{"id":9902,"date":"2021-03-21T22:11:28","date_gmt":"2021-03-21T21:11:28","guid":{"rendered":"https:\/\/arteeluoghi.it\/?p=9902"},"modified":"2021-05-11T22:39:59","modified_gmt":"2021-05-11T20:39:59","slug":"i-libri-come-tramite-per-giungere-allaltro-da-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/arteeluoghi.it\/index.php\/2021\/03\/21\/i-libri-come-tramite-per-giungere-allaltro-da-me\/","title":{"rendered":"I libri come tramite  per giungere all\u2019altro da me"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Intervista a Katiuscia di Rocco da diciotto anni alla direzione <br> della Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo di Brindisi<\/p><cite>Antonietta Fulvio<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>L\u2019anagramma di Bibliotecario come suggerisce Stefano Bartezzaghi \u00e8 \u201cbeato coi libri\u201d. <br> Un anagramma che ben si addice a Katiuscia Di Rocco direttrice della Biblioteca Arcivescovile \u201cAnnibale De Leo\u201d di Brindisi. Come per tutti gli enti culturali, anche la Biblioteca ha dovuto fare i conti con la pandemia e \u201crivoluzionare\u201d la propria presenza sul territorio raggiungendo comunque i suoi fruitori grazie alla creativit\u00e0 e alla determinazione della sua direttrice con cui abbiamo piacevolmente parlato di libri e non solo.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p><strong>Partiamo da lontano. Come nasce il tuo amore per i libri, ricordi il primo libro che hai letto?<\/strong><br> In realt\u00e0 non ho un amore sviscerato per i libri, la mia \u00e8 sempre stata una curiosit\u00e0 fortissima di conoscere, sapere luoghi, avvenimenti, individui sul versante logico e con un nesso causale, capire probabilmente il sentimento, il dolore, la gioia. \u00c8 quindi questa curiosit\u00e0 che mi ha spinto a leggere. Non ricordo il primo libro letto. Ne ho letto davvero tanti, un po\u2019 per diletto, un po&#8217; per curiosit\u00e0, molti per professione: ho conseguito il dottorato in storia, dopo la laurea in Lettere, per cui ho letto tantissimi libri di storici, di indagine e critica storica ed ogni libro che ho letto, fossero anche romanzi, novelle di teatro o molta poesia \u00e8 stata una specie di indagine introspettiva. Leggere era ed \u00e8 un modo per capire e conoscere me stessa e attraverso me stessa conoscere e capire gli altri. I libri sono stati un tramite, un mezzo, per giungere \u201call&#8217;altro da me&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quest\u2019anno hai raggiunto il traguardo dei diciotto anni di direzione della De Leo. <br> Ricordi, paure, aspettative\u2026C\u2019\u00e8 qualcosa che vorresti aver fatto e che non sei riuscita ancora a fare? <\/strong><br> Quest\u2019anno ho raggiunto i diciotto anni alla direzione della Biblioteca De Leo e ho moltissimi ricordi. L\u2019inizio \u00e8 stato difficilissimo e complicato perch\u00e9 non ho un cognome brindisino, mio padre \u00e8 abruzzese e abbiamo vissuto poco la citt\u00e0. Ho frequentato qui il liceo e poi l\u2019universit\u00e0 a Lecce ma mio padre era molto legato alle sue radici per cui ogni anno in estate andavamo in Abruzzo. Noi non parlavamo il dialetto brindisino, non mangiavamo il pesce o i frutti di mare perch\u00e9 lui non era abituato e nonostante mia madre fosse brindisina si era adeguata alla cucina tradizionale abruzzese. Ricordo ancora che quando andavano a Bussi sul Tirino, paese di origine di mio padre, nel periodo estivo tornavamo carichi di trote di fiume che poi mangiavano durante l\u2019inverno. Il pesce e i frutti di mare come le cozze e i ricci che io oggi adoro ho imparato a mangiarli tardi. Insomma nella biblioteca, culla della tradizione e della cultura brindisina, trovare una persona non brindisina e comunque con un cognome non brindisino spiazzava ed infastidiva le persone. <br><strong> In che senso? <\/strong><br> Nel senso