La centrale Montemartini e la moda in luce
Uno degli spazi museali più originali di Roma amplia le sue modalità di fruizione grazie a un approccio integrato tra percorsi fisici, supporti tattili e soluzioni digitali. E fino al 15 novembre si potrà visitare la mostra fotografica Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale
ROMA. Inaugurato nel 1912 come primo impianto pubblico di Roma dedicato alla produzione di energia elettrica, il complesso fu dismesso negli anni Sessanta; fino alla riconversione in spazio culturale polifunzionale, operata da Acea negli anni Ottanta, che ha permesso di preservare e valorizzare questo eccezionale patrimonio di archeologia industriale. Nel 1997, con la mostra temporanea Le macchine e gli dei, la struttura ha iniziato la sua nuova vita ospitando una selezione di capolavori scultorei provenienti dai Musei Capitolini.

Centrale Montemartini, crediti ufficio stampa 
Anita Ekberg alla prima del film ‘La Dolce vita’, Roma, 1960 Istituto Luce 
Audrey Hepburn Roma, 1958, Archivio Luce
Lo straordinario successo di pubblico e il grande interesse degli addetti ai lavori hanno consolidato nel tempo il valore di questo spazio, determinandone, nel 2001, la trasformazione in museo permanente. Oggi, grazie a percorsi interamente rinnovati sul piano dell’inclusione, la Centrale Montemartini unisce fascino, modernità e accessibilità, offrendosi come meta ideale da riscoprire in uno dei quadranti più vivaci della Capitale. Un potenziamento ha riguardato sia gli spazi interni che esterni, se pensiamo che lo slargo antistante l’ex centrale elettrica era un tempo un parcheggio e ora è una piazza piccola ma molto curata, con un omaggio a Corrado Puccioni, ingegnere che progettò e difese questa struttura di grande archeologia industriale – ha spiegato l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria Massimiliano Smeriglio.
La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha concluso il progetto finalizzato all’abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali dei Musei Capitolini, Centrale Montemartini, realizzato nell’ambito dei fondi PNRR. L’intervento, durato circa 22 mesi per un importo complessivo di 473.066,88 euro, ha riguardato diversi ambiti dell’esperienza di visita, grazie a una strategia integrata che ha ridisegnato gli spazi, i servizi, gli strumenti di orientamento e i contenuti informativi.
Sul piano dell’accessibilità fisica, gli interventi hanno previsto la riqualificazione dell’area esterna del museo a partire dal piazzale antistante l’ingresso: precedentemente destinato alla sosta dei veicoli, lo spazio è stato interamente pedonalizzato con una nuova pavimentazione accessibile, aree verdi con specie arbustive, corpi illuminanti a pavimento e sedute modulari. Da via Ostiense fino all’ingresso del museo si snoda ora un percorso pedonale protetto dotato di segnaletica tattile, che garantisce l’orientamento in piena autonomia a persone cieche e ipovedenti. Anche all’interno del complesso, il ripensamento degli spazi e dell’accoglienza punta a offrire una perfetta leggibilità dei percorsi, grazie a nuovi elementi di arredo e nuove sedute disposte lungo l’itinerario di visita, oltre a una rinnovata e accogliente area ristoro.
E dal 26 giugno al 15 novembre 2026, (dal martedì alla domenica 9.00-19.00) la Centrale Montemartini ospita Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale, la grande mostra fotografica e multimediale organizzata da Archivio Luce Cinecittà che racconta gli anni in cui la Capitale divenne uno dei principali centri internazionali della moda.
Attraverso 150 fotografie d’epoca, filmati, documenti e 27 abiti originali firmati da grandi protagonisti come Valentino, Sorelle Fontana, Gattinoni, Capucci, Fendi, Galitzine e molti altri, il percorso espositivo ripercorre il dialogo tra alta moda, cinema, industria e creatività che ha dato forma al mito del Made in Italy.
Le immagini dell’Archivio Luce, insieme ai capi provenienti da archivi, maison e collezioni, restituiscono il volto di una Roma animata da atelier, set cinematografici, passerelle e protagonisti dello spettacolo, da Sophia Loren ad Audrey Hepburn, da Anita Ekberg a Liz Taylor.
Un racconto che mostra come lo stile italiano abbia trasformato l’immaginario internazionale e continui ancora oggi a influenzare il mondo della moda.

