{"id":9794,"date":"2021-02-07T23:09:38","date_gmt":"2021-02-07T22:09:38","guid":{"rendered":"https:\/\/arteeluoghi.it\/?p=9794"},"modified":"2021-02-13T23:13:48","modified_gmt":"2021-02-13T22:13:48","slug":"fede-e-pandemie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2021\/02\/07\/fede-e-pandemie\/","title":{"rendered":"Fede e pandemie"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Sebastiano, il santo che difende dalla peste: il culto e la devozione <br> nella Sicilia sud orientale<\/p><cite>Dario Bottaro<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ogni terra ha il suo santo e ogni santo ha il suo specifico patrocinio, vale a dire che viene invocato per determinati problemi o in eventi particolari, quali possono essere ad esempio il pericolo del fuoco o quello dei terremoti. A ciascun santo \u00e8 deputata una speciale protezione e queste tradizioni che la Chiesa riconosce come devozioni popolari, non sono altro che frutto della storia stessa dei santi, che si riferiscono ad alcuni determinati eventi narrati nelle loro vite o caratterizzanti il loro martirio. Sant\u2019Anna \u00e8 riconosciuta la patrona delle partorienti, poich\u00e9 port\u00f2 in grembo la Vergine Maria, sant\u2019Agata \u00e8 la protettrice dal male ai seni, per il taglio delle mammelle che sub\u00ec durante le sue torture, santa Lucia protegge la vista non solo per il riferimento alla luce che \u00e8 gi\u00e0 nel nome, ma soprattutto perch\u00e9 la tradizione\/leggenda, narra che uno dei suoi supplizi fu lo strappo degli occhi. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><br> Ogni figura sacra assume quindi una valenza particolare nella devozione del popolo che in modo filiale e affettuoso la invoca e ci\u00f2 non poteva mancare per uno dei santi pi\u00f9 venerati e conosciuti nel mondo cattolico, il giovane Sebastiano, martire a Roma nel III secolo, che fu soldato romano impegnato al fianco dell\u2019imperatore. Non ci sono notizie storiche accertate sulle origini del santo, alcune fonti collocano i natali a Narbonne in Francia, altre a Milano, ma concordano tutte nell\u2019attribuirgli il ruolo di militare nell\u2019esercito di Diocleziano e nel doppio martirio ricevuto. <br> La figura di San Sebastiano \u00e8 una delle pi\u00f9 affascinanti che la storia ci ha consegnato, proprio perch\u00e9 in lui convergono valori e ideali umani che ad un certo punto si pongono al servizio della volont\u00e0 divina. La sua forza e la sua audacia si riscontrano nelle sue Passio, una delle quali attribuita a sant\u2019Ambrogio vescovo di Milano. Per capire l\u2019importanza del culto di San Sebastiano che con il passare del tempo si \u00e8 sviluppato in tutta Italia, \u00e8 necessario fare riferimento al suo primo martirio, quello delle frecce. Secondo la Passio, infatti, Sebastiano dopo essersi autodenunciato all\u2019imperatore come cristiano e avendolo messo a conoscenza del suo operato fra i bisognosi e specialmente fra i carcerati, viene immediatamente condannato a morte per mano degli arcieri. <br> Nudo viene legato ad un albero nel Campo Marzio e fatto bersaglio dei suoi stessi sottoposti che con numerose frecce, ne trafiggono il corpo quasi fino alla morte. Ma Sebastiano in realt\u00e0 non \u00e8 ancora spirato e la matrona Irene, preso il corpo, se ne prende cura fino a quando il santo non torna in forze e nuovamente si presenter\u00e0 al cospetto dell\u2019imperatore intimandogli di convertirsi e di mettere fine alla persecuzione contro i Cristiani. <br> L\u2019aspetto pi\u00f9 importante che la storia ha messo in risalto nella figura di San Sebastiano \u00e8 proprio il primo martirio, quello delle frecce, che se da una parte ha sottolineato da subito le virt\u00f9 eroiche del santo, dall\u2019altro ha alimentato a diffonderne la devozione e a ampliarne il culto. <br> Il suo attributo iconografico per eccellenza, sono infatti le frecce, e