che non mi si conosceva, non sapevano da dove provenissi, mio padre tra l\u2019altro non era un libero professionista, mia madre faceva la casalinga, insomma proprio difficile da accettare. Ricordo difficolt\u00e0 e lacrime, difficolt\u00e0 postemi sempre da laici: una donna alla direzione della biblioteca? Una donna\u2026 peraltro di appena trent\u2019anni. Mi sentii dire che tutto sarebbe andato perso, bruciato\u2026 Se ho avuto paure? No. Paure sinceramente non ne ho avute. Ero talmente innamorata della ricerca storica, di quello che potevo fare qui e di quello che si poteva fare qui che non ho avuto paure.\u2008N\u00e9 tanto meno aspettative che caratterialmente non mi appartengono. Ho pensato solo che bisogna \u201cfare\u201d e fare tanto. Bisognava catalogare, perch\u00e9 senza catalogazione non  si conosce il patrimonio, e se non conosco bene ci\u00f2 che ho non posso usarlo a pieno. Prima di approdare alla direzione nel 2003 per dieci anni tra volontariato e piccoli contratti avevo avuto modo di conoscere bene la biblioteca e le sue potenzialit\u00e0. Venivo fuori da borse di studio, assegni di ricerca anche con l\u2019Ecole Francaise e stavo finendo il dottorato. Avevo tante idee su quello che si poteva fare e far venire fuori da qui. Se c\u2019\u00e8 qualcosa che avrei potuto fare e non sono riuscita a fare? <br> Cambiare la mentalit\u00e0 di questa citt\u00e0. Reinhold Niebuhr diceva&#8221; Dio, concedimi la serenit\u00e0 di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Codici antichi, incunaboli, cinquecentine e corpose donazioni fanno della Biblioteca Arcivescovile Annibale De Leo di Brindisi un luogo unico tra le biblioteche pi\u00f9 antiche del Meridione e del Salento. Quali impegni anche in termine di divulgazione e conservazione un direttore deve quotidianamente affrontare anche per sfatare lo stereotipo della biblioteca come luogo silenzioso e polveroso e non per tutti? <\/strong><br> Come conservazione tanto, noi dobbiamo mantenere una temperatura ed umidit\u00e0 costante, monitorare la sicurezza del luogo. La nostra \u00e8 una biblioteca un po&#8217; &#8220;strana&#8221;, particolare, nel senso che deve sia consentire l\u2019accesso al pubblico e quindi avvicinare i pi\u00f9 piccoli al mondo dei libri sia custodire e rendere fruibile il proprio patrimonio, con registri linguistici adatti e diversificati a seconda dell&#8217;utenza, il tutto sempre con un grande rigore scientifico in considerazione del materiale che vi \u00e8 all\u2019interno. Quello che \u00e8 difficile far comprendere \u00e8 che oggi l\u2019uno non pu\u00f2 assolutamente annullare l\u2019altro. Non si pu\u00f2 aprire ai ricercatori e non curare l\u2019infanzia o l&#8217;adolescenza. I bambini devono amare la lettura, devono capire che cosa significa leggere in modo da definire uno spirito critico forte, devono capire che la biblioteca non \u00e8 un luogo stantio dove annoiarsi. Il silenzio profondo che in alcune circostanze a qualcuno pu\u00f2 essere piacevole, alla maggior parte dei giovani determina un\u2019idea quasi lugubre. Non \u00e8 questo. Abbiamo organizzato laboratori per bambini, facciamo alternanza scuola lavoro, messe alla prova e servizi di pubblica utilit\u00e0 ed \u00e8 bellissimo che i ragazzi che hanno fatto qui alternanza poi ritornino a fare il tirocinio universitario o chiedano testi per le tesi di laurea. <br><strong> Non solo libri antichi. Come nasce l\u2019idea di istituire un fondo librario su tutte le mafie intitolato alla piccola Angelica Pirtoli?<\/strong><br> Negli anni abbiamo istituito due fondi uno sulle mafie e una sulla letteratura di genere. Le motivazioni sono state diverse: il fondo sulla letteratura di genere che consta di circa 1200 libri, nasce per un\u2019assenza totale di testi di tale argomento qui in biblioteca. Per il fondo sulle mafie, l&#8217;idea nasce durante un laboratorio con una quinta elementare: un bambino che aveva visto una fiction mi chiese &#8220;che cos&#8217;\u00e8 la mafia?