Maurizio Cattelan e l’arte relazionale

Curiosar(T)e. Un viaggio tra i luoghi e nonluoghi fisici ed emozionali dell’arte contemporanea

“Being an artist is not a job, it’s a malfunction” (Maurizio Cattelan)

Maurizio Cattelan è uno degli artisti più controversi e noti dell’arte contemporanea. Conosciuto per le sue opere provocatorie e ironiche, Cattelan ha ridefinito il concetto di scultura e installazione, trasformando l’assurdo in strumento di critica sociale.
In realtà Cattelan è uno dei massimi esponenti mondiali della cosiddetta arte relazionale (“un’arte che assume come suo orizzonte teorico il regno delle interazioni umane e il suo contesto sociale, piuttosto che l’asserzione di uno spazio indipendente e privato”, Nicholas Bourriaud) che prevede la partecipazione del pubblico alla costruzione o alla definizione dell’opera di cui è partecipe. L’artista relazionale, abbandonando la produzione di oggetti tipicamente estetici, si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del pubblico trasformando l’oggetto d’arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l’opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell’altro, l’incontro. L’arte relazionale ha poco a che fare con i limiti “fisici” imposti da uno spazio espositivo o quelli temporali imposti dalla durata di una mostra. Lo spazio in cui agisce l’arte relazionale è semmai un contesto sociale. E poiché l’artista relazionale dev’essere in grado di operare entro questo tipo di contesto, risulta chiaro il motivo per cui Cattelan è anche un abilissimo comunicatore, che conosce alla perfezione i meccanismi di funzionamento dei media, oltre che il sistema dell’arte di cui si prende abitualmente gioco.


