De Giovanni.L’estetica e l’etica nell’arte del paesaggio
Si apre al Must di Lecce domenica 25 febbraio 2026 la personale di pittura dell’artista specchiese. In mostra una selezione di opere allestite nelle sale OffGallery allestite dall’architetto Stefania Branca
Dopo la grande mostra “Tracce di ri€voluzione” tenutasi nel 2012 nel salone delle Feste ex Monastero ai Teatini e “Ossimori pittorici” alla Fondazione Palmieri nel 2019, l’artista Luigi De Giovanni torna ad esporre a Lecce dal 15 febbraio al 1 marzo nelle sale Off Gallery del Must, Museo storico della Città di Lecce. L’evento, promosso e patrocinato dal Comune di Lecce, sarà inaugurato alla presenza del sindaco Adriana Poli Bortone, del direttore del Must arch. Fernando Bonocuore, il giornalista editore Raffaele Polo, arch. Stefania Branca che ha curato l’allestimento. Modera l’incontro la giornalista Antonietta Fulvio.

Luigi De Giovanni Tratturo strada vecchia mare Andrano – cm 80x 120 – olio su tela 
Luigi De Giovanni, Specchia 2024 – cm 100×100 – olio su tela – 2024 
Luigi De Giovanni, Primavera 2024 – cm 100×100 – olio su tela – 2024
Dopo aver dipinto en plein air la costa salentina che da Leuca arriva ad Otranto, fedele ad una poetica che vuole un’arte non solo estetica ma anche etica, rintracciando attraverso segni e colori il dialogo tra uomo e Natura, l’artista specchiese ritorna con una personale che racconta la sua incessante ricerca artistica. Indagare la società di oggi con tutte le sue contraddizioni, la bellezza malinconica del breve tempo dei fiori e la poesia del paesaggio che sa suscitare poetiche emozioni. Raccontare i luoghi ritornando alla Natura. Ritrovare il genius loci che alberga in ogni paesaggio partendo dallo studio del colore, dalla luce naturale che dovrebbe essere la lente attraverso cui guardare le cose del mondo. Oltre i 16:9 dei tv al plasma, dei monitor – dai pc, ai tablet ai cellulari di ultima generazione – che sembrano essere diventati lo spazio di confronto che intrappolano la natura e la natura dell’uomo. Una pittura estetica ma anche etica che inviti l’uomo ad una profonda riflessione e a rifondare la società in relazione ad un rapporto più autentico con la natura. Questo da sempre è il leit motiv del suo fare pittura, una pittura istintiva, traboccante di tracce dei percorsi del pensiero, che si apre all’esterno seguendo sensazioni che muovono dal suo Io. I suoi soggetti sono i paesaggi, in quest’occasione, soprattutto del Salento dipinti nei mutamenti stagionali, i fiori recisi che dalla rigogliosità piena di speranza dei boccioli di vita lasciano cadere i petali nel tramonto dei loro giorni metafora dei cicli della vita.
«De Giovanni, – scrive Federica Murgia – con le sue suggestioni, si lascia travolgere dall’attimo pittorico, si immerge nei colori e ci dona emozioni, tutte riscontrabili in questa mostra fatta di scorci delle marine salentine, che anche nelle opere suggeriscono profumi e descrizioni di mondi segreti, di paesaggi con ulivi contorti dal tempo che cercano di riprendersi dalla devastazione della xylella, di fiori recisi, che in ideali balconi di vita, preannunciano la morte: racconti di natura».
LUIGI DE GIOVANNI
Must Museo Storico Città di Lecce – 15 febbraio – 1° marzo 2026
Lecce, via degli Ammirati, 11
Allestimento: Arc. Stefania Branca
Brevi note biografiche dell’artista
Luigi De Giovanni è nato a Specchia vive ed opera tra il Salento e Cagliari. Sin dalla più tenera età esegue disegni ed acquerelli seguito dalla madre, modellista e sarta diplomata in una delle più prestigiose scuole di Roma. Nel 1967 fa la sua prima mostra collettiva iniziando una intensa attività artistica che lo porta poi ad esporre a New York, Tokyo, Bruxelles, Madrid, Gent, Ginevra, Parigi oltre che a Milano, Roma, Firenze, Venezia, Bologna…. 1969 si diploma all’Istituto d’Arte di Poggiardo. 1970 comincia a dipingere in maniera informale usando tecniche miste e collage. 1973 con il maestro Avanessian inizia lo studio dell’imprimitura delle tele e l’uso delle terre. 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma. 1970 / 1978 segue il Corso Libero del Nudo. 1974 si perfeziona nella tecnica a olio. 1980 sperimenta la tempera all’uovo e realizza alcune opere con un unico filo conduttore “Le scalate sociali”. 1986 collabora continuativamente con l’antica “Galleria degli Artisti” di Cagliari. 1988 sperimenta tecniche miste con l’uso di materiali di scarto simbolo di “rifiuto” quali: segatura, trucioli metallici, pezzi di gomma inservibili, vecchi jeans, carta e tessuti e successiva performance con lancio di uova. 1988 inizia il rapporto con la Galleria “Mentana” di Firenze che lo presenta alla Fiera Arco di Madrid.1990 comincia a realizzare e ad esporre opere che hanno come filo conduttore “l’angoscia nella società attuale” e le delusioni sessantottine, cominciando ad usare i vecchi jeans come tele e come pittosculture, con successiva installazione. 1998 inizia la collaborazione con la Galleria “La Bacheca” di Cagliari. Dal 2000 collaborazione costante con la galleria “Della Tartaruga” di Roma. 2000 comincia a fare installazioni con i jeans e vari altri materiali o oggetti. 2003 comincia a collaborare con la Galleria “III Millennio” di Venezia. 2011 performance con coinvolgimento del pubblico. Nel 2012, con la curatela Toti Carpentieri, ha esposto a Lecce il ciclo di opere “Tracce di ri€voluzione”, lettura dei cambiamenti che hanno caratterizzato la società e i costumi dalla seconda metà del Novecento andando a sfogliare le pagine più dolorose della storia europea e italiana: le grandi guerre, la caduta del muro di Berlino, il ’68, la crisi economica e politica dei nostri giorni. Nel dicembre 2012 a Specchia ha presentato l’antologica “In itinere. Visioni, segni e figure 1966 – 2012”. Nel 2013 con “Dialogo con la Natura. Oltre i 16:9” ha esposto a Brindisi, Mesagne, Tricase.
Nel 2017 e 2018 è stato invitato a Modigliana dove ha esposto le sue opere al MU.VE Museo di Arte Moderna. Nel 2019 ha tenuto una personale a Lecce, Fondazione Palmieri, a Specchia, Castello Risolo, e alla Galleria d’Arte Mentana di Firenze, con la personale “Ritorno alle origini: il ritmo colore della taranta” (2022) ha esposto le sue tele nel Museo Civico Pietro Cavoti di Galatina.
red. Arte e Luoghi