&#8221;. Mi resi conto che non avevo un testo che mi aiutasse. Da qui l\u2019idea di mandare una mail a case editrici, scrittori, giornalisti per costituire un fondo libraio. Ho conosciuto moltissime persone in quella circostanza, giudici, magistrati, Maurizio Saso, la giornalista Maril\u00f9 Dimastrogiovanni. Quando si istituisce un fondo librario bisogna trovare un&#8217;intitolazione. Quello sulla storia delle donne \u00e8 stato intitolato ad una storica brindisina poco conosciuta, Giulia Poso, che ha scritto molto sulla storia risorgimentale alla fine dell\u2019Ottocento. Per il fondo sulle mafie da un\u2019associazione antiracket  avevo ascoltato il nome di Angelica Pirtoli tra le tante vittime della criminalit\u00e0 organizzata. Nel 2015 con mia figlia, che all&#8217;epoca aveva dieci anni, in un sabato grigio ci siamo messe in macchine, direzione Parabita. La prima tappa fu Lecce, dove da Paola Bisconti, ebbe in dono i primi libri per il fondo poi proseguimmo per Parabita dove mi attendeva la giornalista Daniela Palma, il sacerdote della chiesa madre e Mario, marito di Maril\u00f9 Mastrogiovanni, che mi port\u00f2 riviste e libri in dono. Visitammo Parco Angelica e l\u00ec ho sentito che il fondo non poteva che essere dedicato a lei. Chiunque oggi chieda un libro di quel fondo librario deve pronunciare il nome di Angelica Pirtoli, perch\u00e9 il suo nome \u00e8 all&#8217;interno della collocazione. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>La figura del fondatore della Biblioteca Annibale De Leo un prelato brindisino illuminato che per volont\u00e0 testamentaria stabil\u00ec la fruizione pubblica della biblioteca. <\/strong><br> S\u00ec, un sacerdote, poi arcivescovo assolutamente illuminato che aveva stabilito, ad esempio, che la biblioteca doveva essere al piano terra del suo palazzo un po&#8217; come forma di protezione, ma sicuramente di controllo dal furto di libri ed ingressi indesiderati. Stabil\u00ec una fruizione cio\u00e8 il termine &#8220;pubblico&#8221; non \u00e8 da poco, io continuo a sottolinearlo in continuazione: si tratta di una biblioteca a giurisdizione arcivescovile, privata quindi, ma pubblica nella fruizione per statuto di fondazione. Annibale de Leo \u00e8 stato lungimirante per tanti motivi, noi qui abbiamo 53 libri posti all&#8217;Indice che lui volle acquistare: avrebbe dovuto denunciarli e sarebbero finiti al rogo, lui invece no, li acquista, li tutela li protegge perch\u00e9 Annibale di dover conoscere per avere la possibilit\u00e0 di rispondere ai detrattori nella maniera opportuna. \u00e8 il sapere che d\u00e0 gli strumenti necessari, gli unici. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un notevole patrimonio da riscoprire. Chi sono i fruitori della Biblioteca?<\/strong><br> I fruitori sono cambiati negli anni, quando sono arrivata erano storici locali, docenti universitari, pochi studenti che svolgevano tesi, qualche scuola che si affacciava. Oggi gli utenti sono vari, ovviamente parliamo del pre pandemia. C&#8217;erano i ragazzi che venivano a studiare, che facevano l&#8217;alternanza scuola lavoro, dottorandi, ricercatori, professori universitari, tesisti, moltissimi studioti di scuole superiori che fanno ricerche su argomenti specifici, c&#8217;\u00e8 la popolazione locale, e non solo, che vuole ricostruire gli alberi genialogici, insomma chiunque si voglia affacciare ad una documentazione che ormai \u00e8 veramente molto vasta e non solo antica.     