: unici rimedi per garantire a chiunque dignit\u00e0 e conquistare i sacrosanti diritti alla vita. In questo romanzo storico di Rino Duma viene in luce la sua figura, pietra miliare per la nostra cultura.<strong> <\/strong><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il romanzo \u201cRosa fresca aulentissima. Rosa salentina del XIII secolo\u201d di Paola Pisanello edito da Zane (collana Penne sciolte) &#8211; 2011. Relatore Gino Greco, giornalista radiofonico.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Il contrasto Rosa fresca aulentis(s)ima propone una disputa alternativa nella quale la materia dotta cede a quella erotico-popolare-giullaresca. In un rituale di corteggiamento, realisticamente concepito dall&#8217;autore, forse un salentino, Cielo dal Camo, un giovanotto cerca di sedurre una bella ragazza e, per farlo, elabora ogni possibile strategia di comunicazione erotica fatta di parole e gestualit\u00e0 teatrale. I due, vistosamente e reciprocamente attratti sessualmente, discutono con disinibita, vivacissima arguzia prima di giungere ad una conclusione che sar\u00e0 di pieno gradimento per entrambi. Sullo sfondo, l&#8217;accennata suggestione di un centro urbano medievale tra la campagna e il mare, come tanti, ancora oggi, piccoli e grandi, in Terra d&#8217;Otranto e i riferimenti precisi all&#8217;opera legislativa e giurisdizionale di Federico II di Svevia e al ghibellinismo imperiale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autrice<\/strong><\/p>\n<p>Paola Pisanello, gi\u00e0 docente di Letteratura italiana e Storia, coltiva l\u2019interesse per il Medio Evo mossa, pi\u00f9 che da esigenze culturali, dalla ricerca di un sistema di valori propri di un\u2019et\u00e0 che \u00e8 stata fra quelle fruttuose dello spirito umano. \u201cRosa Fresca Aulentissima\u201d fa parte di questa ricerca.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il libro &#8220;Osservazione&#8221; di Patrizio Paoletti e Antonella Selvaggio, Edizioni 3P &#8211; 2011 a cura dell&#8217; Istituto Superiore di Apprendimento. Relatore Claudio Prima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019\u201dOsservazione\u201d si apre la linea dei Quaderni di lavoro di Pedagogia per il Terzo Millennio, metodo pedagogico sviluppato da Patrizio Paoletti e dalla sua \u00e9quipe. Ciascun volume \u00e8 dedicato ad una delle idee base sulle quali si sviluppa il sistema educativo: l\u2019osservazione, la mediazione, la traslazione e la normalizzazione. Il quaderno si caratterizza come uno strumento operativo, sintetico ed efficace, strutturato secondo un percorso di acquisizione e stratificazione dell\u2019idea presentata, sia attraverso l\u2019esposizione dei contenuti teorici, che con esercizi e schede. Il presente volume sull\u2019osservazione rappresenta la porta d\u2019accesso all\u2019idea di \u201ceducarsi per educare\u201d, pilastro della Pedagogia per il Terzo Millennio, che asserisce che solo chi abbia compiuto in s\u00e9 un efficace processo educativo, pu\u00f2 essere un buon educatore per altri. Il punto di partenza \u00e8 dunque l\u2019osservazione di s\u00e9, dell\u2019educando, della relazione educativa. Osservazione che per avere carattere di scientificit\u00e0, richiede conoscenze e metodi sperimentati ed efficaci, questo \u00e8 quanto il presente testo propone.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Patrizio Paoletti (Napoli 1960) \u00e8 docente di comunicazione relazionale ed \u00e8 considerato tra i massimi esperti a livello internazionale di Comunicazione Relazionale. Da sempre impegnato nella ricerca didattica su metodi e tecniche per favorire lo sviluppo e la comunicazione, \u00e8 fautore di un innovativo metodo pedagogico denominato Pedagogia per il Terzo Millennio\u00ae; \u00e8 ricercato consulente personale e aziendale. Comunicatore di eccezionale talento, attraverso i suoi corsi e lezioni trasmette ogni anno a migliaia di persone i concetti chiave per imparare a imparare e migliorare la capacit\u00e0 di relazionarsi con se stessi e gli altri.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro \u201cFollie. Storie di delitti e castighi\u201d di Alessandro Meluzzi ed. Le Marmotte &#8211; 2012 Torino. Moderano\u00a0 Alessandra Bianco, giornalista e Pietro Errede, magistrato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Le pagine della cronaca, negli ultimi anni, si sono via via riempite di quei temi che nel giornalismo classico venivano descritte come \u201cla nera\u201d. Quel \u201csangue\u201d, insieme ai \u201csoldi\u201d e al \u201csesso\u201d rappresentano uno dei grandi motivi di\u00a0appeal\u00a0della stampa popolare di ogni tempo. Al di l\u00e0 della rande rilevanza comunicativa e massmediologica, riflettere sulla psicologia e l\u2019antropologia del \u201cmale\u201d \u00e8 anche un modo per rivolgere uno sguardo attento e critico alla natura profonda dell\u2019uomo, alle sue emozioni e motivazioni, spesso oscure e misteriose. Tratta di fatti ed eventi di cui tutti serbano il ricordo recente e che ancora spesso abitano il presente della cronaca e forniscono anche occasione e spunti di meditazione e, perch\u00e9 no, di Speranza. In un universo dell\u2019animo umano, Luce e Buio coabitano in un eterno inesorabile chiaroscuro.