Semplicemente Verdone

Gli scatti dell’attore romano nell’ex Convento ai Teatini di Lecce in occasione dell’undicesima edizione del Festival del Cinema Europeo

Semplicemente Verdone

di Antonietta Fulvio

 

Semplicemente Carlo Verdone. In foto rigorosamente bianco e nero, molte delle quali tratte dal suo album di famiglia. Da piccolo con il fratello Luca. O sempre con Luca in “Senti chi parla” (teatro, 1980) o “Il mondo di Rabelais” (1973) agli esordi teatrali.

O, ancora,  nella foto che lo ritrae di profilo insieme alla splendida Laura Chiatti alias Lara (ospite con Verdone questa sera alle 21,30 in occasione della proiezione del film), tra i due sguardi il fumo evanescente di una sigaretta…Diversamente bella nella sua irriverenza quello invece che lo ritrae con l’amico Christian de Sica in “Borotalco”(1981) premiato con ben cinque David di Donatello.

Altrettanto belle quelle che a colori, molte sono foto di scena e di set che catturano, e presentano tra mille smorfie, sguardi e sorrisi, l’attore tra i più versatili e simpatici, un vero outsider del cinema italiano. Non per niente la critica lo ha considerato l’erede dell’Albertone nazionale. Commoventi gli scatti che lo ritraggono con il grande Alberto Sordi dentro e fuori dal set. Era il 1982 e fu proprio Sordi a volerlo nel ruolo di suo figlio in  “In viaggio con papà” . Indimenticabile.

 

 

Si potrà visitare fino a domenica (9,30/13,30 e 17,30/21,30) negli spazi dell’ex Convento ai Teatini, la mostra che l’undicesima edizione del Festival del Cinema europeo ha voluto dedicare all’attore e regista romano.

Circa sessanta foto. Tanti scatti intriganti, simpatici, talvolta irriverenti provenienti dall’archivio personale dell’artista, che raccontano l’attore e l’uomo, cogliendo dietro la sua faccia “acqua e sapone” come il titolo di una delle sue prime pellicole, la sua vena malinconica e comica, poetica ed esilarante. Come i personaggi dei suoi tanti film diventati cult. Icone di una società fragile, in bilico tra nevrosi e desideri, tra tra sentimento e cinismo. Su uno schermo  scorrono le immagini video, con un salto temporale ripropongono le caratterizzazioni dei tipi verdoniani ai tempi di “Non stop” , la sua voce inconfondibile  distrae per un momento la visione delle foto. Ma è solo un momento. Lo sguardo ritorna ad essere catalizzato dalle immagini, molte delle quali scatti privati con Alberto Sordi o con Christian de Sica, ad esempio.

Una sezione a parte potrebbe essere intitolata Carlo e le donne. Con Margherita Buy, burbero ma simpatico in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato (1992). Con Ornella Muti, timido e impacciato (Io e mia sorella, 1987). Con Asia Argento, dolce e protettivo in “Perdiamoci di vista” (1994). Con Claudia Gerini in una posa da latin lover, maschio latino… che è stato baciato  – lo testimonia uno scatto stupendo – dall’affascinante Meryl Streep. Basta guardare una foto e immediata scatta la rievocazione, va in play una scena, una sequenza particolare.

E raccontano un successo meritatissimo, conquistato sul campo, passando dalle tavole del palcoscenico al cabaret  di “Tali e quali (1977),  poliedrico spettacolo dove dava vita alla sua straordinaria galleria di  personaggi che gli valse la chiamata di dove Enzo Trapani per la trasmissione  RAI Non stop. Poi l’incontro con Sergio Leone, stupendo è  lo scatto che lo ritrae insieme a Mario Brega e al regista  che produce  il suo primo film  “Un sacco bello”. E’ il 1980 e sullo schermo approdano tre personaggi, Enzo Ruggero e Leo, tre tipi completamente diversi le cui strade si intersecano. Tre ruoli che Carlo Verdone interpreta magistralmente  conquistando i primi premi il David di Donatello e Biglietto d’oro.  Un film leggero e divertente pervaso da una impalpabile vena malinconica;  dietro la risata si riflette sul valore della solitudine. Come Sordi, Carlo Verdone si serve della sua vis comica per leggere la società, scoprire vizi e virtù di uomini e donne, con la levità del riso scarnifica i pregiudizi, affronta i temi sociali più vari, con i suoi film la commedia all’italiana diventa commedia di sentimenti, specchio della società, indagine sulla vita.

Una vita che viene scandita da quelle microstorie, piccole narrazioni di una quotidianità a volte scontata, raccontate con incredibile ironia, senza mai cadere nella volgarità.

Ecco allora ritornare su quel susseguirsi di scatti che, tra un pannello e l’altro quasi a mo’ di fisarmonica, raccontano le tante pellicole che si srotolano d’improvviso sotto gli occhi del visitatore, anche il più distratto.

Nella foto tratta dal film “In compagni di scuola” lo ritroviamo sorridente con  i protagonisti maschili del cast, Cristian de Sica, Alessandro Benvenuti, Massimo Ghini, Maurizio Ferrini, Piero  Natoli, Luigi Petrucci, Giovanni Vettorazzo, Gianluca Favilla. Già il sorriso di Verdone. I suoi sorrisi, spesso timidi e impacciati. Che strappano risate anche quando sono cinici ed esasperati. Un sorriso che ritroviamo in altri scatti proposti come quelli con Francesca Neri e Sergio Rubini nella foto di “Al lupo al lupo” (1992)  in “Cuori nella tormenta” (1984) con Lello Arena e Marina Suma o in “Gran Hotel Excelsior” al fianco di Enrico Montesano, Adriano Celentano e Diego Abatatuono… Divertentissima la foto che lo ritrae con occhialoni da miope del fantastico protagonista di Rosso bianco e Verdone, tenerissimo quello dove è con il piccolo Federico Rizzo in una sequenza de Il bambino e il poliziotto. In quel sorriso l’umanità di un grande attore che continua a farci sorridere e a riflettere sul senso della vita.

 

 

(pubblicato su Barisera, 16 aprile 2010)

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