Maurizio Cattelan nasce a Padova il 21 settembre 1960. Autodidatta, inizia la sua carriera negli anni ’80 progettando mobili a Forlì. Negli anni ’90 si trasferisce a Milano e successivamente a New York, dove consolida la sua fama internazionale. Ha fondato riviste come Permanent Food e Toiletpaper, (https://www.toiletpapermagazine.org/) dimostrando un interesse per la contaminazione tra linguaggi visivi ed editoriali.
Cattelan predilige la scultura iperrealista, le installazioni concettuali e le performance. Utilizza materiali come marmo di Carrara, bronzo dorato, acciaio, oggetti ready-made e animali tassidermizzati. Il suo approccio è post-Duchampiano: l’idea prevale sull’esecuzione manuale, spesso delegata ad artigiani specializzati. Questa scelta sottolinea la centralità del concetto rispetto alla tecnica.
La poetica di Cattelan si fonda sull’ironia e sulla provocazione. Le sue opere affrontano temi come morte, fallimento, potere, religione e identità. Attraverso parodia e sarcasmo, l’artista critica la società contemporanea, la politica e il sistema dell’arte. Le influenze percepibili e/o dichiarate dall’artista includono Marcel Duchamp, l’arte concettuale ed il ready-made, ma anche la cultura pop ed i media.
Le opere di Cattelan presentano figure umane iperrealiste, spesso autoritratti, animali tassidermizzati e oggetti quotidiani in contesti assurdi e/o non coerenti. L’uso di simboli religiosi e politici genera shock e riflessione, trasformando la banalità in strumento di critica. Questa strategia visiva destabilizza lo spettatore, costringendolo a interrogarsi sul senso dell’opera.
Fin dagli esordi, Maurizio Cattelan ha costruito la propria poetica anche sull’assenza, sulla provocazione e sul rovesciamento delle convenzioni artistiche. Nel 1989, invitato alla sua prima mostra personale presso la galleria Neon di Bologna, lasciò la galleria chiusa con un cartello recante la scritta “Torno subito”, trasformando il vuoto nell’opera stessa. Negli anni successivi mise in scena falsi furti di opere inesistenti, appropriazioni provocatorie e azioni concettuali che sfidavano il sistema dell’arte. Celebri anche le sue “fughe” dalle esposizioni, come la corda di lenzuola calata da una finestra del Castello di Rivara o la gigantesca scritta Hollywood installata sopra una discarica di Palermo, ecc. Persino le apparizioni pubbliche vennero delegate al curatore Massimiliano Gioni, trasformando l’assenza dell’artista in una parte integrante della sua opera e della sua identità.
Tra le opere più note: La Nona Ora (1999), che raffigura Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite; Him (2001), un bambino inginocchiato con il volto di Hitler; America (2016), un WC in oro massiccio; Comedian (2019), una banana fissata al muro con nastro adesivo, ecc. Queste opere incarnano la capacità di Cattelan di fondere ironia e critica sociale.
Cattelan ha esposto in istituzioni prestigiose come il Guggenheim di New York (retrospettiva All, 2011), la Biennale di Venezia e il Blenheim Palace. Collabora con gallerie internazionali come Gagosian e ha partecipato a mostre in Europa, Asia e America. Nel 2026 durante la prossima Berlin Art Week riceverà il Preis der Nationalgalerie con una mostra alla Neue Nationalgalerie di Berlino.
La critica lo definisce ‘giullare dell’arte contemporanea’ e ‘post-Duchampiano’. Alcuni lo considerano un provocatore, altri un poeta tragico capace di fondere ironia e riflessione sulla condizione umana. Le sue opere suscitano dibattiti accesi, evidenziando la capacità dell’artista di trasformare l’assurdo in linguaggio universale e lo rendono, come sopra già detto, probabilmente, il maggiore esponente della cosiddetta arte relazionale, in quanto le sue opere si concentrano sulla creazione di contesti e relazioni sociali, spostando l’attenzione dall’oggetto fisico all’interazione che esso genera nel pubblico e nei media. L’artista utilizza l’ironia e la provocazione per innescare dibattiti e reazioni inaspettate, abolendo spesso i confini tra arte, vita e pubblico; la famigerata “Comedian”, installazione con la banana attaccata al muro con nastro adesivo ne è esempio perfetto: l’’opera non è tanto l’oggetto in sé, quanto il discorso e le reazioni che genera, trasformando un elemento banale in un catalizzatore di interazione sociale, un’opera che abolisce le distanze e, grazie anche ai media, innesca discussioni e controversie che continuano anche senza la visione dal vivo dell’opera un’opera che crea interazione e dialogo, solleva infatti domande e genera dibattito nel pubblico, spostando l’accento dall’oggetto all’interazione ed al contesto sociale in cui esso si inserisce.
Certamente Maurizio Cattelan continuerà a far discutere, ma è indubbio che, nel bene o nel male, ha ridefinito il ruolo dell’arte contemporanea, utilizzando l’ironia come strumento di critica e riflessione. Le sue opere, sospese tra assurdo e verità, invitano lo spettatore a interrogarsi sulle contraddizioni della società e sul significato stesso dell’arte.
Valuteremo se il recente rallentamento dell’ascesa delle sue quotazioni milionarie (il water d’oro dell’artista, intitolato “America”, è stato infatti venduto all’asta da Sotheby’s nel novembre 2025 per poco più di 12 milioni di dollari -circa 10,4 milioni di euro-, una cifra che ha deluso il venditore, Steve Cohen, in quanto corrispondente quasi solo al valore del metallo prezioso più i diritti d’asta, senza un grande plusvalore artistico, nonostante l’obiettivo iniziale fosse di superare i 17 milioni di dollari dell’opera “Him”) sia un incidente di percorso o l’inizio di un nuovo corso per l’arte contemporanea. D’altronde l’arte, come la vita, si rivela a chi sa attendere.
Le opere di Cattelan sono presenti nelle collezioni permanenti di Fondation Pinault, Parigi; Fonds National d’Art Contemporain, Puteaux; F.R.A.C., Languedoc-Roussillon e Nord-Pas de Calais; Collezione Gilles Fuchs, Parigi; Museo d’Israele, Gerusalemme; Collezione Dakis Joannou, Atene; Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea, Torino; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Collezione Jumex, Città del Messico; Museo Migros, Zurigo; Collezione Elaine Dannheisser, New York; Museo Guggenheim, New York; Collezione Rubell Family, Miami e Museo d’Arte Contemporanea di Seattle, Seattle.
Maurizio Cattelan è rappresentato storicamente da gallerie internazionali di primo piano tra le quali la Galleria Massimo De Carlo (https://massimodecarlo.com/it/artists/maurizio-cattelan ), la Galleria Perrotin (https://www.perrotin.com/en/artists/maurizio-cattelan), la Marian Goodman Gallery (https://www.mariangoodman.com/artists/35-maurizio-cattelan/), ecc., sui cui siti web possono essere reperite ulteriori informazioni ed opere dell’artista.
Si chiama The Single Post Instagram l’account di Maurizio Cattelan sul noto social network. Ogni uno /due giorni posta una immagine cancellando tutte le altre. https://www.instagram.com/mauriziocattelan/ ; per il resto le immagini delle opere dell’artista sono virali su tutti i mass media
Un breve focus merita “Toiletpaper”, che è contemporaneamente, come già sopra anticipato, una rivista d’arte ed un progetto di comunicazione visiva fondato nel 2010 da Maurizio Cattelan e dal fotografo Pierpaolo Ferrari. Il magazine è famoso per essere composto interamente da sole immagini e privo di testi, con un’estetica surreale, provocatoria, coloratissima e dal forte gusto pop. Le pagine contengono solo fotografie che mescolano moda, pubblicità e incubi a occhi aperti e riproducono scene bizzarre, paradossali o disturbanti con la perfezione tecnica delle riviste patinate.
Questo progetto è uscito dalla carta stampata per diventare un vero e proprio stile di vita. Ha dato vita a collaborazioni celebri — come la linea di oggetti per la casa con Seletti (https://www.seletti.it/it#) o i prodotti di design con Gufram (https://cattelan.it/brand/gufram/)

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