Maurizio Martina. Normale Fragilità

Dal 3 al 10 settembre le opere dell’artista vestiranno le sale della Biblioteca Bernardini.

In occasione della mostra esce il catalogo edito da Il Raggio Verde che organizza l’evento con le associazioni Fondo Verri e Le Ali di Pandora

Antonietta Fulvio

Il poeta Ovidio asseriva che «La bellezza è un bene fragile». Un aforisma che sembra calzare a pennello per i nuovi lavori dell’artista Maurizio Martina che torna ad esporre a Lecce, a distanza di sei anni, con una sua mostra personale negli spazi museali dell’ex Convitto Palmieri sede della Biblioteca Bernardini.


Con una tecnica, che è una sua cifra stilistica, unendo gesto, segno e arte digitale, Maurizio Martina lavora su fogli di carta, prediligendo le cartine geografiche, scegliendo con cura vedute satellitari di paesaggi naturali, in particolare di montagne. Montagne, simbolo di forza e di potenza, che si sgretolano per colpa dei cambiamenti climatici, per l’incuria ancora una volta dell’uomo – come testimonia il recente disastro della Marmolada – ponendo l’accento da un lato sulla fragilità di Madre Terra e dall’altra sull’Umanità che prende vita dai fogli di carta. Ne viene fuori una galleria di volti e sagome che diventano emblematiche figurazioni, l’artista traccia contorni e profili, stende il colore, i blu, i bianchi e tra segni e campiture descrive l’ansia e la diversità, ci racconta del dolore, di solitudini, delinea figure sospese nel tempo. Già, il tempo che passa inesorabile rendendo irreversibili i suoi effetti – cosa siamo? cosa stiamo facendo? dove stiamo andando? – questi interrogativi sembrano suggerirci le nuove opere di Maurizio Martina che ci presentano la “normale fragilità” che è essenza stessa della nostra vita, del nostro essere nel mondo ma poi anche lo stesso mondo lo è.
E quei lavori digitalizzati e trasferiti su carta poi accartocciata non sono forse il segno tangibile della “normale fragilità” che è non solo forma ma anche sostanza? Come lo sono i sogni, i pensieri. Siamo un’umanità fragile come ci ha brutalmente rivelato il “virus”, il Covid 19, che ancora “infuria” come belva invisibile costringendoci a misurare la distanza di un abbraccio. Di un bacio. Tutto davanti ai nostri occhi scorre come normale fragilità: il fuoco doloso che incendia e distrugge i boschi che sono il nostro respiro mentre altrove e non tanto lontano da noi la terra brucia sotto un fuoco nemico. Siamo diventati numeri, ma non siamo numeri.
Forse c’è ancora una possibilità di salvezza se lasciamo che la bellezza diventi la nostra normale fragilità e se impariamo a considerare che la vera forza è accogliere le fragilità. Fisiche ed emotive.
A guardare e guardarci.
Tra le pieghe della carta che disvela le forme. E oltre.

Normale Fragilità

Maurizio Martina

Biblioteca Bernardini Ex Convitto Palmieri

Lecce piazzetta Giosuè Carducci

Dal 3 al 10 settembre 2022

Orario di apertura: dal lunedì al sabato: 10/21. Domenica chiuso.

Catalogo Il Raggio Verde edizioni

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