Finibus Terrae, la Giornata Internazionale del Jazz al Capo di Leuca

Giornata Internazionale del Jazz in riva al Capo di Leuca grazie alla terza edizione del  Finibus Terrae – International Jazz Day Celebration. 

L’iniziativa, inserita nel calendario ufficiale UNESCO, è ideata dall’associazione non profit Lampus e prevede tre appuntamenti: il primo è fissato per il 28 aprile presso lo Yacht Club di Leuca alle 17,00, in collaborazione, oltre al Circolo ospitante, con l’associazione Salentosophia – animazione culturale.

La seconda fase della rassegna prosegue il 30 aprile e il 1 maggio alle 21,00, ai piedi della Torre di difesa Cinquecentesca di Salignano, caratteristico borgo a pochi chilometri da Leuca. 

La seconda parte dell’evento è organizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Castrignano del Capo e il patrocinio del Parco Culturale Ecclesiale Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae attraverso il marchio Cammini di Leuca. Un progetto, quest’ultimo, dell’Ufficio Nazionale di Pastorale del Turismo, Sport e Tempo Libero della Conferenza Episcopale Italiana che promuove, recupera e valorizza il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, ricettivo di un territorio.

Con questa edizione del Finibus Terrae Jazz Day, Lampus vuole inoltre farsi portavoce dei suoi partner e del “suo” pubblico per esprimere la più ampia solidarietà alla Gazzetta del Mezzogiorno (Io sto con La Gazzetta del Mezzogiorno ) perché superi brillantemente questo periodo di impasse “subita” dalle risorse umane che la tengono valorosamente in vita in nome della libera informazione!

L’UNESCO, riconosciuto il valore di questo genere musicale, ha deciso di proclamare il 30 aprile “Giornata internazionale del jazz” con la seguente motivazione: «Uno strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza e alla comprensione reciproca». Un giudizio che vuole cogliere il potenziale di scambio, confronto e reciproco ascolto tra culture diverse insito nel jazz, una musica che supera le differenze di razza, religione, etnia o nazionalità.

La proposta, partita nel 2012 dagli Stati Uniti, è stata subito sposata con entusiasmo dal nostro Paese e da Argentina, Brasile, Ecuador, Egitto, Germania, Ungheria, India, Israele, Giappone, Messico, Filippine, Polonia, Spagna, Sri Lanka, Uganda, Tanzania e Francia. Una platea eterogenea che nel 2018 ha visto coinvolti 190 Paesi nei 7 continenti, desiderosa di ritrovarsi, per un giorno, sotto la bandiera del Jazz.

 Il Capo di Leuca, trampolino di pace e dialogo

Storicamente definita De Finibus Terrae, Leuca segnava l’estremo limite dei Cives (cittadini) romani, al di là del quale cominciavano i Provinciales (i coloni). L’omonima basilica – santuario, è meta pellegrinaggio di migliaia di fedeli di ogni nazionalità devoti alla “Madonna delle frontiere”, che spalanca le braccia verso Oriente per infrangerne ogni barriera. Questa sua felice posizione geografica, già densa di significato simbolico, ha convinto l’Associazione Lampus a scegliere il Capo di Leuca quale luogo fortemente simbolico per rilanciare il messaggio dell’UNESCO che riconosce al Jazz la capacità di favorire l’incontro interculturale.

Parlami di Jazz

La formula dell’evento, sintetizzata dal sottotitolo Parlami di Jazz, ha debuttato con successo durante il Jazz Day ’17, ed è stata riproposta in più occasioni. Lo scopo dell’iniziativa è di agevolare la familiarizzazione con questo genere musicale, connotato da una forte vocazione interculturale, rimuovendo il luogo comune che a volte emargina il Jazz tra i generi di difficile ascolto.

Il “format” che prevede concerti “parlati” in cui i musicisti, selezionati per qualità artistiche e doti comunicative, interagiscono con il pubblico arricchendo la propria performance con spiegazioni, aneddoti e approfondimenti sul Jazz.

A questa particolarità, si affianca l’uso di un tono amichevole e informale volto ad annullare la distanza tra artisti e pubblico e la scelta dei luoghi, preferibilmente poco conosciuti, ma di forte appeal.

Lampus, partendo dal Salento, ma rivolgendo lo sguardo oltre i confini pugliesi, è impegnata nella sfida di affidare a giovani talenti il compito di rimuovere il luogo comune che il Jazz sia un genere da relegare tra quelli “ostici” all’ascolto! 