di esempi nella storia dell\u2019arte ce ne sono tantissimi. I pi\u00f9 grandi artisti, come gli ignoti aiutanti di bottega, con la loro espressione artistica hanno immortalato questo momento, raffigurando il giovane soldato di Cristo legato ad un albero o a una colonna e trafitto da numerose frecce. Pensiamo ad esempio alla raffigurazione che ne fece Andrea Mantegna nel 1459, o al San Sebastiano di Antonello da Messina di un ventennio pi\u00f9 tardo. Le frecce simbolicamente, gi\u00e0 nel mondo antico, come narra Omero nel primo canto dell\u2019Iliade, compaiono come elemento di morte e di flagello e ancora nella Sacra Scrittura sono i dardi e le frecce del Salmo 7, 13-14 con cui Dio \u00e8 pronto a punire il popolo che lo ha offeso. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"440\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Andrea-Mantegna-San-Sebastiano-1456-57-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-440x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9796\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Andrea-Mantegna-San-Sebastiano-1456-57-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-440x1024.jpg 440w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Andrea-Mantegna-San-Sebastiano-1456-57-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-129x300.jpg 129w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Andrea-Mantegna-San-Sebastiano-1456-57-Vienna-Kunsthistorisches-Museum-768x1787.jpg 768w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Andrea-Mantegna-San-Sebastiano-1456-57-Vienna-Kunsthistorisches-Museum.jpg 1256w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br> Le frecce sono dunque non solo il simbolo della morte, ma anche metafora di un flagello che causa la scomparsa di molti, assumono il significato della peste. E in tempi di peste San Sebastiano \u00e8 stato spesso invocato, proprio in virt\u00f9 e merito di quel martirio. Il motivo pu\u00f2 essere riscontrato nelle ferite da esse causate, simili ai bubboni della peste che si aprivano nei corpi degli appestati.<br> San Sebastiano \u00e8 diventato, dunque, il santo che protegge dall\u2019insidioso e invisibile male, che contagia senza fare differenza alcuna di et\u00e0, sesso o ceto sociale. Lo ricorda molto bene la storia, quando il male invisibile ha devastato l\u2019Italia a pi\u00f9 riprese e molte comunit\u00e0 in queste circostanze si sono rivolte a San Sebastiano, ottenendo la liberazione dal contagio. <br> A ricordarci questo importante nesso fra il Santo e la peste, che gli valse anche l\u2019appellativo di Depulsor pestis, \u00e8 Chiara Frugoni nel suo recente libro Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo, che dedica un intero capitolo al Santo Bimartire, mettendone in risalto il culto, proprio a partire da alcune epidemie come quella dell\u2019anno 680, trascritta nell\u2019Historia Longobardorum e di cui parlano Iacopo da Varazze e Paolo Diacono.<br> \u00c8 infatti a partire da questa pestilenza che il culto di San Sebastiano conosce un primo importante sviluppo dovuto ad un evento che la tradizione ci ha consegnato come una rivelazione privata ad un uomo nella citt\u00e0 di Pavia. In quel tempo le due citt\u00e0 pi\u00f9 martoriate dal morbo letale erano Pavia e Roma e l\u2019ignaro protagonista di questa storia rifer\u00ec al vescovo e alle principali cariche cittadine che l\u2019epidemia avrebbe avuto fine solo nel momento in cui il popolo, avesse eretto un altare a San Sebastiano. La costruzione del nuovo altare fu realizzata nella chiesa di San Pietro in vincoli, che porta lo stesso titolo di quella romana e fatto ci\u00f2, il contagio diminu\u00ec fino a scomparire del tutto. <br> Da quel momento continu\u00f2 a celebrarsi in forma solenne il giorno di San Sebastiano, il 20 gennaio e secondo quello che \u00e8 stato tramandato da Paolo Diacono, nel 1330 era usanza