La notte della Cultura del cibo

Intervista ad Elena Riccardo responsabile dell’associazione “Calliope Comunicare Cultura” con Dina Risolo

Cibarsi di Cultura

Si rinnova a Galatina sabato 30 agosto “La Notte della Cultura” la manifestazione si sta affermando ponendosi come un evento di qualità sostenuto dalle amministrazioni comunali e apprezzato dal pubblico. Lo scorso giugno ne è stata realizzata una prima edizione anche a Taranto, varcando il confine provinciale. Quali difficoltà e quali soddisfazioni si provano nel lavorare ad una manifestazione di questo tipo?

 La prima difficoltà che mi viene in mente è quella di riuscire a far comprendere a pieno agli amministratori il valore di un evento che non punta ai grandi numeri, sia in termini di afflusso sia in termini di giro economico, ma che necessita di quell’attenzione che è possibile solo rinunciando in parte alle logiche e alle “soddisfazioni” degli eventi mordi e fuggi. In questi giorni è ancora calda la polemica, non solo nel Salento ma in tutta Italia,  intorno alla presunta crisi d’identità della Puglia annunciata sul quotidiano online affaritaliani.it. Credo che sia vero che la Puglia stia atraversando un tempo in cui sia necessario fermarsi a riflettere su “come vogliamo vivere”, domanda che gli attori della Compagnia Ammirata diretta da Ippolito Chiarello si porranno e porranno alla gente che vorrà passeggiare per le strade del centro storico di Galatina sabato prossimo. Ubriachi di fama e autocompiacimento forse abbiamo smesso da un po’ di interrogarci sul grande obiettivo di questa “rinascita”. Ora è il tempo di decidere se percorrere la strada già percorsa dalla riviera romagnola o se puntare più in alto. Credo che la Puglia abbia sufficienti risorse, naturali e di genio, per poter aspirare a creare un modello di sviluppo turistico nuovo che sappia coniugare qualità e quantità. Sono fermamente convinta che organizzatori e fruitori di eventi stiano appurando quanto valore, e quindi margini di sviluppo, esista nelle nicchie di mercato, nel turismo slow che predilige l’esperienza al consumo edonistico e nelle manifestazioni che sono radicate nelle comunità e delle quali sono portatrici di valori. La Città di Taranto, non nella sua comunità ma nei suoi amministratori, credo abbia ancora bisogno di tempo per maturare un nuovo concetto di cultura lontano dalle vecchie logiche, a differenza della Città di Galatina.

 

{AG rootFolder=”/images/sampledata” thumbWidth=”200″ thumbHeight=”120″ thumbAutoSize=”none” arrange=”priority” backgroundColor=”ffffff” foregroundColor=”808080″ highliteColor=”fea804″ frame_width=”500″ frame_height=”300″ newImageTag=”1″ newImageTag_days=”7″ paginUse=”1″ paginImagesPerGallery=”10″ albumUse=”1″ showSignature=”1″ plainTextCaptions=”1″ ignoreError=”1″ ignoreAllError=”0″ template=”galleryView” popupEngine=”slimbox”}/galatina{/AG}Quindi nel futuro non più Notti Bianche ma più Notti della Cultura?

Ci sono molte iniziative nel Salento dall’alto valore culturale. Una manifestazione non ha bisogno di portare dentro di se la parola cultura per farla. Sicuramente le Notti Bianche a mio avviso devono essere ripensate per rispondere a nuovi bisogni. E il nuovo bisogno che quest’estate ormai agli sgoccioli ha, a mio avviso, palesemente manifestato è che i nostri luoghi, i centri storici come le spiagge, hanno bisogno di cura e attenzione, hanno bisogno di essere goduti e non calpestati, valorizzati e non dati in pasto a folle affamate. Se poi consideriamo che la Città di Lecce concorre per diventare Capitale della Cultura Europea…

L’ospite di quest’anno è il documentarista Piero Cannizzaro con due suoi lavori Il Cibo dell’Anima e Storie di Pane e di Grano che da anni vengono trasmessi in emitttenti nazionali e presentati nei festival di settore.

Si, nel salotto letterario allestito in piazza Orsini, che animerò anche quest’anno assieme alla delicata e incisiva presenza di Mauro Marino, parleremo insieme a Piero Cannizzaro e al giornalista Antonio Muci dei gesti ancestrali attraverso cui si costruisce l’alchimia del profumo del pane caldo e del rapporto tra cultura gastronomica e religione in Italia nei tre principali culti oltre che nelle comunità Sikh, buddiste e di Osho. Sono molto contenta di avere uno sguardo così gentile e libero come ospite di questa edizione. Quando l’Assessore alla Cultura di Galatina Daniela Vantaggiato ha manifestato il desiderio di approfondire l’argomento cibo nella sua dimensione antropologica e culturale ho iniziato a fare delle ricerche. Conosciuto il lavoro di Cannizzaro ho capito che era la risposta perfetta alla richiesta dell’assessore, una donna dai forti valori e allo stesso tempo capace di grande curiosità e apertura al mondo. E i lavori di Cannizzaro sanno essere così lucidi e senza pregiudizi da aver subito conquistato sia noi organizzatori sia l’assessore.

