Mondanità e passione quotidiana. L’arte di Lino Selvatico

PADOVA. Il fascino mondano delle donne ritratte nelle opere dell’artista veneziano, Lino Selvatico (1872-1924), così come l’intima descrizione dell’ambiente familiare e della quotidianità hanno affascinato e sorpreso il pubblico dei Musei Civici agli Eremitani a Padova, dove dal 29 settembre si è aperta la più ampia monografica mai realizzata sull’artista intitolata “Lino Selvatico. Mondanità e passione quotidiana”. Il successo decretato nelle sei settimane di apertura ha indotto a prorogare la mostra fino al 28 gennaio 2018.
Un’occasione unica per riscoprire le opere di uno dei protagonisti della scena pittorica lagunare degli inizi del ‘900, apprezzato dalla critica contemporanea per la “scintillante perizia nella stesura di un colore vivo e vibrante”.
Definito da Pompeo Molmenti uno “squisito indagatore dell’anima attraverso le fattezze del volto umano” , Lino Selvatico fu tra i più richiesti e apprezzati ritrattisti del primo Novecento italiano.
Figlio del poeta e commediografo Riccardo – che fu sindaco di Venezia e ideatore della Biennale Internazionale d’Arte – nato incidentalmente a Padova ove la famiglia
aveva forti interessi commerciali e laureato in legge all’ateneo patavino, Lino fin dal suo esordio alla III Mostra Internazionale d’Arte del 1889 aveva mostrato le grandi potenzialità che lo avrebbero presto condotto al successo.
Come ritrattista era dotato di mezzi tecnici ed espressivi personali e sicuri, con un’abilità del tutto inedita nel rendere l’aura e la personalità del personaggio effigiato. Così – grazie anche a una rete di relazioni di primo piano – le commissioni da ambienti alto borghesi e nobili divennero sempre più numerose, giungendo in qualche caso anche da esponenti di case reali, come fu per il ritratto di Alfonso III di Borbone giovane re di Spagna, realizzato nel 1922.
Frequentatore di intellettuali e artisti, ben introdotto nei circoli di Venezia e Milano, amico dei Sarfatti, Selvatico raggiunse con la fama anche il riconoscimento da parte di critici autorevoli come Primo Levi, Pompeo Molmenti, Vittorio Pica e il potentissimo Ugo Ojetti, partecipando a numerose esposizioni nazionali (dall’Esposizione di Belle Arti a Roma nel 1907 a quella Nazionale di Brera nel 1908) e internazionali, da Monaco, a Dusseldorf, da Buenos Aires a Dresda.
Grazie agli oltre cinquanta dipinti ed altrettante opere grafiche esposte nelle sale del Museo, con la curatela di Davide Banzato, Silvio Fuso, Elisabetta Gastaldi e Federica Millozzi, si scoprirà quanto la ricerca e la libertà di fantasia porti Selvatico a sperimentare e a rendere più vivi i soggetti.
Sono proprio i disegni e le incisioni di Selvatico – studi preparatori e interpretazioni grafiche di soggetti più cari – a costituire uno degli aspetti eccezionali della mostra, rivelati al pubblico per la prima volta in questa occasione ed emersi solo nel 2008. L’esibizione mette in luce non solo l’abilità dell’artista nei ritratti di tono mondano, ma anche le sue note di maggiore intimità e l’attenzione a spunti di vita quotidiana.
La ricerca della perfezione e la sperimentazione di tecniche diverse lo portò al raggiungimento di notevoli effetti chiaroscurali ed illuministici nelle sue opere. Le donne rimangono protagoniste dei suoi dipinti, in primo piano o ritratte nella loro completa nudità ma sempre come icone moderne, erotiche ma mai volgari.

Lino Selvatico. Mondanità e passione quotidiana
Musei Civici agli Eremitani
Padova
Informazioni
biglietti: intero euro 10,00, ridotto euro 8,00
orario 9 – 19.
Chiuso i lunedì non festivi
tel. +39 049 8204551

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