Amoreamaro di Maria Mazzotta in finale al Premio Parodi

Per la  Transglobal World Music Chart è tra i dieci album più belli del 2019/2020

“Amoreamaro”, il nuovo album di Maria Mazzotta, già tra i finalisti delle Targhe Tenco nella sezione “Interpreti” (targa vinta da Tosca), è al numero 9 della classifica internazionale Transglobal World Music Chart riferita alla stagione 2019/2020, redatta dai maggiori critici e giornalisti nell’ambito delle “musiche del mondo”. Un altro grande riconoscimento per la cantante salentina che parteciperà anche alle finali del prestigioso Premio Parodi, che si terrà a Cagliari dal 5 al 7 novembre

Il lavoro della Mazzotta, pubblicato a gennaio da Agualoca Records e disponibile anche nella versione in vinile, è accompagnato dalla pubblicazione di un nuovo video live: quello di “Vorrei volare / Ballata della presa di coscienza”, brano d’apertura dell’album, registrato nel dicembre scorso durante il concerto della Mazzotta, con Bruno Galeone alla fisarmonica, ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce.

“Amoreamaro” è una intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato. Dieci brani in tutto, di cui due inediti, per un disco – presentato in anteprima alla Fira Mediterrania de Manresa (Spagna) nell’ottobre scorso – che attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come da tradizione popolare, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura“. Si va dagli stornelli ai brani di tradizione riarrangiati ed arricchiti con nuove sonorità e parole, sino alle pietre miliari che hanno lastricato la strada della grande canzone Italiana come “Lu pisci spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” portata al successo da Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” della grande cantautrice siciliana Rosa Balistreri. Ma il cuore del disco alberga nei due inediti in lingua salentina: “Nu me lassare”, una dolorosa ballata d’amore, un’invocazione a chi non c’è più, e la title track “Amoreamaro“, una pizzica, tradizionalmente ritmo risanatore per le “tarantolate”, che idealmente si prefigge di guarire un mondo malato. A guidare musicalmente il tutto ci sono la fisarmonica ed il pianoforte del malgascioBruno Galeone, al quale talvolta si uniscono i tamburi etnici e le percussioni dell’iranianoBijan Chemirani (in “Tore Tore Tore”) e il didgeridoo di Andrea Presa (in “Amoreamaro”). “Amoreamaro” è distribuito in Italia da Audioglobe, in UK da Proper Music, in Germania da Indigo e in Francia da Inouie.  Maria Mazzotta, che a marzo ha dovuto interrompere il suo tour internazionale a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ha ripreso la tournée facendo tappa al Napoli Teatro Festival, al Musicastrada di Pisa, al Suoni mobili di Milano, al Festival Il Cammino Celeste in SalentoHide & Seek Festival di Bruxelles in Belgio, ecc. Nei prossimi mesi il tour di Amoreamaro continuerà con un fitto calendario che la porterà ad esibirsi a Lubiana e Novo Mesto in Slovenia, da Liegi in Belgio a Bordeaux in Francia, da Budapest in Ungheria a Saragozza in Spagna. Non mancheranno le tappe in giro per lo Stivale: 8 ottobre Catania, 14 ottobre Trento, 15 ottobre Vicenza, 5-7 novembre Cagliari, 27 novembre Torino, 2 dicembre Roma, 3 dicembre Formia e tanto altro ancora che verrà annunciato nelle prossime settimane.  CHI E’ MARIA MAZZOTTAMaria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari. Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music. Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche vocali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”. Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

(fonte: comunicato stampa)

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