Quando la crisi fa diventare “fantasmi”

Sulla pagina fb – e collegata alla nostra rivista – “Stylosa” il nuovo blog della giornalista e scrittrice salentina ora anche ghost writer

Da giornalista a ghost writer. I mille volti di Lucia Accoto

“chi crede, raggiunge e conquista”

Non ha mai gettato la spugna. Il suo motto è: “chi crede, raggiunge e conquista”. Lo scrive spesso sui social  per ricordare, anche ai numerosi followers che la seguono, che bisogna andare avanti nella vita senza lasciarsi ingabbiare dalla crisi che mette in ginocchio e riduce la speranza. Quando la incontriamo in un caffè per un’intervista, arriva con il sorriso negli occhi. Lei, la giornalista Lucia Accoto, non ha mai smesso di investire sulle sue passioni. Caparbia, tenace, determinata, dal piglio deciso, ma delicata tanto nei lineamenti quanto nel portamento riesce a mettere a proprio agio l’interlocutore di turno. L’Accoto ha sempre puntato dritto verso gli obiettivi ricordando i suoi passi nelle redazioni in cerca della notizia che non ha orari e che risucchia la vita privata. Lucia Accoto, in un periodo in cui la disoccupazione cresce e la disperazione lacera gli slanci, ha investito su ciò che ha fatto da quando è nata professionalmente: la scrittura. Ha creduto in se stessa e non ha mollato. È lungo il suo percorso, dapprima come giornalista, come scrittrice poi ed ora come ghost writer. Perché oggi ricopre questa figura, di scrittore fantasma. Un lavoro che pochi conoscono, cerchiamo di capirne di più.

 

Lucia, chi è il ghost writer?

Chi scrive testi, libri, romanzi, interventi pubblici per conto di altri che poi ne assumeranno la paternità. Il ghost writer rimane nell’ombra, non firma le pubblicazioni. Scrive sulla base di una traccia, di un’idea che l’autore gli fa presente. il ghost writer non solo traduce in scrittura ciò che è nella mente dell’autore, ma sviluppa quella data idea creando una struttura narrativa forte su cui stendere colpi di scena, intrecci, ambientazioni, personaggi principali e figure di spalla.

E tu come sei finita nella rete fantasma?

Raggiungendo un sogno, perché ai sogni non ho mai smesso di credere neanche nei periodi più bui. Di cadute ne ho avute tante, in alcuni momenti non vedevo la luce, perché non c’era. Non c’era lavoro. Con l’anima a brandelli, da precaria, ho dovuto rialzarmi in fretta e dare retta ancora una volta alla passione che vive nel corpo come un demone, che ti sfianca e non ti lascia. All’inizio ero inconsapevole della potenzialità della scrittura, soprattutto in rete, sui social network. Poi ho capito le dinamiche puntando su una comunicazione emotiva. Sul mio profilo Facebook, da anni, ogni giorno scrivo un post, perlopiù riflessioni taglienti o pensieri fluttuanti nati da ciò che accade nella vita o dalla pura ispirazione. Poi in un momento di vuoto ho scritto il mio secondo libro “Mena” edito da Il Raggio Verde e sono arrivati i consensi, le vendite, le chiamate. Subito dopo è arrivato anche un altro libro che ho scritto con altri sette autori, “Caro Ulivo, ti scrivo”, sempre per la stessa casa editrice  e lo stile di scrittura ha fatto il giro. In rete i followers  commentano, dicono la loro su ciò che scrivo e qualcuno monitora. Ed il mio profilo è stato monitorato dagli addetti ai lavori, dagli autori, che mi hanno cercata per essere una ghost writer.

Quanto è difficile scrivere per conto di altri?

Le difficoltà ci sono, ma si superano. Per me la scrittura è vita, anima, cuore, impegno, esercizio. Mi immedesimo in ciò che scrivo, cerco di far passare dalla mia penna le emozioni dei committenti con i quali mi relaziono, ho un confronto costante. Scrivere per me è far respirare i fogli, sentire attraverso il bianco della carta la propria passione per l’inchiostro, continuare a spalmare pensieri. Niente è stato ed è facile. Ho dovuto sentire la pioggia, vestirmi di acqua, di lacrime, di determinazione, di rischi per afferrare le parole, sceglierle e seguire la strada, anche quella di chi mi affida le sue storie.

Chi sono gli autori?

Faccio finta di non aver sentito la domanda. Per una ragione di privacy non posso dire nulla e non svelerei nulla neanche sotto tortura, per rispetto delle parti.

Quando vedi in libreria, sugli scaffali, i libri con il nome degli autori che ti hanno commissionato il lavoro qual è il tuo stato d’animo?

Sono serena e mi si illuminano gli occhi. I libri, una volta terminati di scrivere, non mi appartengono più, non sono più cosa mia. Quando consegno il lavoro finito so che, da quel momento, deve andare avanti il committente, l’autore. Sarà la scrittura a guidarlo e dovrà camminare da solo.

Vivi di passioni: il giornalismo, la scrittura e la moda. Sei una “Stylosa” in cerca di dettagli?

Amo i dettagli, sono i particolari che fanno la differenza, in tutto. È una questione di stile, di personalità, ed a me piace anche lo style, la moda, il fashion. Osservo per esempio ciò che lo street style offre puntando lo sguardo sulla ricerca, sull’innovazione, sulle tendenze per mettere a fuoco i segnali di modernità, passato e futuro. Come giornalista scrivo anche articoli di moda e questo mi permette di esplorare un mondo in continua evoluzione. E bisogna stare al passo con i tempi, per questo non potevo non avere un blog personale che ho aperto su Facebook da poco dal titolo “Stylosa by Lucia Accoto”. Foto, manie beauty, dettagli di stile, suggerimenti per chi vuole essere sempre glamour. (an.fu.)

 

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