Quando scoppia la pace. Aspettando il Centenario a Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO. A partire dal “telegramma della vittoria” del generale Diaz, Vittorio Veneto, nella Storia e nell’immaginario collettivo, rappresenta il capitolo finale della Prima Guerra Mondiale: un luogo simbolo intriso di significato, per la memoria di tutti gli eventi legati al conflitto che ha sconvolto l’Italia e il mondo tra il 1915 e il 1918, ma anche fronte della battaglia, insieme all’area del Triveneto, chiamato inevitabilmente a pagare il prezzo più alto.

A cento anni dalla fine del conflitto, il Comune di Vittorio Veneto ancora una volta vuole ricordare come monito per il futuro e vuole rendere omaggio, anzi dare voce, a chi non può più lasciare la propria testimonianza. I reduci non ci sono più e spetta alle Istituzioni mantenere la loro memoria. Memoria di una generazione che ha visto sì l’inizio ma anche la fine di una guerra; che ha vissuto la tragedia, ma che ha anche avuto modo di assistere al fragore dello scoppio di qualcosa di ancora più carico di significato.
“Quando scoppia la pace” è il titolo voluto per le commemorazioni del Centenario a Vittorio Veneto, “headline” , come si dice in gergo, straordinariamente forte e simbolica dei tanti eventi e progetti che animeranno tutto il 2018, fino al 4 novembre.
Ben sei i raduni in programma tra Paracadutisti, Lagunari-Truppe Anfibie, Fanti e Cavalleria, oltre all’Adunata delle Sezioni Alpine del 3° RGT, che comprende anche le sezioni estere di Germania, Belgio, Lussemburgo e Nordica, per la quale si prevedono 60.000 presenze in città (15-17 giugno) e al Raduno Nazionale di Assoarma (22-28 ottobre).
Momenti ufficiali e commemorativi ma anche di festa, con tante manifestazioni collaterali, dalle mostre alle notti bianche. A breve sarà reso noto il programma, intanto prepariamoci al Centenario di Vittorio Veneto.
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