Il patrimonio si \u00e8 notevolmente incrementato con l&#8217;ultima importante donazione di Beppe Petrono, ben 30.000 libri di storia, politica, filosofia, e poi con il fondo emergenza con il quale abbiamo potuto acquistare per 10.000 euro quasi mille testi (per infanzia, adolescenza, mafia, la letteratura di genere e testi necessari alla decodificazione dei nostri libri antichi). <\/p>\n\n\n\n<p><strong>E all\u2019indomani della pandemia che ha sconvolto le nostre vite, quali strategie sono state adottate per superare l\u2019impossibilit\u00e0 degli eventi in presenza? <\/strong><br> Beh sicuramente il freno che c&#8217;\u00e8 stato a marzo \u00e8 stato sconvolgente, non se l&#8217;aspettava nessuno. Il momento, forse pi\u00f9 brutto \u00e8 stato la seconda chiusura a novembre: si respirava l&#8217;aria di pi\u00f9 forte incertezza e di inutilit\u00e0 di quanto fatto fino a quel momento. Da maggio avevamo organizzato il contingentamento, gel, mascherine, sanificazione. Pensavamo sarebbe bastato. Era come respirare un&#8217;aria di profezia dell&#8217;estinzione e quei giorni a ridosso del dpcm tra le persone che venivano, telefonate, le mail era come dire \u201coddio che cosa leggiamo adesso, il cielo stellato?\u201d. Era come recitano i versi &#8220;del doman non c&#8217;\u00e8 certezza&#8221;. Cos\u00ec veramente tra una notte e un giorno mi sono immaginata &#8220;La biblioteca a domicilio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con l\u2019iniziativa della consegna dei libri in bicicletta avete mantenuto il filo diretto con i lettori e non solo. I libri non solo narrazione ma incontro, scoperta dell\u2019altro e baluardo della memoria. A tal proposito hai una bella storia da raccontare\u2026 <\/strong><br> Una nostra volontaria, iscritta a varie associazioni ha iniziato ad effettuare varie consegne a domicilio in bicicletta, anche se presto \u00e8 stato chiarito che le biblioteche e gli archivi non erano omologati ai musei, potevamo quindi restare aperti se riuscivano a rispettare tutte le norme anticovid. Abbiamo dunque lasciato ai nostri fruitori una scelta doppia cio\u00e8: chi voleva la consegna a domicilio ne usufruiva, in bici sempre, chi poteva e voleva venire biblioteca poteva farlo prenotandosi via mail. Il tutto con l\u2019idea costante \u00e8 che la biblioteca sia un presidio di mutazione, come una presa di coscienza perch\u00e9 in realt\u00e0 le biblioteche credo siano veramente l&#8217;ultimo baluardo di democrazia: i libri non si pagano, ma vengono presi in prestito. In fondo una biblioteca \u00e8 nemica dell&#8217;immobilit\u00e0, \u00e8 come un gioco di prospettiva che bisogna attuare contro qualsiasi falso movimento e contro le illusioni ottiche. Insomma non ce la siamo sentita di attendere il verdetto catastrofista \u00e8 come dei cuentacuentos, cio\u00e8 come dei raccontastorie abbiamo continuato raccontare la storia di questi secoli, fatta di ansia, paure, timori, confusione e sospensione. \u00e8 crollata l&#8217;idea di avere il controllo serrato della realt\u00e0. Abbiamo cominciato ad avere paura di incontrare l&#8217;altro e  fame che comunque si ha dell&#8217;altro genera timore.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/foto-De-Leo-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"9904\" data-link=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/?attachment_id=9904\" class=\"wp-image-9904\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/foto-De-Leo-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/foto-De-Leo-300x225.jpg 300w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/foto-De-Leo-768x576.jpg 768w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/foto-De-Leo.jpg 1296w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/codice-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"9906\" data-link=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/?attachment_id=9906\" class=\"wp-image-9906\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/codice-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/codice-300x225.jpg 300w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/codice-768x576.jpg 768w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/codice.