presso questa chiesa nella citt\u00e0 di Pavia, di solennizzare il Santo distribuendo anche al popolo il pane in forma di uccellini. Ancora un\u2019altra occasione vide San Sebastiano come protagonista delle preghiere rivolte al cielo per scongiurare la peste, questa volta nella citt\u00e0 di Firenze. Negli anni Settanta del XV secolo, la citt\u00e0 attraversava un periodo buio dovuto alla pestilenza e per accordarsi il beneplacito del Santo fu esposto sull\u2019altare centrale del Duomo un\u2019opera su tavola raffigurante il Supplizio di San Sebastiano, opera di Giovanni del Biondo del 1475, oggi custodita nel Museo dell\u2019Opera del Duomo.<br> Sono davvero tanti i momenti storici in cui intere comunit\u00e0 hanno cercato l\u2019aiuto di San Sebastiano, specialmente in occasioni di pestilenza e tanti quei luoghi che ancora ne ricordano il potente patrocinio e lo venerano in modo particolare. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"685\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antico-Simulacro-di-San-Sebastiano-giunto-a-Melilli-il-1-maggio-1414-e-li\u0300-venerato-nella-Basilica-del-Santo-685x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9797\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antico-Simulacro-di-San-Sebastiano-giunto-a-Melilli-il-1-maggio-1414-e-li\u0300-venerato-nella-Basilica-del-Santo-685x1024.jpg 685w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antico-Simulacro-di-San-Sebastiano-giunto-a-Melilli-il-1-maggio-1414-e-li\u0300-venerato-nella-Basilica-del-Santo-201x300.jpg 201w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Antico-Simulacro-di-San-Sebastiano-giunto-a-Melilli-il-1-maggio-1414-e-li\u0300-venerato-nella-Basilica-del-Santo-768x1147.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><figcaption>Antico Simulacro di San Sebastiano giunto a Melilli il 1 maggio 1414 e li\u0300 venerato nella Basilica del Santo, foto di Dario Bottaro<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><br> Nel sud Italia, sembra essere la Sicilia ad avere il primato del culto a San Sebastiano, testimoniato da chiese, cappelle, edicole votive e una quantit\u00e0 di opere d\u2019arte che \u00e8 difficile quantificare. <br> Dagli affreschi alle pitture su tela per i grandi altari nelle chiese, ai soffitti dipinti con la gloria in cielo del Santo Soldato, senza considerare la grande produzione di statuaria artistica che ha consegnato a noi contemporanei, veri e propri capolavori di scultura. <br> Il Santo Bimartire \u00e8 raffigurato quasi sempre trafitto da frecce, con un corpo atletico, in riferimento al suo essere innanzitutto un soldato. E se generalmente la Sicilia tutta lo festeggia, \u00e8 soprattutto nella zona centro orientale che si concentrano la gran parte delle feste a lui dedicate. <br> Feste che scandiscono l\u2019anno e gli appuntamenti di un\u2019intera comunit\u00e0, con tempi che rimandano alle tradizioni e i mestieri antichi, seguendo spesso il ciclo della natura e del lavoro dell\u2019uomo e spostando le feste pi\u00f9 importanti dalla data del 20 gennaio ai mesi estivi, in primis per celebrare la fine del raccolto e, in tempi pi\u00f9 recenti, per dare modo agli emigrati di tornare in patria e vivere la festa del Patrono o del Protettore, insieme ai propri cari. <br> Nella provincia di Siracusa il culto di San Sebastiano \u00e8 molto antico e sembrerebbe risalire al primo ventennio del XV secolo, quando giunse sulle coste a nord di Siracusa, una cassa contenente una statua del Santo. Narra la leggenda che la cassa era inamovibile dalle persone del luogo e che anche dai paesi vicini furono fatti alcuni tentativi per rimuovere il prezioso carico, ma solo i cittadini dell\u2019attuale Melilli, riuscirono nell\u2019impresa. Cos\u00ec caricata la cassa su un carro trainato dai buoi ripresero la via del ritorno e si fermarono, senza volersi pi\u00f9 muovere, davanti