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Napoli il 9 ottobre 1955. Maturit\u00e0 classica liceo statale V. Alfieri di Torino. Laureato in Medicina e Chirurgia all\u2019Universit\u00e0 di Torino nel 1980 (cum Laude). Specializzato in Psichiatria all\u2019Universit\u00e0 di Torino nel 1984 (cum Laude).<br \/> Baccalaureato in Filosofia e Mistica presso il Pontificio Ateneo S.Anselmo di Roma\u00a0nel 2002. (Magna cum laude). Iscritto all\u2019Albo degli Psicologi della Regione Piemonte, elenco psicoterapeuti,\u00a0e come psicoterapeuta medico all\u2019elenco dell\u2019Ordine dei Medici di Torino. Docente di Genetica del Comportamento Umano (Scuola di Specializzazione\u00a0<br \/> in Psicologia Clinica \u2013 Universit\u00e0 di Siena) e di Salute Mentale Universit\u00e0 di Torino (Corso di laurea in Scienze Infermieristiche). Direttore Scientifico della Scuola Superiore di Umanizzazione della Medicina. (ASL 18 Alba Bra\/ASO Molinette) Regione Piemonte. Consulente del Comune di Torino per il Settore Minori non accompagnati e a rischio. Presidente della Cooperativa Sociale \u201cAgape Madre dell\u2019Accoglienza\u201d\u00a0<br \/> Onlus \u2013 Comunit\u00e0 di Albugnano (At) e Torino per il trattamento della disabilit\u00e0 mentale\u00a0<br \/> e della marginalit\u00e0 sociale. Direttore Sanitario di Comunit\u00e0 Psichiatriche accreditate S.S.N. a Calamandrana (At)\u00a0<br \/> e Castelrocchero (At), e Coordinatore Psicoterapeutico comunit\u00e0 per minori a\u00a0<br \/> rischio e patologici.\u00a0<br \/> \u201cAgape\u201d di Castelboglione (At), Cavagnolo (To) e Montiglio (At). Responsabile Sanitario Cooperativa Sociale per il Trattamento della Disabilit\u00e0<br \/> \u201cComunit\u00e0 Elsa\u201d Onlus &#8211; Canelli e Castelnuovo Belbo (At). Collaboratore della Comunit\u00e0 Incontro di Don Pierino Gelmini per il trattamento\u00a0<br \/> del disagio giovanile e della tossicodipendenza. Direttore Scientifico dell\u2019ARPA (Associazione Ricerca Psicosi e Autismo) \u2013 Roma. Vice Presidente Nazionale AIMAC (Associazione Malati di Cancro Parenti e Amici). Gi\u00e0 membro della Commissione dell\u2019Ordine dei medici per l\u2019elenco degli Psicoterapeuti. Gi\u00e0 ricercatore presso il laboratorio di Henry Laborit all\u2019Hopital Boucicaut.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Intervista radiofonica ad Antonio Mercurio \u2013 fondatore dell\u2019antropologia personalistica esistenziale e della Sophia University of Rome (S.U.R.) &#8211; con proiezioni di alcune immagini dell\u2019Odissea (Rai) a cura di Annalisa Montinaro. Presenta Annalisa Montinaro, editrice.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il pensiero<\/strong><\/p>\n<p>Antonio Mercurio \u00e8 un maestro di vita, umile e grande. E&#8217; un maestro contemporaneo che da oltre quarant&#8217;anni propone un modo nuovo di essere uomini.<\/p>\n<p>Il suo pensiero consiste in una profonda ricerca umanistica, filosofica, cosmologica ed esistenziale che coglie il valore dell&#8217;uomo in tutta la sua volont\u00e0 di sviluppare un sapere globale e unificante, capace di creare una forma di vita che produca bellezza immortale. L&#8217;antropologia di Mercurio non parla &#8220;sull&#8217;uomo&#8221; ma parla &#8220;dell&#8217;uomo&#8221;. Cio\u00e8 non parla di ci\u00f2 che ha fatto l&#8217;uomo o come si esprime ma parla di ci\u00f2 che \u00e8 l&#8217;uomo e di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere. E&#8217; una visione in cui la teoria si incontra con la realt\u00e0 del mondo interno dell&#8217;uomo, attraverso i vissuti, l&#8217;esperienza personale, un&#8217;esperienza &#8220;coinvolta e proponente&#8221; che emerge come acqua sorgiva dalla fonte di ogni vita umana. Pertanto il senso che si pu\u00f2 sviluppare da ogni esperienza pu\u00f2 condurre ad un atteggiamento che non \u00e8 mai assoluto e definitivo ma sempre rigenerante e audace in riflessioni trasformative.<\/p>\n<p>Il pensiero di Mercurio esorta ad uno sguardo\u00a0 sferico della Vita e dell&#8217;uomo, cio\u00e8 ad una visione capace di contenere e di produrre globalit\u00e0. Una visione della vita priva di contrari che possono limitarla o arrestarla.<\/p>\n<p>Il pensiero di Mercurio parte da una Teoria Personalistica che si apre gradualmente nell&#8217; Antropologia Personalistica Esistenziale (1970). Attraverso codesta teoria articola una scienza sull&#8217;uomo (Antropologia), uomo visto come persona cio\u00e8 soggetto attivo del suo divenire (Personalistica), totalmente aperto e collegato all&#8217;esistenza dell&#8217;intera realt\u00e0 (Esistenziale).<\/p>\n<p>Nel 1978, Mercurio \u00e8 ideatore e fondatore della S.U.R. (Sophia University of Rome). Pone attraverso il termine PERSONA il cardine in cui si sviluppa una mappa concettuale articolata\u00a0 partendo dall&#8217;Antropologia Personalistica Esistenziale evolvendosi nella Sophia-Analisi a cui fa seguito\u00a0 la\u00a0 Sophia &#8211; Art\u00a0 sino a giungere\u00a0 alla Cosmo-Art.