Specchia, tra i borghi più belli d’Italia

SPECCHIA. Passeggiando tra i borghi più belli d’Italia

di Maurizio Antonazzo

Nel cuore del Capo di Leuca, a pochi chilometri dal mare, sulle pendici di una delle colline delle Murge Salentine, si trova Specchia, la quale deve molto alla sua peculiare posizione strategica: la collina su cui sorge, venne ritenuta un luogo sicuro per rifugiarsi dalle scorrerie saracene. Lo stemma civico, infatti, a suffragio di entrambe le ipotesi, rappresenta un mandorlo che cresce su un cumulo di pietre.

La qualità di vita a Specchia è di alto livello, grazie all’interesse e alle attività volte sia a preservare il patrimonio storico, architettonico e naturale (come i boschi e importanti piante), e a migliorare le norme in termini di sostenibilità.

 

 

 

Il visitatore, partendo dal maestoso Palazzo Risolo, d’impianto cinquecentesco, con il suo portale seicentesco percorrendo un itinerario che si sviluppa in una sottile ragnatela di viuzze, sfiorando antichi frantoi ipogei, potrà raggiungere il Convento dei Francescani Neri e l’annessa Chiesa, che secondo la tradizione locale, fu costruito in quel luogo in ricordo della sosta di S. Francesco d’Assisi nel corso del suo viaggio di ritorno dall’Oriente. Tramite un bellissimo arco ogivale, si accede all’antica cappella del 1532 dedicata al martirio di Santa Caterina di Alessandria; preziosissima per le sue pareti, decorate per tutta la loro superficie da splendidi affreschi.

Un’occasione unica per scoprire un angolo del Capo di Leuca poco conosciuto, in un luogo dove la storia, le tradizioni e la cultura si fondono per portare il visitatore alla scoperta di uno dei gioielli del Salento di ineguagliabile bellezza, paragonabile alle cittadine che si affacciano sul Mediterraneo.

Colui che visita il borgo antico rimane incantato dai luoghi sacri: la Chiesa Matrice,dedicata alla Presentazione della Vergine Maria, quella della Madonna Assunta in cielo e di S. Antonio da Padova, ricche di arte barocca o rococò, la Chiesa di S. Nicola di Myra, protettore di Specchia, e la cripta della Madonna del Passo, una volta “laura basiliana”, a testimoniare la magnificenza del passato e la remota vetustà della cittadina.

 

 

 

 

Silenzio e solitudine accompagnano il turista che si avventura nel borgo antico e a lui parleranno i muri delle case, parleranno i semplici e composti portali catalani o barocchi, le cornici di pietra leccese, i beccatelli dei balconi proiettati sulle strade, le logge panciute in ferro battuto, gli archetti pensili, che ancora adornano le facciate di case un tempo signorili, i fregi, le statue, le colonne, le edicole votive con immagini sacre e sbiadite dal tempo.

Il tempo si è fermato sui palazzi di uomini già molto famosi, sulle casette decrepite di generazioni anonime, sulle vestigia di chiesette o cappelle, per secoli luoghi di culto e ora trasformate, snaturate.

 

Il centro storico di Specchia, annoverato dal 2004 tra i “Borghi più Belli d’Italia”, e nel 2007, premiato dalla Commissione Europea con l’”AWARD EDEN – Destinazione europea di eccellenza” come “Destinazione Rurale Emergente“, così come appare oggi, rivela immediatamente un impianto tipicamente medioevale ed è racchiuso in un perimetro circolare della lunghezza di circa 700 m. corrispondente alle mura ricostruite nel XV secolo. Un borgo antico quotidianamente ancora popolato da un piccolo nugolo di persone ancorate ai più sani valori della famiglia, del lavoro, dell’amicizia e delle tradizioni, ancora oggi fortemente radicate nella coscienza degli abitanti.

Un centro storico, racchiuso in un labirinto di corti, gradinate e vicoli, angoli di secolare bellezza, dove chi lo attraversa, ascolta voci provenienti dalle abitazioni e profumi dei piatti preparati nelle cucine, ubicate lungo le viuzze e le corti che formano un gioco prospettico e una scenografia difficilmente riscontrabile nel resto del Salento, tutto sempre sotto un sole abbagliante e riflesso dai bianchissimi muri dipinti a calce.

Le corti, con la pila in pietra leccese per lavare i panni, con la cisterna comune, con i fiori amorevolmente coltivati, rappresentano gli antichi “salotti” della gente del popolo, che trascorreva all’aperto buona parte della giornata e usava la casa solo per mangiare e per dormire, ai giorni nostri alcune ristrutturate per costituire uno dei primi “Alberghi Diffusi” della Puglia. Il vico, la strada, le corti e gradinate vedevano lo svolgersi lento della vita degli abitanti, sentivano i discorsi di ogni giorno, partecipavano alle loro gioie e ai loro dolori, alle preoccupazioni, alle ansie e ai sogni.