Quali sono i punti forti di questa terza edizione?

Sono tante le cose che accadranno e i progetti che verranno presentati. Mi preme ricordare che anche quest’anno l’amministrazione consegnerà il “Premio di Laurea Achille Fedele”. Tra i progetti legati al cibo avremo “The awaiting table – Cookery School” dell’italo-americano Silvestro Silvestori, l’eperienza dell’”Ortporto” della Comunità riabilitativa assistenziale psichiatrica di Villa Libertini, la cucina internazionale del progetto “Fugu”, il progetto “Cibo e comunità” dello spin off dell’Università del Salento Espéro srl. I libri che presenteremo sono la “Guida al Buongusto di Puglia e Basilicata” di Antonella Millarte pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, i libri dal titolo “Il Gusto del Tacco d’Italia” di Anna Maria Chirone Arnò con le foto di Alessandra de Donatis e “Dio, come ti Olio!” di Leda Cesari, Giacomo Giancaspro, Bruno Barillari, Alessandra Bianco, Danilo Siciliano entrambi della collana  “Dove c’è Gusto” della casa editrice  Il Raggio Verde. E poi ancora “L’Arte dei Sapori” di Armando Marrocco edito da Amaltea, “Per canti e cantine. Note di un viaggio enofonico in Salento” di Pino De Luca, ed. Kurumuni e “Il Poeta Buongustaio” di Gianni Seviroli ed. Panico che chiuderà la serata con le più belle canzoni di Napoli grazie all’intervento di Tania Lamparelli, voce dei Napolinaria.

Quest’anno grazie alla collaborazione con la libreria Fiordilibro di Emilia Frassanito avremo anche un corner dedicato alla presentazione di libri sotto la Torre dell’Orologio dove verrà presentato “La Puglia che mangia differente” di Cucina Mancina, edito da Union Camere Puglia, si parlerà di “Alimentazione e genitori” con la dott.ssa M. Concetta Strafella e di “Alimentazione Consapevole” con il dott. Luigi Formisano. Non mancheranno le eccellenze del territorio – tra gli altri il senatore Dario Stefàno, lo scultore Armando Marrocco e la Direttrice della Comunità Cooperativa di Melpignano per il progetto “Casa dell’Acqua” Cristina Schirinzi – che presteranno la propria voce alla più bella e divertente letteratura mondiale sul cibo.

Non solo libri, il format prevede spazi anche per l’arte e la musica…

La musica vedrà di scena “La grande bouffe” di Massimo Donno e Simone Franco, Raf Murrone & Power Drum Ensemble, il chitarrista RafQu e il progetto “Nautilius” Tran(ce)formation Duo con Giorgia Santoro e Adolfo La Volpe.

Per il teatro la manifestazione ospiterà un’anteprima nazionale, il monologo in forma di racconto di Renato Grilli “Sotto Sotto” che sarà preceduta da uno stage di allestimento tra il 26 e il 29 agosto ad opera di Teatro della Voce a CB in collaborazione con Teatro Naturale. E gli attori della Compagnia Ammirata, con la direzione artistica di Ippolito Chiarello, saranno in giro per il centro storico, quasi fossero nella sala d’attesa di un ipotetico giudizio universale, a rispondere alla domanda “Come vogliamo vivere?!”, in una lettura poetica e sincera delle nostre vite e dei nostri sogni”…tra cibo, ironia, riflessione e gioco. Grazie al fornaio Santino Beccarisi e all’attrice Helena Stefanelli ne sentiremo dire delle belle sulla Frisa.

D’arte contemporanea e cibo si potrà chiacchierare a tavola all’interno della Art and Ars Gallery in via Orsini e per le vie del borgo grazie alle installazioni di Hermes Mangialardo, Ivan Garrisi e Giuseppe Zilli e la mostra fotografica di Elio Scarciglia. I più piccoli potranno sporcarsi le mani e la bocca nel laboratorio sul cibo di Gabriella Margiotta.

E siccome non di sole parole e spettacolo vive l’uomo, non mancheranno le sorprese e i doni culinarii che appariranno all’improvviso nell’area letteratura e per le vie del centro così come non mancheranno gli esercizi – Amarcord, Anima e Cuore, Il Covo della Taranta, La Corte del Fuoco e Mordi e Fuggi, Caffé della Basilica, L’Angolo del Pasticciere, Stefanelli, Polleria e Salumeria – che proporranno piatti speciali! Anche quest’anno la manifestazione adotterà, grazie alla collaborazione con l’ass. di promozione sociale POIESIS, alcune piccole accortezze per le persone con disabilità.

Tutti a Galatina allora, sabato 30 agosto, per cibarsi… di Cultura. (an.fu.)

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