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto dell&#8217;Antropologia Personalistica Esistenziale si proponeva di avere come risultato\u00a0 una fusione delle quattro prospettive dalle quali l&#8217;umanit\u00e0 aveva cercato di osservare la realt\u00e0: la Religione, la Filosofia, la Scienza e l&#8217;Arte. Una convergenza del molteplice. Questo intero impianto \u00e8 stato per tappe successive, assorbito ed impreziosito dalla SOPHIA-ANALISI (un\u00a0 metodo di indagine introspettiva che attraverso l&#8217;analisi permette di ripercorrere la propria storia, risanare le ferite, unire l&#8217;Io cosciente dell&#8217;uomo con il suo inconscio, assumersi la responsabilit\u00e0 della propria vita), la SOPHIA-ART (l&#8217;intuizione mercuriana trova nell&#8217;arte del vivere, secondo la propria\u00a0 saggezza, la risposta creativa al dolore di vivere, impegnandosi a\u00a0 vivere non\u00a0 da &#8220;artisti&#8221;, fuori dalle righe, eccentrici, in una visione scissa della vita\u00a0 ma unificati, interi, capaci di mettere insieme luci e ombre, fondere gli opposti e rendere la propria vita un&#8217;opera d&#8217;arte in un&#8217;inedito possibile), la COSMO-ART (l&#8217;IO Artista della Sophia -Art\u00a0 viene esortato a fare un&#8217;opera d&#8217;arte non solo nella propria vita ma nello spazio della Vita dell&#8217;Universo, grazie alla sua nuova visione, la Cosmo-art dice che il dolore \u00e8 una forza cosmica la quale serve per creare).<\/p>\n<p>Una visione dell&#8217;uomo quindi che dialetticamente incontra se stesso e si relaziona con un Tu in una circolarit\u00e0 di amore (che include l&#8217;elaborazione dell&#8217;odio), per diventare PERSONE\u00a0 e Artisti della propria Vita e partecipare creativamente alla Vita dell&#8217;Universo. PERSONA \u00e8 colui che \u00e8 capace di amarsi, di amare e di essere amato in una circolarit\u00e0 di apertura e trasformazione che umanizza il percorso di ogni esistenza. Anche per l&#8217;importanza della dualit\u00e0 il pensiero di Mercurio approfondisce (tra le arterie dell&#8217;essere Persona) la relazione\u00a0 di coppia, reale o immaginata, desiderata o\u00a0 sofferta per creare nello spazio della relazione una nuova opportunit\u00e0 di trasformazione\u00a0 e di crescita.<\/p>\n<p>L&#8217; instancabile operosit\u00e0 del Maestro insieme alla preziosa compagna Paola Sensini Mercurio,\u00a0 rende la sua scienza, da oltre quarant&#8217;anni un&#8217;esempio di rara umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Antonio Mercurio \u00e8 nato a Messina nel 1930. Ha studiato nelle universit\u00e0 di Messina, Bruxelles e Parigi. \u00c8 fondatore e direttore dell\u2019Istituto di Psicoterapia Analitica di Roma. \u00c8 fondatore e presidente della Sophia University of Rome (SUR). \u00c8 creatore della Sophia-analisi, della Sophia-art, della Cosmo-art e della Antropologia Personalistica Esistenziale. \u00c8 stato il primo in Italia ad organizzare congressi e seminari sulla vita prenatale. Ha organizzato numerosi congressi di psicoterapia e di antropologia in ambito nazionale ed internazionale. \u00c8 autore di \u201cAmore e Persona\u201d, \u201cTeoria della Persona\u201d, \u201cAmore, Libert\u00e0 e Colpa\u201d, \u201cMetapsicologia Personalistica e Antropologia Esistenziale\u201d, \u201cIpotesi su Ulisse\u201d, \u201cLa vita come dono e come opera d\u2019arte\u201d, ed altri ancora.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201cGuida Salento KM0\u201d di Autori Vari, a cura dell\u2019editore Cosimo Lupo. Relatore dott. Giuseppe Serravezza, oncologo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di una pubblicazione che affronta temi cruciali della modernit\u00e0 come alimentazione, ambiente, agricoltura, attraverso un viaggio nel Salento sostenibile. Vengono raccolte le esperienze delle aziende agricole e dei produttori che praticano l\u2019agricoltura biologica, biodinamica o sinergica e che vendono i loro prodotti direttamente in azienda, a \u201cchilometro zero\u201d. Questo affascinante viaggio offre uno spaccato di quelle esperienze che operano per la tutela e la salubrit\u00e0 del territorio, non solo in termini di produzione, ma anche di distribuzione: i G.A.S., Gruppi di Acquisto Solidale, attivi in provincia di Lecce, che promuovono un consumo consapevole, attento all\u2019ambiente, alla salute e anche all\u2019economia locale. Ma se queste esperienze possono considerarsi in un certo senso un\u2019avanguardia, l\u2019identit\u00e0 salentina affonda le radici anche nella sua grande e ricca storia agricola. Il viaggio di \u201cSalento Km0\u201d si ferma dunque a riflette sulle nostre \u201cradici alimentari\u201d, addentrandosi in una ricerca agro-archeologica e antropologica sulle antiche variet\u00e0 vegetali selezionate nel Salento e per il Salento dai nostri antenati, attraverso centinaia di anni di osservazione, selezione e conservazione. Il motore di queste esperienze \u00e8 una forte volont\u00e0 di ri-significazione del mondo rurale, attraverso la nascita e l\u2019affermazione di rapporti nuovi tra campagna e citt\u00e0 e nuove relazioni comunitarie di reciprocit\u00e0 e orizzontalit\u00e0. Una Guida rivolta a tutti coloro che cercano prodotti di qualit\u00e0 e a chiunque sia interessato alla conoscenza e alla tutela ambientale e del proprio territorio.