La musica elisir di lunga vita
Riavvolgendo il nastro dei ricordi e delle storie di chi ha reso immortale la lirica nel mondo
Giovanni Ferruccio Labella
Arthur Schopenhauer, collocava la Musica in cima alla vetta della sua piramide, la definiva Scienza delle Scienze! Dall’Epitaffio di Sicilo (II secolo A.C.) ai nostri giorni, di acqua ne è passata sotto i ponti. Le arti figurative accompagnano la nostra vita e spesso sono il nostro sostegno.
La Musica è linfa per l’anima, mantiene allenata la mente, è un linguaggio universale che unisce popoli di diversa nazionalità ed estrazione. Ne sono di esempio alcuni artisti lirici.
Il tenore svizzero Hugues Adhemar Cuenod (1902-2010), detto virtuoso, è stato apprezzato interprete nelle Melodies di Claude Debussy, ha iniziato la sua carriera nel lontano 1928, concludendola nel 1997. La sua voce elegante può essere ascoltata in Andrea Chenier con Luciano Pavarotti e Montserrat Caballè e nella storica registrazione de Il Cavaliere della Rosa di Richard Strauss insieme a Elisabeth Schwarzkopf, Otto Edelmann, Christa Ludwig, Nicolai Gedda diretti da Herbert Von Karajan nel 1956, cui è stato assegnato il Diapason D’Oro.
Il soprano lirico spinto Magda Olivero (1910-2014), definita la voce di un secolo, ha mosso i primi passi in scena nel 1932, interpretando opere liriche fino al 1981, si menziona Adriana Lecouvreur cantata 117 volte e Traviata 104 volte, proseguendo poi nei concerti fino al 2009. Aveva un vasto repertorio di circa settantacinque Opere, tra cui Medea, Jenufa, La fanciulla del West, Fedora, Francesca da Rimini, Mefistofele, Wally, Iris, I dialoghi delle Carmelitane, La dama di Picche. Dalla voce prodigiosa, caratterizzata dal suo inconfondibile vibrato, ha debuttato in Tosca (ruolo interpretato ben ottantotto volte nella sua lunga carriera) al Metropolitan di New York nel 1975 accanto a Luciano Pavarotti, riscuotendo un enorme successo. Nell’autunno del 1993 ha registrato Adriana Lecouvreur, ruolo a lei più congeniale e nel 2009 a novantanove anni ha inaugurato la Sala Radetzky a Milano interpretando il brano “Datemi Pace” dalla Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai.
La deliziosa Marta Eggerth (1912-2013) è stata un soprano e attrice ungherese. Dalla voce fluida, dolcissima e dall’emissione perfetta, ancora adolescente, ha debuttato nel lontano 1923. Attiva in Danimarca, Olanda, Svezia e Austria, è stata ingaggiata per la sua bellezza dall’industria cinematografica nel 1930. Ha preso parte a oltre quaranta film, si ricordano quelli con Judy Garland, con Gene Kelly e con il regista italiano Carmine Gallone, diventando la cantante lirica più famosa del grande schermo. Nel 1936 ha sposato il tenore polacco Jan Kiepura, conosciuto due anni prima, con il quale si è esibita al Metropolitan di New York nella Bohème nel 1938. È stata molto applaudita nelle opere quali Carmen, Tosca, Rigoletto, Manon, Aida; lo stesso nelle operette come La vedova allegra e nei musical Follies, Tom Jones, Colette. Infine è doveroso ricordare l’intensa attività concertistica che si è protratta in tarda età, in particolare il concerto tenuto a Vienna nel 1999 a ottantasette anni, quelli di New York nel 2006/7 e l’ultima esibizione nel 2011 a 99 anni. Successo di critica e pubblico e “sold out” al botteghino.
Angelo Loforese (1920-2020) è stato un tenore lirico drammatico eroico per la difficoltà del suo repertorio (Aida, Don Carlo, Medea, Ugonotti, Pagliacci, Giulietta e Romeo). Allievo di Aureliano Pertile, ha conservato intatta la voce, in particolare gli acuti e lo squillo, sfoggiando una tecnica unica e invidiabile. Lo attestano le tante registrazioni e soprattutto gli ultimi concerti tenuti a Tokyo nel 2010 e a Milano. Novantatreenne, ha cantato in tono (così com’è scritto) i brani dalla Turandot “Nessun dorma” e dal “Trovatore “Di quella pira!” eseguendo il famoso Do di petto con una sicurezza prodigiosa.
Il tenore barese Giuseppe De Risi (1913-2017), sanremese d’adozione, detiene un record assoluto. Ha cantato per l’ultima volta in concerto all’età di 102 anni, declinando l’uso del microfono, e conquistando il pubblico plaudente per le sue spiccate doti vocali: impostazione perfetta, ricco fraseggio e ottimo utilizzo dei fiati.
Il soprano Luisa Mandelli (1922-2018) ha svolto una brillante carriera nei maggiori teatri italiani ed esteri. È ricordata soprattutto per aver interpretato il personaggio di Annina accanto a Maria Callas nella famosa Traviata del maggio 1955 al Teatro alla Scala, con Giuseppe Di Stefano, Ettore Bastianini, il maestro Carlo Maria Giulini e Luchino Visconti come regista. Nel 2016, a quasi novantaquattro anni è stata convocata per essere ancora Annina a Berlino dal maestro Daniel Baremboim. Poiché la regia, un po’ troppo audace, prevedeva una scena circolare girevole e quindi inadatta alla sua veneranda età, la direzione del teatro ha preferito sostituirla con un’altra cantante. Le prove però, non sono state vane, perché l’Opera è stata ripetuta in seguito a Milano con lo stesso cast, conseguendo un enorme successo. Dal giorno successivo alla recita, è stata appellata “L’Eterna Annina!”.
Poi due straordinari soprani: la prima, Lina Vasta (1931-2023) è stata allieva di Giannina Arangi Lombardi. Dotata di una voce fresca e gradevole, perfetta nell’intonazione e nell’emissione dei suoni rotondi.
La seconda, Maria Malatesta Calabrò (1931-2021) definita da Franco Corelli una vera fuori classe, allieva di Lina Pagliughi, da cui ha imparato il perfetto utilizzo dei suoni modulati e la tecnica della respirazione formidabile. Cantava come un usignolo.
Le loro rispettive interpretazioni sono magnifiche esecuzioni, in contraddizione con l’età anagrafica.
Infine un pensiero particolare a un’immensa artista della musica classica: Lya De Barberiis (Lecce 1919 – Roma 2013), pianista, concertista, didatta e accademica di Santa Cecilia. Ultima allieva del compositore Alfredo Casella e dedicataria di alcuni componimenti di Goffredo Petrassi e Ildebrando Pizzetti, fondatrice del Trio Concertistico Italiano con Giuseppe Garbarino (primo clarinetto) e Antonio Pocaterra (violoncello), è stata in scena ben ottantatré anni! Dal primo concerto tenuto a Bari nel 1929, fino all’ultimo nel novembre 2012 eseguito al Teatro Ghione di Roma. Le sue registrazioni sono delle vere e proprie lezioni d’interpretazioni del repertorio del novecento, Casella, Petrassi, Dallapiccola, Martucci. Si può ascoltarla nella registrazione della Sinfonia n.2 di Giuseppe Martucci incisa a novanta anni con l’orchestra Sinfonica di Roma diretta dal maestro Francesco La Vecchia nel 2009. .
