La Torre di Leverano da lassù si vedrà il mare?

Perché in un comune che non si trova sulla costa si trova una torre di avvistamento? Cosa si scorge dall’alto dei suoi ventotto metri?

di Raffaele Polo

I luoghi ‘misteriosi’ sono spesso sotto i nostri occhi. Ci passiamo davanti, indifferenti, di giorno. E di notte non facciamo caso alla loro presenza, immersi come siamo nelle nostre routine.
Ad esempio, la Torre di Leverano (la Vecchia Torre, che dà il nome alla Cantina vinicola che produce l’ottimo vino, quando abbiamo a tavola la bottiglia di ‘ amabile’, non prestiamo attenzione all’etichetta che raffigura, appunto, la vecchia torre. Eppure è lì, davanti ai nostri occhi, e noi non ce ne accorgiamo neanche…)

La Torre federiciana a Leverano, foto Alessandro Romano


E, poiché ricordiamo sicuramente che Leverano non è un comune costiero, ci viene spontaneo chiederci se, dalla sommità della Vecchia Torre, si possa vedere il mare. In fondo la Torre a questo serviva, all’avvistamento del nemico che veniva dalle onde. Possibile, possibile che non si veda il mare da lassù?
Ecco allora che, come il protagonista del romanzo ‘ Le fiamme di Supersex’, vogliamo scoprire questo ulteriore ‘luogo misterioso’ del Salento.
Facciamoci guidare, perciò, nell’avventura alla scoperta della sommità della Vecchia Torre.
“…. Con Mario, ci siamo ritrovati ai piedi della torre. Lui si era procurato, non so come, la chiave del portoncino, dissimulato nel grande portone di ferro. Siamo entrati nella grande torre, spoglia e impressionante al suo interno. ‘è alta 28 metri, forse un poco di più’ ha mormorato Mario, guardando in alto. Ma sembrava molto, molto più alta…
‘Pensare che è qui da oltre sette secoli’ ho detto io, cominciando a salire, lungo il muro, dove c’era una specie di scalinata che, ogni tanto, s’interrompeva. L’interno della torre era in ombra, ma dai finestroni penetrava la luce di quel pomeriggio caldo e assolato.
La torre di Leverano ha la caratteristica di essere composta da due parti: c’è una sorta di piedistallo, una base, dalla quale poi s’innalza la torre vera e propria. L’interno, per l’incuria e per il tempo, era completamente spoglio, crollati i pavimenti che coprivano i tre piani originali, solo lungo le mura interne si notavano i resti di quella che era stata un’architettura sobria e finalizzata a far raggiungere, presto, la sommità della fortezza. Non era per nulla facile, adesso, arrivare fino a sopra, decisamente non si intravedeva la possibilità di utilizzare le scale superstiti, crollate in buona parte. Però, in alta, si vedeva chiaramente che la luce penetrava attraverso il muro. C’era, insomma, un’apertura, un varco che portava proprio sulla cima della torre.
Siamo saliti fino ad un certo punto, attenti a non precipitare giù. Nella torre non c’era, a prima vista, possibilità di inerpicarsi. Ma, guardando attentamente, si poteva notare che, dove non c’erano i gradini, alcune asperità guidavano verso l’alto.
Io sono partito speditamente, cominciando a salire. Pareva che, come in un percorso a ostacoli, ci fosse sempre la possibilità di superare od aggirare la momentanea difficoltà. (…) La mia idea di vedere il mare, da Leverano, era paragonabile a quella, che immaginavo superba e titanica, degli uomini di Babele? Mi sono sentito pungolato e ho moltiplicato gli sforzi, scivolando e annaspando ma raggiungendo, con qualche rischio, l’apertura minuscola che portava al tetto merlato della torre. Anche qui, la stabilità era precaria e, incredibile, c’erano cespugli di capperi dappertutto.
Mi sono affacciato, tenendomi saldamente ad un merlo che sporgeva nel vuoto. Ho guardato in lontananza, verso l’orizzonte, verso ovest. I merli della torre di Leverano erano singolari: protesi orizzontalmente, sembravano rostri minacciosi e impedivano, in qualche modo, di guardare giù.
Ma il mio interesse era per quello che si poteva vedere in lontananza, il motivo dominante di tutti i miei sforzi, era il mare….”

Ecco, adesso volete una risposta al chiaro interrogativo: dalla sommità della torre di Leverano si vede il mare? Poiché si tratta di un luogo, tutto sommato, ‘misterioso’, manteniamo questo dubbio, nell’invitarvi, se proprio non vi va di compiere un’escursione sulla Torre, a leggere ‘ Le fiamme di Supersex’, Lupo 2007, pag 57 e seguenti.

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