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cAlessia e le sue tenebre\u201d di Giacomo Balzano edito da Besa \u2013 2012. Relatrice Alessandra Bianco, giornalista.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Alessia e le sue tenebre racconta di destini che si incrociano due volte a distanza di venticinque anni: quello di Alessia Simoni e di Gianni Bardi. Nella cornice di Bari e del suo mare i due ricuciono ferite ancora aperte, nel ruolo di analista il primo e di paziente la seconda. Il ricordo comune di un\u2019esplosione in un autogrill in cui Alessia bambina perse la madre, e che Gianni, allora ventenne, riusc\u00ec a schivare per pochi minuti, consente ai due di arginare finalmente gli scogli passati del dolore e di ricercare la loro serenit\u00e0 e le vie adatte per conseguirla. Vie che nel romanzo sono illustrate con immagini di volta in volta leggere, poetiche, aggressive, cariche di nostalgia ma anche di<br \/> calda speranza, che toccano in profondit\u00e0 il cuore del lettore.<br \/> <strong>L\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p>Giacomo Balzano, psicoanalista adleriano, \u00e8 nato a Bari nel 1959, dove tuttora vive. Ha pubblicato quattro saggi:\u00a0\u201cDisagio Giovanile: storie di cambiamenti\u201d\u00a0(1998);\u00a0\u201cGiovani del Terzo Millennio\u201d (2005), vincitore del Premio Internazionale di saggistica \u201cCitt\u00e0 delle Rose\u201d;<em> \u201c<\/em>I nuovi mali dell\u2019anima. Il Disturbo Borderline e Narcisistico negli adolescenti\u00a0(2007);\u00a0\u201cOltre il disagio giovanile. Strategie di prevenzione e recupero\u201d<br \/> (2009). \u201cAlessia e le sue tenebre\u201d\u00a0\u00e8 il suo primo romanzo.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Romanzo \u201cTanto gi\u00e0 lo sapevo\u201d di Loredana De Vitis pubblicato dall&#8217;Autore nella collana La community di ilmiolibro.it. Relatrice \u00a0Francesca Lamberti, ordinaria di Diritto Romano all&#8217;Universit\u00e0\u00a0del\u00a0Salento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la storia di Anna.<\/p>\n<p>Anna che vive con Pat e poi con\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alberto.<\/p>\n<p>Anna che poi lascia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alberto e se\u00a0 ne va\u00a0 da Cristina.<\/p>\n<p>Anna che poi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 conosce Fabio e poi torna\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a casa.<\/p>\n<p>Anna che poi cambia casa\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e conosce Bathie.<\/p>\n<p>Anna che poi lascia\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bathie e poi\u00a0 e poi.<\/p>\n<p>Poi, finalmente, succede qualcosa.<\/p>\n<p>Succede che\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anna capisce\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 cos\u2019\u00e8\u00a0 l\u2019amore: cos\u2019\u00e8 l\u2019amore per lei.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019autrice<\/strong><\/p>\n<p>Loredana De\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vitis (Lecce, 1978) ha scritto \u201cstorie d\u2019amore inventato\u201d (ilmiolibro, Roma 2010)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e \u201crossella e andrea. E Rossella e Andrea\u201d (vincitore\u00a0\u00a0 Subway-Letteratura 2011,\u00a0 Subway edizioni, Milano 2011). Ha ideato e coordina il progetto\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 multidisciplinare internazionale contro gli\u00a0\u00a0 stereotipi sulla bellezza femminile \u201cio\u00a0 sono\u00a0\u00a0 bellissima\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTanto gi\u00e0 lo sapevo\u201d \u00e8 il\u00a0 suo primo romanzo. Blog:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.loredanadevitis.it\/\">www.loredanadevitis.it<\/a> Facebook: <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/loredanadevitis\">www.facebook.com\/loredanadevitis<\/a> Twitter:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 http:\/\/twitter.com\/loredanadevitis<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Romanzo \u201cL\u2019avvocato del re\u201d di Maria Serena Camboa edito da Lupo \u2013 2011. Relatore Salvatore Cos<\/strong><strong>entino, procuratore reggente a Locri.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il libro<\/strong><\/p>\n<p>Non sono certo intuito ed ambizione a mancare a Martina Borghesi, giovane avvocato del Foro leccese, segnata da una traumatica esperienza che la lega contraddittoriamente al brillante Teodorico Fuortes. Quando la bellissima Cinzia viene trovata cadavere nella fangosa campagna salentina, ad essere accusato del delitto \u00e8 il fidanzato Giacomo, perfetto capro espiatorio. Chiamata ad assisterlo da Fuortes, Martina scopre presto che nulla \u00e8 come sembra: oscure ingerenze viziano le indagini, mentre un&#8217;accesa campagna elettorale suscita inimicizie e sospetti incrociati. L&#8217;avvocato viene a conoscenza di scottanti risvolti della vita locale che la guidano verso una verit\u00e0 terribile e devastante. Un legal thriller all&#8217;italiana in cui si intrecciano giochi di potere, introspezioni psicologiche, cinico arrivismo e il sogno del grande amore.