ad una grotta dove era dipinta l\u2019immagine del Santo. In quel punto venne edificata una chiesa che successivamente fu ampliata e ricostruita in stile Tardobarocco dopo il terremoto del 1693, oggi santuario e meta di moltissimi pellegrini che nella notte fra il 3 e il 4 maggio percorrono molti chilometri a piedi per rendere omaggio a San Sebastiano. Nel territorio aretuseo Melilli \u00e8 certamente il luogo simbolo del culto al Santo, ma in quasi tutte le citt\u00e0 della provincia e anche nel capoluogo, viene celebrato con solennit\u00e0. Compatrono di Siracusa e anticamente antagonista della Concittadina Santa Lucia, San Sebastiano riceve da sempre gli omaggi speciali da parte di una determinata categoria, quella dei lavoratori del porto, portuali o vastasi \u2013 termine siciliano che ha origine dal greco &#8211;  che a lui si sono sempre affidati nella vita quotidiana, tanto da considerarlo uno di loro e da avere una trattenuta in busta paga con la voce \u201cSan Sebastiano\u201d. Ebbene s\u00ec, se la citt\u00e0 \u00e8 stata sempre protetta e custodita dalla Vergine e Martire Lucia, il porto e le sue acque sono state di pertinenza di San Sebastiano, e forse proprio in virt\u00f9 di quelle ferite scaturite dalle frecce, quel simbolo di collera divina che in antichit\u00e0 indicava flagello e morte. <br> Quale miglior santo allora se non il prode Soldato Sebastiano, per allontanare il male invisibile della peste che spesso in Sicilia arrivava per mare?<br> A ricordare questo importante legame tra la citt\u00e0 e San Sebastiano ci sono anche due luoghi, estremamente vicini l\u2019uno all\u2019altro, ma che raccontano due storie completamente diverse. <br> Il primo \u00e8 una piccola chiesa intitolata alla Madonna dei Miracoli, sorta nel 1501 per volere del Vescovo Dalmazio, in ringraziamento alla Vergine che liber\u00f2 la citt\u00e0 dalla pestilenza. <br> Sul cinquecentesco portale d\u2019ingresso dove campeggia al entro l\u2019immagine della Madonna col Bambino, sono presenti ai lati anche San Sebastiano e San Rocco, entrambi invocati contro le pestilenze. Il secondo luogo, appena varcata l\u2019antica Porta Marina, \u00e8 una cappelletta dedicata a San Sebastiano che custodisce una copia in piccolo del Simulacro che esce in processione, in occasione della festa. Questa cappella in stile neoclassico con colonnine scanalate, capitelli corinzi e timpano, fu voluta nel 1912 dalla Fratellanza di S. Sebastiano fra i lavoratori del porto. \u00c8 il luogo simbolo di questa unione fra questa categoria e il Santo, un luogo della fede, della devozione e della memoria che ricorda a tutti la secolare devozione a lui rivolta. Infine c\u2019\u00e8 un evento storico ben preciso che incoraggi\u00f2 la citt\u00e0 di Siracusa a venerare San Sebastiano e ad eleggerlo Compatrono, come ricorda lo storico locale Serafino Privitera nella sua Storia di Siracusa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn quel tempo la peste cagionava nel popolo grande mortalit\u00e0 e infier\u00ec nei mesi di aprile e maggio del seguente anno 1449. Sicch\u00e9 i cittadini di Siracusa in tanto desolamento, come \u00e8 religioso istinto, ricorsero all\u2019intercessione dei Santi, da parte sua il vescovo Santafede assai oper\u00f2 assieme al Senato a soccorrere i poveri e gli ammalati. E fu in questa occasione che dal municipio venne eretta e dedicata la chiesa dirimpetto la Cattedrale al culto del martire Sebastiano, di cui pure una statuetta d\u2019argento fece lavorare a sue spese lo stesso vescovo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricorrenza di San Sebastiano a Siracusa \u00e8 antica ed \u00e8 una delle feste che si svolgono esclusivamente in Ortigia, il centro storico della citt\u00e0. Nel passato il Santo veniva portato fuori nella mattina per essere condotto in processione per la maggior parte delle strade di Ortigia con grande