Bodini. Un Uomo Condannato al Coraggio

Dal 22 febbraio al 31 agosto 2014 la mostra documentaria dedicata all’illustre poeta e scrittore leccese

Ri-scoprire Bodini. Al Must

di Antonietta Fulvio

Le sale del Must diventeranno le stanze di Vittorio Bodini con la mostra Un Uomo Condannato al Coraggio che da sabato 22 febbraio al 31 agosto occuperà il primo piano dell’ex convento di Santa Chiara, che si affaccia sul Teatro Romano, sede del Museo Storico di Lecce in via degli Ammirati.

Una mostra visiva e multimediale per raccontare, a cento anni dalla nascita, Vittorio Bodini. Ricostruire la sua vita e le sue opere attraverso le 250 testimonianze fotografiche e documentarie più incisive sul suo percorso pubblico e privato.

 

La mostra è stata presentata stamattina, nell’Open Space di Palazzo Carafa, anticipata dall’intervento di Airan Berg, direttore artistico della candidatura, che ha voluto ringraziare personalmente tutte le persone e i media partner che stanno lavorando per documentare le istanze di cambiamento del territorio nella costruzione di Eutopia, il senso dell’esperienza che sta vivendo una città candidata a diventare Capitale Europea della Cultura 2019.

“Una proposta di candidatura è tanto più competitiva quanto più coinvolga la comunità di riferimento – il commento del sindaco Paolo Perrone che ha aggiunto – Lecce è riuscita ad entrare nella short list delle città prescelte anche per questo, perché si tratta di una candidatura fortemente condivisa da associazioni, organizzazioni e imprese che a titolo volontaristico hanno deciso di dare una mano per consentire alla città di approfittare di questa grande occasione”.

“È un onore che mio padre possa servire ad accompagnare Lecce in questa grande sfida – ha rimarcato Valentina Bodini. “Per questo, dopo quarant’anni dalla sua morte, il Centro Studi e tutte le persone che stanno lavorando a questo centenario hanno scoperchiato il vaso di Pandora: per consentire a Bodini di diventare patrimonio della città di Lecce”. Una città che si appresta a rendere omaggio ad uno dei suoi figli più grandi, un protagonista della cultura italiana e internazionale del Novecento per molti anni ingiustamente trascurato dal sistema culturale italiano. “Addentrandosi nelle sette stanze del Must, sarà come “entrare nel mondo letterario di Bodini senza uscire dal mondo reale” – ha spiegato il curatore Antonio Minelli, anticipando particolari sull’allestimento della mostra. Una mostra non facile, per la straordinaria ricchezza di materiali che raccontano di un vero e proprio universo fatto di scritture ma anche di relazioni con esponenti del panorama letterario internazionale. Così pur effettuando una rigorosa selezione, che registra delle mancanze – per esempio Curzio Malaparte e Natalia Ginzburg e altri – di stanza in stanza si snoderà il percorso espositivo, caratterizzato dall’intreccio tra la dimensione umana e artistica di Vittorio Bodini. In apertura accoglierà il visitatore una scultura dedicata al poeta, eseguita dallo scultore Antonio Miglietta, poi ci si addentrerà nello studio dello scrittore ricostruito con la scrivania che fu di Bodini e la sua Olivetti fedele compagna nella stesura delle autorevoli traduzioni a cominciare dal Don Chisciotte pubblicato da Einaudi. Si potrà scoprire un Bodini, privato, legato agli affetti della sua famiglia, degli amici per poi entrare in sintonia con il suo mondo letterario – i suoi articoli, e le pagine di giornali e riviste italiani e stranieri che gli hanno riconosciuto la fama di autore, traduttore e poeta a livello nazionale e internazionale, e ancora i suoi rapporti con gli intellettuali dell’epoca, da Zavattini, a Pasolini, Spaziani, Quasimodo Calvino – materiali che per l’occasione sono stati digitalizzati e ottimizzati allo scopo di offrire ai visitatori della mostra l’opportunità di leggere agevolmente anche i testi a piccolo corpo di grafia o stampa. In sottofondo, grazie a diffusori acustici, si potranno ascoltare alcuni testi di Vittorio Bodini letti da attori differenti, tra cui Giorgio Albertazzi, e altri di Garcia Lorca con voce di Enrico Maria Salerno, mentre come camei scorreranno le immagini dei video riguardanti le testimonianze di Lydia Mancinelli, Maria Luisa Spaziani, Giuseppe Gatto, Lamberto Pignotti e altri, e un documentario Rai a cura di Giuliano Capani.

“Questa terra non è solo barocco, belle spiagge ed enogastronomia – ha detto il Sindaco che ha annunciato una targa in via Carlo Russi per ricordare il suo precedente toponimo, via De Angelis, dal nome di una lirica di Bodini. “Mi piacerebbe che questa mostra servisse a fare conoscere ai nostri concittadini la sua attività poliedrica, perché la conservazione del passato è garanzia di futuro – ha aggiunto Perrone. Al cimitero di Lecce, Vittorio Bodini, che lì aveva chiesto di essere riportato, riposa accanto a Tito Schipa: anche questo fa parte del nostro patrimonio inestimabile, che abbiamo l’obbligo di tutelare ma anche di divulgare”. E in tal senso c’è necessità, ha insistito Minelli, di aprire il Fondo Bodini dell’Università del Salento, per far  finalmente diventare il poeta patrimonio reale della città: Valentina Bodini, presidente del Centro Studi intitolato al padre, ha messo infatti a disposizione del Must e della città tutto il suo patrimonio di ricordi e cimeli familiari.

La mostra è promossa dal Comune di Lecce e prodotta dal MUST in collaborazione col Centro Studi Vittorio Bodini e con la collaborazione del Fondo Bodini custodito presso della Biblioteca Interfacoltà dell’Università del Salento. Una rassegna itinerante che dopo Lecce toccherà altre città italiane, mentre sono in preparazione a Firenze tre giornate sull’Ermetismo che verteranno su tre poeti fiorentini e Vittorio Bodini. Non resta che attendere il taglio del nastro, domani 22 febbraio 2014, alle ore 18, naturalmente al Must.

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