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;autrice<\/strong><\/p>\n<p>Avvocato cassazionista, si occupa in prevalenza di diritto bancario e dei mercati finanziari. In campo accademico e professionale ha scritto numerosi articoli e saggi: \u201cIl nuovo reato di usura: dallo stato di bisogno al tasso di soglia\u201d, in Quaderni di ricerca, Dipartimento Studi Giuridici, Universit\u00e0 degli Studi di Lecce, 1997; \u201cLa riforma del reato di usura\u201d, in Rivista del Consiglio, Ordine degli Avvocati presso la Corte d&#8217;Appello di Lecce, n. 1\/98; \u201cAncora sulle societ\u00e0 professionali: una questione dibattuta\u201d, in Rivista del Consiglio, Ordine degli Avvocati presso la Corte d&#8217;Appello di Lecce, n. 4\/98; \u201cI patti parasociali alla luce della disciplina dettata dal Testo Unico della Finanza\u201d, in Quaderni di ricerca, Dipartimento Studi Giuridici, Universit\u00e0 degli Studi di Lecce, Lecce, n. 12, 2001; \u201cLe indagini in banca, cosa resta del segreto bancario?\u201d, in Rivista del Consiglio, Ordine degli Avvocati presso la Corte d&#8217;Appello di Lecce, n. 1\/02.<br \/> L&#8217;avvocato del re \u00e8 la sua prima opera di narrativa.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Installazioni degli artisti:<\/p>\n<p><strong>Sandro Marasco<\/strong><\/p>\n<p>Marasco Sandro nasce in provincia di Lecce nel 1973. Dopo aver frequentato l&#8217;istituto statale d&#8217;arte, si diploma all&#8217;Accademia di belle arti di Urbino nel 2001.<\/p>\n<p>&#8220;Vive&#8221; e lavora a Lecce<\/p>\n<p><strong>Fabio Mazzola<\/strong><\/p>\n<p>Fabio Mazzola nasce a Bari il 25 settembre 1980, consegue il diploma presso l\u2019Istituto Statale d\u2019Arte \u201cPino Pascali\u201d di Bari. Attualmente vive e lavora a Bari.<\/p>\n<p>2012<\/p>\n<p>&#8211; \u201cIntro.\u201d, mostra personale, a cura di Sante Cutecchia, Giovanni Matteo e Caterina Striccoli, testo critico di Giovanni Matteo, Majazzin House Gallery, Altamura (BA).<\/p>\n<p>&#8211; \u201cPesce d\u2019aprile. Una mostra a far male!\u201d, da un\u2019idea di Iginio Iurilli, a cura di Roberto Lacarbonara, Galleria BLUorG, Bari.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cPausania secondo terzi\u201d, mostra personale, a cura di Lorenzo Madaro, Galleria HEA 180, Lecce.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>2011<\/p>\n<p>&#8211; \u201cThe Last Low Show\u201d, mostra collettiva, a cura della galleria I Low Art, Bari.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cThey hate us for our freedom\u201d, mostra collettiva, a cura di Claudia Giordano e Giuseppe Racanelli, C.S.O.A. Mercato Occupato, Bari.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cTracce\u201d, mostra colletiva, testo di Francesca De Filippi, Spazio Bellezza Orsini (Otium Teatro), Bologna.<\/p>\n<p>&#8211; [Contemporanea] \u2013 III edizione, mostra colletiva, a cura di A&amp;A \u2013 Art e Ars Gallery,<\/p>\n<p>LECCEARREDO-DESIGN c\/o quartiere fieristico Galatina, Lecce.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cLe Dernier Restaurant \u2013 osservatorio del cibo contemporaneo\u201d, a cura di Grazia De Palma, Galleria BLUorG, Bari.<\/p>\n<p>-\u201cFOOD for BRAIN\u201d, Contemporary Art Event, mostra colletiva, a cura di A&amp;A \u2013 Art &amp; Ars Gallery, Galatina (LE)<\/p>\n<p>&#8211; \u201cquattroXquattro\u201d, mostra collettiva, a cura di Mirella Mazzarone con testo critico di<\/p>\n<p>Maria Vinella, Castello medievale \u2013 sala dei reperti archeologici, Massafra (TA).<\/p>\n<p>&#8211; \u201cDistopie\u201d, mostra collettiva, a cura di Giuseppe Bellini, Galleria BLUorG, Bari.<\/p>\n<p>2010<\/p>\n<p>&#8211; [Contemporanea], mostra collettiva, a cura di A&amp;A \u2013 Art e Ars Gallery, LECCEARREDO-DESIGN c\/o Lecce Fiere, Lecce.<\/p>\n<p>&#8211; \u201cContemporary Christmas\u201d, mostra collettiva, a cura della galleria I Low Art, Bari.<\/p>\n<p>2009<\/p>\n<p>&#8211; \u201cBitonto Art Festival 2009\u201d, esposizione collettiva di pittura, scultura e installazioni, a cura di Lara Carbonara, Lucrezia Naglieri e Pierfrancesco Uva.<\/p>\n<p>2008<\/p>\n<p>&#8211; \u201cNuova Voce\u201d, esposizione colletiva di pittura, scultura e installazioni, fondazione<\/p>\n<p>Giorgio Correggiari, Fiera del Levante, Bari.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Massimiliano Manieri<\/strong><\/p>\n<p>Massimiliano Manieri (1968) \u00e8 scrittore e performer. Il luogo poetico \u00e8 per lui, volta dopo volta, un coacervo capace di miracolo ove realizzare ipotesi poetiche che traslano dallo scrittura, alla video-art, all&#8217;installazione, all&#8217;esperienza del visitatore in primis&#8230;<br \/> dove il visitatore ora \u00e8 parte integrante ed inalienabile della performance.<br \/> Massimiliano catalizza volta per volta una sorta di puntellamento verso i secchi rami del vivere, dove le mutazioni antropomorfe prendono il posto della quieta routine.<br \/> Facendosi domande sempre pi\u00f9 tese all\u2019origine del noi ed al senso insito in questo.