 

 

 

 

 

 

 

Poco distante, situata nelle campagne tra Specchia e Miggiano, si trova la Chiesa di S. Eufemia, un piccolo luogo sacro, di origine bizantina, probabilmente il primo nell’antica storia di Specchia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso Ruffano, in una zona collinare nella dolce quiete della campagna salentina, tra verdi ulivi e caratteristiche costruzioni in pietra a secco, sorge Borgo Cardigliano, un centro di ospitalità turistica, con 200 posti letto, ristrutturato senza modificare l’edilizia originale, da un villaggio rurale dei primi del ‘900, adibito una volta alla lavorazione del tabacco.

Un posto incantato che conserva il fascino del vecchio Meridione agricolo che si estende su 30 ettari di verde mediterraneo. La scoperta di una tomba ipogea nei pressi di Cardigliano fa supporre che il borgo fosse luogo di un insediamento umano già nell’età del bronzo, mentre il ritrovamento di altri reperti archeologici induce a ritenere che esso sia stato abitato intorno al 250-90 a.C. dai Messapi, antica popolazione di origine Illirica.

Con l’attività svolta dalla San Demetrio, dove si producono e si trasformano le erbe officinali che vengono poi distribuite ai negozi specializzati,le attività agricole tradizionali sono state convertite nel nuovo settore delle erbe officinali, preservando un’importante parte storica dell’economia di Specchia.

La gastronomia riveste inoltre una grande importanza in questo luogo. Grazie alle diverse e frequentatissime attività di ristorazione operanti, Specchia ha recuperato molte ricette antiche e prodotti tipici appartenenti al retaggio gastronomico rurale del territorio, che sono molto apprezzati dai turisti. A tavola, l’area del Capo di Leuca, ivi inclusa Specchia, è sinonimo di dieta mediterranea. I prodotti di base della gastronomia locale sono simili a quelli di altri paesi del Mediterraneo: olio di oliva, pomodori, pasta, aromi e ortaggi.

La differenza tra le varie cucine consiste nel modo di preparazione dei prodotti, nell’importanza particolare che ogni popolazione attribuisce al cibo e ai piatti che vengono cucinati e preparati ogni giorno per la gioia e la delizia degli abitanti e dei turisti.

Specchia viene definita anche la Città del Cinema e della Televisione, infatti, è stata tra le prime realtà locali ad aderire alla Fondazione “Apulia Film Commission”, e dal 2007 ospita “ La Festa di Cinema del reale”, un evento dedicato agli autori e alle opere, cinematografiche e video, che offrono descrizioni e interpretazioni personali e singolari delle realtà del mondo.

Il borgo antico di Specchia viene indicato tra le location ideali per le produzioni cinematografiche e televisive nel Salento, dopo le realizzazioni di programmi televisivi come “La Domenica del Villaggio” (Rete 4 Mediaset) nell’aprile 2004 ed “Affari Tuoi – Speciale” (RAI Uno) nell’ottobre 2005, e “La Grande Giostra dei Gol”, la trasmissione di punta di RAI INTERNATIONAL, all’interno della quale è stata proposta la rubrica “La Giostra dei Borghi”, sia nel 2004, che nel 2006, interamente dedicata alla cittadina di Specchia. Anche “Sereno Variabile”, il popolare programma televisivo di RAIDUE, nel presentare le peculiarità turistiche del Salento, ha evidenziato il borgo antico e le offerte di ospitalità nelle dimore storiche di Specchia, con una passeggiata per le caratteristiche stradine del conduttore Osvaldo Bevilacqua. Nel 2007, le seguite trasmissioni televisive: “Linea Verde Orizzonti – Estate”di RAI UNO, e “Cose dell’altro Geo” di RAITRE, che hanno presentato un panorama completo e variegato della cittadina di Specchia; dedicando agli scalpellini della pietra leccese che hanno rimesso a nuovo uno dei Borghi più Belli d’Italia, su STUDIO 100 SAT, Canale 925 della piattaforma satellitare SKY è andata in onda la trasmissione televisiva “FINIS TERRAE”, interamente dedicata al centro storico specchiese.

Diverse le fiction televisive girate nel borgo antico di Specchia, come “Il Giudice Mastrangelo” con Diego Abatantuono, Amanda Sandrelli, Antonio Catania e Dino Abbrescia con la regia di Enrico Oldoini, nella prima edizione e Alessia Marcuzzi nella seconda. Diego Abatantuono con Sabrina Ferilli e Carlo Buccirosso, e con la regia di Carlo Vanzina, ha effettuato le riprese per un episodio del film “Eccezziunale Veramente Capitolo secondo…me”.

Per il grande schermo, nell’anno 2000, il regista Edoardo Winspeare, realizzò nelle stradine del borgo antico, il film di successo “Sangue Vivo” da un soggetto e con atmosfere salentine e qualche anno dopo, ha scelto la cittadina di Specchia come sede operativa, il suggestivo ex Convento dei Francescani Neri, e location del suo film “I galantuomini”, pellicola girata tra la Puglia e il Montenegro, dove un giudice (Fabrizio Gifuni) si innamora di una boss della Sacra Corona Unita (Donatella Finocchiaro), al quale ha partecipato anche Beppe Fiorello.

Nella suggestiva Piazza del Popolo di Specchia, sempre Edoardo Winspeare, ha diretto la sua troupe nella realizzazione della “La Piazza è chiusa”, una pellicola commissionata dalla CARITAS per richiamare l’ attenzione sul problema dell’asilo politico.

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