Il gatto del Castromediano. Lecce e la sua statua della Libertà

La scultura del Bortone icona della bellezza
e degli ideali celebrati oltreoceano

Mario Cazzato

Quando nel 1898 al Bortone il sindaco Pellegrino commissionò il monumento al Castromediano, erano passati più di dieci anni dall’inaugurazione della più famosa statua della libertà a New York, diventata immediatamente famosa in tutto il mondo.

E certamente il Bortone guardò a questo monumento quando ideò la sua statua della libertà, con lo scudo che ne riporta il nome, a scanso di equivoci, e non mi dite che i volti delle due statue non si rassomigliano. Figure femminili vestite all’antica, coronate, con lo sguardo alrero che mira altrove, con le catene spezzate, quella leccese in mano, l’americana ai piedi. Ma c’è di più. La libertà leccese stringe con la destra una specie di scettro alla cui sommità è raffigurato proprio un gatto. Adesso le cose si complicano e la figura del felino è certamente un gatto egiziano, animale sacro a Iside, tra le più importanti divinità femminili egiziane. E forse qui è probabile che vi sia qualche implicazione di tipo massonico, ma è un aspetto che andrebbe approfondito. Per adesso gustiamoci la statua della libertà di Lecce e il suo bel gatto.

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