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Romano Rizzo + Francesco Cuna<\/strong><\/p>\n<p>Francesco Cuna nasce il 3 ottobre del 1978 a Galatina (LE), dove si diploma all\u2019 Istituto d\u2019 Arte in grafica pubblicitaria e fotografia nel 1997. Nel 1998 si trasferisce a Bologna per frequentare l\u2019 Accademia di Belle Arti arrivando ad esporre alla Galleria d\u2019 Arte Moderna di Bologna prima di diplomarsi in pittura nel 2005. Successivamente (2006) \u00e8 a Marseille in Francia dove entra in contatto con l\u2019 attivit\u00e0 artistica locale esponendo i propri lavori presso l\u2019 Ecole des Beaux Arts. Nel 2007 \u00e8 chiamato negli Stati Uniti d\u2019America a realizzare un affresco di grandi dimensioni all\u2019 interno del \u201cThe Prizery Museum\u201d Art Center of South Boston (VA) per celebrare il 400esimo anniversario dei primi insediamenti Europei nell\u2019 ambito del progetto \u201cVirginia 2007 Italy rediscover America\u201d commissionato dal Virginia Museum and Virginia Commission by Art di Richmond.<\/p>\n<p>\u201cIl percorso artistico di Cuna si incentra sul ruolo della pittura nella Contemporaneit\u00e0, una pittura che continua ad intrecciarsi con il passato e che affonda le sue radici nella tradizione pittorica.<\/p>\n<p>I personaggi o gli oggetti rappresentati sono come calati in una atmosfera sospesa, austera, drammatica, di struggente poesia che si compone di pochi elementi. La scelta dei soggetti, dice\u00a0 l\u2019artista, \u201c risponde ad un\u2019unica necessit\u00e0, quella di trovare una sintesi alla propria esperienza personale\u201d, Il silenzio prevale nelle sue tele, con le sue diverse risonanze emotive,\u00a0 impressionante e solenne o addirittura insopportabile, attribuendo all\u2019 immagine un senso di mistero.\u201d Lavora a Cutrofiano (LE).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mostra collettiva d\u2019arte \u201c<strong>Ozio<\/strong>\u201d a cura di Lorenzo Madaro + Performance a cura degli artisti in mostra (ART and ARS Gallery)<\/p>\n<p>L\u2019ozio di Hern\u00e0n Chavar, Francesco Cuna, Salvatore Masciullo, Giovanni Matteo, Fabio Mazzola, Emanuele Puzziello, Patrizia Emma Scialpi, Francesca Speranza, Domenico Ventura e Zweisamkeit. Dieci nomi che ne raccontano la propria \u201cesperienza\u201d, ciascuno attraverso il proprio linguaggio espressivo, la propria sensibilit\u00e0 e la propria tecnica. I dieci consolidati artisti contemporanei sono stati invitati a riflettere, talvolta insieme, attorno alle declinazioni di ozio, con opere \u2013 dipinti, installazioni, fotografie &#8211; concepite ad hoc o con lavori gi\u00e0 compiuti la cui cura \u00e8 stata affidata a Lorenzo Madaro.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>Polymorphic Jazz <\/strong><\/p>\n<p>Michele Sambin\/Emanuele Coluccia\/Roberto Gagliardi<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Tre sassofonisti, polistrumentisti e artisti visuali, in una performance che, partendo dai tre strumenti ad ancia, si apre, come un fiore dai mille petali e mille colori. Le mani e le bocche si muovono e si staccano dai sassofoni per andare al altri strumenti, ad altri suoni. Tromba, violoncello, clarinetto basso, armonium, pianoforte, kalimbe, campane, percussioni, mentre sui muri d&#8217;intorno i colori invadono le pieghe e gli angoli, il buio diventa luce, una mano invisibile traccia forme e intonazioni cangianti. L&#8217;occhio si alza, il collo si inarca, la mente e l&#8217;orecchio si apre al suono.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>You Must believe in Jazz <\/strong><\/p>\n<p>Mauro Tre\/Antonio Vantaggiato<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Antonio Vantaggiato \u00e8 un ragazzo giovanissimo, diciannovenne, vive a Lequile. E&#8217; minuto, con un paio di occhiali con le lenti spesse. Le mani sottilissime. Suona il contrabbasso. Ha un amore smisurato per Bill Evans, e per il suo contrabbassista pi\u00f9 rappresentativo, Scott La Faro. Questi i suoi due fari, le sue due guide sentimentali e musicali. Un suono sullo strumento, un fraseggio e una interpretazione quindi rari e inconsueti nel panorama attuale. Una autentica promessa della scena jazzistica nostrana. Per questo \u00e8 naturale che con il pianista Mauro Tre affrontino ed interpretino il repertorio evansiano, nella sua forma pi\u00f9 intimista, il duo piano\/contrabbasso. Dopo la presentazione del duo nell&#8217;ultimo Locomotive Jazz Festival, nel quale hanno aperto la serata clou del concerto di Eugenio Finardi, una ulteriore opportunit\u00e0 di ascoltare un jazz raffinato, emozionante e coinvolgente.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u201c<strong>Mesim\u00e9r<\/strong>\u201d di Admir Shkurtaj\u00a0prodotto e pubblicato da AnimaMundi edizioni &#8211; luglio 2012. Presentazione in prima nazionale. Presenta Marco Leopizzi, critico musicale, AnimaMundi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il film \u201c<strong>Italian Sud Est<\/strong>\u201d di Fluid Video Crew AnimaMundi edizioni (II ed.) luglio 2012. Presentano \u00a0Maurizio Buttazzo, soggettista, e Biagino Bleve, uno dei personaggi.<\/p>\n<p>A dieci anni dalla sua realizzazione torna in dvd\u00a0Italian Sud Est, il docu-western della Fluid Video Crew, girato nel Salento, lungo le linee delle Ferrovie del Sud Est, uscito al cinema e presentato in numerosi festival nazionali e internazionali (Venezia, Los Angeles, Istanbul, Pesaro e tanti altri). Un cult del cinema indipendente.