Arte, versi e suoni. Vittorino Curci alla Momart Gallery di Matera

MATERA. “Drawing badly in the right way” è il titolo della mostra dell’artista Vittorino Curci che si è inaugurata domenica 17 dicembre nella sede della Momart Gallery di Matera. La personale, curata da Antonella Marino, sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018. Un titolo che suggerisce cosa si nasconde dietro i dipinti dell’artista pugliese dall’aspetto apparentemente elementari che però sono il risultato di una strategia che trasforma il disegnare male, “drawing badly”, in modalità di agire “in the right way” – spiega la curatrice Antonella Marino che aggiunge: «I suoi dipinti e disegni tratteggiati su piccole superfici di tela o di carta anche d’imballaggio, con cornicette di varie fogge e stili, hanno una cifra popular, vignettistica, infantile, che attinge con disinvoltura al repertorio del fumetto d’autore come alla street art, a certa arte naif e ad una tradizione colta di immediatezza espressiva che attraversa la storia dell’arte contemporanea da Picasso a Klee, Kandinsky, Mirò. Passando per l’Art Brut di Dubuffet o il primitivismo grottesco del gruppo Cobra, fino alle più recenti esperienze della californiana Mission School.»
Poeta, musicista e pittore, Vittorino Curci nato nel 1952 a Noci, negli anni Settanta si forma all’Accademia di Belle Arti di Roma, città in cui espone i suoi primi lavori di arte concettuale alla Galleria Jartrokor diretta da Sergio Lombardo. Nel ‘79 viene inserito nell’8ª Antologia Ipersperimentale Geiger, a cura di Adriano Spatola, e successivamente inizia a collaborare con la rivista TamTam e partecipa a diverse iniziative promosse dallo stesso Spatola in Italia e all’estero.
Intorno alla seconda metà degli anni Ottanta inizia una lunga serie di collaborazioni con musicisti jazz d’avanguardia. In questo periodo realizza numerose performance di forte impatto teatrale in cui utilizza oggetti scenici, attori, musiche originali e scenografie d’avanspettacolo (con forti reminiscenze delle serate futuriste). Nel ’94 è tra i fondatori a Reggio Emilia del Gruppo di poesia sonora Baobab.
Attualmente, pur dedicandosi molto a una scrittura di ricerca con forti ascendenze surrealiste, a livello performativo ama esibirsi in più discreti reading poetici – nei quali esegue anche partiture sonore – insieme con piccole formazioni musicali oppure, in completa solitudine, accompagnandosi con un sassofono.
Nel 1999 ha vinto il Premio Montale per la sezione “Inediti”. Sue poesie sono apparse su Nuovi Argomenti.
In campo musicale è presente in circa 50 album, ha fondato e diretto l’Europa Jazz Festival di Noci (1989-2000), ha promosso gli incontri e le sedute di improvvisazione del collettivo A Bao A Qu (1996-1999), ha collaborato con numerosi musicisti italiani e stranieri tra cui Carlo Actis Dato, Conny Bauer, Peter Brotzmann, Eugenio Colombo, Charles Gayle, Peter Kowald, Sergej Kuryokhin, Steve Lacy, Joelle Leandre, Gianni Lenoci, Marcello Magliocchi, Sabir Mateen, Pino Minafra, Louis Moholo, Maggie Nicols, Maresuke Okamoto, Roberto Ottaviano, Sakis Papadimitriou, Evan Parker, William Parker, Ernst Petrowsky, Ernst Reijseger, Antonello Salis, Mario Schiano, Gunther Sommer, Keith Tippett e Bruno Tommaso.
Nella mostra al Momart, particolare anche nell’allestimento a parete di un puzzle di frammenti dipinti che richiamano le variazioni ritmiche del jazz dove si dispiegano agli occhi del fruitore i curiosi personaggi ritratti nei suoi quadretti in cui – scrive la curatrice – «sfondi monocromi o tessiture astratte si integrano a sintetiche silhouettes di omini, cose, animali che fissano situazioni ordinarie dal risvolto comico, enigmatico o surreale. Il tutto sottolineato dall’inserzione di scritte che spaziano dallo slang dell’inglese globale all’idioma dialettale, dall’onomatopea alla battuta salace, da riferimenti di cronaca a più profonde annotazioni di carattere esistenziale…»
Il vernissage è stato impreziosito dal reading poetico di Vittorino Curci insieme con Silvana Kuhtz (voce recitante), Gianni Console (sassofoni contralto e baritono), Francesco Massaro (clarinetto basso e sassofono baritono) e Walter Forestiere (percussioni). Un’atmosfera magica grazie alla contaminazione di suoni, parole e visioni che appartiene alla cifra stilistica di questo artista nel suo caso veramente poliedrico, fermato nelle inquadrature del bellissimo reportage fotografico di Antonio Giannini. (an.fu.)

Vittorino Curci
Drawing badly in the right way
a cura di Antonella Marino
Matera, piazza Madonna dell’Idris n. 5 e 7
Fino al 7 gennaio 2018, ore 10.30 – 13,00 e 15,30 -18.30. Lunedì chiuso, domenica pomeriggio aperto.
Info: info@momartgallery.it.

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