MADEIN ALBANIA

Il  docufilms arà proiettato mercoledì 22 febbraio ore 20

MADEIN ALBANIA

Cinema DB d’Essai – via dei Salesiani 4, Lecce

 

 

Sarà proiettato in anteprima mercoledì 22 febbraio alle ore 20.00 c/o il Cinema DB D’Essai di Lecce,  alla presenza della regista Stefania Casini (nella foto), di Silvio Maselli e di Livio Marsico attore, il docufilm MADEIN ALBANIA, Film documentario di 90 minuti, scritto e diretto da Stefania Casini. Il film è stato realizzato in collaborazione con RAICINEMA col contributo di MEDIA e di Apulia Filcommission. Una coproduzione Bizef Produzione Srl – Erafilm Production

MADEIN ALBANIA (non è un errore di battitura ma la pronuncia fonetica al tempo del dittatore) è un film documentario che racconta l’Albania di oggi, 21 anni dopo la caduta del regime totalitario attraverso gli occhi e gli incontri di tre ventenni.

 

Un documentario  costruito come un film on the road che segue i tre protagonisti nei loro viaggi solitari  e racconta gli incontri con personaggi  molto particolari.

 

Gli incontri sono incontri ravvicinati di tipo emozionale, che fanno scoprire parti inedite del paese : luoghi  come Kombinat il vecchio complesso tessile diventato terra di conquista per chi scende da nord e si insedia a Tirana in cerca  di lavoro , o la realtà rurale di una bellezza commovente di città minerarie abbandonate, o ancora  le aspre montagne dove ci si spezza la schiena per cercare il cromo.

Si intersecano racconti del passato , per averlo vissuto in prima persona , e  contrasti del presente di una nazione che in 20 anni è passata dalla chiusura totale alla libertà di internet. Un passaggio forse troppo repentino di un paese ancora in  transizione .

I protagonisti

Vito parte dal Salento verso l’Albania convinto di trovare la sua moto rubata . Ovviamente la sua visione dell’Albania è lo stereotipo classico: terra di frontiera, dove convergono moto e macchine rubate. Nel viaggio conoscerà una realtà diversa e inaspettata.

Rubin è stato una mente attiva nel movimento del MIAFT quando I giovani, incoraggiati dal cambiamento dell’allora sindaco Edi RAMA, manifestavano contro la corruzione e cercavano una via politica per esercitare la democrazia. Oggi, deluso dalla politica si occupa di musica ed ha aperto un centro culturale con alcuni amici il Tirana Express ,che in poco tempo è diventato il punto di riferimento della gioventù attiva di Tirana.

Nel documentario lo seguiamo verso Sud per conoscere alcuni amici come Luan, il vecchio scafista che senza retorica ci racconta come stavano realmente le cose a Valona al tempo del traffico di clandestini . Arriveremo dai suoi genitori e scopriremo un’altra Albania, forte del senso della famiglia, delle tradizioni, della volontà di costruire un paese nuovo.

Bora è una giovane  che studia all’estero e torna  in Albania per le vacanze. Anche lei militava nel Miaft insieme a Rubin . Il nostro incontro è stato determinante per capire che sarebbe stata perfetta per il documentario, perché anche lei è frutto dei contrasti che animano questo paese.

Bora incontra Vito ,grazie all’amico Rubin e cerca di aiutarlo come può per ritrovare la moto  poi gli consiglia di proseguire il viaggio da solo se vuole veramente capire qualcosa dell’Albania.

 

 

Vito passa nella loro vita come una meteora e diventa una sorta di pretesto per dare il la ai tre viaggi che s’intersecano e si alternano per darci una visione del paese.

Vito si dirige verso nord seguendo l’impossibile traccia della sua moto, Bora verso Scutari per rivedere un’ultima volta la casa dove è vissuta da piccola, e poi nel profondo nord attratta da un’Albania ancora prevalentemente rurale .

Rubin torna al sud per ritrovare i genitori.

Un film con un tessuto narrativo che si fonde nel linguaggio del documentario. Ogni personaggio che incontriamo ci racconta con le sue verità un tassello di questo paese così vicino e così poco conosciuto.

Nel ritratto dell’Albania ritroviamo molto di noi Italiani, personalmente mi sento a casa e la grande ospitalità ,l’ingenuità, il fermento, l’individualismo degli albanesi mi ricorda l’Italia degli anni ’60.

 

La regista

Stefania Casini dopo una laurea in architettura e una brillante carriera di attrice che le permette di lavorare con Pietro Germi, Bernardo Bertolucci, Peter Greenaway, Dario Argento, Paul Morrissey, alla fine degli anni 70 si trasferisce a New York dove lavora con ANDY WARHOL nel film Andy Warhol’s Bad, decide di passare dietro la macchina da presa e inizia la sua carriera di giornalista e regista. Per il cinema scrive e dirige con Francesca Marciano il film” Lontano da dove” presentato al FILM FESTIVAL di VENEZIA. Scrive e dirige poi: UN PARADISO DI BUGIE con Claudio Amendola e Antonella Ponziani. Dirige nel biennio 2000-2002 il Film Festival “Terra di Siena”. Dirige 6 TV movie per MEDIASET.

Viaggiatrice esperta e intrepida realizza numerosi documentari e reportage in tutto il mondo per MIXER, Format, tra cui le fortunate serie “AMERICA LATINA: storie di donne”, “ISLAM:storie di donne”, “Avere 20 anni a…” e per LA STORIA SIAMO NOI: “Vergogna : viaggio al centro del pudore”.”Preti di strada” “Il futuro è già qui:viaggio nella comunicazione.” Così lontani così vicini:ritratti di periferia”. Ha creato e realizzato per RAISAT Premium il filler BORSETTE. Inoltre ha realizzato alcuni filmati emozionali per MARATONARTE e il documentario sui beni confiscati  “Schiaffo alla mafia”. Curiosa ed eclettica oltre all’attività di regista ,come giornalista ha tenuto rubriche su AMICA,TVSorrisi e canzoni,collaborato con Marie Claire, Grazia, Sette,Gioia e nel 2010  ha diretto la TV digitale terrestre IESTV, incarico che ha lasciato per tornare al documentario con MADEIN ALBANIA

Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti.

Info: 338.3331976

(fonte: ufficio stampa)

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