Giulio Regeni. Tutto il male del mondo

In visione al DB d’Essai di Lecce, il 22 aprile 2026 il documentario di Simone Manetti, prodotto da Ganesh e Fandango, dedicato al giovane ricercatore italiano assassinato in Egitto nel 2016

Giulio Regeni. Tutto il male del mondo, il documentario di Simone Manetti, prodotto da Ganesh e Fandango, dedicato al giovane ricercatore italiano assassinato in Egitto nel 2016 e alla lunga battaglia per la verità sul suo sequestro, sulle torture e sull’omicidiomercoledì 22 aprile torna sullo schermo del Db D’Essai di Lecce con due proiezioni alle 19:00 alle 21:00 (ingresso 6 euro – info e biglietti dbdessai.18tickets.it). A quasi tre mesi dalla prima uscita in sala, il film sarà nuovamente proposto per sottolinearne il valore civile e l’importanza pubblica, soprattutto dopo il mancato sostegno da parte della commissione del Ministero della Cultura per le opere ritenute di “interesse artistico e culturale” e di “identità nazionale”. Nel documentario, per la prima volta, prendono la parola in prima persona i suoi genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni: il racconto di un padre e di una madre che hanno scelto di sfidare la dittatura militare di Abdel Fattah al-Sisi e di non arretrare nella richiesta di verità e giustizia. Accanto a loro c’è la testimonianza esclusiva dell’avvocata Alessandra Ballerini, che ha accompagnato la famiglia nel lungo percorso giudiziario culminato nel 2023 con l’avvio del processo contro quattro agenti della National Security Agency of Egypt.

«Non è un film d’inchiesta né un racconto true crime, ma un viaggio che attraversa questa storia dal punto di vista più intimo e vicino possibile a Giulio Regeni. Le voci sono esclusivamente quelle di chi, in forme diverse, ha vissuto questa vicenda direttamente sulla propria pelle. Una storia privata che si intreccia progressivamente con una dimensione pubblica e geopolitica, senza mai perdere il proprio centro umano», sottolinea il regista Simone Manetti. «La narrazione si muove su un doppio registro: quello familiare e quello storico-politico, nel quale Giulio si è trovato ad operare suo malgrado e di cui è rimasto vittima. Il lavoro restituisce questo secondo livello attraverso un ampio utilizzo di materiale d’archivio dei principali network internazionali, che documentano le rivolte, i colpi di Stato e il contesto politico dell’Egitto contemporaneo. A questo si affiancano interviste e riprese originali nei luoghi, in una messa in scena essenziale e rigorosa, sempre al servizio del racconto», aggiungono gli autori Emanuele Cava Matteo Billi. «La storia di Giulio dovrebbe ferire e indignare non solo una parte del Paese ma tutti quelli che hanno un minimo di umanità: la ricerca di verità e giustizia», incalza Domenico Procacci, produttore per Fandango. «Invece fatalmente è diventata una battaglia politica. Il documentario è stato fatto, è uscito nelle sale, ha già vinto il Nastro della legalità. Bocciare un progetto del genere non puoi vederla come una decisione artistica. È una scelta soltanto politica».  

Le proiezioni di gennaio e  febbraio e questo ritorno in sala si legano a una storia di attenzione, partecipazione e presa di posizione che Lecce ha costruito nel tempo. Da anni, a una finestra del palazzo di città, uno stendardo continua a chiedere verità e giustizia per la morte di Giulio Regeni. Dal 29 aprile 2021, di fronte a Palazzo Codacci-Pisanelli, storico edificio dell’ateneo, anche il capoluogo salentino accoglie una panchina gialla dedicata al ricercatore. La targa commemorativa ricorda “il suo sguardo aperto sul mondo”. Paola Deffendi, Claudio Regeni e Alessandra Ballerini sono stati più volte ospiti a Lecce, nell’ambito del festival Conversazioni sul Futuro dell’associazione Diffondiamo idee di valore e delle attività dell’Università del Salento. A lui è infatti intitolato il dottorato in Human and Social Sciences del Dipartimento di Scienze umane e socialiMartedì 5 maggio l’Università del Salento aderirà all’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore. Alle ore 9:30 nell’aula 7 dell’edificio 6 di Studium 2000, ci sarà un’altra proiezione del film, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca con la rettrice Maria Antonietta Aiello, il prorettore alla ricerca Giuseppe Ciccarella, la delegata al Public Engagement Maria Cristina Fornari, i docenti Stefano CristanteFabio de NardisSaverio Di Benedetto, coordinatori del Dottorato in Human and Social Sciences del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali intitolato a Giulio Regeni, e Gabriella Morelli, presidente dell’Associazione “Diffondiamo idee di valore” e direttrice di Conversazioni sul futuro.

(fonte: comunicato stampa)

Foto in evidenza: ufficio stampa

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