Il programma (ingresso libero fino a esaurimento posti).

  • domenica 28 aprile – Yacht Club Leucah.17,00                                                                                                                                                      Il primo appuntamento della rassegna è frutto della collaborazione nata lo scorso anno tra Lampus, l’associazione culturale Salentosophia e lo Yacht Club Leuca con l’intento di far convergere le proprie vocazioni istituzionali incentivando l’offerta culturale nel territorio del Capo di Leuca.                                                                                      Sulla terrazza affacciata sul Porto peschereccio del più antico sodalizio di Leuca, il programma, intitolato Tributo a Michel Petrucciani, il genio dalle dita di cristallo nel ventennale della sua scomparsa. Un omaggio al grande pianista francese (Orange, 28 dicembre 1962 – New York, 6 gennaio 1999), con cui il Roberto Esposito Trio (Roberto Esposito al pianoforte), Michele Colaci (contrabasso) e Alberto Stefanizzi (batteria) racconteranno in musica e parole il percorso artistico del compositore ed esecutore di standard della tradizione jazz. La grande capacità espressiva ritmica e melodica hanno reso Petrucciani uno dei pianisti più riconoscibili nel panorama jazz mondiale collezionando in pochi anni una ricca discografia. Si parlerà anche della forza di carattere di Michel che, afflitto da una rara malattia congenita conosciuta anche come sindrome dalle ossa di vetro, ha saputo sprigionare, sublimandola in musica, la sua impareggiabile creatività.
  • Martedì 30 aprile – Torre di Salignano h.21,00:                                                                                                                                                   la serata è dedicata a uno dei più acclamati padri fondatori della Bossa Nova con il Tributo a João Gilberto. Sul palco il Pra João Quartet composto da Aldo Di Caterino (flauto traverso), Marco Giuliani (chitarra e voce), Giovanni Scasciamacchia (batteria) e Gianluca Fraccalvieri (basso elettrico). Si tratta una formazione di artisti baresi nota nel panorama nazionale per l’eleganza che contraddistingue il loro suono. Il racconto “parlato” è affidato a Marco Giuliani, voce e chitarra del gruppo oltre che accattivante divulgatore musicale.                                                                          Con “ blitz” a sorpresa, interverranno sul palco i Capitani Coraggiosi (Giovanni Molinari, Francesco Scaramuzzi e Francesco Ambruosi): tre professionisti baresi accomunati dalla “malattia” del Jazz e da un delizioso senso ironico che hanno scelto di dedicare molto del loro tempo libero alla diffusione di questo genere musicale.
  • Mercoledì 1 maggio – Torre di Salignano h.21,00:                                                                                                                            presentazione di Necéssaire de Voyage,  primo album della formazione Kulu sé mama  prodotto dall’etichetta DODICILUNE con il sostegno di Puglia Sounds Record. Tutti salentini i protagonisti che si esibiranno sul palco di Salignano: Gabriele Rampino (sassofono soprano e tenore), Maurizio Bizzochetti (chitarre), Maurizio Ripa (pianoforte), Maurizio Manca (basso elettrico), Daniele Bonazzi (batteria). Kulu sé Mama, ab origine legato all’avanguardia e al panafricanismo post-coltraniano, successivamente muove verso territori non ignari di un certo suono elettrico, protofusion, ma con un linguaggio influenzato dalla modernità                                                                 In caso di maltempo, gli appuntamenti di Salignano si svolgeranno all’interno della Torre

Box: la Torre di difesa cinquecentesca di Salignano

Costruita a Salignano (frazione di Castrignano del Capo) intorno al XVI secolo, ha pianta circolare con diametro di 20 metri e altezza di 15, è una delle torri meglio conservate del Salento. Costituita da due piani, con una caditoia interna in corrispondenza della porta principale. I due piani sono collegati tra loro da una scaletta ricavata all’interno della struttura che arriva fin sopra il terrazzo. Al piano terra è presente un camino ed una cisterna. In corrispondenza del centro della volta è presente un orifizio che era utilizzato per le comunicazioni tra i due piani. Questa torre di seconda linea dà perfettamente l’idea dell’architettura militare del tempo con le sue imponenti caditoie per la difesa piombante, i beccatelli e le feritoie.

(fonte: comunicato stampa)

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