“A very narrow bridge

I molteplici linguaggi di Israele in mostra nel Museo ebraico di Lecce grazie alle opere di quindici artisti a confronto

“A very narrow bridge” è la mostra inaugurata il 29 settembre nelle sale del Museo Ebraico di Lecce e che sarà visitabile fino al 29 settembre 2023.

I mille e un volto di Israele si svelano attraverso la ricerca artistica di quindici artisti nella mostra curata da Fiammetta Martegani, curatrice presso il Museo Eretz Israel. Il titolo richiama un verso del rabbino Nachman di Breslov, che recita: “Il mondo intero è un ponte molto stretto e l’importante è non avere paura”.
Con questo forte messaggio di apertura nei confronti dell’altro e degli altri, inaugura la prima mostra di arte contemporanea israeliana, nella splendida cornice del Museo Ebraico di Lecce.

Luogo di confronto, incontro e riferimento per portare alla luce e valorizzare la storia della comunità ebraica vissuta anticamente a Lecce, il Museo, nato sei anni fa grazie a Francesco De Giorgi e Michelangelo Mazzotta con la direzione scientifica del professor Fabrizio Lelli, è protagonista ancora una volta di un evento culturale di grande rilievo.

“A very narrow bridge” intende esplorare l’utilizzo dei diversi linguaggi e delle molteplici identità di Israele al fine di superare le proprie paure, personali e collettive, creando ‘un ponte molto stretto’ tra culture, religioni e persone.

Artisti ebrei e musulmani, uomini e donne, etero e gay, religiosi e agnostici, si esprimono attraverso l’uso della propria lingua di origine: ebraico, arabo, yiddish, e perfino ebraico antico trascritto attraverso la tecnica della calligrafia giapponese.
Si tratta di: Anissa Ashkar (Amore e… cos’altro?); Michael Ben Abu (Il cerchio della vita); Amos Biderman (Ebreo a cavallo); Raya Bruckenthal (Un paradiso dorato); Tsibi Geva (Uccellino nel Wadi Ara); Leor Grady (Senza titolo-Lekhah Dodi); Kazuo Ishi (Kohelet); Liron Lavi Turkeinch (Aravrit); Dede & Nitzan (Oro); Haim Maor (Autoritratto con i miei genitori VS Khader, Machmud e Bisan); Lenore Mizrachi Cohen (Fiori preoccupati); Karam Natour (Il mondo sensuale III); Israel Rabinovitch (Sarò quel che sarò); Khader Oshah (Autoritratto); Ruth Noam Segal (Nessuna tempesta in vista).

Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato 10 -18.30; martedì 10 – 13.30; 14.30 – 19; domenica 10.30 – 13.30.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

Info: 0832/247016.

(fonte: comunicato stampa)

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