Impronte, tracce, segni. Nuovi Linguaggi d’arte

Dal 2 febbraio al 15 febbraio 2016 a Spazio Tadini, Milano

Collettiva d’arte a Spazio Tadini

MILANO.  “Impronte-tracce-segni-Nuovi Linguaggi” è il titolo della collettiva d’arte che si inaugura martedì 2 febbraio 2016 alle ore 18.30 nelle sale di Spazio Tadini, Via Niccolò Jommelli, 24, avamposto milanese dell’arte contemporanea.

Ideata e curata da Silvia Ceffa e Michelle Kling Hannover la rassegna vede insieme le opere degli artisti Fabrizio Bellafante, Beatrice Morabito, Yoshie Nishikawa, Massimo Quarta, Francesca Pivato, Armando Melocchi, Giulia Bacchetta, Antonio Borandi, Barbara Callio,  Marita Cavaliere, Lucia Contassa Mecarelli, Salvatore Cosi, Paolo Drovandi,  Agostino Faravelli, Antonella Ferrara, Bruno Greco, Massimo Magistrini,  Catia Massa,  Paolo Mezzadri, Gianluigi Micheletti,  Vittoria Palazzolo,  Luce Maria Porta Fusero, Nicola Virgilio, Larry Woodmann, Donatella Sommariva, Alessandra Renzi, Antonella Maria Trapasso.

Partendo dall’assunto che ogni artista, prediligendo tecniche e materiali diverse, lascia inequivocabilmente con il suo segno la propria impronta nel mondo, la mostra offre l’opportunità di ammirare gli esiti della ricerca artistica dei singoli artisti invitati. Un viaggio nella bellezza dell’arte.

 

 

Dalle nature morte fotografate da Yoshie Nishikawa alle bambole fotografate da Beatrice Morabito che compone una sorta di Diario Segreto per immagini. E ancora dai ritratti pittorici di Vittoria Palazzolo a quelli fotografici di Armando Melocchi nella sua continua ricerca della bellezza da catturare e fissare per sempre anche se solo in un fotogramma. O da far emergere dagli spazi architettonici che, in qualche modo, intrappolano i soggetti dipinti come fa Francesca Privato. L’identità si rivela con lo sguardo sembra essere questo il filo conduttore delle opere di Giulia Bacchetta che insiste sul valore comunicativo della fotografia capace di trasmettere emozioni eterne. Insiste sul valore documentaristico indiscusso del reportage Fabrizio Bellafante: ancora una volta è lo sguardo dell’artista a saper cogliere e a raccontare le storie del mondo, l’umanità che cambia, il proprio tempo. Sull’onda del reportage è anche il lavoro fotografico di Larry Woodmann mentre la fotografia come studio sul movimento è il campo di indagine su cui si muove Massimo Magistrini.

L’identità può essere raccontata anche attraverso lo studio del paesaggio. Che siano creazioni visionarie nate dalla fantasia come nell’opera di Donatella Sommariva. O assemblaggi di materiali tra i più disparati: sacchi di caffè provenienti da tutto il mondo con cartoni, tessuti, cortecce e corde come accade nelle tele di Alessandra Renzi nel tentativo di astrarre e ricomporre ricordi di vita. Vite raccontate attraverso figurazioni e simboli che si intrecciano nelle composizioni di Barbara Callio, nelle astrazioni pittoriche di Luz Maria Porta Fusero o nei paesaggi dell’anima di Catia Massa.  E ancora con le composizioni equilibrate realizzate da Nicola Virgilio secondo la logica dell’incastro di svariati elementi – oggetti dal gusto retrò, volti, ex voto – per esprimere la gioia di vivere e una visione intimistica della vita.

Ma il paesaggio può essere fatto di segni, tracce e impronte, fortemente cromatiche, come nelle figurazioni avanguardistiche dell’artista Salvatore Così, o una vera e propria esperienza emozionale con le creature mutanti e transgenetiche di Massimo Quarta: con la sua pittura provocatoria e rivoluzionaria l’artista salentino riesce a far incontrare il mondo reale, nella quotidianità con il suo carico irrisolto di problemi, e i paesaggi surreali sul cui sfondo si muovono i suoi Farbonauti e le sue Farboline, gli unici esseri capaci di vivere ancora un rapporto idilliaco con la natura.

Contaminazioni tra mondo reale e fiaba, vecchi e nuovi idoli nella tela di Luca La Marca dove sullo sfondo della grande mela metaforicamente avvicinata al simbolo della notissima azienda di Cupertino si inseriscono le immagini della Biancaneve disneyana nell’ottica di una umanizzazione della materialità.

Natura e paesaggio sono i protagonisti, naturalmente in cifre stilistiche diverse, nei lavori pittorici di Bruno Greco,  Marita Cavaliere, Gianluigi Micheletti.

Emozioni, dolore, presenze e assenze che popolano la vita come i sogni. L’identità è anche materia con le sperimentazioni di Antonella Maria Trapasso, le creazioni orafe di Antonella Ferrara che piega i materiali più diversi al suo segno, e gli ortaggi di feltro trasformati in bijoux di Lucia Contassa Mecarelli. Materia che si piega nelle forme scultoree di Antonio Borandi o nei cubi del designer Paolo Mezzadri e e nei modelli di Agostino Faravelli.

Saranno presenti – spiegano le curatrici – anche brand di moda che esprimeranno attraverso le creazioni tracce e segni dell’ispirazione, originalità ed esclusività creando un rapporto creativo-produttivo. L’arte e la moda come sistema comunicativo e strumento di espressione si integreranno e si completeranno. Durante l’inaugurazione l’artista Luca La Marca interverrà con una performance alle ore 18.30. Specializzato dal 2010 nell’attività del Live Painting durante eventi, Luca creerà un’opera dall’acceso contrasto cromatico che si fonde con i collage e l’uso delle parole, per dare vita a nuove interpretazioni. Seguirà alle ore 19.00  la sfilata di moda di Fania Di Girolamo, giovane fashion designer, che interpreterà il tema della mostra. Ispirandosi ad un’antica tecnica giapponese di riparazione di crepe e rotture con oro, la collezione di Fania Di Girolamo mira a comunicare spiritualità e modernità. Il messaggio finale è che c’è una crepa in ogni cosa ed è proprio da lì che entra la luce”.

La serata sarà impreziosita dalla presentazione del libro  “Il Regalo Perfetto” di Marzia Borroni che ha lavorato per molti anni come manager nel campo delle nuove tecnologie, soprattutto legate alle scelte dei consumatori.
Dotata di humour e singolare capacità d’osservazione, Marzia Borroni ha preso spunto dalla sua esperienza professionale per raccogliere in un libro suggerimenti, soluzioni, schede da compilare, diari da aggiornare, insomma un vero e proprio taccuino-vademecum per non scordare mai una data e trovare velocemente il regalo perfetto. (an.fu.)

 


Impronte-tracce-segni-Nuovi Linguaggi”

collettiva d’arte a cura Silvia Ceffa e Michelle Kling Hannover

vernissage: martedì 2 febbraio 2016 alle ore 18.30

Dal 2 febbraio al 15 febbraio 2016

Spazio Tadini, Milano, Via Niccolò Jommelli, 24

Orario di apertura:da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.00

Website della mostra: https://improntetraccesegni.wordpress.com/

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