Vallà rinasce con il murales di Vesod

Continua il progetto di rigenerazione urbana nel un piccolo borgo trevigiano punto di riferimento internazionale dell’arte urbana contemporanea

Vallà (TV) C’era una volta un paese.
In mezzo ci passava una strada senza colori, la provinciale 667 che taglia in due il centro abitato.
È la storia di molti luoghi. Ma non quella che il “Collettivo BocaVerta” ha voluto per Vallà, riappropriandosi dei paesaggi quotidiani con il progetto di rigenerazione urbana Wallà ha rimesso al centro l’arte e la bellezza. Partendo dai muri degli edifici contrastando il grigiore del cemento e restituendo colore, segni e nuove geometrie. Grazie all’intervento degli street artist invitati sono diventate delle vere e proprie tele dando vita ad un’esposizione di opere a cielo aperto che si arricchisce sempre di più. In questi giorni alle opere già presenti si è aggiunto un nuovo murales che rilegge una triste pagina di storia locale. A distanza di diciassette anni dalla furia di quella tromba d’aria che il 6 giugno 2009 sventrò il paese, la ferita di Vallà trova la sua definitiva trasfigurazione nella bellezza. Con il nuovo, imponente murale firmato dall’urban artist torinese Vesod, il progetto di rigenerazione The Wallà non si limita a ridipingere una parete: trasforma la memoria di una tragedia in un inno corale alla rinascita. Un olmo monumentale dalle radici d’acciaio imbriglia la terra e protegge le case, trasformando le geometrie del dolore in un potente manifesto di resistenza, prima che il festival diffuso accenda i riflettori sui prossimi cantieri.


Partito nel maggio 2021 su iniziativa dell’associazione di promozione sociale “Collettivo BocaVerta”, in collaborazione con il Comune di Riese Pio X e con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Il nome unisce in un gioco di parole il termine inglese wall (muro) e il paese in cui ha luogo l’iniziativa, Vallà (frazione di Riese Pio X, nel Trevigiano). Attraverso il linguaggio della street-art l’obiettivo è migliorare aree di degrado urbano e creare opportunità culturali ed economiche per il territorio, valorizzando gli immobili oggetto degli interventi degli artisti. The Wallà si propone di trasformare i muri di edifici pubblici e privati in tele per un museo permanente a cielo aperto. Ad oggi sono state realizzate 23 opere in totale: 18 su pareti private (case, capannoni) e 5 su superfici pubbliche (scuola elementare, campo da basket e da pallavolo) e l’iniziativa è in continua espansione.Tra gli altri, hanno partecipato al progetto artisti di fama internazionale come Alicè, Ericailcane, Kraser, Zed1, Zentequerente, Tony Gallo, Vera Bugatti, Alessandra Carloni, Bastardilla, Agostino Iacurci, StenLex, Tellas, Franco Fasoli, Pixel Pancho, Joys e Orion. Il 2024 ha segnato un punto di svolta per The Wallà grazie al successo del Wonderwallà Festival, rassegna di eventi, musica e laboratori organizzato a fine agosto che nell’inaugurazione del murales di Vesod vede un bellissimo preludio. Vesod Brero, noto nell’universo dell’urban art semplicemente come Vesod, è uno dei muralisti italiani più apprezzati nel panorama internazionale. Nato a Torino nel 1981, cresce nel solco artistico del padre Dovilio, pittore surrealista, per poi accostarsi negli anni Novanta alla cultura del graffiti writing. A forgiare il suo stile inconfondibile è tuttavia il felice cortocircuito con la formazione accademica in Matematica: una solida base scientifica che gli permette di trasformare le facciate dei palazzi in complesse equazioni visive. Le sue opere monumentali, diffuse da Torino a Miami e da Parigi ad Atlanta, fondono il dinamismo del Futurismo, la tridimensionalità del lettering e un figurativismo anatomico quasi rinascimentale.
“Il murale di Vesod a Vallà incarna l’essenza della rigenerazione urbana, interpretando la rinascita della comunità dopo la devastazione della tromba d’aria”, commenta la critica Antonella Alban. “Un canto corale radicato nella terra e proiettato verso il cielo grazie alla figura simbolica dell’olmo, le cui radici avviluppano le case diventando emblema di resistenza, coesione e speranza. Le inedite linee orizzontali scandiscono il tempo con razionalità, ponendo domande aperte sul presente. Tra elementi reali e suggestioni surreali, con riferimenti cromatici di matrice futurista e una potente proiezione verso il futuro, Vesod non firma solo un’opera d’arte, ma un profondo inno alla vita che invita ciascuno a riflettere sul significato autentico di comunità”.
Il calendario dei prossimi appuntamenti promossi dal collettivo si preannuncia particolarmente ricco di novità e progetti di grande respiro. Ad aprire le danze sarà l’attesissima sesta edizione del Wonderwallà Festival dal 27 al 30 agosto, che sarà aperto da un passaggio fondamentale per la crescita del progetto: il lancio ufficiale di Hyperwallà, un progetto di illustrazione sviluppato in stretta sinergia con il Treviso Comic Book Festival (TCBF). Il percorso artistico proseguirà con la realizzazione di una nuova opera collettiva, mentre a settembre il territorio si arricchirà di un nuovo ed importante elemento figurativo con la collocazione permanente di una scultura firmata dallo street artist Tony Gallo.
Ricordiamo che questa è la sesta edizione di The Wallà, festival nato nel 2021 dall’idea del Collettivo BocaVerta e inserito nella guida “Street Art Italia” di Repubblica. L’intento resta quello di usare l’arte urbana per contrastare l’erosione degli spazi di comunità nei piccoli centri, riattivando i legami sociali.
Il valore scientifico e culturale di The Wallà è garantito dal sostegno del Comune di Riese Pio X, della Provincia di Treviso, della Regione Veneto e dalla collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, impegnata in indagini d’avanguardia per la conservazione del muralismo contemporaneo.
Grazie a questo rigore, le nuove opere si affiancano a quelle di firme internazionali come Ericailcane, Zed1, Peeta e Millo, consolidando un patrimonio artistico destinato a durare nel tempo e a far riflettere le future generazioni.
Non solo sull’identità e la storia dei luoghi, che sottende all’idea di comunità, ma anche sul ruolo importante che la stessa collettività ha sull’aver cura della natura che va tutelata a partire dalla condanna delle cementificazioni selvagge delle piazze delle nostre città. (an.fu.)

Lascia un commento