partecipazione di popolo e solo in serata faceva ritorno nella sua chiesa, quella di S. Lucia alla Badia dove agli inizi del Novecento fu trasportato dall\u2019antica originaria chiesa, ormai decadente e distrutta per ampliare il Palazzo di Citt\u00e0. Con il passare del tempo e il conseguente spopolamento del centro storico, questa festa ha risentito della modernit\u00e0 dei tempi e ha perso alcune delle tradizioni tipiche, come la sosta dei portatori durante la processione, nella caratteristica piazza della Graziella, uno dei quartieri popolari dell\u2019isolotto di Ortigia. Nonostante l\u2019incalzare dei tempi, e la necessit\u00e0 di spostare la processione alla domenica successiva al 20 gennaio, poich\u00e9 feriale, negli ultimi anni, grazie al lavoro del Comitato Festeggiamenti di San Sebastiano, la festa sta riacquistando la sua importanza e sono molti i devoti di altre comunit\u00e0 che si recano in pellegrinaggio a Siracusa per omaggiare il Santo. <br>\nUn tempo San Sebastiano lungo il tragitto processionale era scortato dai caratteristici cilii, grossi ceri in legno artisticamente intagliati \u2013otto in tutto \u2013 che venivano addobbati con fiori e sfilavano accanto al fercolo processionale. La festa \u00e8 caratterizzata da diversi momenti di preghiera, primo fra tutti l\u2019apertura della nicchia che custodisce il bel Simulacro ligneo del Santo, espressione di ignoto artista che ha saputo sublimare nella bellezza, il momento del supplizio delle frecce. <br>\nC\u2019\u00e8 poi l\u2019avvicendarsi delle diverse comunit\u00e0 parrocchiali di Ortigia e l\u2019emozionante partecipazione del corpo di Polizia Municipale, di cui San Sebastiano \u00e8 il Patrono. La mattina del 20 gennaio in Piazza Duomo, si svolge la parata di cui sono protagonisti i Vigili Urbani che al termine si spostano nella chiesa della Badia per la loro messa di San Sebastiano, al termine della quale si svolgono l\u2019atto di affidamento e la consegna delle medaglie al merito ai funzionari che si sono distinti per il loro servizio alla citt\u00e0. Ma la festa di San Sebastiano a Siracusa \u00e8 anche espressione di un\u2019antica tradizione che ancora oggi si tramanda, l\u2019offerta del pane. Usanza diffusa in molti comuni della Sicilia in occasione delle feste religiose, a Siracusa assume una valenza del tutto particolare per la forma del pane, raffigurante pesce che i devoti offrono al Santo lungo il percorso della processione. <br>\nLa simbologia del pane \u00e8 un chiaro riferimento cristologico, oltre che al ciclo della vita e al lavoro dell\u2019uomo ed anche la forma rimanda al culto cristiano e agli eventi evangelici che hanno come protagonista Ges\u00f9 e i suoi miracoli, come nel caso della moltiplicazione dei pani e dei pesci. <br>\nQuesto pane offerto durante la processione, viene successivamente venduto all\u2019asta prima del rientro del Santo in chiesa.<br>\nMolti altri paesi nella provincia di Siracusa, celebrano San Sebastiano con grandi festeggiamenti, anche in primavera e in estate, come ad esempio Avola, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide. Queste feste oltre ad essere testimonianza di una fede antica, sono manifestazione di una devozione e una cultura popolare, ancora molto legata alle proprie radici e che in questi contesti riafferma la propria identit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebastiano, il santo che difende dalla peste: il culto e la devozione nella Sicilia sud orientale Dario Bottaro Ogni terra<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9795,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,27,3,43],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Fede e pandemie | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Sebastiano, il santo che difende dalla peste: il culto e la devozione nella Sicilia sud orientale. 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