Sulla TV di ieri e di oggi

Riflettendo su programmazioni e palinsesti

Raffaele Polo

La storia è semplice e non occorre ripercorrerla per capire che le frasi ‘nulla di nuovo sotto il sole’ e ‘corsi e ricorsi storici’ sono sempre validissime e, anzi, finiscono per diventare stucchevoli, per la loro ovvietà. Stavolta, vogliamo soffermarci su programmi televisivi e, soprattutto, sulle ‘fiction’ che, ormai, sono il nostro più pubblicizzato prodotto nazionale.


Nel mondo del bianco e nero, quando c’era solo un canale e mezzo, avevamo i teleromanzi che, grazie all’impegno di ottimi registi ed interpreti, portavano nelle nostre case le vicende di eroi immortali come don Abbondio, la Pisana, Tom Jones, l’Idiota, ma anche Maigret e le commedie di Eduardo. Poi, il progresso e l’irrompere di sponsor sempre più invadendi, hanno abituato al colore e ad una realtà che il sociologo Baudrillard ha stigmatizzato con il suo saggio ‘L’altro visto da sé’ che offre, in copertina, l’immagine disegnata di un uomo che, in poltrona, guarda lo schermo della TV dove è ripresa la sua immagine… A suggerirci, insomma, che finiamo per farci condizionare pesantemente dai criptomessaggi che ci vengono dal piccolo schermo, ormai elemento indissolubile della nostra vita quotidiana.
Soprattutto i più anziani finiscono per farsi facilmente affascinare dalle vicende (tutte molto simili fra loro) che vengono da un mondo, quello televisivo, che si confonde sempre più spesso con quello reale. Dove la ‘realtà’ non è così chiara ed evidente come quando c’era il biancoenero. Allora era tutto più semplice: il ‘nostro’ mondo era a colori, il resto solo finzione, anche i telegiornali apparivano meno cruenti e gli uomini politici erano addirittura simpatici e beneducati (Ugo Zatterin conduceva una ‘Tribuna politica’ che era lontana anni luce dalle trasmissioni similari dei giorni nostri).
Oggi, i protagonisti della TV di ieri finiscono per essere mitizzati e si guarda con piacere alle ‘fiction’ che li hanno come protagonisti: da Domenico Modugno a Mike Bongiorno, eccome ce li ricordiamo, magari li ri-scopriamo, soprattutto gli eroi sportivi ci affascinano con le loro vicende private, che non conoscevamo…
Poi, finiamo per farci travolgere dalle fiction ‘a puntate’ come quelle, quotidiane, di ‘Un posto al sole’ e ci sorprendiamo a chiederci se Edoardo è veramente un malfattore e se è possibile che Ferri sia così negativo… Per non parlare delle simpatie per i vestiti di Imma Tataranni e per l’impermeabile del commissario Ricciardi così simile a quello del Tenente Sheridan, ci sono, anche qui, corsi e ricorsi storici.
Piuttosto, per quel che riguarda le vicende amorose, il ‘progresso’ è evidentissimo: non manca, in ogni episodio, la visiva e ampia descrizione dell’incontro erotico tra partner di ogni sesso, con musica d’occasione appropriata..
Evoluzione e adeguamento ai tempi correnti, certo. Tanto che le considerazioni spirituali di don Matteo (e poi don Massimo) paiono quasi fuori luogo e retaggio di nostagici sentimenti non più attuali.
Infine, lo slittamento degli orari dei maggiori programmi, che segna come siano cambiate le abitudini familiari: adesso tutto inizia attorno alle 21 e 30 per terminare verso mezzanotte. Impensabile, anni addietro; quando Carosello segnava il confine della TV condivisa che si spingeva solo per un paio d’ore, nel migliore dei casi, e non era interrotta dalla pubblicità.
La pubblicità…
No, per carità: di questo ne parleremo un’altra volta.
Forse…

(foto: HAMED ASAD da Pixabay)

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