<\/p>\n<p>La nuova vita editoriale \u00e8 a cura di AnimaMundi in collaborazione con Fluid produzioni. Un prezioso cofanetto in carta riciclata, con il libretto che ospita interventi degli stessi autori e di Franco Cassano, Goffredo Fofi, Silvana Silvestri, Mauro Marino, Tommaso Didimo.<\/p>\n<p><strong>Sinossi<\/strong><\/p>\n<p>Italia. Salento.<\/p>\n<p>Venti personaggi fuori dall&#8217;ordinario percorrono la provincia di Lecce a bordo dei treni\u00a0 della mitica ferrovia del Sud Est. Tre giorni di vite, racconti, speranze. Un affresco corale e onirico lungo la storia e i luoghi di una terra in perenne transito, in un viaggio delirante e poetico tra modernit\u00e0 e tradizioni, nord e sud, realt\u00e0 e finzione.<\/p>\n<p><strong>Fluid Video Crew<\/strong><\/p>\n<p>Sotto questo nome collettivo hanno agito un gruppo di attivisti, autori, registi, fotografi e produttori indipendenti. Il nucleo principale composto da Davide Barletti, Edoardo Cicchetti, Lorenzo Conte e Mattia Mariani ha realizzato dal 1995 al 2010 oltre 50 opere. Hanno prodotto reportage di informazione, documentando la scena culturale nazionale e internazionale. Hanno realizzato video installazioni, film e documentari.<\/p>\n<p><strong>Rassegna stampa<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl treno, da un paese all\u2019altro, con i suoi addetti e i suoi ospiti, \u00e8 il soggetto del film, e non \u00e8 un treno qualsiasi, ma una sopravvivenza d\u2019altri tempi e d\u2019altri ritmi \u2013 di un altro rapporto col tempo. Qualcosa \u00e8 tuttavia cambiato, e la bizzarria dei personaggi, come d\u2019altronde era per Fellini, \u00e8 anche la spia di una nevrosi, di una difficolt\u00e0 di adattarsi, di una imperfetta adesione all\u2019ambiente e ai suoi valori, sotterraneamente, ma non troppo sotterraneamente, assediati da una cattiva modernit\u00e0\u00bb. (Goffredo Fofi)<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS&#8217;intrecciano cos\u00ec storie di follia, di fedelt\u00e0 alla terra, di poesia e di dolore, lungo le linee di una ferrovia che narra a bordo delle sue rotaie il lento girare del Salento su se stesso. Da questo disordine e da questo ritornare della storia su se stessa, un moto che viene riassunto dalle tre epigrafi del film, (di Fellini, Bene e Fascetti) emerge non il Salento delle comunit\u00e0 danzanti, ma una terra in cui proprio la lentezza e la posizione di frontiera, con il loro disordine organico, ritornano ad essere una forma singolare di ricchezza, oltre l&#8217;inferno del mondo omologato e funzionante\u00bb.<\/p>\n<p>(Franco Cassano)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte, musica e letteratura nel cuore di Galatina il 1\u00b0 e 2 settembre 2012 \u00a0 La Notte della Cultura \u201cLa\u00a0nottola<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[28],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Una festa per celebrare l&#039;Arte | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Una festa per celebrare l&#039;Arte | Arte e Luoghi\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Arte, musica e letteratura nel cuore di Galatina il 1\u00b0 e 2 settembre 2012 \u00a0 La Notte della Cultura \u201cLa\u00a0nottola\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Arte e Luoghi\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/ArteELuoghi\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-08-27T21:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-08-06T22:01:29+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/images\/stories\/nottedellacultura%20zucca.jpg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@arteeluoghi\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@arteeluoghi\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Staff\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"36 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization\",\"name\":\"Arte e Luoghi\",\"url\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/\",\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/ArteELuoghi\/\",\"https:\/\/www.instagram.com\/arteeluoghi\/?hl=it\",\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCuRVc4JW4-C5sg9rQB-srkw?view_as=subscriber\",\"https:\/\/twitter.com\/arteeluoghi\"],\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#logo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/logoinstagramarte.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/logoinstagramarte.jpg\",\"width\":150,\"height\":150,\"caption\":\"Arte e Luoghi\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#logo\"}},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/\",\"name\":\"Arte e Luoghi\",\"description\":\"Mensile di arte, cultura, turismo e curiosit\u00e0\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg\",\"contentUrl\":\"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage\",\"url\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/\",\"name\":\"Una festa per celebrare l'Arte | Arte e Luoghi\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage\"},\"datePublished\":\"2012-08-27T21:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2017-08-06T22:01:29+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Una