Il carteggio Brandi-Morandi in un libro davvero speciale

Il carteggio Brandi-Morandi in un libro davvero speciale

di Angelo Lippo

 

Quando un artista lascia il segno del suo passaggio nell’avventura del mondo, non c’è tempo che tenga. E’ sempre stato così, e lo ancora di più per un artista del calibro di Giorgio Morandi, del quale a vent’anni della sua scomparsa, si praticano nuove strade per una più approfondita conoscenza della sua attività. Bene ha fatto Marilena Pasquali a rivedere il suo impegno per Giorgio Morandi, per il quale ha profuso sempre energie in diverse direzioni, non ultima la nascita del Museo Morandi che, purtroppo, è destinato come ribadisce la stessa Pasquali un “riassetto organico”, ma che in sintesi vuol dire la sua definitiva chiusura. E’ una delle tante infamie  alle quali ci sta abituando il sistema culturale del nostro belpaese, e fa bene la Pasquali a ribellarsi a questa decisione davvero ignominiosa.

Ma torniamo a questo corposo volume pubblicato dalle benemerite edizioni Gli Ori di Prato: “Cesare Brandi, Morandi, a cura di Marilena Pasquali con il carteggio Brandi-Morandi”, preceduto da un esaustivo saggio della Pasquali e integrato da oltre una ventina di scritti di Cesare Brandi, che circumnaviga in lungo e in largo le ragioni dell’arte del maestro  bolognese. A rileggere questi scritti si percepisce subito la qualità di una scrittura critica capace di innervarsi nel corpo dell’opera in esame, e che suggerisce indicazioni e mutamenti di una realtà artistica come quella italiana ed europea della quale Morandi è stato un protagonista d’eccezione. Le parole brandiane aiutano a meglio comprendere e ad afferrare il significato e la profondità dell’opera morandiana, spesso confinata ai margini da parte di certa critica, tesa soltanto a vedere gli aspetti esteriori delle novità e a compiacersene senza capire il senso di marcia. Questi scritti sono il frutto di una severa lezione di estetica, ma anche l’esempio illuminante di come e quanto due amici, un artista e un critico, possono stabilire un legame profondo che va al di là di ogni connotazione.

Il libro si avvale anche di ulteriori approfondimenti a cura di Vittorio Brandi Rubiu, ma soprattutto registra con capillare puntualità il fitto carteggio intercorso tra i due amici dal 1936 al 1964, e dopo la morte di Morandi, quelle di Brandi e di Anna, Dina e Maria Teresa Morandi. L’epistole sono ben 209, di cui  più di 130 sono a firma di Morandi, e svariano dalla elencazione di piccoli fatti quotidiani a vicende strettamente artistiche, alle quali entrambi erano legati a doppio filo. Dentro vi palpita un’umanità davvero straordinaria, per l’eccezionalità e la dovizia di particolari, che aiutano a capire meglio la vicenda artistica personale di Morandi e quella più in generale dell’Italia del Novecento Italiano. Un carteggio, insomma, diario di due anime che si integrano e amalgamandosi cercano orizzonti più ampi, che meritano la nostra riconoscenza e la nostra devozione.

 

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CESARE BRANDI, Morandi, a cura di Marilena Pasquali con il carteggio Brandi-Morandi, Editore Gli Ori, Prato, 2008, pp.374

 

Angelo Lippo

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