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/P1033197-768x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"9907\" data-link=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/?attachment_id=9907\" class=\"wp-image-9907\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/P1033197-768x1024.jpg 768w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/P1033197-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/rosa-1024x768.jpg\" alt=\"\" data-id=\"9908\" data-link=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/?attachment_id=9908\" class=\"wp-image-9908\" srcset=\"https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/rosa-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/rosa-300x225.jpg 300w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/rosa-768x576.jpg 768w, https:\/\/arteeluoghi.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/rosa.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Come l\u2019emergenza sanitaria che stiamo vivendo in quest\u2019ultimo anno ha condizionato il tuo lavoro?<\/strong> <br> Sono cambiati completamente i ritmi della quotidianit\u00e0 lavorativa, cerchiamo di fare quanto pi\u00f9 possibile noi. In definitiva io sono sola in biblioteca perch\u00e9 gli altri lavorano in smart working, catalogando ed indicizzando le riviste. Le email scambiate con i colleghi sono cambiate completamente perch\u00e9 si aprono e si chiudono con \u201ccarissima\u201d oppure \u201cal pi\u00f9 presto\u201d, \u201cstai tranquilla\u201d o \u201cgrazie di cuore\u201d o \u201cspero che tutto vada bene\u201d e non ci si \u00e8 mai visti, mentre prima il rapporto era molto pi\u00f9 distante e formale. Credo peraltro che l\u2019Enciclica di Papa Francesco si esprima in questo modo. Noi siamo individui in una collettivit\u00e0 e non cresciamo come singoli, cresciamo con gli altri, probabilmente pensando proprio all&#8217;aiuto che possiamo dare agli altri e distogliendoci un attimo dal concentrarci solo su di noi. Sono convinta che solo in questo modo possiamo salvare e costruire la memoria, superare questa condizione di esilio e di solitudine nella quale ci troviamo, questa sorta di inquietudine verso il futuro. Anche in questa difficile situazione possiamo continuare a costruire il futuro, quello dei nostri figli e dei figli degli altri, il futuro dei ragazzi che vanno a scuola in un momento di cos\u00ec grande difficolt\u00e0. Abbiamo cominciato da gennaio a fare degli incontri su Meet mostrando i nostri documenti ad intere scolaresche che non potevano pi\u00f9 entrare in biblioteca: gli insegnanti ci indicano un tema e noi prepariamo i documenti e li esponiamo. La Shoah o l\u2019influenza del 1918, la condizione della donna o i nostri codici miniati diventano su temi su cui discutere. Credo sia necessario continuare a costruire il futuro partendo sempre da un presupposto: la competenza non \u00e8 l&#8217;autorit\u00e0, i luoghi della cultura devono essere dei luoghi di dialogo, di conversazione non di pesca a strascico, non dobbiamo portarci chiunque e chiunque non pu\u00f2 fare qualsiasi cosa. Ognuno di noi ha una specializzazione ed \u00e8 giusto andare avanti per competenze. Il luogo biblioteca ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di informarci su tutto, ci d\u00e0 migliaia di libri da consultare e ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di scavare, di trovare i documenti originali, di capire quale sia la realt\u00e0 e quale sia la verit\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 che probabilmente non esiste pi\u00f9 un&#8217;identit\u00e0 culturale e con lo straziante campanilismo che si continua a fare non si v\u00e0 in realt\u00e0 in nessuno posto, ma si gira in tondo mordendosi la coda. Dobbiamo iniziare ad accorciare le distanze, rispettando le differenze e comprendendo che ormai siamo un insieme di gruppi sanguigni che circolano: non esiste pi\u00f9 una citt\u00e0 esistono migliaia di citt\u00e0 in una citt\u00e0, migliaia di etnie e migliaia di vite e migliaia di storie che devono essere raccontate. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una curiosit\u00e0, cosa sono i \u201cBeb\u00e8 libri\u201d? <\/strong>  <br> Il \u201cBeb\u00e8 libri\u201d \u00e8 l&#8217;iniziativa che ci siamo immaginati proprio per i nuovi arrivati, cio\u00e8 per tutti i nati nel gennaio del 2021, ai quali abbiamo recapitato in bicicletta un libro di favole. Non \u00e8 il classico libro di stoffa con cui il bambino pu\u00f2 giocare nel bagnetto, ma di un vero e proprio testo di fiabe per la notte che i genitori devono leggere ai loro piccoli: \u00e8 un po&#8217; come spegnere le cattive notizie, non ascoltare la televisione, il telefonino, non esiste niente intorno, ci si guarda negli occhi e si trae nutrimento l&#8217;uno dall&#8217;altra o l&#8217;altra dall&#8217;altra, \u00e8 un nutrimento reciproco, una cosa magnifica. Volevamo che i genitori fossero obbligati a trascorrere quella mezz&#8217;ora o anche solo 10 minuti concentrandosi solo sui propri figli, abituandoli all&#8217;ascolto perch\u00e9 i libri aiutano l&#8217;immaginazione, la fantasia e lo sviluppo del senso critico. <br> <strong>Il 14 marzo sar\u00e0 la giornata nazionale del Paesaggio. Anche quest\u2019anno la biblioteca De Leo aderisce. Ci racconti come vi state preparando e quale sar\u00e0 l\u2019iniziativa che avete ideato? <\/strong><br> Come sempre abbiamo aderito alla giornata nazionale del paesaggio e abbiamo pensato di creare un video sui documenti antichi conservati nella nostra biblioteca che raccontano il paesaggio brindisino e quindi il vino, il grano, l\u2018olio ed il porto. Quindi abbiamo trovato su alcuni manoscritti dei disegni del porto di Brindisi, rappresentazioni di uliveti e di vigneti che raccontano tutto il territorio con didascalie e frasi emblematiche per descrivere il sentimento che rappresenta un paesaggio. Campanilisticamente? Ancora una volta no, ma per comprendere in realt\u00e0 che il paesaggio ci appartiene e ci identifica. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un auspicio pi\u00f9 che una domanda: la Cultura, a maggior ragione in questo tempo forzatamente sospeso dalla pandemia, salver\u00e0 il mondo? <\/strong><br> Credo non ci siano altre speranze. La dannazione \u00e8 che chi questo mondo lo pu\u00f2 salvare, purtroppo, chi prende le decisioni, chi fa politica molto spesso strumentalizza la. Nei decenni passati non si \u00e8 investito nei luoghi che veramente potevano cambiare il mondo, le biblioteche, gli archivi, i musei, la scuola, i siti archeologici. Sono quei luoghi che consentono ad una comunit\u00e0 di crescere. La gente deve apprendere con lentezza e deve abituarsi al rispetto. La politica non ha investito sull&#8217;uomo: la scuola \u00e8 sempre stata troppo bistrattata, troppi pochi investimenti per i luoghi ed i progetti di lettura. Invece, sono scrigni che vanno custoditi e fatti fruire.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Katiuscia di Rocco da diciotto anni alla direzione della Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo di Brindisi Antonietta Fulvio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9903,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[52,16,17],"tags":[3336,3331,3333,1314,3337,3334,385,168,507,3335],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I libri come tramite per giungere all\u2019altro da me | Arte e Luoghi<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Intervista a Katiuscia di Rocco da diciotto anni alla direzione della Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo di Brindisi\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link 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