festa per celebrare l&#8217;Arte\"}]},{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage\"},\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#\/schema\/person\/f84e814e36e91e01448ee07eaadd41d4\"},\"headline\":\"Una festa per celebrare l&#8217;Arte\",\"datePublished\":\"2012-08-27T21:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2017-08-06T22:01:29+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage\"},\"wordCount\":7275,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg\",\"articleSection\":[\"Notizie\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#\/schema\/person\/f84e814e36e91e01448ee07eaadd41d4\",\"name\":\"Staff\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"@id\":\"https:\/\/arteeluoghi.it\/#personlogo\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/49d2f9e46271bb04e19cebfaf141313a?s=96&d=blank&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/49d2f9e46271bb04e19cebfaf141313a?s=96&d=blank&r=g\",\"caption\":\"Staff\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Una festa per celebrare l'Arte | Arte e Luoghi","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Una festa per celebrare l'Arte | Arte e Luoghi","og_description":"Arte, musica e letteratura nel cuore di Galatina il 1\u00b0 e 2 settembre 2012 \u00a0 La Notte della Cultura \u201cLa\u00a0nottola","og_url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/","og_site_name":"Arte e Luoghi","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/ArteELuoghi\/","article_published_time":"2012-08-27T21:00:00+00:00","article_modified_time":"2017-08-06T22:01:29+00:00","og_image":[{"url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg"}],"twitter_card":"summary","twitter_creator":"@arteeluoghi","twitter_site":"@arteeluoghi","twitter_misc":{"Scritto da":"Staff","Tempo di lettura stimato":"36 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization","name":"Arte e Luoghi","url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/","sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/ArteELuoghi\/","https:\/\/www.instagram.com\/arteeluoghi\/?hl=it","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCuRVc4JW4-C5sg9rQB-srkw?view_as=subscriber","https:\/\/twitter.com\/arteeluoghi"],"logo":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#logo","inLanguage":"it-IT","url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/logoinstagramarte.jpg","contentUrl":"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/logoinstagramarte.jpg","width":150,"height":150,"caption":"Arte e Luoghi"},"image":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#logo"}},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#website","url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/","name":"Arte e Luoghi","description":"Mensile di arte, cultura, turismo e curiosit\u00e0","publisher":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/arteeluoghi.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage","inLanguage":"it-IT","url":"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg","contentUrl":"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage","url":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/","name":"Una festa per celebrare l'Arte | Arte e Luoghi","isPartOf":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage"},"datePublished":"2012-08-27T21:00:00+00:00","dateModified":"2017-08-06T22:01:29+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/arteeluoghi.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Una festa per celebrare l&#8217;Arte"}]},{"@type":"Article","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage"},"author":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#\/schema\/person\/f84e814e36e91e01448ee07eaadd41d4"},"headline":"Una festa per celebrare l&#8217;Arte","datePublished":"2012-08-27T21:00:00+00:00","dateModified":"2017-08-06T22:01:29+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#webpage"},"wordCount":7275,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"\/images\/stories\/nottedellacultura zucca.jpg","articleSection":["Notizie"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2012\/08\/27\/una-festa-per-celebrare-larte\/#respond"]}]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#\/schema\/person\/f84e814e36e91e01448ee07eaadd41d4","name":"Staff","image":{"@type":"ImageObject","@id":"https:\/\/arteeluoghi.it\/#personlogo","inLanguage":"it-IT","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/49d2f9e46271bb04e19cebfaf141313a?s=96&d=blank&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/49d2f9e46271bb04e19cebfaf141313a?s=96&d=blank&r=g","caption":"Staff"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/897"}],"collection":[{"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=897"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/897\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3120,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/897\/revisions\/3120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=897"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=897"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=897"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}