I colori della Tempesta. L’arte salvata
Nelle sale a maggio il film diretto da Roberto Dordit che racconta l’Operazione Salvataggio organizzata dal ministro Giuseppe Bottai e condotta dal soprintendente Pasquale Rotondi
In tempi di guerra si perdono preziose e incommensurabili vite umane. Questo l’orrore più grande che, purtroppo, continua a ripetersi quotidianamente senza che nessuno riesca a far tacere per sempre le armi. Così luoghi e patrimoni artistici vanno dispersi, spesso letteralmente trafugati insieme alle storie di identità che custodiscono come accadde per molte opere d’arte durante il regime nazista. È solo grazie al coraggio di uomini e donne, eroi spesso dimenticati, che sono stati salvati dal potere distruttivo dell’ultima Guerra Mondiale e dalle razzie dei nazisti tantissimi capolavori che oggi possiamo ammirare nei nostri musei.
Tra le donne italiane si ricordano Fernanda Wittgens, la direttrice di Brera che mise in salvo le opere d’arte dalle rapine del regime hitleriano, la storica dell’arte Palma Bucarelli direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna che predispose il trasferimento delle opere più importanti in luoghi sicuri, tra cui il Palazzo Farnese di Caprarola e Castel Sant’Angelo. Tra gli uomini italiani lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan e Pasquale Rotondi, all’epoca giovane Soprintendente alle Antichità e Belle Arti delle Marche, uno degli “Oskar Schindler dell’Arte italiana” la cui incredibile storia è raccontata nel film I colori della Tempesta che nel titolo richiama il famoso dipinto del Giorgione. Dopo essere stato presentato nella selezione ufficiale del Bif&st 2025, il film da maggio si potrà vedere al cinema distribuito da RS Productions. Diretto da Roberto Dordit, ispirato a fatti realmente accaduti, racconta l’”Operazione Salvataggio” organizzata da Giuseppe Bottai, Ministro dell’Educazione Nazionale, e affidata a Pasquale Rotondi su indicazione di Giulio Carlo Argan, che permise di nascondere circa 10.000 capolavori, tra cui l’enigmatica Tempesta di Giorgione e la Cena in Emmaus di Caravaggio, nelle fortezze marchigiane della Rocca di Sassocorvaro e del Palazzo dei Principi di Carpegna, salvandoli così da bombardamenti, da attacchi aerei e dalle razzìe tedesche.
«Il film riesce a mantenere una forte attualità, – sottolinea il regista Roberto Dordit – rivolgendosi in particolare ai giovani e spingendoli a riflettere su cosa farebbero in una situazione simile. Abbiamo scelto di girare i dialoghi e le situazioni come se stessero accadendo oggi, per annullare la distanza con il pubblico contemporaneo».
A dare volto e voce a questa avventura troviamo un cast di grande talento: Simone Liberati, Antonio De Matteo, Lia Grieco e Victor Carlo Vitale.
L’immersività dell’opera è garantita dalla colonna sonora originale, edita da Casa Ricordi, e firmata da Remo Anzovino che, insieme a una struttura narrativa dal ritmo incalzante, trasforma il film in un vero e proprio thriller d’arte. L’album della colonna sonora verrà pubblicato, in concomitanza dell’uscita del film, su tutte le piattaforme digitali da Universal Music Italia, su etichetta Decca Italy.
Prodotto da Mariella Li Sacchi e Amedeo Letizia per QualityFilm in collaborazione con Rai Cinema, e coprodotto da Staragara (Slovenia), il film non è solo una ricostruzione storica, ma un’esperienza visiva e sonora pensata per la sala, dove la maestosità delle opere salvate e la tensione del racconto possono trovare la loro giusta espressione.
“I colori della Tempesta” è stato realizzato anche grazie al contributo del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission. (an.fu.)
(I colori della Tempesta_Simone Liberati e Lia Grieco (foto crediti ufficio stampa)

